Ristorante italiano sul Canal St. Martin, 3 amiche, una innamorata.
Amica 1: Ma insomma, cos'è che ti piace cosi' tanto di lui?
Amica 2: Beh, è bellissimo...
Amica 1: E poi?
Amica 2: E poi mi fa fare un sacco di risate, è divertente... e mi piace parlare con lui, è simpatico e intelligente. E poi è sensuale, e mi guarda con occhi adoranti e io mi sciolgo..
Amica 3 (finora si è limitata a sorridere e annuire): Beh, normale... è un nero!
giovedì 26 aprile 2012
mercoledì 25 aprile 2012
Programmi di storia, we need a change
I piccoli mangiaranocchie a scuola seguono un programma di storia essenzialmente incentrato sulla storia di Francia, che comincia dalla mitica frase che ha dato il benvenuto alla materia a generazioni intere: Il y avait très longtemps, leurs ancêtres s'appelaient les Gaulois. Me ne vado un po' per immaginazione, sospettando che altri argomenti fondamentali di storia che i piccoli Francesi toccano sui banchi di scuola siano Carlo Magno, la nascita della nazione Francia, la strage degli Ugonotti, tutti i Luigi, Richelieu, il Re Sole, la Rivoluzione, le due guerre mondiali e le 5 Républiques. Ribadisco, me ne sto andando per un'idea. Diamo pero' per scontato che queste cose i piccoli (e poi grandi) mangiaranocchie le sappiano. Che poi sentano dire dalla loro maestra che Galileo fu condannato a morte e non che mori' tranquillo e beato nel suo letto, beh, si puo' spiegare cosi'.
I piccoli Italiani, invece, hanno dei libri di storia che somigliano a enciclopedie, cominciano dalla preistoria e arrivano ai giorni nostri. Io, da ex piccola Italiana, ricordo che a darmi il benvenuto allo studio della storia era l'uomo delle caverne, la cui vita era cambiata inventando la ruota, scoprendo il fuoco e passando a camminare solo sulle gambe, senza l'ausilio delle braccia. Poi ricordo di aver appreso nozioni su nozioni di popoli lontani: le loro scoperte, il loro modo di vivere, le guerre che si facevano tra di loro. Mi sono ammorbata sulle guerre puniche e il Congresso di Vienna, passando per gli Ittiti e la Controriforma. Alla fine della 5a liceo sono arrivata al pelo a sapere, per grandi linee, com'era andata la Seconda guerra mondiale, spiegatami dal libro e dal prof come un susseguirsi di date e di eventi, di attacchi lanciati e decisioni prese a tavolino tra pochi intimi. Dei partigiani, del 25 aprile, la scuola non mi ha insegnato niente. Quel poco - pochissimo - che so, lo devo agli amici, a mio zio Ciro che mi ha insegnato Bella ciao, a qualche lettura.
Ecco, io credo i programmi scolastici di storia dovrebbero essere svecchiati un pochino, ma un pochino parecchio. Perché non concentrarsi sulla storia del nostro Paese, mantenendo comunque un'attenzione agli altri e agli eventi importanti dei vari secoli? Perché passare 2 mesi sulla Quadruplice Alleanza e non insegnare chi erano i partigiani? Spiegare perché il 25 aprile è segnato in rosso sul calendario?
Ricordare il 25 aprile, insegnarlo a scuola, festeggiarlo ha oggi più senso che mai. Ieri Michele Serra scriveva su Repubblica:
E quindi, buon 25 aprile a voi tutti: che il ricordo della Resistenza ci aiuti a scegliere ogni giorno di lottare per la libertà.
I piccoli Italiani, invece, hanno dei libri di storia che somigliano a enciclopedie, cominciano dalla preistoria e arrivano ai giorni nostri. Io, da ex piccola Italiana, ricordo che a darmi il benvenuto allo studio della storia era l'uomo delle caverne, la cui vita era cambiata inventando la ruota, scoprendo il fuoco e passando a camminare solo sulle gambe, senza l'ausilio delle braccia. Poi ricordo di aver appreso nozioni su nozioni di popoli lontani: le loro scoperte, il loro modo di vivere, le guerre che si facevano tra di loro. Mi sono ammorbata sulle guerre puniche e il Congresso di Vienna, passando per gli Ittiti e la Controriforma. Alla fine della 5a liceo sono arrivata al pelo a sapere, per grandi linee, com'era andata la Seconda guerra mondiale, spiegatami dal libro e dal prof come un susseguirsi di date e di eventi, di attacchi lanciati e decisioni prese a tavolino tra pochi intimi. Dei partigiani, del 25 aprile, la scuola non mi ha insegnato niente. Quel poco - pochissimo - che so, lo devo agli amici, a mio zio Ciro che mi ha insegnato Bella ciao, a qualche lettura.
Ecco, io credo i programmi scolastici di storia dovrebbero essere svecchiati un pochino, ma un pochino parecchio. Perché non concentrarsi sulla storia del nostro Paese, mantenendo comunque un'attenzione agli altri e agli eventi importanti dei vari secoli? Perché passare 2 mesi sulla Quadruplice Alleanza e non insegnare chi erano i partigiani? Spiegare perché il 25 aprile è segnato in rosso sul calendario?
Ricordare il 25 aprile, insegnarlo a scuola, festeggiarlo ha oggi più senso che mai. Ieri Michele Serra scriveva su Repubblica:
E quindi, buon 25 aprile a voi tutti: che il ricordo della Resistenza ci aiuti a scegliere ogni giorno di lottare per la libertà.
sabato 21 aprile 2012
Pragmatismo paterno
- Mà, hai visto? A' piccerella se ne va a Valencia per l'Erasmus!
- Eh, ho visto... Sono proprio contenta!
Voce fuori campo: - E speriamo che si trovi un bel fidanzato spagnolo cosi' abbiamo la carne di toro gratis!
A volte mi chiedo come siano costruite le connessioni neuronali di mio padre... ma ho il vago sospetto che il cibo occupi un posto importante.
- Eh, ho visto... Sono proprio contenta!
Voce fuori campo: - E speriamo che si trovi un bel fidanzato spagnolo cosi' abbiamo la carne di toro gratis!
A volte mi chiedo come siano costruite le connessioni neuronali di mio padre... ma ho il vago sospetto che il cibo occupi un posto importante.
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una telefonata allunga la vita
mercoledì 11 aprile 2012
Chissà
Chissà se non c'è niente da capire o se invece le cose non stanno come pare di intenderle a me.
Chissà se il momento di fare valigie e scatoloni è di nuovo vicino, col dovermi reinventare la vita da un'altra parte.
Chissà qual è la mia vera vocazione, il mio posto, la mia realizzazione.
Chissà se questa poca voglia di scrivere, di raccontare è passeggera oppure no.
Per il momento, "viviamo avanti". Tutto il resto, "come acqua sul pinguino".
(Non ci avete capito niente, lo so. Ma quando ci capiro' qualcosa io e trovero' le parole giuste, ne sarete informati.)
Chissà se il momento di fare valigie e scatoloni è di nuovo vicino, col dovermi reinventare la vita da un'altra parte.
Chissà qual è la mia vera vocazione, il mio posto, la mia realizzazione.
Chissà se questa poca voglia di scrivere, di raccontare è passeggera oppure no.
Per il momento, "viviamo avanti". Tutto il resto, "come acqua sul pinguino".
(Non ci avete capito niente, lo so. Ma quando ci capiro' qualcosa io e trovero' le parole giuste, ne sarete informati.)
venerdì 6 aprile 2012
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio
"Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell’uomo. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell’orario, c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio. Coraggio fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce. C’è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra un assurdo. Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della pasqua irromperà tra le nuvole in fuga."
(Don Tonino Bello)
(Don Tonino Bello)
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