No, questa ve la devo raccontare, perché quando l'ho vissuta pensavo di essere un alieno capitato per sbaglio nel posto in cui ero.
Ma andiamo con ordine.
Venerdi' della settimana scorsa: dopo una notte a Orly e un aereo all'alba, arrivo al mio ridente paese natale. Causa matrimonio in famiglia il giorno dopo, avevo prenotato una seduta di restauro dall'estetista di fiducia, per tentare di salvare il salvabile. Mentre quella fissata dell'estetista mi abbelliva i piedini - che erano ancora tutti interi, ma questo è un altro discorso - driiiin driiiin... arriva una telefonata. Dopo qualche scambio di battute tra la fissata e la donna misteriosa all'altro capo del filo, capisco che si parla di me. Sfodero una delle mie migliori faccine perplesse e provo a protestare con la fissata: "ma forse vorrà parlare con mia zia..." (mia zia ha un nome molto simile al mio, solo con 3 lettere in più). E invece no: la tizia vuole proprio parlare con me. Me la passa. Io, in preda a mille punti interrogativi, prendo la telefonata:
- Si'?
- Buongiorno, formichina?
Noi non ci conosciamo, io mi chiamo G.P. e sono amica della sorella del marito di tua zia (sempre quella con le 3 lettere in più nel nome).
- Ah, mi dica.
- Ma tu sei la sorella di C.?
- No, sono la nipote di C. Signora, ma lei è davvero sicura che vuole parlare con me e non con mia zia?
- Voglio parlare con te. Sei la figlia del signore della panetteria?
- (.....) si', sono io.
- Bene, tu stai a Parigi, vero?
- Si', perché?
- Ah, e cosa fai a Parigi, lavori?
- (penso: oddio, ma quando finisce 'sto terzo grado? chi è questa? e che vuole da me?) Cerco lavoro per ora.
- Ah, e fino a quando rimani?
- Signora, non lo so, dipende.
- No, ti spiego, è per la figlia di una mia amica, che viene a Parigi a inizio dell'anno prossimo... le sto cercando un contatto come appoggio là.
- (ci risiamo: un'altra che mi ha preso per un'agenzia immobiliare) Ma cerca una casa questa ragazza?
- No no, era giusto per compagnia, perché parte da sola... ma se tu non ci sarai più, forse non so se è il caso. Ma quindi fino a quando resti? Resterai?
- (comincio ad alterarmi) Signora, ma come faccio a dirle cose che non so io per prima?!
- Vabbè, posso comunque dare il tuo contatto a questa ragazza? Poi se non sarai più a Parigi non fa niente...
- (profondo respiro) Sisi', non c'è problema, questo è il mio numero, poi si vedrà più in là. Arrivederci, eh.
Cioè, io non so se vi rendete conto del grado di sofisticazione della cosa. Ricostruendo l'accaduto: la sorella del marito di mia zia dice alla sua amica che conosce una a Parigi (io). Quella scema dell'estetista fa la soffiata a entrambe circa il mio passaggio in sala restauro. Madame ef.bi.ai, con la prontezza di un avvoltoio, telefona all'estetista all'ora del mio appuntamento e mi bracca, fregandosene altamente del mio momento di relax dopo aver passato la notte sulle poltroncine di Orly e del fatto che magari non mi andava di farmi fare il terzo grado da una persona che manco conosco. Ma sono io troppo bacchettona o è la gente che è troppo invadente?
En tout cas, dite all'ef.bi.ai che le prossime reclute le venga a cercare al mio paese: una proposta ce l'ho già.