giovedì 30 dicembre 2010

2010 - Fotogrammi

Non so se avete avuto modo di vedere le 100 foto selezionate da Repubblica per raccontare il 2010: io ci ho dato un'occhiata ieri e di rimando ieri sera, mentre aspettavo il sonno, ho cercato di proiettare un mio personale album di quest'anno che sta finendo. Ci ho messo dentro un bel po' di scatti di vita mia, ma ne ho lasciati anche un po' di quelli "di tutti". Allora vediamo un po'.

Ricorderò anch'io il 2010 come l'anno del terremoto ad Haiti, dell'Italia subito fuori dai Mondiali, degli scioperi a Parigi per le pensioni, della manifestazione della FIOM il 16 ottobre, di Nichi Vendola a Pomigliano, dei 33 minatori cileni liberati, del suicidio di Monicelli, del Bunga bunga, dell'illusione che lo psiconano potesse durare poco pochissimo, dei crolli a Pompei, della riforma dell'Università, del modello Marchionne, di Vieni via con me.

 Tra gli scatti solo miei, invece, ne metterò qualcuno in più. Ci metterò quelli dei giorni passati a piangere e a maledirmi per la tesi, non posso fare finta che quei momenti non siano mai esistiti. Ci metterò la mia festa di compleanno, il brindisi sul canal saint Martin la sera di san Patrizio, i concerti di Massimo Ranieri, di Sharon Jones e di Yann Tiersen. Ci metterò il mio viaggio in Andalusia, dove un fotogramma si chiama "formichina andalusa versione raggiante" e un altro "l'impossibile stretta di mano, eppure...". Ci metterò una chitarra e un bidoncino di Heineken sulla Senna, un pic-nic a Buttes-Chaumont e un giro in velib' in una fresca notte d'estate. Poi ci saranno le foto di tutti gli amici che sono venuti a trovarmi, i tortelli della mamma di Silvia, il campionato di cucina e i corsi sui mercati. Ci saranno le mie mattine di domenica al mercato con Silvia o da sola, le battute coi macellai, i Peanuts, il matrimonio di Elisa, i miei giovedì alla péniche, la scoperta del pilates. Un pomeriggio soleggiato a place des Vosges, tante feste e l'una di notte fatta in un pic-nic a due a Cité universitaire. Poi ci sarà Procida, due amiche ritrovate e  l'illusione di potermi finalmente innamorare, un sacco di dolci sms trascritti sul mio Moleskine. Vedrete lo scatto di un cuore traboccante d'emozione in una città che odio, e un amico venuto a raccogliermi col cucchiaino a Denfert. Ci sarà la neve e sarà tanta, come tante sono le occhiate lanciate all'orologio del metro per scoprirmi sempre più in ritardo, ci saranno i 15 libri che ho letto quest'anno, col primo posto a Il maestro e Margherita, ci sarà Vie de merde, ci sarà un bagno d'affetto a Pisa, ci sarà Maria, la badante di mia nonna, ci sarà il volto luminoso di mia madre di ritorno dalle ferie sul Gargano, le lacrime di gioia di mia sorella che ha trovato l'Amore, ci sarà l'RER, ci saranno i miei 4 piani di scale. Ci sarà la voglia di mettermi in gonna e la presa di coscienza di avere una mia bellezza.

Soprattutto, ci sarà questo blog, la voglia di provare a raccontare ciò che vedo e sento, i vostri commenti, le vostre visite in punta di piedi. E ancora, la voglia di scattare tanti altri fotogrammi per quest'anno ormai alle porte. Auguri di cuore a voi tutti!

venerdì 24 dicembre 2010

Cosa ho fatto a Pisa

Avevo voglia di tornarci, rivedere un po' di gente e avevo bisogno di un lungo viaggio in treno. Quel viaggio in treno, sulla Tirrenica. Sono arrivata il 16, ad aspettarmi c'era una giornata gelida ma soleggiata. Un tassista pisano docche s'è occupato di me e del valigione e ci ha portati fino a casa. Cioè quella che prima era casa mia, in cui torno da ospite per la seconda volta, forse l'ultima. Ho dormito nella mia vecchia stanza, Emanuela era già partita. Ha cambiato disposizione ai mobili, il disordine è scomparso ma anche lei ha appeso la cartina di Pisa del DSU nello stesso punto in cui ce l'avevo io. I quadri invece sono altrove, e i due chiodini trasparenti che reggevano il mio quadro con le foto dell'Erasmus sono ancora lì.

Ho portato un pain d'épices, una marmellata di Natale e del thé in foglie, ci abbiamo fatto colazione.
Sarina mi aveva preso la schiacciata e il crudo, è stato il mio pranzo dell'arrivo, pure se erano le quattro e mezza. La Fra invece mi ha fatto la torta di mele, in cui aveva dimenticato di incorporare gli albumi: sono diventati i suoi buonissimi dolcetti al cocco e la torta di mele andava bene uguale.

Ho sperimentato le gioie del ritorno in patria guardando in tv uno squallidissimo ex picchiatore fascista (ora ministro della Difesa, ma da lui chi ci difende?) dare del vigliacco a un ragazzo giustamente preoccupato per il suo futuro, davanti a milioni di persone.
Ho conosciuto Cristina, che ora occupa la stanza di Mortifex: una brava bimba, ma dalla voce troppo squillante.

Sono stata con Sarina a fare l'aperitivo al Mani'omio, che ha degnamente sostituito il Venus e poi al Leningrad a sentire Frà mettere i dischi, sorseggiando una tisana e giocando a Scrabble con lei e col Pallini, facendo attenzione a pensare a parole italiane e dando ogni tanto un'occhiata ai fumetti sul precariato in mostra sulle pareti. Sono arrivata seconda, pure se ho finito per prima le lettere. Il Leningrad è più luminoso e c'è più posto, è diventato un pochino più fichetto, forse per questo lo preferivo com'era prima.
Anche a Pisa ho camminato nella neve, scesa copiosa il venerdì mattina a paralizzare mezza Italia. Ho sentito alla tv sindaci e presidenti fare a scaricabarile tra di loro e sulla Protezione civile, e quest'ultima scaricare a sua volta sui poveri diavoli che volevano tornare a casa.

Mi sono seduta in macchina di Gino, facendo attenzione all'orchidea stupenda che abbiamo portato alla Piera. Mi sono sentita chiamare di nuovo "amoooore" e dire "ma quanto è bello il mio amore, tutta bellina e dimagrita" in un abbraccio morbido. Ho pensato di non poter sopravvivere alla cena, quando ho visto che c'era uno stinco di maiale di 7 etti a testa, che non sono riuscita neppure ad assaggiare, tanto ero piena. Ho finalmente mangiato i cannelloni di Gino, fatti in mio onore.

Non ho salutato Marisa, non ho fatto in tempo. Ho di nuovo partecipato alla messa a san Frediano, riconoscendo vari volti e canti. Sono stata a Palazzo Blu a vedere Mirò con Ric, mi ha regalato una calamita. Ho fatto la staffetta tra Ric e Gipo, che invece mi ha regalato Persepolis, facendo di me una bimba felice.
Ho finalmente conosciuto Lucia, HDC e Priska, in una Lucca semideserta e sempre elegante e in una casa in cui si respira un po' di mondo tra libri e post-it, oltre alla semplicità dell'accoglienza. Ho imparato che a Pescia e solo lì si dice "ciàlo" per qualificare qualcosa di bello e ho riso un sacco.

Ho rivisto Laura, la mia ex insegnante di yoga, e ci ho parlato come se fosse una delle mie migliori amiche.
Ho notato che sul Ponte di Mezzo quest'anno non c'erano i nastri dorati, mentre le bancarelle alle Logge sono sempre le stesse. Ho notato che dopo 5 anni i lavori in piazza Emanuele sono quasi finiti, dev'essere proprio stato un lavorone, dé!
Ho bussato di nuovo alla porta di Charles, a cui ora dò del tu, che mi ha come al solito avvolta nella sua nuvola persistente di profumo.
Ho bevuto una tazza di acqua calda col limone in un appartamento di studenti, per cercare di calmarmi la tosse.

Ho visto un po' di facce nuove e non m'è dispiaciuto, constatato che anche a Pisa le cose cambiano, con lentezza ma cambiano.
Ho realizzato che anche se non sarà mai come prima, casomai dovessi ritornarci per stabilirmi, potrebbe essere un posto adatto a una formichina (pure se si rischia di diventare una formicona, per quanto ho magnato).

martedì 21 dicembre 2010

Soddisfazioni

Straffexpedition con la sorellina alla Feltrinelli questo pomeriggio. Punitiva per il portafogli, ovviamente. Ci ho lasciato la bellezza di 70 euri e la sensazione di aver fatto qualche cappellata. Staremo a vedere dalle facce. Sono quasi tutti i libri, ma non posso dirvi i titoli, ché qualcuno spia e poi si guasta la sorpresa.

Vi dico però che tra le altre cose ho preso pure un cd di Don Backy, per regalarlo a mio padre. La sorellina mi ha fatto notare che papà non ascolta i cd e che avrei potuto investire i soldi del cd nel suo regalo, ma io ho voluto prenderlo lo stesso: mi auguro che un giorno lo ascolterà in macchina con mio fratello, mentre staranno andando a fare qualcosa insieme.

Ma: 1) del rene di cui sopra, neanche un cent alla mondadori e a quel cornuto del suo padrone, mortacci sua; 2) il tratto dalla macchina al negozio l'ho fatto senza sciarpa, né cappello né guanti e con la giacca sbottonata, per la prima volta dopo mesi.  A volte basta davvero poco...

mercoledì 15 dicembre 2010

A Roberta

Roberta ha tagliato i suoi bei capelli setosi color miele: le sfioravano il fondoschiena, ora sfoggia un caschetto che le copre appena le orecchie. Roberta ha un cappellino grigio, gliel'ha regalato Coky quando sono stati a Parigi, al mercato domenicale sull'avenue Daumesnil.

Roberta ha l'ansia di conoscere, vuole sapere sempre di più: per potersi difendere, per non farsi prendere in giro, per sentirsi una cittadina migliore. Per trasmettere le cose belle che impara alle persone che incontra o che incontrerà. Roberta ha un cuore che batte forte e che s'infiamma per la libertà, la giustizia, l'onestà: per un futuro migliore.

Per questo Roberta ieri era a Roma, trepidante d'attesa per il voto di fiducia, insieme a tanti altri come lei, e purtroppo anche insieme a qualche imbecille facinoroso buttato nella mischia per creare scompiglio. Roberta era li' a gridare "Vergogna", era li' anche per me e e per tanti altri. Roberta è riuscita a tornare a casa miracolosamente illesa e presto la riabbraccero'.
Roberta è mia sorella, e io sono orgogliosa di averle insegnato a camminare.

lunedì 13 dicembre 2010

Sabato notte

Prima, la festa: gli amici, la chitarra, Rino Gaetano a squarciagola, un bicchiere dopo l'altro, le patatine.
Poi la stazione di Gabriel Péri, il freddo, l'attesa del Noctilien, la bionda chiante.
Gabriel Péri - Saint Lazare, neanche 20 minuti, forse 20 persone. Luci fioche sulla Senna e "qui Cézanne veniva a dipingere".

Altro Noctilien, Saint-Lazare - Gare de Lyon. Opéra, Bourse, Hôtel de Ville, Bastille. Qualche taxi sul pont Neuf riaccompagna a casa chi, come noi, se n'è fregato degli orari del métro.

Gare de Lyon, vélib: senza cappellino e in gonna, ma sempre meglio di un terzo Noctilien.
L'avenue Daumesnil a quest'ora è solo luci gialline e rumore del silenzio, nessuno in giro, i locali ormai chiusi da un pezzo. Sono le 4.30: un po' il freddo, un po' la voglia matta di andare a dormire, mi fanno pedalare con solerzia senza avvertire la fatica. La città è mia, solo mia, e potrebbe essere una città qualsiasi, con un grande viale alberato, i semafori e le saracinesche abbassate.

Ma è Parigi, e non è la stessa cosa: di giorno un brulicare impazzito, di notte una mamma premurosa che entra in punta di piedi nella stanza del suo bimbo, per vedere se dorme.

giovedì 9 dicembre 2010

VDM

Per sdrammatizzare un po' sui miei 4 anni di zitellaggio incallito, ieri ho postato su feisbuc una battuta in stile Vie de merde, confidando (un po' troppo) nella cultura generale dei miei contatti:

"Aujourd'hui, j'ai 27 ans et cela en fait 4 que je suis célibataire. Je suis désormais la seule célibataire de ma famille et je m'attends à ce que mes petits cousins de 6 et 8 ans me présentent leurs petites copines pendant les vacances de Noël. VDM."*

Non l'avessi mai fatto: s'è mobilitata la Confraternita delle anime pie di pronto soccorso, che si è immediatamente prodigata in perle di saggezza e consolazioni di varia natura, molte delle quali direttamente empruntées agli Atti del convegno sul luogo comune e la frase fatta. Qualche esempio:

1- La vita è bella, Rosa. Si direbbe che non hai ancora trovato il ragazzo giusto. Sono sicuro che si nasconde da qualche parte. Ti auguro una vita felicissima, amica mia!
2-  Ma no, vedrai che arriverà nel momento in cui meno te l'aspetti!
3- Piccola, non ti deprimere, meglio essere sola che con un tipo che non si prende cura di te! Se vuoi partiamo a caccia dell'uomo perfetto, sapendo che l'uomo perfetto non esiste! (...)
4- Non avere fretta e soprattutto non cercare nessuno... 

Vi risparmio il resto. Volevo fare una battuta, ho mobilitato la Croce Rossa. Je valide, c'est une VDM.

*"Oggi, ho 27 anni e da 4 sono single. Sono ormai l'unica single della mia famiglia, e mi aspetto che i miei cuginetti di 6 e 8 anni mi presentino le loro fidanzatine durante le vacanze di Natale. VDM."

martedì 7 dicembre 2010

Quattro

Il tempo passa, corre, vola. Domani saranno quattro-anni-quattroda quando è finita la mia ultima storia. Da quel momento, più nessuno al mio fianco. E di ragazzi ne ho conosciuti... Italiani, stranieri, un bicchiere, un film, una festa. Non ha funzionato con nessuno perché è mancata la reciprocità, la buona volontà o era il momento sbagliato. Ho al mio attivo una collezione di sintonie non concretizzate, proposte indecenti, errori di valutazione e veri e propri abbagli. Ah, e ovviamente la fatidica domanda, posta con evidente perplessità da parenti, amici e conoscenti: "Ma come mai una formichina come te, carina, intelligente e tutto il resto è sola?"

Signori miei, ch' v'aggia ricere... Abbiate pazienza, come cerco di averla io ogni volta. Quando sono puntualmente la "dispari", quando mi confronto con le illusioni e le delusioni, quando mi perdo da sola nell'immensità della poesia, quando ho freddo.

Ogni tanto, piove pure nel deserto. E sarà pioggia fresca, attesa, e abbondante.