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martedì 6 agosto 2013

Fotopost - gargAMO

E venne pure il tempo della prima vacanza insieme per formichina e P.A. I nostri eroi, inizialmente orientati verso Stromboli e le Eolie, hanno poi ripiegato - per modo di dire - sul più vicino e accessibile Gargano. Relax totale, cibo ottimo, sole e vento, gente semplice e cordiale. Quello che ci voleva per rimetterci al mondo! Poi farò un altro post con qualche "dritta", casomai qualcuno di voi volesse avventurarsi nella terra degli ulivi. Per ora, accontentatevi di qualche scatto: enjoy!
Vista sul mare di Peschici

Pesciolini sul fondale della grotta delle Viole (Isole Tremiti)

Vista dell'isola di san Nicola - Isole Tremiti

Trabucco di san Lorenzo - Vieste

domenica 4 settembre 2011

Pensieri a mollo

n°1: sono bastate 24h per far cambiare colore alla mia pelle e passare dal grigio spento a un caldo ambrato, quasi birra doppio malto. ogni anno mi riprometto di cercare di abbronzarmi anche d'inverno, ché con questo colore sono più carina e anche più ottimista, ma poi non lo faccio mai. e forse è giusto che sia cosi', perché di abbronzatura vera ce n'è una sola, ed è quella che ti conquisti stando una giornata intera in spiaggia, spalmandoti di crema e cambiando posizione mille volte, mentre la brezza ti culla dolcemente. quella che scopri con l'entusiasmo di un bambino quando dopo la doccia, quasi per miracolo, appare il segno del costume.

n°2: il Cilento è una terra meravigliosa, che cerca di resistere all'avanzare della cosidetta "civiltà". un po' aspra, ma generosa: ulivi, fichi, uva, fichi d'india. ha il sapore e la lentezza delle cose di una volta, è ancora una terra di vecchi. mi viene in mente quanto lo detestavo da piccola, perché "non c'era niente". nel libro di Vecchioni che sto leggendo ho trovato una frase che mi è piaciuta molto: "la lentezza è sinonimo di civiltà". stiamo andando troppo veloce, questa cosa non mi piace.

n°3: bisogna stare sereni e volersi bene, per accettare di più gli altri. perché la perfezione non è di questa Terra, e forse neanche del Cielo, se esistono mosche, zanzare e borghezio.

n°4: sento la necessità di imparare a fare qualcosa di nuovo. magari quest'inverno mi iscrivo a un corso di fotografia o di ballo.

n°5: potevo andare in vacanza in Egitto o in Grecia; ma ho scelto di venire qui. avevo bisogno di recuperare il legame con la mia terra, di guardare i suoi colori, inspirare profondamente i suoi profumi, avere a che fare con la mia gente, sentirla parlare nella mia lingua.

n°6: sarà stata una buona scelta quella di restare a Parigi? vediamo come si mettono le cose al mio ritorno...

n°7: un mese a casa è troppo, se non se ne ha più l'abitudine. è per questo che bisogna partire ogni tanto, per ricominciare ad amare le persone importanti della nostra vita.

martedì 23 agosto 2011

Una capatina

Eccomi qua, sono tornata oggi pomeriggio. Che bello trovare le vostre antennine! :)

Sono stati giorni belli e intensi, a nuotare, spalmarci la crema a vicenda e ridere, ridere, ridere ancora. Avere come unica preoccupazione la messa a punto di una strategia per assaggiare tutti i piatti del menù di Girone, di cui vi parlerò (c'è una paginetta già scritta nel mio Moleskine).
Mi ero portata Le parole non le portano le cicogne di Vecchioni, ma ne ho letto un solo capitolo. Il mio massimo sforzo intellettuale è stato sfogliare Vanity fair, che credo possa meritare giustamente il titolo di miglior settimanale femminile in Italia. Sono stata proprio brava, stando lontana dalle edicole e dalle brutte notizie. Ho persino resistito alla tentazione di fregare Repubblica ai vicini di ombrellone... L'unica volta che ho provato a parlare di politica e affini con la mia sosia sono stata punita dal sole di Procida con una bella scottatura su spalle e décolleté. Da quel momento in poi gli argomenti di conversazione sono stati lo smalto, lo yoga, il pilates e il meraviglioso mondo di Groupon, fatto di 3 cerette a 19 euri e di 10 sedute di pressoterapia a 59, in cui mi tufferò presto.

Dovrete aspettare un po' per racconti e qualche scatto, domani riparto per altri 4 giorni: altro giro, altro mare. Stay tuned! 

venerdì 11 marzo 2011

Sublimità

Spiaggia di Pozzovecchio, Procida, 16 agosto 2010.

Si è fermato un attimo, dopo tanto volare. Ha lasciato i suoi compagni di volo un po' più in là. Le zampe palmate in acqua, a rinfrescarsi un pochino. Lo sguardo in là, a scrutare il cielo oltre il costone di roccia. 
Davanti a lui, il mare che si colora di rosa, man mano che il sole si scioglie.

giovedì 22 luglio 2010

Lungomare di Malaga, 5 luglio 2010

Ceniamo da Miguel el carinoso, una trattoria che fa molto Policastro, mi ricorda "La rustica" o "Ippocampo" prima dei lavori. Piacerebbe al mio orsacchiotto, ne sono sicura.
Anche se sono le 22, c'è poca gente. Molti arriveranno più tardi.

Suonatori di fisarmonica si alternano a venditori di fiori. Ma non sono le solite rose inodori dei pakistani di tutto il resto del mondo: sono steli impilati in una scatola coi buchi. All'estremità di ognuno, un intreccio di fiori bianchi, dal profumo intenso e inebriante: gelsomino del Marocco.

Ma il re incontrastato dei profumi, stasera, è l'odore di salmastro, che mi entra su per le narici a intervalli regolari. Quanto mi sia mancato, lo realizzo solo ora.

giovedì 15 luglio 2010

MMM: Mica Male Malaga.

Non è bella come Granada, anzi non ha proprio niente a che vedere. Malaga non sa molto di storia, è una città bambina cresciuta troppo in fretta.
Il centro è dominato dalla cattedrale barocca, ovunque ti giri ne scorgi un pezzo. C'è qualche bel palazzo, ma l'incanto dura poco: spesso il suo vicino è un capolavoro dell'architettura anni '70, "cemento è bello". Un po' come il Centro direzionale.

Ma Malaga ha il mare e, malgrado il porto, si può fare il bagno, non come a Calambrone, meta di un epico smarrimento con la Fra (" ti dò questa notizia in conclusione / per sbaglio son finita a Calambrone"). Calette di fronte a un lungomare costellato di bar e ristoranti. Dietro il lungomare, una stradina con due file di casette bianche, una di fronte all'altra. La strada è lontana, i bambini possono giocare tranquilli. Una volta doveva essere un villaggio di pescatori, convertito in fretta in paradiso turistico alla moda.

Sarà la mia mania di voler ritrovare sempre qualcosa di un altro dove, ma a tratti mi sembra la Calabria senza i napoletani...

venerdì 25 giugno 2010

Out

Vorrei evitare di sprecare parole per l'Italia. Anche perché mi verrebbe spontaneo fare un parallelo Italia-squadra e Italia-Paese e verrei meno al mio buon proposito di non parlare di politica.

Riporto solo un commento di mio padre, riportatomi a sua volta da mia sorella. In risposta al "gallina vecchia fa buon brodo" di Lippi, il buon orsacchiotto se n'è uscito con un icastico "gallina vecchia o' cazz, tu e' fatt o bror' e purp". L'ho immaginato mentre lo diceva: ho desiderato essere a casa.

Poi s'è fatta l'ora della péniche. C'è sciopero, ma anche sole: due buoni motivi per andarci in velib'. Ho sbagliato percorso, sono capitata nella bolgia del corteo sindacale. Ammiro molto i Francesi quando scioperano. Certo, se non bloccassero la città sarei più contenta, ma hanno i loro buoni motivi e questo mi basta.

Ce soir le bateau bouge beaucoup, ça me donne un peu de mal de mer. Siamo in pochi stasera. Dai 3 oblò della cucina guardo l'argine di fronte e i superbi immeubles pierres de taille alle sue spalle. Provo a immaginare come verrebbe una foto.
Preparo le ciotole per la sala, ma sono lenta. Ogni volta che prendo coscienza della mia lentezza, m'intristisco un po'. Ma poi mi passa.

Dopo il servizio esco sulla passerella, è ancora giorno e la luce si colora del rosato del tramonto. Sul quai st.Bernard, passeggiate e pic-nic, belle ragazze con bei vestiti infiorati.

Débrief, e poi a casa. Sul pont d'Austerlitz alzo la testa, stanno passando 4 gabbiani. Forse a ricordarmi che il mare, tutto sommato, non è poi così lontano.