Si era presentato come l'uomo che poteva salvare l'Italia, dopo quello che forseè stato il momento politico italiano più squallido della storia della Repubblica. Sobrio, competente, sembrava l'uomo giusto: presentabile in Europa, serio, estraneo ai giochetti della politica. Dopo una valanga di scandali per peculato, a Natale dell'anno scorso aveva mostrato lo scontrino della spesa, a voler dimostrare una certa discontinuità.
Poi forse Montecitorio gli ha dato alla testa, fatto sta che da quando ha deciso di candidarsi alle politiche Mario Monti è irriconoscibile: ha definitivamente accantonato la sobrietà e le parole misurate per lanciare frecciatine a destra e a manca e approfittare delle situazioni per smerdare (perdonate il francesismo, ma non ho trovato un sinonimo più elegante ma ugualmente evocativo) gli avversari.
Probabilmente senza rendersi conto di quando la fa fuori dal vaso.Ecco, tipo quando, indignandosi per lo scandalo MPS, ha dichiarato: "Basta incroci banche-politica".
Un po' come se Benedetto XVI avesse proposto di abolire l'ora di religione, Tinto Brass di censurare i film con scene di sesso, Brunetta di mettere un'altezza minima per l'ingresso in politica o come se zio Paperone avesse deciso di condonare tutti i debiti a Paperino.
(Lascio finire a voi, perché a me escono solo parolacce.)
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sabato 26 gennaio 2013
martedì 8 gennaio 2013
Cose che possono succedere a meno di un mese dalla consegna
- Fai una scoperta sensazionale, ovvero un programmino disponibile on-line che avresti voluto trovare due anni prima, quando cercavi disperatamente dei programmini simili e chissà per quale motivo, proprio quello li' non l'hai trovato. In uno scatto di follia, decidi comunque di testarlo e di scriverci qualcosa sopra.
- Non trovi invece i dati che devi aver scritto da qualche parte - ecchemmiseria!- su un altro test con un altro programmino che non era proprio quello che avresti voluto mais bon, all'epoca quello passava il convento, che se già avevi una mezza idea di non parlarne ora hai la certezza che non potrai farlo perché non trovi i dati...
- Ti chiedi perché gli anni passano e tu continui ad essere sempre cosi' disordinata e casinara, malgrado le buone risoluzioni che prendi ogni volta che rischi l'angina pectoris perché non trovi quello che vuoi e chissà dove l'hai messo e ti viene il dubbio che magari su quella cosa non ci hai mai scritto niente invece, che al momento per zittire il tuo prof avevi annotato due cifre da qualche parte e chissà dov'è finito il foglietto.
- Torni a casa la sera e la prima cosa che fai è spalmarti di Voltaren (anzi, Voltarène) il braccio destro che, poverino, implora pietà.
- La tua coinquilina torna a casa e ti trova in cucina che conti chissà cosa su delle fotocopie e che, beata lei, ignora cosa siano i candidati termini e soprattutto che rottura sia doverli validare.
- Conti i giorni e pensi che non ce la farai mai, ma ci proverai. E se da un lato vorresti che le giornate fossero di 56 ore, dall'altro, non vedi l'ora che il delirio finisca.
- Non trovi invece i dati che devi aver scritto da qualche parte - ecchemmiseria!- su un altro test con un altro programmino che non era proprio quello che avresti voluto mais bon, all'epoca quello passava il convento, che se già avevi una mezza idea di non parlarne ora hai la certezza che non potrai farlo perché non trovi i dati...
- Ti chiedi perché gli anni passano e tu continui ad essere sempre cosi' disordinata e casinara, malgrado le buone risoluzioni che prendi ogni volta che rischi l'angina pectoris perché non trovi quello che vuoi e chissà dove l'hai messo e ti viene il dubbio che magari su quella cosa non ci hai mai scritto niente invece, che al momento per zittire il tuo prof avevi annotato due cifre da qualche parte e chissà dov'è finito il foglietto.
- Torni a casa la sera e la prima cosa che fai è spalmarti di Voltaren (anzi, Voltarène) il braccio destro che, poverino, implora pietà.
- La tua coinquilina torna a casa e ti trova in cucina che conti chissà cosa su delle fotocopie e che, beata lei, ignora cosa siano i candidati termini e soprattutto che rottura sia doverli validare.
- Conti i giorni e pensi che non ce la farai mai, ma ci proverai. E se da un lato vorresti che le giornate fossero di 56 ore, dall'altro, non vedi l'ora che il delirio finisca.
lunedì 7 gennaio 2013
Testate (quelle che bisognerebbe dare a loro)
La notizia che tiene banco in questi ultimi giorni da queste parti è il passaporto russo di Dépardieu. Almeno radio e televisioni aprono con questa e vi si dilungano quei 7 minuti buoni. Il Gérardone nazionale, beniamino dei mangiaranocchie e non, ha chiesto la cittadinanza russa perché in Francia "le tasse sono troppo alte". Putin, quello del lettone, lo ha accolto a braccia aperte e lo fa fresco fresco ministro della Cultura.
Ora, le tasse in Francia saranno pure alte, ma se non le paga Dépardieu che guadagna un fottio di soldi, chi le deve pagare? Le deve pagare chi si smazza per avere lo SMIC a fine mese?
Guarda caso, Gérardone - grande amico di Sarko - se ne va quando il governo Hollande cerca di far passare la tassa sulla patrimoniale (75% sui patrimoni che superano il milione di euri). Parrebbe inoltre che già 300 000 Francesi avrebbero richiesto i documenti russi per lo stesso motivo. Ecco, andatevene. Levatevi di 'ulo. E portatevi pure i vostri amici giornalisti, per favore.
(Su certe cose la Francia mi ricorda a volte inquietantemente l'Italia. Non so se è corretto parlare di "controllo sull'informazione", ma ho come l'impressione che spesso le notizie non siano date con la dovuta neutralità. Ma boh, forse sono solo io che mi faccio suggestionare.)
Ora, le tasse in Francia saranno pure alte, ma se non le paga Dépardieu che guadagna un fottio di soldi, chi le deve pagare? Le deve pagare chi si smazza per avere lo SMIC a fine mese?
Guarda caso, Gérardone - grande amico di Sarko - se ne va quando il governo Hollande cerca di far passare la tassa sulla patrimoniale (75% sui patrimoni che superano il milione di euri). Parrebbe inoltre che già 300 000 Francesi avrebbero richiesto i documenti russi per lo stesso motivo. Ecco, andatevene. Levatevi di 'ulo. E portatevi pure i vostri amici giornalisti, per favore.
(Su certe cose la Francia mi ricorda a volte inquietantemente l'Italia. Non so se è corretto parlare di "controllo sull'informazione", ma ho come l'impressione che spesso le notizie non siano date con la dovuta neutralità. Ma boh, forse sono solo io che mi faccio suggestionare.)
martedì 13 novembre 2012
Formichina sostiene The AirFood Project... fallo anche tu!
Oggi vi parlo di una cosa che mi sta molto a cuore, che credo ci tocchi un po' tutti da vicino, in quanto cittadini europei innanzitutto.
Non so se siete a conoscenza del Programma europeo di aiuti alimentari agli indigenti: è un programma che permette a numerose associazioni (tra cui i Restos du cœur, ma anche la Caritas e molte altre) di sfamare ogni anno circa 18 milioni di persone in Europa. E' un programma basato sulle eccedenze alimentari delle industrie, che vengono "stoccate" dall'Unione Europea e distribuite tra le varie associazioni. Bene, siccome il programma ha i suoi costi e i tempi non sono floridi, l'Europa sta vagliando l'ipotesi di non mantenere più la politica attuale e di mandare al macero le eccedenze alimentari, soluzione che per quanto terribile, risulta più economica. Il voto è previsto il 23 novembre prossimo, cioè tra 10 giorni.
E' nato perciò un progetto (The AirFoodProject), sostenuto da varie associazioni, che vorrebbe fare pressione sulla delicata decisione o quantomeno informare il più gran numero di persone possibile. Troverete sul sito www.theairfoodproject.com il video con la descrizione del progetto, una petizione da firmare (sezione 2) e i vari video che singoli o associazioni hanno preparato per perorare la causa di AirFood (tra cui c'è anche quello che abbiamo girato alla Péniche). Se non capite il francese, il sito è disponibile anche in inglese o in tedesco. Se volete, potete fare copia-incolla di questo post e metterlo sul vostro blog, su feisbuc, twitter o dove vi pare a voi.
E' un piccolo aiuto, ma che puo' fare tanto! Ricordate: tra un anno, 18 milioni di persone in Europa non faranno finta di mangiare da piatti vuoti... non ci sarà niente nei loro piatti.
Non so se siete a conoscenza del Programma europeo di aiuti alimentari agli indigenti: è un programma che permette a numerose associazioni (tra cui i Restos du cœur, ma anche la Caritas e molte altre) di sfamare ogni anno circa 18 milioni di persone in Europa. E' un programma basato sulle eccedenze alimentari delle industrie, che vengono "stoccate" dall'Unione Europea e distribuite tra le varie associazioni. Bene, siccome il programma ha i suoi costi e i tempi non sono floridi, l'Europa sta vagliando l'ipotesi di non mantenere più la politica attuale e di mandare al macero le eccedenze alimentari, soluzione che per quanto terribile, risulta più economica. Il voto è previsto il 23 novembre prossimo, cioè tra 10 giorni.
E' nato perciò un progetto (The AirFoodProject), sostenuto da varie associazioni, che vorrebbe fare pressione sulla delicata decisione o quantomeno informare il più gran numero di persone possibile. Troverete sul sito www.theairfoodproject.com il video con la descrizione del progetto, una petizione da firmare (sezione 2) e i vari video che singoli o associazioni hanno preparato per perorare la causa di AirFood (tra cui c'è anche quello che abbiamo girato alla Péniche). Se non capite il francese, il sito è disponibile anche in inglese o in tedesco. Se volete, potete fare copia-incolla di questo post e metterlo sul vostro blog, su feisbuc, twitter o dove vi pare a voi.
E' un piccolo aiuto, ma che puo' fare tanto! Ricordate: tra un anno, 18 milioni di persone in Europa non faranno finta di mangiare da piatti vuoti... non ci sarà niente nei loro piatti.
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domenica 12 agosto 2012
Senza zucchero
- Buongiorno signorina, una domanda: avete gelati senza zucchero? Sa, sono diabetico.
- No guardi, mi spiace, tutti i gelati hanno zucchero.
- Ah. E i sorbetti, forse?
- Quello al frutto della passione forse è quello meno zuccherato.
- E di cosa sa? Sa, se è troppo acido neanche va bene.
- Di frutto della passione.
- Cioè?
- Di maracuja. Oppure puo' prendere ananas.
- No, ananas non va bene per il diabete.
- Ah. Non so che dirle. Passo a prendere l'ordine tra poco, per la signora, magari.
Dieci minuti dopo:
- Allora, signori, avete scelto?
(sempre lui) - Si', per me un piattino due gusti: tiramisù e cioccolato.
- No guardi, mi spiace, tutti i gelati hanno zucchero.
- Ah. E i sorbetti, forse?
- Quello al frutto della passione forse è quello meno zuccherato.
- E di cosa sa? Sa, se è troppo acido neanche va bene.
- Di frutto della passione.
- Cioè?
- Di maracuja. Oppure puo' prendere ananas.
- No, ananas non va bene per il diabete.
- Ah. Non so che dirle. Passo a prendere l'ordine tra poco, per la signora, magari.
Dieci minuti dopo:
- Allora, signori, avete scelto?
(sempre lui) - Si', per me un piattino due gusti: tiramisù e cioccolato.
venerdì 8 giugno 2012
Formichina e la burocrazia
Ho fatto domanda per un posto da ATER (contratto annuale all'università, per farvela breve). Ora, per poter essere presi, c'è bisogno di un'attestazione del direttore di tesi in cui si dice che il candidato discuterà la tesi entro un anno. Bene. I miei direttori di tesi sono uno in Brasile, l'altra in Italia e non sanno che io ho fatto domanda per questo posto (se lo sapessero, probabilmente non sarebbero d'accordo, o gliene potrebbe importare quanto la riproduzione della formica rossa australiana).
Oggi ricevo una mail da un'addetta ai lavori:
"Salve,
entro la mezzanotte di stasera dovrebbe caricare sull'applicazione l'attestazione del suo direttore di tesi.
Cordialmente,
Mme Blabla"
"Buongiorno Mme Blabla,
ho un problema al riguardo: il mio direttore francese è in Brasile, la mia direttrice italiana la vedro' martedi'. Come posso fare per ovviare al problema?
Cordialmente,
Formichina"
Tempo un'ora, ricevo un'altra mail:
"Salve,
entro la mezzanotte di stasera dovrebbe caricare sull'applicazione l'attestazione del suo direttore di tesi.
Cordialmente,
Mme Blabla"
Ero indecisa se rispondere "ta soeur" o "merci à la bite", ma alla fine ho optato per un educato, rassegnato e intelligente silenzio.
Oggi ricevo una mail da un'addetta ai lavori:
"Salve,
entro la mezzanotte di stasera dovrebbe caricare sull'applicazione l'attestazione del suo direttore di tesi.
Cordialmente,
Mme Blabla"
"Buongiorno Mme Blabla,
ho un problema al riguardo: il mio direttore francese è in Brasile, la mia direttrice italiana la vedro' martedi'. Come posso fare per ovviare al problema?
Cordialmente,
Formichina"
Tempo un'ora, ricevo un'altra mail:
"Salve,
entro la mezzanotte di stasera dovrebbe caricare sull'applicazione l'attestazione del suo direttore di tesi.
Cordialmente,
Mme Blabla"
Ero indecisa se rispondere "ta soeur" o "merci à la bite", ma alla fine ho optato per un educato, rassegnato e intelligente silenzio.
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martedì 6 marzo 2012
Dai gelati ai filati
Mi ero ripromessa che non avrei più cercato né accettato lavori come hostess, promoter e simili. Lavori in cui sei in piedi tutto il giorno, con un frigorifero nelle spalle, magari, a sorridere come una beota e a importunare il malcapitato di turno con parole di encomio a raffica sul fantasmagorico prodotto del giorno (l'ultima volta era stato a Viareggio, promuovevo una linea di erboristeria, distribuendo campioni omaggio di tisane lassative). Ma l'amara verità è che siamo alle pezze (non specifichiamo quali e dove, sono pur sempre una signora!) e il mio bisogno di vile denaro è a dir poco impellente e quindi ho accettato di fare da hostess/interprete per un ricamificio italiano, passando cosi' dai gelati ai filati.
E vi diro', è andata benone, molto meglio di quanto mi aspettassi. La sera prima (vigilia di san Valentino) ero disperata, erano già le unidici e mezza ed io ero a letto col Boch 1995/96 (et oui, ça fait longtemps!) da un lato e il computerino dall'altro a cercarmi la terminologia dei tessuti in inglese e francese. L'indomani, smessi i panni della segretaria-gelataia e indossato il tailleur da hostess, mi avvio verso il Parc des Expositions, tempio massimo delle fiere. Ma sul quai dell'RER A a Nation arriva la prima atroce scoperta: ho un buco nei collant, a metà polpaccio!!! Che sarà mai, direte voi, ma per una che è stata assunta per "motivi di immagine", diciamo cosi', fa eccome! Dopo varie imprecazioni, diversi sms alla ricerca di solidarietà e 40 minuti da sardina nell'RER B, giungo a destinazione. Mi faccio venire a recuperare all'ingresso e comincio la mia brevissima carriera di interprete dei filati: accogliere i clienti, chiedere il biglietto da visita, preparare un caffè quando richiesto, mostrare il campionario quando tutti sono impegnati, fare il mastino se qualcuno si azzarda a fare foto.
I prodotti sono meravigliosi, di una raffinatezza squisita. E' bello vedere stilisti di tutto il mondo restare a bocca aperta per il made in Italy, che ormai fanno in pochi. E' piacevole sapere che le due stiliste di una nota casa italiana hanno deciso di tornare sul made in Italy perché la gente compra di più se un prodotto è migliore pure se il prezzo aumenta. E nonostante tutto questo, ti chiedi come facciamo ad essere un Paese alla deriva (piccola parentesi di amertume, la chiudiamo subito).
Vabbè. Me l'avevano detto che fare le fiere è bello. Confermo: fare le fiere è bello, stancante ma bello. E ancora meglio quando sei pagato cosi', sull'unghia e rigorosamente cash.
E ti chiedi se non è forse il caso di cercarsi altri eventi del genere, se quando torni a casa dopo due giorni cosi' sottoforma di mail la prima lezione del manuale "Comment motiver sa thésarde pour les nuls"*:
"Buongiorno formichina,
ho letto il tuo primo capitolo e sono colpito dall'eleganza dello stile, la coesione del testo e la correttezza del documento. E' fatto talmente bene che sono quasi sfiorato da un dubbio: non è che hai pescato da documenti preesistenti?"
E' doppiamente frustrante, se pensi che il tempo che hai impiegato a scrivere quelle benedette 12 pagine è a titolo gratuito.
Ma in questi casi bisogna ricordarsi che si ha a che fare con i mangiaranocchie, popolo incapace di qualsiasi apprezzamento gratuito. Ecco, un popolo cosi' merita di estinguersi. E qui lo dico e qui lo nego, io faro' il possibile affinché cio' accada.
* "Come motivare la tua dottoranda per negati"
E vi diro', è andata benone, molto meglio di quanto mi aspettassi. La sera prima (vigilia di san Valentino) ero disperata, erano già le unidici e mezza ed io ero a letto col Boch 1995/96 (et oui, ça fait longtemps!) da un lato e il computerino dall'altro a cercarmi la terminologia dei tessuti in inglese e francese. L'indomani, smessi i panni della segretaria-gelataia e indossato il tailleur da hostess, mi avvio verso il Parc des Expositions, tempio massimo delle fiere. Ma sul quai dell'RER A a Nation arriva la prima atroce scoperta: ho un buco nei collant, a metà polpaccio!!! Che sarà mai, direte voi, ma per una che è stata assunta per "motivi di immagine", diciamo cosi', fa eccome! Dopo varie imprecazioni, diversi sms alla ricerca di solidarietà e 40 minuti da sardina nell'RER B, giungo a destinazione. Mi faccio venire a recuperare all'ingresso e comincio la mia brevissima carriera di interprete dei filati: accogliere i clienti, chiedere il biglietto da visita, preparare un caffè quando richiesto, mostrare il campionario quando tutti sono impegnati, fare il mastino se qualcuno si azzarda a fare foto.
I prodotti sono meravigliosi, di una raffinatezza squisita. E' bello vedere stilisti di tutto il mondo restare a bocca aperta per il made in Italy, che ormai fanno in pochi. E' piacevole sapere che le due stiliste di una nota casa italiana hanno deciso di tornare sul made in Italy perché la gente compra di più se un prodotto è migliore pure se il prezzo aumenta. E nonostante tutto questo, ti chiedi come facciamo ad essere un Paese alla deriva (piccola parentesi di amertume, la chiudiamo subito).
Vabbè. Me l'avevano detto che fare le fiere è bello. Confermo: fare le fiere è bello, stancante ma bello. E ancora meglio quando sei pagato cosi', sull'unghia e rigorosamente cash.
E ti chiedi se non è forse il caso di cercarsi altri eventi del genere, se quando torni a casa dopo due giorni cosi' sottoforma di mail la prima lezione del manuale "Comment motiver sa thésarde pour les nuls"*:
"Buongiorno formichina,
ho letto il tuo primo capitolo e sono colpito dall'eleganza dello stile, la coesione del testo e la correttezza del documento. E' fatto talmente bene che sono quasi sfiorato da un dubbio: non è che hai pescato da documenti preesistenti?"
E' doppiamente frustrante, se pensi che il tempo che hai impiegato a scrivere quelle benedette 12 pagine è a titolo gratuito.
Ma in questi casi bisogna ricordarsi che si ha a che fare con i mangiaranocchie, popolo incapace di qualsiasi apprezzamento gratuito. Ecco, un popolo cosi' merita di estinguersi. E qui lo dico e qui lo nego, io faro' il possibile affinché cio' accada.
* "Come motivare la tua dottoranda per negati"
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martedì 24 gennaio 2012
L'Italia che piace
Vivere all'estero comporta, per forza di cose, non riuscire a seguire tutto tutto tutto quello che succede nel proprio Paese. Paradossalmente, spesso si è più informati di chi dallo "stivaletto" non si è mosso. E ad ogni modo, se ci si perde qualcosa, ci pensano gli amici informati a farlo sapere anche a te.
Bene, la notizia del giorno è che se cliccate su www.fiatpanda.it potete ammirare il nuovo spot che i marchionneboys hanno realizzato per il lancio della nuova Panda, "l'Italia che ci piace". Bisogna essere dei geni - del male, certo - ad aver pensato a una cosa del genere, subdola e canzonatoria quanto basta.
Questo il testo (sono io che sottolineo): "Ma quante Italie conosciamo? Quella dell'arte, quella della grande inventiva, quella del talento costruttivo, quella del Paese pittoresco, quella dei giovani che cercano un futuro o quella capace di grandi imprese industriali? Noi possiamo scegliere quale Italia essere, è il momento di decidere se essere noi stessi o accontentarci dell'immagine che ci vogliono dare. Questo momento è quello di ripartire, ripartire nell'unico modo che conosciamo: con il nostro lavoro e mettendoci alla prova. Perché in Italia, ogni giorno, c'è qualcuno che si sveglia, e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creatività, ma soprattutto, la voglia di costruire una cosa ben fatta. Le cose che costruiamo ci rendono cio' che siamo. Nuova Fiat Panda: questa è l'Italia che piace." Letto da una voce maschile decisa e quasi intimidatoria, mentre sullo schermo sfilano scene di vita in fabbrica, un Pulcinella in un teatro, la Pietà di Michelangelo e una macchinina che passando per il golfo di Napoli arriva allo svincolo di una superstrada e sceglie di proseguire - udite udite -per Pomigliano sud.
La macchinina va a Pomigliano d'Arco, il mio paese. Quello del braccio di ferro tra Marchionne e la Fiat sul contratto nazionale. Quello dove bisognava produrre la Panda, appunto, e poi non se n'è saputo più nulla. Dove chi lavorava in fabbrica ora è a cassa integrazione, quando va bene, dove i negozi chiudono uno dietro l'altro, mentre continuano ad aprire supermercati dello stesso proprietario, anzi degli stessi due proprietari e per loro sembra che la crisi non esista. Un paese mesto e depresso, dove un ragazzo di 25 anni si avvilisce perché evidentemente essere onesto, lavorare duramente e nel pieno rispetto di regole e leggi non fa molto "Italia che piace".
Bene, la notizia del giorno è che se cliccate su www.fiatpanda.it potete ammirare il nuovo spot che i marchionneboys hanno realizzato per il lancio della nuova Panda, "l'Italia che ci piace". Bisogna essere dei geni - del male, certo - ad aver pensato a una cosa del genere, subdola e canzonatoria quanto basta.
Questo il testo (sono io che sottolineo): "Ma quante Italie conosciamo? Quella dell'arte, quella della grande inventiva, quella del talento costruttivo, quella del Paese pittoresco, quella dei giovani che cercano un futuro o quella capace di grandi imprese industriali? Noi possiamo scegliere quale Italia essere, è il momento di decidere se essere noi stessi o accontentarci dell'immagine che ci vogliono dare. Questo momento è quello di ripartire, ripartire nell'unico modo che conosciamo: con il nostro lavoro e mettendoci alla prova. Perché in Italia, ogni giorno, c'è qualcuno che si sveglia, e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creatività, ma soprattutto, la voglia di costruire una cosa ben fatta. Le cose che costruiamo ci rendono cio' che siamo. Nuova Fiat Panda: questa è l'Italia che piace." Letto da una voce maschile decisa e quasi intimidatoria, mentre sullo schermo sfilano scene di vita in fabbrica, un Pulcinella in un teatro, la Pietà di Michelangelo e una macchinina che passando per il golfo di Napoli arriva allo svincolo di una superstrada e sceglie di proseguire - udite udite -per Pomigliano sud.
La macchinina va a Pomigliano d'Arco, il mio paese. Quello del braccio di ferro tra Marchionne e la Fiat sul contratto nazionale. Quello dove bisognava produrre la Panda, appunto, e poi non se n'è saputo più nulla. Dove chi lavorava in fabbrica ora è a cassa integrazione, quando va bene, dove i negozi chiudono uno dietro l'altro, mentre continuano ad aprire supermercati dello stesso proprietario, anzi degli stessi due proprietari e per loro sembra che la crisi non esista. Un paese mesto e depresso, dove un ragazzo di 25 anni si avvilisce perché evidentemente essere onesto, lavorare duramente e nel pieno rispetto di regole e leggi non fa molto "Italia che piace".
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martedì 27 dicembre 2011
Problemi facinorosi e traduzioni sportive
Cara la mia traduttrice di La fine del mondo e il paese delle meraviglie,
sicuramente non è da tutti tradurre dal giapponese e sei da encomiare per la costanza che hai messo nell'imparare questa lingua così affascinante e altra. Ora non so cosa facciano i problemi in Giappone, ma come ti è venuto in mente di scrivere che è INSORTO un problema??? Cos'ha fatto questo problema, una rivolta popolare, un attacco, una flash mob?
Anyway, ieri ho cominciato La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami Haruki, su consiglio di un mio collega giapponese. Ho letto una 40ina di pagine, è molto più assurdo di Kafka sulla spiaggia e sono sicura che piacerebbe molto a informatici, matematici, fisici e altri nerd di varia fattura. Ve ne saprò dire davantage prossimamente.
Buona giornata, anche oggi c'è un sole magnifico, non c'ero più abituata...
sicuramente non è da tutti tradurre dal giapponese e sei da encomiare per la costanza che hai messo nell'imparare questa lingua così affascinante e altra. Ora non so cosa facciano i problemi in Giappone, ma come ti è venuto in mente di scrivere che è INSORTO un problema??? Cos'ha fatto questo problema, una rivolta popolare, un attacco, una flash mob?
Anyway, ieri ho cominciato La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami Haruki, su consiglio di un mio collega giapponese. Ho letto una 40ina di pagine, è molto più assurdo di Kafka sulla spiaggia e sono sicura che piacerebbe molto a informatici, matematici, fisici e altri nerd di varia fattura. Ve ne saprò dire davantage prossimamente.
Buona giornata, anche oggi c'è un sole magnifico, non c'ero più abituata...
martedì 22 novembre 2011
N'importe quoi
Ma dove andremo a finire, se la commessa di un negozio di abbigliamento non sa che tipo di materiale sia il tweed?
martedì 27 settembre 2011
Tanti auguri, Gùgol!
Caro Gùgol (o Gogol, se preferisci),
come ogni adolescente egocentrico stamattina mi hai fatto sapere che oggi è il tuo compleanno, ne compi 13. Non ti faro' una torta, te l'ha già preparata qualcun altro. Ti dedico un post, mi sembra un pane più adatto per i tuoi denti.
Hai completamente cambiato le nostre vite. Ricordo che quand'ero a scuola, sia alle elementari che alle medie (e per buona parte del liceo), era l'enciclopedia ad aiutarmi per le mie ricerche. Quella di carta in millemila volumi da dieci chili l'uno, su cui era citato persino il mio paese, un minuscolo puntino in Italia. Bisognava ricopiare tutto a mano, ma cosi' si imparava a fare i riassunti.
I dubbi li risolvevano i genitori, i cugini più grandi, i libri.
Non c'erano i blog, non c'era maps e nemmeno il tuo bizzarro amico traduttore.
Caro Gùgol, ogni giorno milioni di persone ti chiedono le cose più astruse. E tu, non so perché, li indirizzi su questo blogghino. Sembra che tutti cerchino l'immagine di una formichina, a volte anche di una "formichina arrabbiata" o di una stella cadente. Molti invece arrivano qui in preda ad atroci dubbi grammaticali, del tipo: "glielo con senza h", "su malinconia ci vuole l'accento?", "ne con l'accento ne senza accento". Altri forse cercano uno spuntino, visto che "baiocchi confezione da 6" è una delle chiavi più ricorrenti. E poi ci sono i decoratori, quelli che giungono alla formichina cliccando "pareti della camera", e i letterati, che vogliono sapere quali "librerie a Roma vendono Viva el verano" o "frasi per una sorella speciale". E i dubbiosi, che si chiedono: "ma uno psicopatico è un folle?", quelli che vorrebbero informazioni sul saggio della scuola di danza La fourmi, i fratelli gelosi e razzisti con poca padronanza della reggenza preposizionale dell'italiano: "ho sorpreso mia sorella nella camera scopare con un negro".
E poi c'è lui, che ti/ci ha chiesto: "ho 60 anni e mi faccio una sega ogni due giorni, è normale?" Che dici, gli diamo il keyword award?
Buon compleanno Gùgol, e permettimi di darti un consiglio: almeno quelli dei dubbi grammaticali, spediscili a loro!
giovedì 18 agosto 2011
Basta, parto
Sono già 3 settimane che sono rientrata da Parigi e posso dire che non ce la faccio più.
Riabituarmi a casa è faticoso. Riabituarmi all'Italia stando in Italia forse ancora di più. L'ultima ieri sera: Zorrino mi ha portata a cena fuori, in un ristorante a Bacoli très comme il faut. Semplice e raffinato, cucina senza fronzoli e di ottima qualità. Arriviamo e veniamo accolti da carabinieri e polizia locale. Ci avviciniamo con cautela, già timorosi di dover rinunciare alla cena dopo ben 40 km. Ma è tutto a posto, il cameriere ci accompagna al nostro tavolo, ci porta acqua e menù.
Dopo un po' ci accorgiamo che non è una rissa a radunare tanta gente e caramba. Anzi, l'atmosfera è rilassata e questi se la ridono. Poi non resisto e chiedo al cameriere cosa stia succedendo a bordo fontana.
"C'è Anna Tatangelo", mi risponde, anche un po' inorgoglito. Credo mi sia caduta la mascella: non ci sono soldi per fare benzina e andare a inseguire i malviventi, ma per andare a fare i lacché a una sciacquetta, sì.
Basta, nun cia faccio cchiù.
E quindi tra qualche ora parto, me ne vado qualche giorno al mare con le mie amiche. Niente computer, niente feisbuc, niente problemi, niente "manovrine", niente tesi. Nun voglio sapè nient. Stessa spiaggia stesso mare dell'anno scorso. Speriamo senza granchi, stavolta.
Formichina vi lascia soli qualche giorno, voi fate i bravi. O anche no, fate quello che vi pare. Ma passate di qua, se vi va. Sarà bello trovare i vostri pensieri al ritorno. Baci baci!
Riabituarmi a casa è faticoso. Riabituarmi all'Italia stando in Italia forse ancora di più. L'ultima ieri sera: Zorrino mi ha portata a cena fuori, in un ristorante a Bacoli très comme il faut. Semplice e raffinato, cucina senza fronzoli e di ottima qualità. Arriviamo e veniamo accolti da carabinieri e polizia locale. Ci avviciniamo con cautela, già timorosi di dover rinunciare alla cena dopo ben 40 km. Ma è tutto a posto, il cameriere ci accompagna al nostro tavolo, ci porta acqua e menù.
Dopo un po' ci accorgiamo che non è una rissa a radunare tanta gente e caramba. Anzi, l'atmosfera è rilassata e questi se la ridono. Poi non resisto e chiedo al cameriere cosa stia succedendo a bordo fontana.
"C'è Anna Tatangelo", mi risponde, anche un po' inorgoglito. Credo mi sia caduta la mascella: non ci sono soldi per fare benzina e andare a inseguire i malviventi, ma per andare a fare i lacché a una sciacquetta, sì.
Basta, nun cia faccio cchiù.
E quindi tra qualche ora parto, me ne vado qualche giorno al mare con le mie amiche. Niente computer, niente feisbuc, niente problemi, niente "manovrine", niente tesi. Nun voglio sapè nient. Stessa spiaggia stesso mare dell'anno scorso. Speriamo senza granchi, stavolta.
Formichina vi lascia soli qualche giorno, voi fate i bravi. O anche no, fate quello che vi pare. Ma passate di qua, se vi va. Sarà bello trovare i vostri pensieri al ritorno. Baci baci!
venerdì 12 agosto 2011
Lasciamo perdere perché
"...esco adesso da una storia di 4 anni con una e non me la sento." (come se io ti avessi chiesto qualcosa)
"...tu sei davvero la ragazza che cerco, ma sei capitata nel momento sbagliato." (effettivamente me lo dice pure il mio dentista, che dovevo nascere 20 anni prima)
"...non sono convinto." (di cosa, non s'è mai capito)
"...io e te siamo amici." (a questo punto direi "eravamo")
"..sono in un momento no." (e scommetto che ti passerà subito dopo che me l'hai detto)
"...non posso permettermi una storia seria in questo momento." (ribadisco, non ti ho chiesto niente)
"...ho bisogno di stare un po' da solo." (ebbeh, come dice il nonnino dell'ipercoppe, "meglio d'una sega 'un c'è nulla!)
"...non mi sento ancora pronto." (se vuoi aspettare il tuo 60esimo compleanno, fa' pure...)
"...non so che fare. Non so cosa succeda nella mia testa quando ci sono di mezzo delle ragazze, forse tu puoi aiutarmi a capire." (infatti, ti dò questo: tieni, è il numero di uno bravo)
"...per dirla con Schopenhauer, diciamo che è una questione di chimica." (e diciamo che tu sei un paraculo grande quanto una portaerei che si crede figo citando un filosofo)
"...non mi piace che scrivi di cose tue, così, su internet." (sarò recidiva?)
E poi ci sono quelli che non si sentono in dovere di darti spiegazioni, dalla sera al mattino non li senti più e bona lè. La mia amica Bionda li chiama "i morti in autostrada", quelli di cui non si hanno più notizie proprio come se fossero morti in autostrada, appunto. Forse, a pensarci bene, il silenzio è più eloquente di penose e farraginose spiegazioni.
L'idea di raccogliere questo materiale così edificante mi frullava nella testa già da un po', ma si è concretizzata solo oggi, commentando lo stato di un amico su feisbuc.
La verità è che gli uomini fanno pena. E le donne, molto spesso, sanno essere pure peggio.
"...tu sei davvero la ragazza che cerco, ma sei capitata nel momento sbagliato." (effettivamente me lo dice pure il mio dentista, che dovevo nascere 20 anni prima)
"...non sono convinto." (di cosa, non s'è mai capito)
"...io e te siamo amici." (a questo punto direi "eravamo")
"..sono in un momento no." (e scommetto che ti passerà subito dopo che me l'hai detto)
"...non posso permettermi una storia seria in questo momento." (ribadisco, non ti ho chiesto niente)
"...ho bisogno di stare un po' da solo." (ebbeh, come dice il nonnino dell'ipercoppe, "meglio d'una sega 'un c'è nulla!)
"...non mi sento ancora pronto." (se vuoi aspettare il tuo 60esimo compleanno, fa' pure...)
"...non so che fare. Non so cosa succeda nella mia testa quando ci sono di mezzo delle ragazze, forse tu puoi aiutarmi a capire." (infatti, ti dò questo: tieni, è il numero di uno bravo)
"...per dirla con Schopenhauer, diciamo che è una questione di chimica." (e diciamo che tu sei un paraculo grande quanto una portaerei che si crede figo citando un filosofo)
"...non mi piace che scrivi di cose tue, così, su internet." (sarò recidiva?)
E poi ci sono quelli che non si sentono in dovere di darti spiegazioni, dalla sera al mattino non li senti più e bona lè. La mia amica Bionda li chiama "i morti in autostrada", quelli di cui non si hanno più notizie proprio come se fossero morti in autostrada, appunto. Forse, a pensarci bene, il silenzio è più eloquente di penose e farraginose spiegazioni.
L'idea di raccogliere questo materiale così edificante mi frullava nella testa già da un po', ma si è concretizzata solo oggi, commentando lo stato di un amico su feisbuc.
La verità è che gli uomini fanno pena. E le donne, molto spesso, sanno essere pure peggio.
martedì 3 maggio 2011
Perplessa
Sono perplessa, per svariati motivi. Ma andiamo con ordine.
1) Puo' un Presidente della Repubblica (e non di una Repubblica a caso, ma gli USA), uno che si è presentato al mondo intero come il nuovo che avanza e rompe in modo netto col passato, bello, giovane, pacifista, democratico, tollerante e fermo sbandieratore dell'uguaglianza, esultare di gioia perché un pericoloso terrorista è stato ammazzato e dire che "giustizia è stata fatta"? Secondo me non puo', o quantomeno non dovrebbe. In nome della democrazia, della tolleranza e dell'uguaglianza (e soprattutto in nome della Dichiarazione universale dei diritti umani, che non è né l'ultimo libro di Moccia né il libretto d'istruzioni del frigorifero), il bel Presidente in questione avrebbe dovuto mandare a prendere il pericoloso terrorista e inchiodarlo col culo sulla sedia del tribunale dell'Aja. Poi sarebbero stati i giudici a pronunciarsi sulla pena. No? A maggior ragione se subito dopo hanno pensato che uccidendo il terrorista potrebbero esserci attentati in Occidente... Se siete tra quelli che hanno esultato all'idea di poter mettere di nuovo shampoo e bagnoschiuma nel bagaglio a mano senza l'odiosa bustina a chiusura ermetica, riponete l'entusiasmo dove l'avevate preso: sarà tutto come ora, se non peggio.
2) Puo' un altro Presidente di un'altra Repubblica (quella dei liberté, égalité, fraternité) andare ad attaccare la Libia col pretesto di liberare i Libici e riempire le stazioni di métro del suo Paese con militari armati di mitra ad ogni angolo, che pare che stiamo giocando a Risiko nostro malgrado?
3) Puo' un candidato sindaco di una città come Napoli, da secoli nota come città aperta e tollerante, avere nelle sue liste degli esaltati guerrafondai che una bella notte pigliano e vanno a bucare dei loro coetanei? Ora, è vero che il pidielle ci ha abituato a tutto, ma c'è un limite che non andrebbe mai superato. Quello che è successo qualche giorno fa è gravissimo, ancora più grave è il quasi totale silenzio sull'episodio da parte di giornali e televisioni , che hanno invece dato ampio spazio alla notizia dell'aggressione a Lettieri. Il tutto è sintomatico di una potente assuefazione delle coscienze e di volere a tutti i costi minimizzare qualcosa che tanto minimo non è. Questo, oltre a lasciarmi perplessa, mi fa pure paura. E tanto.
4) Puo' la mia colloc lasciarmi in frigo una busta piena di coste (quelle che dalle mie parti si chiamano turzi) di broccoletti baresi (quelli a forma di alberello) senza i broccoletti baresi ? E io mo' che ci faccio con mezzo chilo di turzi di broccoli senza i broccoli? Se avete idee, condividetele. Grazie.
1) Puo' un Presidente della Repubblica (e non di una Repubblica a caso, ma gli USA), uno che si è presentato al mondo intero come il nuovo che avanza e rompe in modo netto col passato, bello, giovane, pacifista, democratico, tollerante e fermo sbandieratore dell'uguaglianza, esultare di gioia perché un pericoloso terrorista è stato ammazzato e dire che "giustizia è stata fatta"? Secondo me non puo', o quantomeno non dovrebbe. In nome della democrazia, della tolleranza e dell'uguaglianza (e soprattutto in nome della Dichiarazione universale dei diritti umani, che non è né l'ultimo libro di Moccia né il libretto d'istruzioni del frigorifero), il bel Presidente in questione avrebbe dovuto mandare a prendere il pericoloso terrorista e inchiodarlo col culo sulla sedia del tribunale dell'Aja. Poi sarebbero stati i giudici a pronunciarsi sulla pena. No? A maggior ragione se subito dopo hanno pensato che uccidendo il terrorista potrebbero esserci attentati in Occidente... Se siete tra quelli che hanno esultato all'idea di poter mettere di nuovo shampoo e bagnoschiuma nel bagaglio a mano senza l'odiosa bustina a chiusura ermetica, riponete l'entusiasmo dove l'avevate preso: sarà tutto come ora, se non peggio.
2) Puo' un altro Presidente di un'altra Repubblica (quella dei liberté, égalité, fraternité) andare ad attaccare la Libia col pretesto di liberare i Libici e riempire le stazioni di métro del suo Paese con militari armati di mitra ad ogni angolo, che pare che stiamo giocando a Risiko nostro malgrado?
3) Puo' un candidato sindaco di una città come Napoli, da secoli nota come città aperta e tollerante, avere nelle sue liste degli esaltati guerrafondai che una bella notte pigliano e vanno a bucare dei loro coetanei? Ora, è vero che il pidielle ci ha abituato a tutto, ma c'è un limite che non andrebbe mai superato. Quello che è successo qualche giorno fa è gravissimo, ancora più grave è il quasi totale silenzio sull'episodio da parte di giornali e televisioni , che hanno invece dato ampio spazio alla notizia dell'aggressione a Lettieri. Il tutto è sintomatico di una potente assuefazione delle coscienze e di volere a tutti i costi minimizzare qualcosa che tanto minimo non è. Questo, oltre a lasciarmi perplessa, mi fa pure paura. E tanto.
4) Puo' la mia colloc lasciarmi in frigo una busta piena di coste (quelle che dalle mie parti si chiamano turzi) di broccoletti baresi (quelli a forma di alberello) senza i broccoletti baresi ? E io mo' che ci faccio con mezzo chilo di turzi di broccoli senza i broccoli? Se avete idee, condividetele. Grazie.
domenica 24 aprile 2011
Pasqua
La Schwester mi prende in giro chiamandomi suor Germana (ve la ricordate, la monacuoca che pubblicava ricette?) per le mie convinzioni religiose e per il brutto vizio che ho di frequentare le parrocchie, questi luoghi di perdizione. L'avrete capito, ormai, se solo avete letto il post precedente. Credo, come molti altri, in qualcosa di assurdo e paradossale. Ne sono perfettamente consapevole, ma non riesco a convincermi del contrario, anche se ci ho provato tante volte. A un occhio razionale, la fede cristiana fa acqua da tutte le parti: un Dio che è allo stesso tempo uno e trino, un'adolescente sconosciuta che da un momento all'altro si trova incinta per opera dello Spirito Santo nientepopodimenoche del figlio di Dio, un Dio fatto uomo che invece di usare i superpoteri da Pauerrenger che c'ha in dotazione per annientare tutti i suoi nemici decide di sacrificarsi per l'umanità, e lo fa in un modo atroce, cioè facendosi inchiodare su una croce e che addirittura si fa mangiare ogni domenica da milioni di gente in un pezzo di pane.
Come si fa a biasimare i non credenti sulla base di questi ragionamenti? Io ho fatto fatica ad accettarle nel corso degli anni, non vi dico le lotte che ho fatto per capire chi fosse lo Spirito Santo e se era proprio necessario averci anche lui, tutta la storia della Passione e della Resurrezione... Ma forse c'è stato un momento in cui ho capito che io, piccola formichina, sono appunto troppo piccola per capire quello che non posso capire... Non posso mettere la mano sul fuoco sull'esistenza di Dio, ma so che le volte che ho provato a liberarmene, non ci sono mai riuscita. Nonostante quello che fa Santa Romana Chiesa, eh (anche oggi papa Ratzy ha perso l'ennesima occasione per dire qualcosa di sensato). Poi potrà anche darsi che un giorno succederà qualcosa nella mia vita che mi porterà a rinnegare tutto, chi puo' dirlo.
Per oggi tutto quello che posso fare è augurarvi una buona Pasqua di Resurrezione, che siate credenti, atei, agnostici, musulmani, buddisti, ebrei, animisti... poco importano le etichette, se nel vostro cuore c'è la speranza di un mondo migliore e la voglia di costruire il Paradiso sulla Terra, lottando per la pace e la giustizia.
Come si fa a biasimare i non credenti sulla base di questi ragionamenti? Io ho fatto fatica ad accettarle nel corso degli anni, non vi dico le lotte che ho fatto per capire chi fosse lo Spirito Santo e se era proprio necessario averci anche lui, tutta la storia della Passione e della Resurrezione... Ma forse c'è stato un momento in cui ho capito che io, piccola formichina, sono appunto troppo piccola per capire quello che non posso capire... Non posso mettere la mano sul fuoco sull'esistenza di Dio, ma so che le volte che ho provato a liberarmene, non ci sono mai riuscita. Nonostante quello che fa Santa Romana Chiesa, eh (anche oggi papa Ratzy ha perso l'ennesima occasione per dire qualcosa di sensato). Poi potrà anche darsi che un giorno succederà qualcosa nella mia vita che mi porterà a rinnegare tutto, chi puo' dirlo.
Per oggi tutto quello che posso fare è augurarvi una buona Pasqua di Resurrezione, che siate credenti, atei, agnostici, musulmani, buddisti, ebrei, animisti... poco importano le etichette, se nel vostro cuore c'è la speranza di un mondo migliore e la voglia di costruire il Paradiso sulla Terra, lottando per la pace e la giustizia.
mercoledì 30 marzo 2011
La scoperta del giorno
Smanettando un po' tra i comandi di Blogger (che oggi non ne voleva sapere di aprirmi la pagina design), ho finalmente capito perché l'orario dei post e dei commenti era tutto sballato. Era impostato sul fuso orario dell'Oceano Pacifico (non mi chiedete perché, se l'avrei saputo mò ve l'imparavo! - su forza, indovinate chi è!). E se non mi fossi messa a cliccare su tutto il cliccabile per cercare di capire come modificare il testo del sondaggio (che trovate nella barra a lato), probabilmente non l'avrei scoperto mai. Chissà ora quanti mesi ci vorranno per cambiare il colore del testo del sondaggio e renderlo leggibile... (se cliccate col mouse vicino ai pallini, escono le domande). Sono troppo una technowoman...
mercoledì 16 marzo 2011
Giostre e cannoni
Ogni tanto mi piglia la sindrome della formica, ovvero un senso di grande smarrimento di fronte al mondo circostante. Mi sembra tutto cosi' immenso e inspiegabile, paradossale quanto basta.
Soprattutto, la complessità della natura umana mi affascina e mi atterrisce. Proprio non capisco come sia possibile che siamo sempre noi a fare l'amore e a fare la guerra, a erigere la cappella Sistina e i campi di concentramento, a combattere per la libertà e a perpetuare la schiavitù, a cantare ninne nanne e a distruggere il pianeta, a costruire giostre
e cannoni.
Ieri sera mettevo un po' a posto le foto che ho fatto nell'ultimo mese, in cui mi sono cimentata un po' col bianco e nero. Ho scelto queste due per cercare di dare un po' corpo ai miei pensieri e alla mia perplessità: la prima l'ho scattata a Montmartre, la seconda sull'esplanade des Invalides, museo dell'esercito, dove è sepolto Napoleone.
Stamattina, alla radio, ho sentito che da qualche parte qui in banlieue c'è un ragazzo che versa in condizioni abbastanza gravi, l'hanno conciato per le feste a suon di colpi di cacciavite. Mi è parso tanto più assurdo guardando sul davanzale il primo fiorellino giallo nato ieri sera, dopo mesi di cure amorevoli da parte di Silvia.
Soprattutto, la complessità della natura umana mi affascina e mi atterrisce. Proprio non capisco come sia possibile che siamo sempre noi a fare l'amore e a fare la guerra, a erigere la cappella Sistina e i campi di concentramento, a combattere per la libertà e a perpetuare la schiavitù, a cantare ninne nanne e a distruggere il pianeta, a costruire giostre
e cannoni.
Ieri sera mettevo un po' a posto le foto che ho fatto nell'ultimo mese, in cui mi sono cimentata un po' col bianco e nero. Ho scelto queste due per cercare di dare un po' corpo ai miei pensieri e alla mia perplessità: la prima l'ho scattata a Montmartre, la seconda sull'esplanade des Invalides, museo dell'esercito, dove è sepolto Napoleone.
Stamattina, alla radio, ho sentito che da qualche parte qui in banlieue c'è un ragazzo che versa in condizioni abbastanza gravi, l'hanno conciato per le feste a suon di colpi di cacciavite. Mi è parso tanto più assurdo guardando sul davanzale il primo fiorellino giallo nato ieri sera, dopo mesi di cure amorevoli da parte di Silvia.
domenica 13 marzo 2011
Feisbuc, bye bye
Ebbene si', l'ho fatto: qualche giorno fa mi sono cancellata da feisbuc. Ci pensavo già da un po', da quando si è cancellata mia sorella. Mi sono accorta che passavo troppo tempo là sopra e che ne ero praticamente dipendente. Non mi piace essere dipendente dalle cose, quindi un bel saluto generale e clic su "disattiva account".
Al di là della dipendenza e del tempo che ci perdevo, ho deciso di eclissarmi perché mi sentivo troppo esposta e fragile, a portata di clic praticamente di chiunque, nonostante tutte le restrizioni di privacy e compagnia bella. Perché sembra che ognuno debba sempre stare a fare un'apologia di se stesso, delle sue idee e dei suoi gusti, in nome dell'approvazione sociale. E io voglio essere libera da queste dinamiche. Voglio avere la libertà di non sapere cosa succede nella vita delle persone, e neppure di fare deduzioni e congetture sul per chi e per come. Non voglio essere una Sherlock Holmes dei poveri (come ce ne sono tanti) che credono di capire tutto spiando un po' di qua e un po' di là e invece non capiscono una beneamata cippa.
Voglio che i miei amici pensino a me anche in modo altro che un "mi piace" o un commento e fare lo stesso con loro.
La mia decisione è nata come temporanea, ma per la bella piega che sta prendendo, potrebbe pure trasformarsi in definitiva. Ora che ci penso, molte delle persone migliori che conosca, feisbuc non ce l'hanno più o non l'hanno mai avuto. Vorrà pure dir qualcosa... perché "feisbuc è un po' la supercazzola dei blog come se fosse antani" (cit. la mia nuova anima gemella, che se non la cito poi rivendica le royalties)!
ps. e mo' scommetto che partono le congetture sulla mia nuova anima gemella... e mo' come fate a saperlo senza feisbuc???
Al di là della dipendenza e del tempo che ci perdevo, ho deciso di eclissarmi perché mi sentivo troppo esposta e fragile, a portata di clic praticamente di chiunque, nonostante tutte le restrizioni di privacy e compagnia bella. Perché sembra che ognuno debba sempre stare a fare un'apologia di se stesso, delle sue idee e dei suoi gusti, in nome dell'approvazione sociale. E io voglio essere libera da queste dinamiche. Voglio avere la libertà di non sapere cosa succede nella vita delle persone, e neppure di fare deduzioni e congetture sul per chi e per come. Non voglio essere una Sherlock Holmes dei poveri (come ce ne sono tanti) che credono di capire tutto spiando un po' di qua e un po' di là e invece non capiscono una beneamata cippa.
Voglio che i miei amici pensino a me anche in modo altro che un "mi piace" o un commento e fare lo stesso con loro.
La mia decisione è nata come temporanea, ma per la bella piega che sta prendendo, potrebbe pure trasformarsi in definitiva. Ora che ci penso, molte delle persone migliori che conosca, feisbuc non ce l'hanno più o non l'hanno mai avuto. Vorrà pure dir qualcosa... perché "feisbuc è un po' la supercazzola dei blog come se fosse antani" (cit. la mia nuova anima gemella, che se non la cito poi rivendica le royalties)!
ps. e mo' scommetto che partono le congetture sulla mia nuova anima gemella... e mo' come fate a saperlo senza feisbuc???
giovedì 3 marzo 2011
Un po' sparsi
Di nuovo a Champs-sur-Marne, stamattina. C'è un briciolo di sole che scalda l'anima, pure se c'è di nuovo bisogno di cappellino di lana e guanti di pile. La settimana prossima ho appuntamento col proffe e devo passare le mie giornate a decidere quanti su 22622 candidati termini sono corretti o no, con somma infelicità del mio braccio destro, dall'indice all'attaccatura della spalla. In questo frangente, mi hanno di nuovo telefonato per una supplenza a Pisa, in teoria dovevo presentarmi stamattina alle 8, ma è stato impossibile, perché l'ho saputo mezz'ora fa. Continuo a chiedermi se ci sia un significato recondito dietro a tutto cio' che io continuo a snobbare (eh si', questa stramaledetta mania dei cattolici a voler trovare il senso nascosto dietro a ogni cosa che succede, come dice Hans Schnier, clown). Uff, non so.
Ah, martedi' sono stata in tv: ho partecipato alla registrazione di una puntata sui Restos du coeur (a cui dedichero' un post molto presto), se volete vederla sarà trasmessa su TF1 l'11 marzo alle 20.40, dopo il tiggi'. Non so se si vedrà, ma il personaggio chiave di quel pomeriggio è stato un ragazzo color cioccolato che si è presentato in completo nero, camicia bianca e papillon grande quanto un iPad. Occhiali da sole, brillante di quasi un cm all'orecchio e un LCD 14 pollici al polso sinistro. Giusto per far parte del pubblico. Forse aveva capito che intervistavano pure lui. C'è rimasto un po' male quando gli hanno detto di togliersi gli occhiali e cercare di nascondere un pochino il papillon. Povero caro, magari li aveva comprati apposta.
Sabato ci sarà la festa di Carnevale. A dire il vero non amo molto il Carnevale, era una delle mie feste preferite fino alla 5a elementare, quando andavo ogni anno da Giuseppina a farmi fare il vestito, dopo una lunga consultazione dei cataloghi sparsi sul tavolo, come se avessi dovuto scegliere l'abito da sposa o il principe azzurro.
L'abbiamo fatta anche l'anno scorso, ma io in quel momento ero troppo impegnata a disperarmi per pensare a vivere, e quindi avevo giusto comprato un cappello da chef, rimediato un grembiule e un paio di mestoli e mi ero improvvisata cuoca.
Quest'anno è diverso, la mia battaglia personale contro tutto cio' che non è vita mi ha fatto venire la voglia di confezionarmi un bel travestimento. Se trovero' tutto il necessario, "vi stupiremo con effetti speciali". Vi dico solo che non avro' bisogno della parrucca, sfruttero' i miei riccioli più o meno biondi. Poi vedrete.
I candidati termini mi chiamano, oggni ne devo valutare almeno 4000. Have a nice day you all!
Ah, martedi' sono stata in tv: ho partecipato alla registrazione di una puntata sui Restos du coeur (a cui dedichero' un post molto presto), se volete vederla sarà trasmessa su TF1 l'11 marzo alle 20.40, dopo il tiggi'. Non so se si vedrà, ma il personaggio chiave di quel pomeriggio è stato un ragazzo color cioccolato che si è presentato in completo nero, camicia bianca e papillon grande quanto un iPad. Occhiali da sole, brillante di quasi un cm all'orecchio e un LCD 14 pollici al polso sinistro. Giusto per far parte del pubblico. Forse aveva capito che intervistavano pure lui. C'è rimasto un po' male quando gli hanno detto di togliersi gli occhiali e cercare di nascondere un pochino il papillon. Povero caro, magari li aveva comprati apposta.
Sabato ci sarà la festa di Carnevale. A dire il vero non amo molto il Carnevale, era una delle mie feste preferite fino alla 5a elementare, quando andavo ogni anno da Giuseppina a farmi fare il vestito, dopo una lunga consultazione dei cataloghi sparsi sul tavolo, come se avessi dovuto scegliere l'abito da sposa o il principe azzurro.
L'abbiamo fatta anche l'anno scorso, ma io in quel momento ero troppo impegnata a disperarmi per pensare a vivere, e quindi avevo giusto comprato un cappello da chef, rimediato un grembiule e un paio di mestoli e mi ero improvvisata cuoca.
Quest'anno è diverso, la mia battaglia personale contro tutto cio' che non è vita mi ha fatto venire la voglia di confezionarmi un bel travestimento. Se trovero' tutto il necessario, "vi stupiremo con effetti speciali". Vi dico solo che non avro' bisogno della parrucca, sfruttero' i miei riccioli più o meno biondi. Poi vedrete.
I candidati termini mi chiamano, oggni ne devo valutare almeno 4000. Have a nice day you all!
lunedì 7 febbraio 2011
Le cose che non capisco dei Francesi
Negli anni ho imparato a conoscere un po' meglio i mangiaranocchie e devo dire che, se ci sono degli aspetti del loro modo di fare che proprio non tollero, ce ne sono di rimando altri che mi affascinano e provocano la mia ammirazione.
Tuttavia, ci sono delle cose dei Francesi che proprio non riesco a capire, queste:
- Come fanno a rimanere impassibili quando ascoltano musica? Se girate in metro, vedrete tante belle statuine con gli auricolari. Ci vuole un'abilità!
- Perché in tv danno le previsioni del tempo sia prima del telegiornale che dopo?
- Perché prenotano le vacanze 6 mesi prima, ti invitano 2 mesi prima al loro compleanno, devi avvisarli almeno con un mese di anticipo se vuoi passare un sabato sera con loro e sono invece incapaci di rinnovare l'abbonamento del metro un giorno prima? Ogni 1 mattina c'è una coda di almeno 20 persone davanti a ogni sportello... persino io, formichina last minute in tutte le mie cose, rinnovo l'abbonamento il giorno prima, capite???
- Perché ti avvolgono una baguette di un metro con un fazzoletto di carta di 10x5cm?
- Perché leggono mentre camminano per strada?
E soprattutto, perché invece di ispirarsi a politici illuminati del loro passato (Mitterand, per esempio) si ispirano agli schizofrenici stranieri di oggi?
All'inizio, Sarkozy s'era fatto dare dal nano malefico l'indirizzo del suo ciabattino di fiducia, che un po' di tacchetti facevano comodo pure a lui. E fin qui niente di male. Poi ha cominciato a dare in pasto all'opinione pubblica la sua vita privata, il presunto inciucio con la ministra, il divorzio da Cécilia, la moglie gnocca. E vabbè. Poi pero' è passato alla caccia agli zingari, a puntare i piedi al Parlamento Europeo e a inimicarsi i lavoratori con la riforma delle pensioni. In questi ultimi giorni, è arrivato ad attaccare i giudici francesi, con l'aiuto del suo amico Fillon, che parla di "fronda dei magistrati". Il prossimo passo cosa sarà? Le bounga bounga à l'Elysée?
Tuttavia, ci sono delle cose dei Francesi che proprio non riesco a capire, queste:
- Come fanno a rimanere impassibili quando ascoltano musica? Se girate in metro, vedrete tante belle statuine con gli auricolari. Ci vuole un'abilità!
- Perché in tv danno le previsioni del tempo sia prima del telegiornale che dopo?
- Perché prenotano le vacanze 6 mesi prima, ti invitano 2 mesi prima al loro compleanno, devi avvisarli almeno con un mese di anticipo se vuoi passare un sabato sera con loro e sono invece incapaci di rinnovare l'abbonamento del metro un giorno prima? Ogni 1 mattina c'è una coda di almeno 20 persone davanti a ogni sportello... persino io, formichina last minute in tutte le mie cose, rinnovo l'abbonamento il giorno prima, capite???
- Perché ti avvolgono una baguette di un metro con un fazzoletto di carta di 10x5cm?
- Perché leggono mentre camminano per strada?
E soprattutto, perché invece di ispirarsi a politici illuminati del loro passato (Mitterand, per esempio) si ispirano agli schizofrenici stranieri di oggi?
All'inizio, Sarkozy s'era fatto dare dal nano malefico l'indirizzo del suo ciabattino di fiducia, che un po' di tacchetti facevano comodo pure a lui. E fin qui niente di male. Poi ha cominciato a dare in pasto all'opinione pubblica la sua vita privata, il presunto inciucio con la ministra, il divorzio da Cécilia, la moglie gnocca. E vabbè. Poi pero' è passato alla caccia agli zingari, a puntare i piedi al Parlamento Europeo e a inimicarsi i lavoratori con la riforma delle pensioni. In questi ultimi giorni, è arrivato ad attaccare i giudici francesi, con l'aiuto del suo amico Fillon, che parla di "fronda dei magistrati". Il prossimo passo cosa sarà? Le bounga bounga à l'Elysée?
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