Sono ormai 3 settimane 3 che ogni mattina io e la mia coloc veniamo svegliate verso le 7 (domenica compresa) da qualcuno impaziente di sapere cosa sia successo nel mondo durante la notte e ansioso di trasmettere questa conoscenza a tutto il palazzo. Sono quindi 3 settimane 3 che ci svegliamo non col canto degli uccellini o con la macchina puliscistrade ma con un tele/radiogiornale sparato a tutto volume (à fond, si direbbe da queste parti, ma à fond la caisse, eh, mica à fond e basta).
E stamattina, domenica, stessa identica storia. La formichina, che ieri sera è stata a una festa di pacsage homo molto molto carina innaffiata da un'ottima soupe de champagne, alle 7 aveva alle spalle appena 4 ore di sonno. E ha deciso che quello era il momento di salire dal vicino del 5° che è tanto carino e simpatico ma un po' silenziofobico. E in versione "tanto-non-ti-spoglierebbe-nessuno", col pigiamino di Snoopy, la felpa di pile antistupro, gli occhiali e una mezza gueule de bois si è arrampicata per gli scalini verso il 5° piano. Ma grande fu la sorpresa, hélas!, di non sentire provenire rumore alcuno dalla porta del vicino silenziofobico. Onde evitare figuracce, la formichina è tornata in casa con le antennine tra le zampe e stava per rimettersi a letto, dove il tele/radiogiornale continuava a sentirsi una bellezza. Allora è uscita di nuovo sul pianerottolo, orologio alla mano, a cercare la fonte del rumore. Scende uno scalino, ne scende due... e si accorge che il tele/radiogiornale ha una diffusione privilegiata tra il terzo e il quarto piano.
Drin.
Niente.
Dri-i-i-in.
Spunta la faccia di quello del terzo piano, in maglietta della salute e negli occhi la domanda: "e tu chevvoi?"
E la formichina fa notare al vicino che è domenica mattina e non sono ancora le 7.30 e che sono 3 settimane 3 che ogni mattina le sue info ci fanno da sveglia almeno un'ora prima della sveglia (e povera la coloc della formichina, che di sera lavora e si corica sempre tardi).
Fosse un vecchio insonne capirei pure, ma un ragazzo tra i 30 e i 35 la domenica mattina alle 7 non ha niente di meglio da fare che sentire guai e propinarli al palazzo???
(mi impegno solennemente a fare un post più carino, che esuli dalle mie rogne coi mangiaranocchie. ve lo prometto sul quarto ascolto consecutivo di "Tutto l'universo obbedisce all'amore", sisisi.)
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domenica 6 novembre 2011
giovedì 10 febbraio 2011
Les soldes
Fare i saldi a Parigi è uno spasso: si fanno davvero affari e l'elevata disponibilità di commessi gay è un incentivo notevole. Basta solo stare attenti ai giorni e agli orari che si scelgono, se non si vuole rischiare l'omicidio plurimo e il gabbio o l'esaurimento precoce condito da imprecazioni e bestemmie scontabili in 250 comode rate di sessioni di striscio sui ceci di due ore l'una.
Ho preso una gonna a trapezio, tutta colorata di rosso, fucsia, rosa, blu, giallo, arancione, verde,si direbbe la tavolozza di Kandinsky, con tanto di viso di giapponesina che fa capolino sulla coscia destra. Poi un vestito di cotone a maniche lunghe, stavolta sui toni dell'azzurro e del rosa. Entrambi sono simbolo della mia ribellione al grigiore. Ah, ci tengo a precisare che entrambi sono di una taglia in meno rispetto al solito (a qualcosa dovrà pur servire abitare al quarto piano senz'ascensore e correre come una formichina disperata da una parte all'altra), mi posso ritenere fiera di me. Poi ho comprato un vestitino di lana a righe a mezze maniche, grigio chiaro e grigio antracite, per non essere troppo fuori posto con l'andazzo cromatico della città. E pure il cardigan abbinato, cosi' faccio veramente jeune fille rangée. Sono sicura che con un paio di orecchini di perle e i capelli raccolti, potrei davvero passare per una formichina seria ed elegante.
Infine, mi sono comprata un secondo pigiamino dei Peanuts: perché si sa, è sempre meglio avere un bracchetto a portata di pigiama per difendersi dai draghi.
Ho preso una gonna a trapezio, tutta colorata di rosso, fucsia, rosa, blu, giallo, arancione, verde,si direbbe la tavolozza di Kandinsky, con tanto di viso di giapponesina che fa capolino sulla coscia destra. Poi un vestito di cotone a maniche lunghe, stavolta sui toni dell'azzurro e del rosa. Entrambi sono simbolo della mia ribellione al grigiore. Ah, ci tengo a precisare che entrambi sono di una taglia in meno rispetto al solito (a qualcosa dovrà pur servire abitare al quarto piano senz'ascensore e correre come una formichina disperata da una parte all'altra), mi posso ritenere fiera di me. Poi ho comprato un vestitino di lana a righe a mezze maniche, grigio chiaro e grigio antracite, per non essere troppo fuori posto con l'andazzo cromatico della città. E pure il cardigan abbinato, cosi' faccio veramente jeune fille rangée. Sono sicura che con un paio di orecchini di perle e i capelli raccolti, potrei davvero passare per una formichina seria ed elegante.
Infine, mi sono comprata un secondo pigiamino dei Peanuts: perché si sa, è sempre meglio avere un bracchetto a portata di pigiama per difendersi dai draghi.
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