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venerdì 29 novembre 2013

Fotopost - Amsterdam

Ieri sera, mettendo un po' di foto a posto, mi sono accorta che non ho ancora fatto un fotopost su Amsterdam. E' stato il primo viaggio insieme a P.A., ci siamo stati a giugno scorso e siamo stati davvero bene!
Abbiamo alloggiato in un hotel completamente ecosostenibile, il Vondelpark Conscious Hotel, struttura che vi consiglio assolutamente se amate il confort e avete una coscienza ecologica (lo trovate anche su booking, se volete).
Anche se era il 22 giugno, siamo stati accolti da pioggia e raffiche di vento freddo al nostro arrivo, nonostante felpe e k-way.
E' stato un gran bel fine settimana, per me è stata anche l'occasione di testare il servizio IDBUS, i pullman di linea della SNCF che collegano la Francia a varie città europee. E vi diro', ne è valsa davvero la pena: pullman pulito e comodo, 29 euro sola andata, 6 ore e mezza per fare Amsterdam-Parigi e tanto di wi-fi compresa nel prezzo! E' arrivato persino con mezz'ora di anticipo e, cosa più importante, mi ha lasciata a due fermate da casa mia... Ma bando alle ciance, spazio alle foto!

Il negozio di amache

Vista sul retro del mercato dei fiori


Un café en terrasse

mercoledì 4 settembre 2013

Disputa

Una delle cose di cui mi rammarico di più è che quest'estate ho scritto e letto poco, pochissimo. Dopo un'ora e più passata a rigirarmi volumi tra le mani e a riporli con aria di sufficienza poco dopo, sono uscita dalla Feltrinelli di piazza dei Martiri con in borsa qualcosa che volevo leggere da tempo, ovvero Disputa su Dio e dintorni di Corrado Augias e Vito Mancuso. Volevo talmente leggerlo che ho fatto un'eccezione all'embargo che ho messo sui libri Mondadori (non li compro da qualche anno per non arricchire ulteriormente la famiglia B.). E devo dire che ne è valsa la pena. Il genere è abbastanza inusuale per me - divoratrice di romanzi, più che di saggi -, ma ogni tanto ci sta. E sono ammirata. Il non credente Augias parla di Dio - e soprattutto della Chiesa - con l'ultra-credente Mancuso. Al di là dell'argomento, che mi sta molto a cuore, ogni pagina che sfoglio mi lascia piuttosto stupita per il modo in cui è portato avanti il dialogo: due persone su posizioni radicalmente opposte espongono chiaramente il proprio pensiero, argomentando in modo assolutamente lineare e rispondendo alle domande e alle osservazioni dell'altro, ne riconoscono la "statura", sono addirittura pronte ad accettare delle correzioni se un'idea risulta migliore.
E di rimando mi viene da pensare a come si "dialoga" di solito oggi. In quella che è una continua gara a "chi ce l'ha più lungo", forse leggere qualche "disputa" ci puo' fare solo bene.

mercoledì 24 ottobre 2012

Il bottino


-  caffè per moka (2 confezioni)
- orecchiette (un pacco)
- pasta mista (un pacco)
- riso per risotto (3 kg... grazie, dott. Scotti!!!)
- pesto fresco (2 barattoli)
- sugo "napoletano" (un barattolo)
- snack di riso (due confezioni)
- strozzapreti di Altamura (un pacco)
- strozzapreti toscani artigianali (un pacco)
- ragù di chianina (2 barattoli)
- ragù di cinta senese (2 barattoli)
- crostino di peperoni aromatico (un barattolo)
- penne (un pacco)

- assaggini vari ed eventuali in loco (biscotti, mozzarella di bufala, prosciutto, lardo di Colonnata, crema di tartufo, cannoli, vino, formaggi ecc ecc ecc)

- un invito a cena da un senese a cui non avrei dato 5 lire ma che si è rivelato intelligente e tutto sommato piacevole. e dal momento che la parigina sono io, mi sono fatta portare al Comptoir de la Gastronomie (e quando mi ricapita???), che vi consiglio assolutamente.


Sorridete: c'è solo da guadagnare.

lunedì 21 novembre 2011

A grande richiesta: gâteau au potimarron

Eccomi qua, riemergo da una settimana allucinante, in cui ho inanellato tre giorni consecutivi "thèse" e venerdi' e sabato in gelateria... il suicidio! Il tutto con un seminario da preparare per stamattina, che ho finito di rifinire ieri sera, pensando: "ma se io trovo questa roba terribilmente noiosa, come posso interessare quei quattro gatti che vengono a sentirmi?"
E invece i quattro gatti si sono dichiarati contenti e io mi sono sentita autorizzata a prendermi un pomeriggio di libertà (in cui ho fatto le pulizie rimandate da ieri. che vita entusiasmante, quella della segretariagelataiadottoranda!).

Siccome qualcuno ha detto che la mia torta di potimarron è bona da mori', in uno slancio di generosità vi metto la ricetta. E' di una semplicità quasi imbarazzante.

Ingredienti:
400 gr di potimarron (se non lo trovate -visto che in Italia non esiste, gnegnegne- una zucca molto ferma)
30 gr di mandorle tritate
50 gr di farina
3 uova
100 gr di zucchero
una noce di burro
una bustina di lievito in polvere

Prendete il vostro bel potimarron, sbucciatelo e toglieteci i semi. Se vi state ancora chiedendo come sbucciarlo senza perdere un numero di dita compreso tra uno e cinque, la risposta è "pelapatate", decisamente più sicuro e rapido del coltello. Fate il vostro bel potimarron (o la zucca) a cubetti e fatelo cuocere in un pentolino, in cui avrete fatto fondere il burro. Aggiungete un po' d'acqua e sorvegliate il vostro bel potimarron, che ha un'insana passione per i fondi di pentola. Deve diventare una cremina: quando raggiunge questo stadio, spegnete tutto e lasciate raffreddare. Nel frattempo, sbattete le uova con lo zucchero, fino a ottenere un composto un po' spumoso. Aggiungeteci poi la farina, le mandorle, il lievito e la cremina di potimarron (o di zucca) e mescolate bene. Imburrate una teglia e versateci il composto. In forno a 180° per 30/35 minuti.

Io l'ho fatta due volte e dà soddisfazione, anche perché non necessita di particolare strumentazione: io ho mescolato tutti gli ingredienti con la forchetta. Perché una torta che sa anche un po' di decrescita è ancora più buona.

lunedì 1 agosto 2011

Qui altrove

Non so cosa mi succeda, ma io quando arrivo a casa mi trasformo in un'ameba. Non ho la voglia né la forza di fare nulla: uscire, telefonare agli amici. E mi assalgono i pensieri tristi. E quindi vi risparmio di mettervi al corrente su quanto mi frulla nella testa, perché vi voglio bene, anche se molti di voi non li conosco neppure.
Almeno però leggo. Ho finalmente finito Al faro: se non l'avete ancora letto, riparate. Se avete anche voi un'indole sull'intimista andante, è il libro perfetto. L'amico filologo sostiene che Virginia Woolf sia il miglior scrittore del XX secolo. Forse non mi spingerei a tanto, ho pochi dati per dirlo. Ma sicuramente la signora scrive divinamente.
Ah, oltre a leggere scrivo anch'io (pure se non mi chiamo Virginia Woolf). Se non sempre qui, un po' su Dialetticon e un po' su Indie. Se avete voglia di collaborare anche voi con uno di questi due blog (o anche con tutti e due), battete un colpo.

venerdì 27 maggio 2011

Pigrizia e pubblicità

Stamattina ho un discreto sfavamento, condito da mal di testa e cielo grigio. Ho avuto una nottata un po' agitata e una volta uscita dalla doccia, mi sono trovata un piccione in stanza (cheschifocheschifocheschifocheschifo).
Quindi oggi, un po' per pigrizia, un po' perché ho imparato che è meglio non scrivere quando non si è in vena, vi rimando a un articolo scritto da mio cuggino Dario, a Parigi come me. Parla della discarica di Chiaiano, di come stanno le cose, quello che (non) è stato fatto e molto altro ancora. Credo che sia una lucida analisi per illustrare il problema a chi non è di Napoli e dintorni e dai giornali e telegiornali ci capisce poco.

Eccolo. Poi mi dite se corrisponde un pochino a quello che vi avevano detto della cosa.

lunedì 28 marzo 2011

Provati per voi questo week-end

Continuiamo col trend pubblicitario. Ma si', apriamo la rubrica "formiconsiglia". Sull'esperienza del uik-ent appena trascorso, vi consiglio un bistrot, un film e una mostra, nell'ordine in cui li ho vissuti.

Bistrot : Les 3 arts, 21 rue des Rigoles, 20ème arrondissement. Lontano dal casino delle soirées parisiennes, questa trattoria molto alla buona vi darà l'impressione di essere nella campagna bretone. Il menu prevede  un solo piatto al giorno, che di solito è un piatto della tradizione. E' possibile tuttavia mangiare anche copiosi taglieri di formaggi o di terrines, accompagnati da ottimo vino. I gestori sono simpatici e accoglienti, i prezzi ragionevoli. Poi potete decidere se dopo mangiato volete rimanere a giocare a qualcosa (la casa mette a disposizione numerosi giochi di società) o scendere giù in taverna a sentire un po' di musica dal vivo. Maggiori info qui.

Film: The king's speech. Magari è un consiglio inutile, visto che il film è uscito già un paio di mesi fa e ha avuto pure il tempo di vincere 4 oscar (film, regia, protagonista maschile e sceneggiatura), ma formichina ve lo consiglia lo stesso. E' la storia di Giorgio VI, re d'Inghilterra, affetto da balbuzie. Al di là della bravura degli attori, con un  grandioso Colin Firth e un Geoffrey Rush in grande splovero (candidato all'oscar per migliore attore non protagonista), ho apprezzato: l'accento messo sulla fragilità dei vari membri della famiglia reale e la riproduzione del contesto storico.

Mostra: Chagall et la Bible. Fino al 5 giugno, il Musée d'art et d'histoire du Judaisme (MAHJ) ospita una mostra su Marc Chagall e la Bibbia. Il grosso della mostra è costituito da gouaches, ispirate da storie  dell'Antico Testamento, ma non mancano tele e neppure i disegni delle vetrate progettate dal pittore russo per la cattedrale di Magonza e una sinagoga a Gerusalemme. Un'interpretazione di qualità e molto personale del libro sacro, che ha accompagnato Chagall lungo tutto l'arco della sua vita, in un meraviglioso viaggio attraverso la magia della sua tavolozza.

Aspetto riscontri!