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mercoledì 1 gennaio 2014

Ciao ciao, 2013

Mi ero affezionata al 2013, è stato un anno così bello che avrei voluto non finisse mai. E' stato un anno talmente bello che, per la prima volta in vita mia, mi sono sentita in dovere di andare alla messa di ringraziamento di fine anno che ogni anno fanno nella mia parrocchia.
Il prete ha voluto farci fare un giochino, ci ha invitati a chiudere gli occhi e a pensare agli eventi dell'anno mentre lui scandiva i nomi dei mesi uno ad uno. Il mio cortometraggio è stato il seguente:

gennaio: tanto freddo e tanta neve, la dernière ligne droite prima di consegnare il manoscritto della tesi.

febbraio: la consegna della tesi, i festeggiamenti doppi per i miei 30 anni, il concerto dei Negrita, la scoperta che quello che poi sarebbe diventato P.A. aveva davvero un buon odore e mi piaceva come mi abbracciava, un giovedì mattina a fine mese a Capodichino.

marzo: il lavoro a Les Canons, ancora neve, un amore che germogliava al telefono, prima di avere qualche certezza in più una volta che si era di nuovo occhi negli occhi. E un pianto disperato a Capodichino al momento dei saluti.

aprile: la discussione della tesi, il matrimonio di Sarina, un giro a Pisa, ancora lavoro a Les Canons.

maggio: l'inizio del mini post-doc tra i sociologi, la prima volta di P.A. a Parigi, la sorpresa di compleanno a P.A.

giugno: il matrimonio di Lisa, la festa della musica e il week-end ad Amsterdam.

luglio: due week-end parigini con P.A., il matrimonio romano, la fine del post-doc, la partenza per Vieste.

agosto: ancora qualche giorno a Vieste, qualche giorno al mare mordi-e-fuggi, i film insieme sul divano, la mostra di Dalì a Sorrento.

settembre: il convegno-vacanza a Faro, il matrimonio napo-russo, il concerto di Daniele Silvestri, la frattura al piede.

ottobre: l'inizio del lavoro in azienda, la stampella e la chaussure-barouk, la festa anni '50, ancora giorni belli passati insieme. Uno dei due giorni ad Assisi.

novembre: l'altro giorno ad Assisi, il concerto di Paolo Conte, l'inizio dell'avventura siciliana.

dicembre: la bottiglia di champagne, il concertino col coro, il primo Natale insieme.

Penso di poter dire con certezza che è stato l'anno più bello della mia vita: un anno di grazia e amore, dopo anni di noia e delusioni. E spero che anche questo 2014 sia un anno di grazia e di amore, con tutti i cambiamenti che ci sono in programma.

Buon 2014, lettori della formichina! Magari riesco ad avere un po' di tempo in più per passare di qua e dai vostri blog... un abbraccio!

lunedì 27 maggio 2013

La notte dei musei

Una volta scoperto che il compleanno di P.A. cadeva il lunedi' di Pentecoste - férié, sul laicissimo calendario francese -, formichina ha ben pensato di ingegnarsi per rendere speciale il compleanno di P.A., che non ama festeggiare il suo compleanno.
Prima mossa, complice il sito di isiget, l'acquisto di un bell'Orly-Napoli per il sabato mattina. Poi, l'elaborazione del piano. Per dimostrare a se stessa che feisbuc puo' avere anche un'utilità, formichina ha contattato un collega di P.A. (scavalcando bellamente tutte le gerarchie di gradi e compagnia bella) per far ottenere a P.A. i turni che voleva lei, in modo da passare quanto più tempo possibile con P.A. Poi ha dimostrato a se stessa di essere anche un'ottima attrice, raccontando a P.A. un sacco di bugie ai fini della sorpresa dell'anno.

Telefonata del venerdi' sera (formichina è seduta nella sua cucina): 
- Amore, ma cosa stai facendo?
- Mi sto facendo i biscotti per la colazione, mi è venuta voglia...
- Uh, saranno sicuramente buonissimi! Ma poi li farai anche a me?
- Ma certo, amore, te li faccio assaggiare presto!
- Domani cosa fai?
- Domattina vado in biblioteca, penso di tornare a casa nel primo pomeriggio e poi di sera faccio la notte dei musei coi ragazzi.
- Ah bene, e cosa andate a vedere?
- Ci sono varie proposte, so per certo che l'appuntamento è alle 19. Senti, a proposito, visto che faro' tardi, non è che invece di domani sera ci possiamo sentire domani pomeriggio? Sarai a casa?
- Sisi', non c'è problema!

Telefonata del sabato mattina (formichina è sull'Orlybus):
- Buongiorno cuore mio, come va?
- Tutto bene, aspetto la metro per andare in biblioteca... Tu come stai? Come procede il lavoro?
-Va tutto bene, grazie.
- A che ora finisci?
- Alle 14.
- Va bene. Ora devo salutarti che arriva la metro. Ci sentiamo più tardi?
- Va bene, buona giornata!

In realtà formichina temeva che da un momento all'altro potesse partire la vocina imberbe: "Benvenuuuti a booordo della navetta Ooorlybus", rovinandole cosi' la sorpresa studiata nei minimi dettagli.
E qualche ora dopo, finalmente a Napoli. Con il supporto di Zorrino, paziente autista aeroporto-casa e casa-Napoli, formichina telefona finalmente a P.A.

Telefonata del sabato pomeriggio (formichina è per strada, a pochi metri da P.A.):
- Amore, ma dove sei? Per strada?
- Sisi', sto andando al Monoprix, ché mi sono accorta che mi mancano alcune cose per domani... Com'è andata al lavoro?
- Tutto bene, ora sono un po' a casa, mi riposo ché poi lavoro stanotte...
- Ah, lavori stanotte??? (vocina interna: yes yes yes, ancora meglio del previsto, grazie colleghi di P.A.!)
- Eh si', sono all'infortunistica stradale...
- Ah, capisco.... Ma è pericoloso?
(Intanto, formichina ha trovato accostato il portone del palazzo di P.A. e sale i 5 piani cercando di non far trapelare niente. Formichina, mezza morta per il caldo e per lo sforzo, è davanti alla porta di casa di P.A.)
- No, pericoloso no, ma sai, è sabato notte...
- Ah, senti, hai già preso il caffè?
- No, non ancora.
- Non è che me ne prepari uno?
- (ride) Vuoi un caffè?
- Si', voglio un caffè!
(Formichina suona il campanello. Niente)
- Va bene.
(Formichina suona il campanello una seconda volta, più a lungo. Niente)
- Si', ma adesso vieni ad aprirmi???

Formichina riattacca, ma aspetta ancora 3 minuti buoni come una deficiente davanti alla porta coi suoi biscotti in mano. Finalmente P.A., vedendo che formichina non richiama, va ad aprire, in evidente stato confusionale.
- Non ci credo... non è vero... Tu sei una pazza!!!

P.A. ha ripetuto questa frase buona parte del pomeriggio. Si è fatto una doccia, è andato con formichina ad omaggiare il Marchesino e, una volta recuperato lo scooter, è riuscito a far fare a formichina pure la notte dei musei, portandola al museo di san Martino. E due giorni dopo le ha detto di aver passato il più bel compleanno della sua vita.

sabato 6 ottobre 2012

Et ça fait 3!

Era un martedi' sera, manco a farlo apposta ero vestita come oggi: jeans, top blu e maglioncino rosso, scarpe da ginnastica. Partivo dall'aeroporto Galilei per arrivare a Orly, due valigie e tanti punti interrogativi. L'idea era quella di stare qui un anno, ma ne sono passati già tre... Stamattina ho mandato una lista ai miei amici delle cose che ho imparato con loro in questi 3 anni, non la copio qua perché sono 4 pagine di word... e soprattutto perché, venendo a mancare i repères, ci capireste poco...


In questi 3 anni ho visto Parigi a piedi, in macchina, in bicicletta, in scooter, in autobus, in moto, in furgoncino, da una péniche. L’ho amata, l’ho odiata, mi sono riscoperta diverse volte a non poter resistere al suo fascino, come un povero marito cornuto e vecchio che perdona tutto alla mogliettina coquette e molto più bella e giovane di lui.
Ho imparato cosa significa alzarsi al mattino senza nessuno scopo, sentirsi persi, sentirsi stranieri, ho imparato cosa sono la povertà, la sofferenza negli occhi e nei racconti di chi ha perso tutto e dalla vita non si aspetta più niente di bello.
Ho sperimentato quanto possono essere lunghe due ore di aereo, se devi andare a salutare qualcuno che se n'è andato prima di vederti un'ultima volta.

Ho ricominciato a scrivere e ho riscoperto che è il modo migliore per guarire da qualsiasi cosa. Mi sono sentita bella, bellissima pure a volte, una principessa solo per aver regalato un sorriso, mi sono innamorata, mi sono sentita ingannata, ho cucinato per un sacco di gente, ho perso le staffe, ho riempito il mio frigo di calamite e la mia stanza di cartoline...e il mio cuore e la mia testa di ricordi che un giorno potrò raccontare ai miei nipoti. 

Un grazie grande quanto questi 3 anni a chi è stato al mio fianco, agli amici che sono venuti a trovarmi, a chi mi ha "sciroppato" pure quando non ero al top. Formichina loves you! 

martedì 21 febbraio 2012

A cosa servono i compleanni

A fare il toto-scommese su chi se ne ricorderà e chi no.
A esitare sui festeggiamenti, contare le persone, perdere il conto e ricontare.
A sussultare ancora all'idea che il tempo passa troppo in fretta.
A decidere di concedersi uno shampoo dal parrucchiere.
A pensare che anche lassù, oltre che quaggiù, Qualcuno ti ama e ti regala una bella giornata di sole pure se sei nato a febbraio.
Ad avere l'ennesima conferma che quaggiù in molti ti amano e ci tengono a fartelo sapere.
A stupirti, se il tuo macellaio la settimana prima ha messo un promemoria sul cellulare e ti regala una pianta quando vai a comprare la carne. E a rimanerci un po' male - pure se lo sapevi già - che invece l'uomo che hai frequentato negli ultimi 3 mesi non si degna neppure di mandarti uno squallido sms.
A commuoverti, se tuo fratello ti scrive che ti vuole bene.
A fartene una ragione se quell'amico deluso da te non si fa più sentire perché vuole "reimpostare i rapporti". Anzi, quasi a sentirti sollevata.
A rallegrarti sapendo che per quel giorno la principessa sei tu.
A non riuscire a rispondere a mail e sms dopo 24 ore, ché sono troppi.
A sentirti chiamare "nipotina bellissima" dal tuo zio preferito a 29 anni suonati.
A scorazzare in macchina per Parigi, riscoprendo ancora una volta quanto è bella, con i palazzi alti e le piazze aperte come enormi boccioli di rosa.
A sorridere del fatto che la tua migliore amica s'è scordata anche quest'anno il tuo compleanno, ma che questo non mette in discussione il suo affetto.E' che non gliela fa, poverina. Non puo' ricordarsene perché sei tu che le ricordi tutti i compleanni.
A constatare che le giornate perfette a volte esistono. E che la vita è sempre una cosa meravigliosa, e in certi giorni ancor più che in altri.