Non so se avete mai provato a capire come funziona il sistema di reclutamento degli insegnanti nella scuola pubblica italiana. Secondo me, chi l'ha inventato vedeva il demonio, non c'è altra spiegazione.
Per farla breve, dopo aver sborsato più di duemilacinquecento euri ho udite, udite il privilegio di entrare a far parte delle graduatorie di seconda fascia per insegnare francese alle medie e alle superiori (seconda fascia, leggi: precari privilegiati rispetto a quelli di terza).
Comunque, adesso c'è la possibilità di inserirsi, o meglio, dovrebbe esserci, ma la piattaforma del MIUR è completamente in palla e feisbuc trasuda di post ansiogeni sui gruppi dei neoabilitati.
Siccome, tra le varie stranezze, mi sono resa conto che il servizio svolto a scuola in Francia non mi era stato calcolato, stamattina ho chiamato la mia scuola capofila (un liceo linguistico di Caserta) per cercare di capirci qualcosa.
Mi ha risposto una signora dalla voce roca, fumatrice incallita. Ci avevo già parlato altre volte, mi era sembrata una che sapeva il fatto suo. E invece.
- Sì, salve, la chiamo per una questione di punteggio... come mai non mi avete calcolato il servizio all'estero?
- Ma se lei ha lavorato in hotel non vale come punteggio.
- In hotel? No guardi, ci dev'essere un errore... io ho lavorato come assistente di lingua italiana in una scuola...
- Come assistente, che significa?
- Significa che ero lettrice. Insegnante madrelingua.
- Ah. No perché sa, dalla traduzione fatta su internet si capiva che lei aveva lavorato come accompagnatrice di ragazzi in gita, tipo in hotel... Vabbè, comunque, ci faccia un'autocertificazione e ce la mandi al più presto.
La buona scuola. La scuola 2.0 che non sa manco usare un fetente di dizionario e si lancia poi su traduzioni on line da Google translate. E questo è un liceo "up". Figurati cosa succede in quelli "down".
En tout cas, almeno per un altro anno me la scappotto: eh sì, formichina, la vostra accompagnatrice di ragazzini in hotel, fa di nuovo le valigie e torna a Parigi. Un fantastico post-doc la aspetta, insieme agli amici di sempre, al Comté fruité e alla grisaille. E chissà che questa volta non riesca pure a portarsi, almeno per un po', il suo adorato P.A.
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giovedì 1 ottobre 2015
L'accompagnatrice
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mercoledì 20 novembre 2013
Il famoso Chronopost
Vi ricordate della storia del famoso bando di concorso e del Chronopost? Dei 47 euri buttati al vento quando ne bastavano 7? La storia dell'ufficio postale accettante e bla bla bla?
Bene, almeno il sacrificio non è stato vano: sono risultata vincitrice a quella selezione e mi hanno affidato ben 3 incarichi di insegnamento di lingua francese all'Università di Catania (sede di Ragusa). Sono ovviamente molto felice, comincio ufficialmente lunedi', anche se sono già stata a Ragusa la settimana scorsa per un giro di perlustrazione dei luoghi: ho avuto un'accoglienza favolosa e l'impatto col posto è stato più che positivo.
Almeno per i prossimi mesi, la mia vita sarà una settimana a Parigi e un'altra a Ragusa (vedi quando si dice flessibilità nel lavoro), con qualche giorno a Napoli ogni tanto.
Vi raccontero' poi meglio un'altra volta, ma intanto ci tenevo a dirvelo.
Baci e abbracci,
formichina umilissima serva vostra
Bene, almeno il sacrificio non è stato vano: sono risultata vincitrice a quella selezione e mi hanno affidato ben 3 incarichi di insegnamento di lingua francese all'Università di Catania (sede di Ragusa). Sono ovviamente molto felice, comincio ufficialmente lunedi', anche se sono già stata a Ragusa la settimana scorsa per un giro di perlustrazione dei luoghi: ho avuto un'accoglienza favolosa e l'impatto col posto è stato più che positivo.
Almeno per i prossimi mesi, la mia vita sarà una settimana a Parigi e un'altra a Ragusa (vedi quando si dice flessibilità nel lavoro), con qualche giorno a Napoli ogni tanto.
Vi raccontero' poi meglio un'altra volta, ma intanto ci tenevo a dirvelo.
Baci e abbracci,
formichina umilissima serva vostra
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mercoledì 24 ottobre 2012
Il bottino
- caffè per moka (2 confezioni)
- orecchiette (un pacco)
- pasta mista (un pacco)
- riso per risotto (3 kg... grazie, dott. Scotti!!!)
- pesto fresco (2 barattoli)
- sugo "napoletano" (un barattolo)
- snack di riso (due confezioni)
- strozzapreti di Altamura (un pacco)
- strozzapreti toscani artigianali (un pacco)
- ragù di chianina (2 barattoli)
- ragù di cinta senese (2 barattoli)
- crostino di peperoni aromatico (un barattolo)
- penne (un pacco)
- assaggini vari ed eventuali in loco (biscotti, mozzarella di bufala, prosciutto, lardo di Colonnata, crema di tartufo, cannoli, vino, formaggi ecc ecc ecc)
- un invito a cena da un senese a cui non avrei dato 5 lire ma che si è rivelato intelligente e tutto sommato piacevole. e dal momento che la parigina sono io, mi sono fatta portare al Comptoir de la Gastronomie (e quando mi ricapita???), che vi consiglio assolutamente.
Sorridete: c'è solo da guadagnare.
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sabato 21 aprile 2012
Pragmatismo paterno
- Mà, hai visto? A' piccerella se ne va a Valencia per l'Erasmus!
- Eh, ho visto... Sono proprio contenta!
Voce fuori campo: - E speriamo che si trovi un bel fidanzato spagnolo cosi' abbiamo la carne di toro gratis!
A volte mi chiedo come siano costruite le connessioni neuronali di mio padre... ma ho il vago sospetto che il cibo occupi un posto importante.
- Eh, ho visto... Sono proprio contenta!
Voce fuori campo: - E speriamo che si trovi un bel fidanzato spagnolo cosi' abbiamo la carne di toro gratis!
A volte mi chiedo come siano costruite le connessioni neuronali di mio padre... ma ho il vago sospetto che il cibo occupi un posto importante.
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martedì 6 marzo 2012
Dai gelati ai filati
Mi ero ripromessa che non avrei più cercato né accettato lavori come hostess, promoter e simili. Lavori in cui sei in piedi tutto il giorno, con un frigorifero nelle spalle, magari, a sorridere come una beota e a importunare il malcapitato di turno con parole di encomio a raffica sul fantasmagorico prodotto del giorno (l'ultima volta era stato a Viareggio, promuovevo una linea di erboristeria, distribuendo campioni omaggio di tisane lassative). Ma l'amara verità è che siamo alle pezze (non specifichiamo quali e dove, sono pur sempre una signora!) e il mio bisogno di vile denaro è a dir poco impellente e quindi ho accettato di fare da hostess/interprete per un ricamificio italiano, passando cosi' dai gelati ai filati.
E vi diro', è andata benone, molto meglio di quanto mi aspettassi. La sera prima (vigilia di san Valentino) ero disperata, erano già le unidici e mezza ed io ero a letto col Boch 1995/96 (et oui, ça fait longtemps!) da un lato e il computerino dall'altro a cercarmi la terminologia dei tessuti in inglese e francese. L'indomani, smessi i panni della segretaria-gelataia e indossato il tailleur da hostess, mi avvio verso il Parc des Expositions, tempio massimo delle fiere. Ma sul quai dell'RER A a Nation arriva la prima atroce scoperta: ho un buco nei collant, a metà polpaccio!!! Che sarà mai, direte voi, ma per una che è stata assunta per "motivi di immagine", diciamo cosi', fa eccome! Dopo varie imprecazioni, diversi sms alla ricerca di solidarietà e 40 minuti da sardina nell'RER B, giungo a destinazione. Mi faccio venire a recuperare all'ingresso e comincio la mia brevissima carriera di interprete dei filati: accogliere i clienti, chiedere il biglietto da visita, preparare un caffè quando richiesto, mostrare il campionario quando tutti sono impegnati, fare il mastino se qualcuno si azzarda a fare foto.
I prodotti sono meravigliosi, di una raffinatezza squisita. E' bello vedere stilisti di tutto il mondo restare a bocca aperta per il made in Italy, che ormai fanno in pochi. E' piacevole sapere che le due stiliste di una nota casa italiana hanno deciso di tornare sul made in Italy perché la gente compra di più se un prodotto è migliore pure se il prezzo aumenta. E nonostante tutto questo, ti chiedi come facciamo ad essere un Paese alla deriva (piccola parentesi di amertume, la chiudiamo subito).
Vabbè. Me l'avevano detto che fare le fiere è bello. Confermo: fare le fiere è bello, stancante ma bello. E ancora meglio quando sei pagato cosi', sull'unghia e rigorosamente cash.
E ti chiedi se non è forse il caso di cercarsi altri eventi del genere, se quando torni a casa dopo due giorni cosi' sottoforma di mail la prima lezione del manuale "Comment motiver sa thésarde pour les nuls"*:
"Buongiorno formichina,
ho letto il tuo primo capitolo e sono colpito dall'eleganza dello stile, la coesione del testo e la correttezza del documento. E' fatto talmente bene che sono quasi sfiorato da un dubbio: non è che hai pescato da documenti preesistenti?"
E' doppiamente frustrante, se pensi che il tempo che hai impiegato a scrivere quelle benedette 12 pagine è a titolo gratuito.
Ma in questi casi bisogna ricordarsi che si ha a che fare con i mangiaranocchie, popolo incapace di qualsiasi apprezzamento gratuito. Ecco, un popolo cosi' merita di estinguersi. E qui lo dico e qui lo nego, io faro' il possibile affinché cio' accada.
* "Come motivare la tua dottoranda per negati"
E vi diro', è andata benone, molto meglio di quanto mi aspettassi. La sera prima (vigilia di san Valentino) ero disperata, erano già le unidici e mezza ed io ero a letto col Boch 1995/96 (et oui, ça fait longtemps!) da un lato e il computerino dall'altro a cercarmi la terminologia dei tessuti in inglese e francese. L'indomani, smessi i panni della segretaria-gelataia e indossato il tailleur da hostess, mi avvio verso il Parc des Expositions, tempio massimo delle fiere. Ma sul quai dell'RER A a Nation arriva la prima atroce scoperta: ho un buco nei collant, a metà polpaccio!!! Che sarà mai, direte voi, ma per una che è stata assunta per "motivi di immagine", diciamo cosi', fa eccome! Dopo varie imprecazioni, diversi sms alla ricerca di solidarietà e 40 minuti da sardina nell'RER B, giungo a destinazione. Mi faccio venire a recuperare all'ingresso e comincio la mia brevissima carriera di interprete dei filati: accogliere i clienti, chiedere il biglietto da visita, preparare un caffè quando richiesto, mostrare il campionario quando tutti sono impegnati, fare il mastino se qualcuno si azzarda a fare foto.
I prodotti sono meravigliosi, di una raffinatezza squisita. E' bello vedere stilisti di tutto il mondo restare a bocca aperta per il made in Italy, che ormai fanno in pochi. E' piacevole sapere che le due stiliste di una nota casa italiana hanno deciso di tornare sul made in Italy perché la gente compra di più se un prodotto è migliore pure se il prezzo aumenta. E nonostante tutto questo, ti chiedi come facciamo ad essere un Paese alla deriva (piccola parentesi di amertume, la chiudiamo subito).
Vabbè. Me l'avevano detto che fare le fiere è bello. Confermo: fare le fiere è bello, stancante ma bello. E ancora meglio quando sei pagato cosi', sull'unghia e rigorosamente cash.
E ti chiedi se non è forse il caso di cercarsi altri eventi del genere, se quando torni a casa dopo due giorni cosi' sottoforma di mail la prima lezione del manuale "Comment motiver sa thésarde pour les nuls"*:
"Buongiorno formichina,
ho letto il tuo primo capitolo e sono colpito dall'eleganza dello stile, la coesione del testo e la correttezza del documento. E' fatto talmente bene che sono quasi sfiorato da un dubbio: non è che hai pescato da documenti preesistenti?"
E' doppiamente frustrante, se pensi che il tempo che hai impiegato a scrivere quelle benedette 12 pagine è a titolo gratuito.
Ma in questi casi bisogna ricordarsi che si ha a che fare con i mangiaranocchie, popolo incapace di qualsiasi apprezzamento gratuito. Ecco, un popolo cosi' merita di estinguersi. E qui lo dico e qui lo nego, io faro' il possibile affinché cio' accada.
* "Come motivare la tua dottoranda per negati"
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domenica 9 ottobre 2011
Opportunities
Quando ando' via da Parigi a fine maggio 2007, l'amico filologo fece una bella lista delle cose che vi aveva imparato. Una di queste recitava cosi': "Ho imparato che la Francia è il Paese delle opportunità, dove un ungherese puo' diventare Presidente della Repubblica e permettersi di creare il Ministero dell'identità nazionale";
Visti da "dentro", i Francesi accusano abbastanza l'attuale crisi economica, ma a differenza di come è stata affrontata la cosa in Italia ("la crisi non esiste, è un'invenzione di quei pessimisti della sinistra") loro non fanno altro che parlarne. Alla radio, in tv, sui giornali, in metro, negli uffici. Nonostante tutto questo, la Francia (o almeno Parigi) rimane il Paese (o la città) delle opportunità. Un piccolo esempio a partire da una cosa successa a me. Mercoledi' ho messo un annuncio su Italians, 3 righe che dicevano più o meno:
"Salve, sono formichina e faccio un dottorato. A fine mese non avro' più la borsa e quindi cerco un lavoro part-time come insegnante, commessa o segretaria. Ho un'ottima padronanza del francese scritto e parlato e una buona conoscenza dell'inglese. Questo è il mio numero, chiamatemi."
E cosi' giovedi' (il giorno dopo), mentre ero in BnF sulle mie sudate carte mi arriva una chiamata.
- Salve, siamo una gelateria-risotorante italiana, ho letto il suo annuncio e volevo chiederle se le interessa un posto part-time di segretaria presso i nostri uffici. Ha già lavorato come segretaria?
- No, mai. Ho aiutato qualche volta i miei con la fatturazione della loro attività, ma posso imparare. Vuole che ne parliamo da vicino?
- Domani alle 15 va bene?
- Perfetto, a domani.
Venerdi' alle 15 ho fatto il famoso colloquio, comincio domattina. Saranno 2 settimane di prova, poi se va bene mi fanno un CDD (contrat durée déterminée) fino a fine febbraio. Mi danno lo SMIC (cioè lo stipendio minimo a norma di legge), ma mi va bene cosi'. Lavorero' 3 giorni e avro' anche la possibilità di guadagnarmi un po' di extra con delle traduzioni. Non sarà il lavoro della mia vita, ma è quello che cercavo.
Se fossi stata in Italia non sarebbe stato cosi' semplice, credo. E sono sicura che con le mie 24 ore settimanali allo SMIC guadagnero' più delle commesse dei negozi di Pomigliano, 400 euro al mese per lavorare 8 ore al giorno (forse anche 9) 5 o 6 giorni a settimana.
Sono stata presa cosi', sulla fiducia, dicendo "salve, questo è il mio cv", senza bisogno della telefonata di nessuno o di avere alle spalle 5 anni di esperienza, una laurea col massimo dei voti e max 26 anni. Poi se non andrà, pace, avro' fatto un'esperienza diversa per due settimane. Due settimane che saranno comunque retribuite.
Dovrebbe essere la normalità, e invece a me pare un evento straordinario. Forse in Italia ci siamo troppo abituati a un'idea di lavoro che si avvicina più alla carità (come quella di una monetina data distrattamente al mendicante di turno) che a un diritto.
E mo' fatemi l'in-bocca-al-lupo, ja!
Ah, in tema di opportunità e di belle notizie, colgo l'occasione per dirvi che lo venerdi' scorso c'è stato un simposio con altri bloggers italiani a Parigi (suibhne, il colonnello Kurtz e NotreAnne, trovate i loro blog nella colonnina a destra), e che almeno per me è stata una gran bella serata. Una conferma ulteriore che la blogosfera riserva spesso delle belle sorprese, sisisi'.
Visti da "dentro", i Francesi accusano abbastanza l'attuale crisi economica, ma a differenza di come è stata affrontata la cosa in Italia ("la crisi non esiste, è un'invenzione di quei pessimisti della sinistra") loro non fanno altro che parlarne. Alla radio, in tv, sui giornali, in metro, negli uffici. Nonostante tutto questo, la Francia (o almeno Parigi) rimane il Paese (o la città) delle opportunità. Un piccolo esempio a partire da una cosa successa a me. Mercoledi' ho messo un annuncio su Italians, 3 righe che dicevano più o meno:
"Salve, sono formichina e faccio un dottorato. A fine mese non avro' più la borsa e quindi cerco un lavoro part-time come insegnante, commessa o segretaria. Ho un'ottima padronanza del francese scritto e parlato e una buona conoscenza dell'inglese. Questo è il mio numero, chiamatemi."
E cosi' giovedi' (il giorno dopo), mentre ero in BnF sulle mie sudate carte mi arriva una chiamata.
- Salve, siamo una gelateria-risotorante italiana, ho letto il suo annuncio e volevo chiederle se le interessa un posto part-time di segretaria presso i nostri uffici. Ha già lavorato come segretaria?
- No, mai. Ho aiutato qualche volta i miei con la fatturazione della loro attività, ma posso imparare. Vuole che ne parliamo da vicino?
- Domani alle 15 va bene?
- Perfetto, a domani.
Venerdi' alle 15 ho fatto il famoso colloquio, comincio domattina. Saranno 2 settimane di prova, poi se va bene mi fanno un CDD (contrat durée déterminée) fino a fine febbraio. Mi danno lo SMIC (cioè lo stipendio minimo a norma di legge), ma mi va bene cosi'. Lavorero' 3 giorni e avro' anche la possibilità di guadagnarmi un po' di extra con delle traduzioni. Non sarà il lavoro della mia vita, ma è quello che cercavo.
Se fossi stata in Italia non sarebbe stato cosi' semplice, credo. E sono sicura che con le mie 24 ore settimanali allo SMIC guadagnero' più delle commesse dei negozi di Pomigliano, 400 euro al mese per lavorare 8 ore al giorno (forse anche 9) 5 o 6 giorni a settimana.
Sono stata presa cosi', sulla fiducia, dicendo "salve, questo è il mio cv", senza bisogno della telefonata di nessuno o di avere alle spalle 5 anni di esperienza, una laurea col massimo dei voti e max 26 anni. Poi se non andrà, pace, avro' fatto un'esperienza diversa per due settimane. Due settimane che saranno comunque retribuite.
Dovrebbe essere la normalità, e invece a me pare un evento straordinario. Forse in Italia ci siamo troppo abituati a un'idea di lavoro che si avvicina più alla carità (come quella di una monetina data distrattamente al mendicante di turno) che a un diritto.
E mo' fatemi l'in-bocca-al-lupo, ja!
Ah, in tema di opportunità e di belle notizie, colgo l'occasione per dirvi che lo venerdi' scorso c'è stato un simposio con altri bloggers italiani a Parigi (suibhne, il colonnello Kurtz e NotreAnne, trovate i loro blog nella colonnina a destra), e che almeno per me è stata una gran bella serata. Una conferma ulteriore che la blogosfera riserva spesso delle belle sorprese, sisisi'.
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