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mercoledì 28 maggio 2014

25 maggio tra Italia e Francia

Ho passato l'ultima settimana di questa tremenda campagna elettorale per le Europee in Italia. Il 25 pomeriggio sono tornata nel mio Paese d'adozione. Ho votato in Italia, ma ho scoperto i risultati quand'ero già a Parigi. E a dirla tutta, sono rimasta più sorpresa dai risultati italiani che da quelli francesi. Il successo di Renzi e del PD (ma, come ha giustamente osservato lei, è il successo di Renzi e basta) mi conferma che forse sono io a portare sfiga al PD, per una volta che non li voto (direttamente o indirettamente) fanno il 40% o che, semplicemente, Renzi è stato bravo a togliere quell'alone di sfiga che si portava dietro il PD e a convincere a votarlo chi non avrebbe mai votato Bersani o Prodi. La storia del "voto di scambio" degli 80 euro può essere vera, ma non fino in fondo, credo. C'è chi gli 80 euro li ha avuti ma non ha votato PD. A me Renzi non piace, quindi ho votato per Tsipras, di cui molti scoprono l'esistenza solo adesso ma che è comunque riuscito ad arrivare al 4%, cosa di cui sono molto felice. Ho avuto il piacere, venerdì sera, di andare a sentire alcuni dei suoi candidati a Pomigliano. Tra questi c'era pure Eleonora Forenza, che forse non arriva manco al metro e 60 di altezza, ma è una gigante per le sue idee e il modo in cui le esprime. Donna e precaria della ricerca: mi sembrava giusto scegliere lei. E per una volta, sono contenta di aver potuto scegliere chi votare, senza pensare alla paura di berlusconi, di grillo o del pazzo di turno e optare quindi "per il voto utile". Anche perché non è che posso passare la mia vita a votare PD sentendo sulle mie spalle una responsabilità che non mi appartiene.

Avevo un'amica candidata con i 5 stelle, ma non l'ho votata. Ecco, se lei fosse stata una candidata del PD l'avrei votata, proprio perché nel PD c'è bisogno di persone come lei. Ma l'idea di mandarla a Bruxelles a fare numeri da studenti in autogestione come quelli che fanno quotidianamente i parlamentari grillini nostrani non mi entusiasmava neanche un po'. Io non so quale sia la vostra posizione, ma io provo una profonda irritazione nei confronti del M5S. Un'irritazione profonda per la loro arroganza, supponenza, il loro maschilismo (molto marcato anche e soprattutto nelle grilline) e gli atteggiamenti (vogliamo dirlo?) apertamente fascisti. Non tollero quel "SVEGLIA!!!" da parte di chi fino all'altro ieri manco sapeva cosa fosse la democrazia e magari votava DC e ora si sente depositario della Verità assoluta, discepolo di un Verbo politico incarnatosi nella rete e facente leva sulla creduloneria e l'assenza di spirito critico. Non tollero quegli slogan da 4 soldi con cui rispondono ad ogni obiezione e l'incredibile incapacità di autocritica. Ma la smetto qui coi pandistelle, altrimenti va a finire che poi siete voi a non tollerare più me e non potrei perdonarmelo.

Passiamo alla Francia. Tutti scioccati dal 25% del Front National, va a capire perché. Cos'altro bisognava aspettarsi dopo il successo che hanno avuto alle amministrative? Doveva essere quasi scontato un loro successo alle Europee, elezioni che di solito attirano meno gente rispetto alle altre. L'elettore frontista, a differenza degli altri, va sempre a votare. Non come i ragazzi intervistati da France Info lunedì mattina che domenica hanno preferito andare a fare il picnic perché "le elezioni europee sono complicate e l'Europa è così lontana."
Personalmente sono impaurita più che sorpresa. Impaurita perché significa che le scritte razziste che leggo sulle porte dei bagni della biblioteca di Paris 7 (on écrit musulman, on lit terroriste, per esempio) o i commenti degli ospiti francesi della Péniche (ben, on va voter Marine Le Pen, les Polonais nous ont volé tout l'boulot) non sono fenomeni isolati, così come le spedizioni punitive ai rappresentanti delle associazioni studentesche di sinistra o l'omicidio di Clément Méric, quasi un anno fa.
Il problema è sempre lo stesso: chi c'è dall'altra parte? Un Presidente della Repubblica debole, senza carisma, che in due anni di governo non ha fatto niente di sensazionale, a parte farsi un'amante infinitamente più bella di lui. Il cambiamento promesso quel 6 maggio di 2 anni fa, quell'insistere sulle due priorità assolute, la justice et la jeunesse, sono state tutte parole al vento. Poi forse sono poco informata io, fatto sta che Hollande e i suoi sono stati puniti abbastanza in fretta. I Francesi, a differenza degli Italiani, non aspettano 20 anni e un nuovo Salvatore. Chi non funziona, va a casa quasi subito. E, soprattutto, sembrano soffrire meno di Alzheimer rispetto a noi. I loro politici, invece, alla stregua dei nostri, amano riempire fascicoli di inchieste. L'ultimo, il segretario dell'UMP, Jean-François Copé, è stato gentilmente invitato alle dimissioni dai suoi compagni di partito dopo il suo coinvolgimento nell'affare Pygmalion (roba di finanziamenti illeciti nella campagna elettorale). Come si dice dalle mie parti, pure in Francia "o' cchiù pulito, tene 'a rogna". Ma non lo dite ai grillini, sennò vengono pure qua a mandare tutti a casa e poi va veramente a finire che non posso stare tranquilla da nessuna parte.
Io comunque per questa domenica ho organizzato una visita alla Cité nationale de l'histoire de l'immigration, vuole un po' essere la mia protesta al Front National e invito chiunque fosse su Parigi quel giorno ad unirsi a me. Tra l'altro è la prima domenica del mese e il museo è gratis.

- Hai visto? Il Front National ha fatto il 25%, vuol dire che devi tornare in Italia. E' pericoloso per te stare là, ci sono i razzisti.
- In Italia, invece…
- Beh, ma in Italia ci sono anch'io!
- Mmmh, anche questo è vero.
- Alla fine ho votato anch'io per Tsipras, ho pensato al tuo futuro, soprattutto. Diciamo che il mio è stato un voto per amore. E ho detto anche ai miei di votare per Tsipras. 

Suoi che hanno seguito il consiglio del figlio. Mi sa che presto sarà tempo di tornare a casa.

mercoledì 19 dicembre 2012

dice

dice tu comincia a scrivere vedi che così poi i pensieri prendono forma. che sì sei già normalmente complicata mò è pure peggio ma provaci lo stesso. e chettedevodì, c'ho voglia di scrivere ma rischio di cadere nel trip intimista e di questo 'un c'ho voglia. dice il 21 finisce il mondo, perdonami su che ti costa non mi fa bene stare in questa situazione con te e non fa bene neanche a te. dico da quando ti preoccupi per me. da sempre dice. bof dico penso piango io per strada l'indomani mentre il freddo mi congela gli occhi giù per rue oberkampf. e la sera mi chiama lei e dice ti prego non fare cazzate ché il momento è delicato e le tue sensazioni sono amplificate al mille per mille per esempio sono sicura che se ti avessi detto sei ingrassata ti sarebbe venuta una crisi e ti sarebbe sembrato chissà che. e poi ragazzi ciao martedì parto sono venuta a salutarvi prima delle feste mi mancate mi mancano loro state bene sì siete belli oh sìsì siete belli e ve la cavate benissimo senza di me. mi mancate oh se mi mancate. Guigui se sapessi mi faresti una strigliata delle tue mi urleresti un bel non allungando la o all'infinito come sai fare solo tu Guigui ma chettedevodì Guigui c'ero dentro ci sono ancora forse o forse è solo bof. e poi torno in una casa vuota ceno mi fanno male gli occhi mi fa male il braccio mi riposo un po' poi riprendo a lavorare. la sveglia suona alle 22.30 ma non ce la faccio ad alzarmi no no lasciami dormire sono le 3.59 vuoi metterti a lavorare dai no no se ne parla domattina. e la bici e piove e il cake alle herbes de provence. e i bambini e la lotteria e prego per te e non si vive di sentimenti. e il foie gras e le pulizie e le ultime prove dell'ultima messa in quella chiesa. dice quante pagine hai scritto. 12 dico. da mercoledì a oggi solo 12. allora ça va pas tu devais finir pour demain. eh lo so ma come te lo spiego bella la mia greca il terremoto emotivo. e torno a casa l'aereo è pieno e c'è casino e io non li sopporto e non vedo l'ora di arrivare. ma quanto ci mettono per 'ste benedette valigie è quasi mezz'ora. l'unica cosa positiva dell'estero è che sono veloci dice la cretina un metro più in là. dice vedi che tra un po' passa la tua amica a casa a prendere la firma per un mio amico grillino. dico spero che s'incendino tutti i grillini. la bilancia dice hai preso due kg ragazza. allora la bilancia parigina è sfasata dico. il calendario dice tra due mesi sono 30 ragazza.
eh.

venerdì 14 dicembre 2012

Je me fais une réputation

- Coucou chef, je te dis au revoir, je dois partir...
- Déjà? Tu restes pas prendre un petit verre avec les autres? 
- Non, désolée.. Je dois me remettre au boulot.
- Oui, c'est ça... On appelle ça du boulot, maintenant! Tu peux le dire si t'as quelqu'un qui t'attend à la maison, y a pas de mal, hein! 
- Mais non, j'ai personne... je dois vraiment me remettre au boulot... 
- Comment ça, t'as personne? Une fille comme toi n'a personne qui l'attende à la maison? 
- Et ben non, à part ma coloc... Et puis si j'avais quelqu'un qui m'attende à la maison je serais contente de le dire... pourquoi je devrais le cacher?
- Ah-a, t'es chiante alors!!!

E' incredibile. Riesco a farmi sgamare con una facilità estrema anche da chi mi conosce appena. Signori, un applauso!


martedì 13 novembre 2012

Formichina sostiene The AirFood Project... fallo anche tu!

Oggi vi parlo di una cosa che mi sta molto a cuore, che credo ci tocchi un po' tutti da vicino, in quanto cittadini europei innanzitutto.
Non so se siete a conoscenza del Programma europeo di aiuti alimentari agli indigenti: è un programma che permette a numerose associazioni (tra cui i Restos du cœur, ma anche la Caritas e molte altre) di sfamare ogni anno circa 18 milioni di persone in Europa. E' un programma basato sulle eccedenze alimentari delle industrie, che vengono "stoccate" dall'Unione Europea e distribuite tra le varie associazioni. Bene, siccome il programma ha i suoi costi e i tempi non sono floridi, l'Europa sta vagliando l'ipotesi di non mantenere più la politica attuale e di mandare al macero le eccedenze alimentari, soluzione che per quanto terribile, risulta più economica. Il voto è previsto il 23 novembre prossimo, cioè tra 10 giorni.

E' nato perciò un progetto (The AirFoodProject), sostenuto da varie associazioni, che vorrebbe fare pressione sulla delicata decisione o quantomeno informare il più gran numero di persone possibile. Troverete sul sito www.theairfoodproject.com il video con la descrizione del progetto, una petizione da firmare (sezione 2) e i vari video che singoli o associazioni hanno preparato per perorare la causa di AirFood (tra cui c'è anche quello che abbiamo girato alla Péniche). Se non capite il francese, il sito è disponibile anche in inglese o in tedesco. Se volete, potete fare copia-incolla di questo post e metterlo sul vostro blog, su feisbuc, twitter o dove vi pare a voi.
E' un piccolo aiuto, ma che puo' fare tanto! Ricordate: tra un anno, 18 milioni di persone in Europa non faranno finta di mangiare da piatti vuoti... non ci sarà niente nei loro piatti.



sabato 6 ottobre 2012

Et ça fait 3!

Era un martedi' sera, manco a farlo apposta ero vestita come oggi: jeans, top blu e maglioncino rosso, scarpe da ginnastica. Partivo dall'aeroporto Galilei per arrivare a Orly, due valigie e tanti punti interrogativi. L'idea era quella di stare qui un anno, ma ne sono passati già tre... Stamattina ho mandato una lista ai miei amici delle cose che ho imparato con loro in questi 3 anni, non la copio qua perché sono 4 pagine di word... e soprattutto perché, venendo a mancare i repères, ci capireste poco...


In questi 3 anni ho visto Parigi a piedi, in macchina, in bicicletta, in scooter, in autobus, in moto, in furgoncino, da una péniche. L’ho amata, l’ho odiata, mi sono riscoperta diverse volte a non poter resistere al suo fascino, come un povero marito cornuto e vecchio che perdona tutto alla mogliettina coquette e molto più bella e giovane di lui.
Ho imparato cosa significa alzarsi al mattino senza nessuno scopo, sentirsi persi, sentirsi stranieri, ho imparato cosa sono la povertà, la sofferenza negli occhi e nei racconti di chi ha perso tutto e dalla vita non si aspetta più niente di bello.
Ho sperimentato quanto possono essere lunghe due ore di aereo, se devi andare a salutare qualcuno che se n'è andato prima di vederti un'ultima volta.

Ho ricominciato a scrivere e ho riscoperto che è il modo migliore per guarire da qualsiasi cosa. Mi sono sentita bella, bellissima pure a volte, una principessa solo per aver regalato un sorriso, mi sono innamorata, mi sono sentita ingannata, ho cucinato per un sacco di gente, ho perso le staffe, ho riempito il mio frigo di calamite e la mia stanza di cartoline...e il mio cuore e la mia testa di ricordi che un giorno potrò raccontare ai miei nipoti. 

Un grazie grande quanto questi 3 anni a chi è stato al mio fianco, agli amici che sono venuti a trovarmi, a chi mi ha "sciroppato" pure quando non ero al top. Formichina loves you! 

domenica 12 febbraio 2012

Un sabato da ragazza normale

L'idea mi era venuta venerdi' sera, di ritorno dalla mia serata con l'Abruzzese. Ma si', quasi quasi annullo il posto in BnF e lavoro a casa. Domattina vado a cercarmi le scarpe e poi mi metto al lavoro. Il programma prevedeva sveglia alle 8, colazione, rapida doccia con shampoo e giro verso Bastille- St. Paul - Hôtel de Ville, per ritornare al nido massimo a mezzogiorno, pranzare e lavorare tutto il pomeriggio alla tesi. E invece la sveglia l'ho spenta e mi sono girata dall'altro lato, ché avevo ancora sonno, per poi alzarmi dal letto alle 9.44... Fare colazione con calma, spalmando con cura la mia marmellata di arance e cannella sui cracker di segale, sorseggiare il caffè e l'ottimo tè verde cinese, quello che diventa sempre più buono man mano che ne fai. Le scarpe le ho comprate su amazon, le avevo provate in negozio ma non erano nere e l'unico paio disponibile era a Thiais, vicino Orly, per localizzare un attimo. Ho deciso che la stanza meritava una sistemata, cosi' l'olio di Macassar avrebbe fatto il suo dovere prima dello shampoo.

Una chiacchierata in chat con la Schwester, che è tutta eccitata all'idea di fare domanda per l'Erasmus e chiedeva consiglio sulla meta. E poi lo shampoo, che per me ha sempre un valore quasi iniziatico. Ho pranzato a casa, seduta al tavolo e con un piatto davanti, non su una sedia  dell'atrio della biblioteca con un tristissimo tupperware in mano. E al posto del caffè del distributore, quello della mia moka. Nel frattempo avevo finito la mia parte di pulizie, gioiendo all'idea di avere la domenica libera. Un giro in posta per una commissione e una puntatina alla boulangerie verde sull'avenue Daumesnil, un tentativo a buon fine dall'estetista. E poi a casa, merenda e a lavorare finalmente, con un occhio costantemente alla finestra per vedere se arrivava il fattorino di amazon (avevo lasciato il vecchio codice e temevo che non mi consegnassero le scarpe). La mia tazza rosa con la principessa a dissetarmi di tè cinese, la telefonata di mummy, la consegna e poi a prepararmi per la festa della péniche: top di paillettes, mini di jeans (si', ho comprato una minigonna: il mondo sta davvero finendo), un bel trucco e via verso il 15esimo, dove sarei rimasta fino al mattino, se la soupe de champagne non mi avesse messa ko.

Ecco, io non so se anche voi lavorate 6 giorni su 7, ma io ieri, dopo un bel po' di tempo, mi sono sentita di nuovo una normalissima ragazza della mia età, senza dover correre di qua e di là come una formica impazzita. E sono andata a letto cosi', 'mbriaca e  felice.

martedì 20 settembre 2011

Vélorution

Avevo trovato il loro blog in una delle mie tante mattine con molto sonno e poca voglia di lavorare.
Poi li ho incontrati, assolutamente per caso,  sui quais de Seine, in un giovedi' sera troppo freddo per essere luglio. Io con i miei amici della péniche orfani della péniche, au Havre a rifarsi il look, loro tra telai, manubri, ruote grosse o sottili, cestini in vimini con fiori colorati. E parrucche, nasi finti, gonne lunghe, organetti.

Negli occhi la voglia di conoscere e di stare insieme, di gridare forte l'amore per la terra.Non c'è bisogno di armi e confusione per fare una rivoluzione: bastano una bicicletta e millemila colori.

lunedì 25 luglio 2011

Ho deciso: resto qui

Eh si', alla fine ho deciso: resto qui, nel formicaio.
Non riesco a vedermi in nessun altro posto al momento, la mia vita è qui. Pure se è il 24 luglio e nell'ultima settimana un raggio di sole l'ho visto solo oggi. Pure se l'altra sera ho rischiato di accoltellare due mangiaranocchie qualunquisti che si son messi a fare battutine sui rifiuti di Napoli. 
Ho davanti a me ancora molti giovedi' alla péniche, i canti da annunciare la domenica sera, i miei 4 piani di scale da salire come se stessi scalando l'Everest, magari con la spesa del mercato. Ho ancora l'RER (pure se di quello ne farei a meno), 9 mesi di abbonamento Velib', altrettanti di BnF. Ho ancora da passare sabati sera in ristoranti africani in cui la specialità è "l'attesa al bissap", da affacciarmi alla finestra della cucina e guardare il cortile e spiare i ragazzi sulla terrazza.Ho ancora da camminare nella neve e scambiare battute col mio macellaio. Da rientrare il venerdi' sera all'ora in cui quelli della brasserie all'angolo mettono i tavolini a posto, da ascoltare il silenzio e da percorrermi la strada deserta  fino a casa con l'ipod nelle orecchie e cantare e ballare come se il mondo fosse soltanto mio.
Ho tante persone da conoscere meglio e altre nuove che arriveranno da conoscere. E magari mi trovo pure un francesino che mi corregga il francese e mi gommi un po' l'accento, che sarà pure charmant, a detta loro, ma a me non piace.
E poi vi devo confessare una cosa: proiettandomi in un posto altro, avevo già cominciato a pensare di modificare la colonna qui a destra "quando ho aperto questo blog, vivevo a Parigi, da me ribattezzata il formicaio". Nun se po' senti'.Vero?!

venerdì 24 giugno 2011

Le dernier jeudi

...et puis, comme dans toutes les choses, il est temps de terminer, de partir, de dire au revoir.
La coque doit être refaite, la péniche s'acheminera au Havre lundi matin, à cheval des petites vagues de la Seine.
Elle reviendra à la mi-août. Peut-être ne serai-je plus là. Eux, ils ne seront plus là, çà, c'est sûr.
Beaucoup d'entre eux sont déjà partis, les autres vont le faire au plus tard lundi matin. Il y en a qui sont fâchés, ils ont bien raison de l'être. Ce n'est pas juste de les foutre à la porte, mais on ne peut pas faire autrement.
Ils me manquent déjà,avec leur rage, leur gentillesse, la désillusion dans les yeux, ou une petite lumière d'espoir. J'ai été traitée de princesse pour les quelques sourires que je leur ai offerts durant cette année. En échange de quelques heures par semaine, j'ai accumulé un trésor inestimable, fait de confidences, rigolades, jeux, conseils.
Je me demande ce qu'ils vont devenir, et mon cœur se serre un petit peu plus. J'ai même craqué devant eux, comme une grosse nulle.
Celle-ci est pour eux tous, et un petit peu pour moi aussi:

 

Hope there's someone
Who'll take care of me
When I die, will I go

Hope there's someone
Who'll set my heart free
Nice to hold when I'm tired

There's a ghost on the horizon
When I go to bed
How can I fall asleep at night
How will I rest my head

Oh I'm scared of the middle place
Between light and nowhere
I don't want to be the one
Left in there, left in there

There's a man on the horizon
Wish that I'd go to bed
If I fall to his feet tonight
Will allow rest my head

So here's hoping I will not drown
Or paralyze in light
And godsend I don't want to go
To the seal's watershed

Hope there's someone
Who'll take care of me
When I die, Will I go

Hope there's someone
Who'll set my heart free
Nice to hold when I'm tired 

lunedì 18 aprile 2011

Alle pareti della mia stanza

Una cartolina di Lisbona, una riproduzione della Camera da letto di Van Gogh, una cartolina di Valencia, un biglietto rettangolare di auguri con tante giraffine, il biglietto de La parola ai giurati al Verdi di Pisa, la mail di omino meteo per il mio 27esimo compleanno, una cartolina in bianco e nero del mirador san Nicolas di Granada, una foto di me formato polaroid che mi ha fatto Marta alla Butte aux cailles, la miniatura della foto di Izis che abbiamo in cucina, un'altra cartolina di Valencia, il biglietto dell'Andromaque alla Comédie française, il biglietto d'auguri di Sarina e la Fra con un orsetto paciocco, un crocifisso colorato del commercio equo, una foto di me e mia sorella, La femme à l'ombrelle di Monet, una cartolina in bianco e nero con vista Trocadéro, la locandina che annuncia Le beaujolais nouveau est arrivé!, George Pompidou con un cappellino di babbo Natale che mi augura un XXI secolo soddisfacente sul piano sessuale, un post-it con una frase di Montaigne, una cartolina dell'Opera House di Sydney, il volantino del primo No B-day qui a Parigi, la cartina col percorso che abbiamo fatto alla festa della musica l'anno scorso, una bambina che balla il flamenco in una foto in bianco e nero, un post-it con un verso di Via del campo, il volantino degli ateliers portes ouvertes degli artisti di Belleville, una tovaglietta del Café des deux moulins (il bar di Amélie), il biglietto del concerto di Tiersen, una foto di me e Sarina, una foto di me e la Fra, una foto di me, Sarina e la Fra, una cartolina di Dublino, una locandina con un ranocchio incoronato e la scritta "Rospo che legge... diventa re!", il foglio della mia unica vittoria a Scrabble alla péniche, una cartolina in bianco e nero dell'Alhambra di Granada, una polaroid del picnic al bois de Vincennes di luglio scorso, un post-it con "L'essentiel est invisible aux yeux, on ne voit bien qu'avec le coeur", il piccolo collage di Nicolas con le avventure della péniche.

Alle pareti della mia stanza ci sono posti lontani e vicini, le mie passioni, dei bei momenti e tanti amici che pensano a me e mi fanno compagnia ogni volta che poso gli occhi su un angolo qualsiasi di quelle quattro mura.

venerdì 14 gennaio 2011

Stamattina, di palo in frasca

Metto le mani avanti: scusate se quello che leggerete in questo post vi sembrerà sprovvisto di liens logiques, ma stamattina sono sfasata di brutto. Avverto un precarissimo senso di equilibrio fisico, quando cammino pare che il mondo mi giri intorno (eh si', tutto ruota intorno a me).

Innanzitutto, giusto due righe e poi la smetto con la politica, giuro (almeno fino alla settimana prossima, salvo casi eclatanti). Una bella notizia: la Consulta ha (parzialmente bocciato) il legittimo impedimento e cosi' il nano è di nuovo processabile, che ci sia la sagra della patata e della gnocca, i 18 anni di Ruby o la controllatina alla prostata, se lo invitano a comparire, ci deve andà, non ci sono santi. Volendo trovarne uno, san Vittore. Ma dubito che sia d'accordo, pure se è lumbard come lui.

Bel ritorno alla péniche ieri sera: ormai è casa mia, mi sento una principessa. I miei ammiratori sono sempre li' e ne ho pure uno nuovo, ho giocato a dama con Thomas e ho pure vinto una partita. Poi ho distribuito i baci perugina che avevo portato agli altri bénévoles e me ne sono tornata a casa con un vasetto di crema splamabile del commercio equo, regalo di Ben. E' stato un delirio in velib' perché ne ho beccati ben 2 col cambio rotto, al terzo tentativo è andata finalmente bene e mi sono goduta l'avenue Daumesnil con la mairie du XIIème ancora agghindata a  festa.

Stamattina ho aperto gli occhi alle 7, svegliata dai rumori: ho pensato fosse l'Apocalisse, invece era solo la macchina puliscistrade. Mi sono alzata alle 8, con l'energia di un'ameba e l'impressione di stare compiendo la 13esima fatica di Ercole. Caffè, tè verde alla menta, uhm, proviamo la crema splamabile va'. Accendo il tostapane: bzzzzzz! Ciao tostapane, è stato bello. Potevi morire dopo colazione, pero'...

venerdì 29 ottobre 2010

Mon jeudi soir

Camminavo sul pont d'Austerlitz, di fronte a me il cielo si cambiava d'abito per la sera, e mi offriva uno spettacolo unico, di rosa e lilla. Mi sono ricordata che è l'ultimo giovedi' "di luce" e mi sono gustata lo spettacolo un po' di più, prima di salire sulla barca.

Anche questa settimana ho il privilegio di essere a tavola e di rimanere in sala con gli ospiti per il dopocena. Qualcuno propone uno Scrabble e mi invita a giocare. Per la prima volta, siamo 6 invece che 4 e Assouan non c'è. Forse ho qualche speranza di vincere... E alla fine vinco, 109 punti: in 6 mesi non era mai successo. Mi porto a casa il foglio, firmato dagli altri concorrenti. Per ora è ancora nello zaino, ma domani lo appendo in stanza.

Dopo, ero nel vestiaire con una delle ragazze. Arriva uno degli ospiti, mi chiede come sto. Gli rispondo che ça va très bien e spero anche lui. Lui guarda l'altra e le fa: Ce que j'aime de cette fille c'est qu'elle a toujours  une grande banane sur son visage*.

L'ho ringraziato e solo dopo mi sono accorta che per aver regalato un sorriso, in cambio mi era scesa sul capo una corona da principessa.


*Quello che mi piace di questa ragazza è che ha sempre un gran sorriso.

venerdì 17 settembre 2010

Mon papi

Non ho mai conosciuto i miei nonni maschi: vero che Nanninella vale per tutti e 4, ma almeno uno dei due avrei voluto conoscerlo.
Alla péniche ho vari nonni adottivi: c'è Michel, che ha sempre voglia di scherzare con quel vocione che si ritrova. Occhiali grossi, qualche tatuaggio, è uno Ch'ti. Stasera ho scoperto che ha 3 tumori, ma non l'avrei mai detto: non l'ho mai visto col muso. Poi c'è Alain, quello che non ci può fare niente "si chaque fois que je vois une femme je tombe amoureux". Una volta mi ha detto che sperava venisse la tempesta, così sarei andata a rifugiarmi da lui. C'è Jacques, 70 anni, il decano della péniche. E' sordo, e comunicare con lui è un po' un'impresa. Ma quando vede che ci si sforza, fa di tutto per collaborare. E così giovedì scorso ho scoperto che è stato un boulanger. Quando ha saputo che io di boulangers in casa ne ho ben 2, è andato in brodo di giuggiole. Eravamo tutti insieme a tavola, e a un certo punto ha estratto dalla tasca un foglio ingiallito e smangiucchiato ai lati, l'ha aperto e me l'ha mostrato, tutto fiero: la licenza per la panificazione, ottenuta nel 1958. A casa mia, in cucina, ce n'è una quasi uguale, ma in italiano e col nome di mio nonno, insieme al diploma con medaglia per l'anzianità artigiana. E poi c'è Guy, il mio preferito: occhioni azzurri e baffi bianchi, piccolo di statura, stretta di mano decisa. Faceva il cuoco, aveva una moglie creola e bella che aveva conosciuto in Guyana e gli aveva regalato una figlia. Poi è cominciato il domino: le ha perse entrambe, in un colpo solo, in un incidente. Poi una lunga depressione e un delicato intervento al cuore. Un giorno s'è aperto la camicia e mi ha mostrato la cicatrice. C'est fait, c'est lui mon papi: ho un debole per i panettieri, ma uno ancora più forte per gli occhi chiari. E i suoi sono parecchio lucenti, il dolore deve averli lavati spesso...

venerdì 16 luglio 2010

Fusilli in bateau mouche

Stasera ho assistito a una scena che non dimenticherò facilmente.

Péniche, in cucina a preparare la cena. Il cuoco ci ha lasciato 2 grandi vaschette di acciaio con della pasta, già cotta (stamattina) e condita al burro. Servirà d'accompagnamento alla bolognese che è già in forno a cuocere. Bisogna scaldare la pasta. Propongo di farla scaldare a bagnomaria nell'enorme vasca d'acciaio, quella in cui potrebbe fare il bagnetto pure un bambino. Le altre volontarie non sono tanto convinte della mia proposta, ma decidono di seguire il mio consiglio.
Bene, dopo 20 minuti buoni che le vaschette galleggiano allegramente nel bagnomaria, la tipa mi fa: "Je pense que c'est pas trop bien, c'est froid". Assaggio un fusillo in superficie: "Mais non, c'est chaud".

Cominciano a riempire le zuppiere per la sala, io sono ad asciugare le stoviglie. Dopo un po' vedo che pescano sul fondo della vaschetta e dicono che la pasta è fredda. Si consultano e decidono di versare la pasta nell'acqua bollente, scolandola almeno 3 minuti dopo. Per non far dispiacere nessuno, ma per dimostrare comunque che avevano ragione loro, provano entrambi i metodi, insomma. Col risultato che a tavola s'è visto un bello spettacolo di fusilli alla bolognese sul bateau mouche, galleggiavano su un dito d'acqua...

Ora, io in fisica sono parecchio ignorante, se pensate che sono andata a fare la terza prova della maturità con le fotocopie rimpicciolite del libro di fisica ben camuffate nel dizionario di tedesco, e che all'orale non ho saputo manco la prima legge di Ohm. Però dé, se sapessero che sono arrivata terza su 3 al campionato di cucina, porterebbero più rispetto alle mie proposte...

venerdì 25 giugno 2010

Out

Vorrei evitare di sprecare parole per l'Italia. Anche perché mi verrebbe spontaneo fare un parallelo Italia-squadra e Italia-Paese e verrei meno al mio buon proposito di non parlare di politica.

Riporto solo un commento di mio padre, riportatomi a sua volta da mia sorella. In risposta al "gallina vecchia fa buon brodo" di Lippi, il buon orsacchiotto se n'è uscito con un icastico "gallina vecchia o' cazz, tu e' fatt o bror' e purp". L'ho immaginato mentre lo diceva: ho desiderato essere a casa.

Poi s'è fatta l'ora della péniche. C'è sciopero, ma anche sole: due buoni motivi per andarci in velib'. Ho sbagliato percorso, sono capitata nella bolgia del corteo sindacale. Ammiro molto i Francesi quando scioperano. Certo, se non bloccassero la città sarei più contenta, ma hanno i loro buoni motivi e questo mi basta.

Ce soir le bateau bouge beaucoup, ça me donne un peu de mal de mer. Siamo in pochi stasera. Dai 3 oblò della cucina guardo l'argine di fronte e i superbi immeubles pierres de taille alle sue spalle. Provo a immaginare come verrebbe una foto.
Preparo le ciotole per la sala, ma sono lenta. Ogni volta che prendo coscienza della mia lentezza, m'intristisco un po'. Ma poi mi passa.

Dopo il servizio esco sulla passerella, è ancora giorno e la luce si colora del rosato del tramonto. Sul quai st.Bernard, passeggiate e pic-nic, belle ragazze con bei vestiti infiorati.

Débrief, e poi a casa. Sul pont d'Austerlitz alzo la testa, stanno passando 4 gabbiani. Forse a ricordarmi che il mare, tutto sommato, non è poi così lontano.