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venerdì 9 ottobre 2015

Di treni, di donne, di pubblicità e di Paesi

Approdata in terra gallica, ho - per il momento - il mio domicilio fuori Parigi, a casa di Miss Forest. Diciamo che non avevo voglia di sbattermi a cercare e soprattutto che con i cedolini dei miei co.co.co. italiani al massimo avrei potuto aspirare a un posto in un centro di accoglienza temporaneo.
Prendo spesso il treno, il Transilien. Nuovo, colorato, bellissimo. Durante i 15 minuti che separano Parigi dalla banlieue, nel trenino dei monitor trasmettono un po' di notizie sull'Ile-de-France: eventi, soprattutto, ma non solo. L'altra sera, per esempio, come su una passerella hanno sfilato 5 donne, tutte diverse, ma accomunate dal lavoro: la ricerca. "Donne che fanno progredire la ricerca in Île-de-France", diceva una didascalia. E non ho potuto non pensare alle rappresentazioni femminili che avrei potuto trovare in una stazione italiana: o supergnocche mezze nude pure per fare la pubblicità di un parrucchiere, o mogli & mamme perfette, impegnate a promuovere un nuovo detersivo o a friggere le cotolette.
E ancora una volta mi è preso lo sconforto nel constatare quanto siamo messi male, quanto siamo indietro sulle pari opportunità. Ancora di più perché per molte questo non è affatto un problema.

mercoledì 4 dicembre 2013

Un po' di sana, sfacciata, bieca pubblicità

Ricordate che quest'estate sono stata sul Gargano? Vi ricordate di questo fotopost?
Bene, ho presentato la prima foto al concorso fotografico del sito Italiansonline, il sito nato per aiutare gli Italiani sparsi un po' in tutto il mondo.
Se la foto vi è piaciuta e volete votarmi, potete farlo se siete iscritti al sito. La foto è la numero 9, si vota nella sezione "sondaggi".
Armatevi di clic e votate formichina! Grazie!

giovedì 16 maggio 2013

Fenomenologia della Skoda

La Schwester sta facendo il suo solito tirocinio annuale alla scuola elementare, nelle nebbie del Nord Italia. Ha ritrovato una classe che aveva già avuto l'anno scorso, con una maestra a quanto pare fantastica che si chiama Renza. Tra gli alunni di Renza c'è un bambino speciale, si chiama Artur, ha 7 anni ed è un po' italiano, un po' rumeno e un po' russo. E' un bambino speciale, non tanto perché muove male la parte sinistra del corpo in seguito a un intervento subito da piccolo, quanto per la sua intelligenza e la sua sensibilità. Artur parla italiano, rumeno e russo, canta, suona, va in piscina.
E ieri si è confidato con la Schwester:
"Adesso te lo diciamo: io e Agata siamo fidanzati dalla prima, stiamo assieme già da due anni e lei mi ama. A 20 anni ci sposiamo, compriamo una Skoda e facciamo 12 figli."

Forse tra una ventina d'anni ci troveremo a premiare i pubblicitari della Skoda per aver contribuito alla crescita demografica in Italia. Nel frattempo... piccoli principi azzurri crescono.

martedì 24 gennaio 2012

L'Italia che piace

Vivere all'estero comporta, per forza di cose, non riuscire a seguire tutto tutto tutto quello che succede nel proprio Paese. Paradossalmente, spesso si è più informati di chi dallo "stivaletto" non si è mosso. E ad ogni modo, se ci si perde qualcosa, ci pensano gli amici informati a farlo sapere anche a te.

Bene, la notizia del giorno è che se cliccate su www.fiatpanda.it potete ammirare il nuovo spot che i marchionneboys hanno realizzato per il lancio della nuova Panda, "l'Italia che ci piace". Bisogna essere dei geni - del male, certo - ad aver pensato a una cosa del genere, subdola e canzonatoria quanto basta.

Questo il testo (sono io che sottolineo): "Ma quante Italie conosciamo? Quella dell'arte, quella della grande inventiva, quella del talento costruttivo, quella del Paese pittoresco, quella dei giovani che cercano un futuro o quella capace di grandi imprese industriali? Noi possiamo scegliere quale Italia essere, è il momento di decidere se essere noi stessi o accontentarci dell'immagine che ci vogliono dare. Questo momento è quello di ripartire, ripartire nell'unico modo che conosciamo: con il nostro lavoro e mettendoci alla prova. Perché in Italia, ogni giorno, c'è qualcuno che si sveglia, e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creatività, ma soprattutto, la voglia di costruire una cosa ben fatta. Le cose che costruiamo ci rendono cio' che siamo. Nuova Fiat Panda: questa è l'Italia che piace." Letto da una voce maschile decisa e quasi intimidatoria, mentre sullo schermo sfilano scene di vita in fabbrica, un Pulcinella in un teatro, la Pietà di Michelangelo e una macchinina che passando per il golfo di Napoli arriva allo svincolo di una superstrada e sceglie di proseguire - udite udite -per Pomigliano sud.

La macchinina va a Pomigliano d'Arco, il mio paese. Quello del braccio di ferro tra Marchionne e la Fiat sul contratto nazionale. Quello dove bisognava produrre la Panda, appunto, e poi non se n'è saputo più nulla. Dove chi lavorava in fabbrica ora è a cassa integrazione, quando va bene, dove i negozi chiudono uno dietro l'altro, mentre continuano ad aprire supermercati dello stesso proprietario, anzi degli stessi due proprietari e per loro sembra che la crisi non esista. Un paese mesto e depresso, dove un ragazzo di 25 anni si avvilisce perché evidentemente essere onesto, lavorare duramente e nel pieno rispetto di regole e leggi non fa molto "Italia che piace".

venerdì 27 maggio 2011

Pigrizia e pubblicità

Stamattina ho un discreto sfavamento, condito da mal di testa e cielo grigio. Ho avuto una nottata un po' agitata e una volta uscita dalla doccia, mi sono trovata un piccione in stanza (cheschifocheschifocheschifocheschifo).
Quindi oggi, un po' per pigrizia, un po' perché ho imparato che è meglio non scrivere quando non si è in vena, vi rimando a un articolo scritto da mio cuggino Dario, a Parigi come me. Parla della discarica di Chiaiano, di come stanno le cose, quello che (non) è stato fatto e molto altro ancora. Credo che sia una lucida analisi per illustrare il problema a chi non è di Napoli e dintorni e dai giornali e telegiornali ci capisce poco.

Eccolo. Poi mi dite se corrisponde un pochino a quello che vi avevano detto della cosa.

mercoledì 25 maggio 2011

4 SI per il futuro

Questo blogghino era nato essenzialmente per raccontare i fatti e i misfatti di una formichina tra metropolitana, lungarno e circumvesuviana. La formichina, da buona vanitosa, aveva pensato di non occuparsi di politica e affini, ché già lo faceva su feisbuc. Ma poi 1) non ha resistito e 2) ha capito che era impossibile scindere la politica dalla sua vita. Il blogghino, quindi, oltre a narrare i fatti e misfatti della suddetta formichina vanitosa, vuole proporsi anche come uno strumento d'informazione e di dibattito su temi di politica e di attualità.

E visto che in qualche modo si dovrà pur sopperire alla voluta disinformazione sull'argomento, oggi parliamo del referendum del 12 e 13 giugno. Vi sarete accorti che da un po' di tempo siulla barra laterale destra del blogghino c'è un rettangolo bianco che si compone e scompone, e dice che il 12 e il 13 giugno si vota.

Per cosa si vota?  Sulla scheda elettorale troverete 4 domande:

1) Vuoi eliminare la legge che affida a soggetti privati o privati/pubblici la gestione del servizio idrico?

2) Vuoi eliminare la legge che consente al gestore di avere un profitto proprio sulla tariffa dell'acqua, indipendente da un reinvestimento per la riqualificazione della rete idrica?

3) Vuoi eliminare la legge che permette la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano?

4) Vuoi eliminare la legge che permette al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri di non comparire in udienza penale durante la loro carica?

E ora la formichina vi dice perché è necessario andare a votare e rispondere con un bel SI alle 4 domande.


1) L'acqua è un bene comune, è di tutti ed è necessaria alla sopravvivenza. Sembra una banalità, ma non lo è affatto. E' come se vi facessero pagare l'aria che respirate: vi pare logico?


2) Pagare di più per un servizio che non è necessariamente migliore. A chi conviene? Alle imprese,  sicuramente non ai cittadini.Sappiate che in Francia l'acqua è in mano ai privati, ma in alcune città è cominciata da qualche anno una vera e propria de-privatizzazione dell'acqua. Come a Parigi, dove l'acqua è di nuovo pubblica. In regione parigina, invece, l'acqua è gestita da Veolia (vi dice niente?), e i cittadini pagano il 46% in più sulla bolletta rispetto ai Parigini.Oppure, pensate alla Sicilia, in cui l'acqua è praticamente gestita dalla mafia: c'è bisogno di aggiungere altro?

3) Il progetto in atto porterà ad avere energia nucleare in Italia tra 20 anni. Le centrali costruite saranno quindi già di vecchia generazione. I rischi del nucleare, poi, non sono da sottovalutare (pensate a Chernobyl, a Fukushima). E soprattutto, il nucleare funziona con l'uranio: sembra che la disponibilità attuale di uranio non basti a coprire il fabbisogno mondiale per il prossimo secolo. A che serve investire milioni di euro in qualcosa che quando sarà pronto sarà già obsoleto e presto pure inutilizzabile? Perché non investire sull'energia solare, come fanno i Krukki?


4) La legge è uguale per tutti. A maggior ragione, per le persone che sono elette alla guida politica di un Paese, che dovrebbero dare l'esempio. Dovrebbe già essere impensabile che un ministro (o peggio, il premier) sia indagato (almeno in un Paese normale è cosi')...


Il 12 e 13 giugno, quindi, bisogna andare a votare. E votare SI. 




Se qualcuno ha qualcos'altro da aggiungere, è il benvenuto: si apre il dibattito!

lunedì 23 maggio 2011

Quello che non sapevate su Giuliano Pisapia

Tutto quello che non sapevate su Giuliano Pisapia ad opera della vostra formichina (le notizie contrassegnate da un * provengono dal cervello della mia anima gemella, il resto è farina del mio sacco). Se ho copiato qualcuno a mia insaputa, citatemi per telepatia.

***********

Pisapia ruba le biciclette agli studenti e le rivende nel cortile della mensa universitaria, Pisapia bussa ai citofoni e poi scappa, Pisapia vuole smontare la Tour Eiffel, Pisapia vuole inserire la marja nel menù degli asili comunali di Milano, Pisapia scippa le vecchiette alle poste, Pisapia è amico di don Gallo, Pisapia s'è fatto tatuare il segno della pace sulla chiappa destra, Pisapia fa la spesa alla Coop, Pisapia mangia i fagiolini, Pisapia fa scherzi telefonici nel cuore della notte, Pisapia vuole trasformare il Duomo di Milano in una moschea, Pisapia ruba i Chupa Chups ai bambini dell'asilo, Pisapia ha costretto sua madre a metterlo al mondo, Pisapia diffonde messaggi di spam nel sito del Ministero dell'Interno, Pisapia quando giocava a guardie e ladri faceva vincere sempre i ladri, Pisapia vuole tradurre il testo di O mia bela Madunina in rumeno e in arabo, Pisapia fa venire la cellulite, Pisapia fodera la gabbia del canarino con Libero e il Giornale, Pisapia fa bere la sua pipi' al canarino, Pisapia aiutava Gargamella nella caccia ai Puffi, Pisapia ha fatto cadere il governo Prodi, Pisapia gioca con le freccette usando come bersaglio i nei di Bersani, Pisapia ha rubato la coperta a Linus, Pisapia fa piovere 5 minuti dopo che hai finito di lavare la macchina*, Pisapia prende il caffè al bar e poi fa finta di aver lasciato il portafogli a casa, Pisapia batte dove il dente duole*, Pisapia  aveva un bisnonno terrone, Pisapia zucchera il caffè con lo zucchero di canna, un uso prolungato di Pisapia puo' avere effetti collaterali, Pisapia rutta durante i pranzi ufficiali, Pisapia porta lenti a contatto colorate, Pisapia picchiava Larussa da piccolo (e si vede), Pisapia ha rubato il cervello a Gasparri, Pisapia scateno' la peste a Milano*, Pisapia stermina le formiche col raid, Pisapia ascolta Gigi d'Alessio, Pisapia fa "buuh!" ai passanti nelle strade buie di Milano di sera, Pisapia pilota le estrazioni del lotto, Pisapia chiude l'acqua calda mentre ti fai la doccia*, Pisapia ha accecato Polifemo, Pisapia ha plagiato Bondi senza citarlo, Pisapia tratta male la Santanché perché non gliel'ha data, Pisapia vuole far venire il mare a Milano, Pisapia dà fuoco ai cassonetti di Napoli, Pisapia ha venduto la statuetta del duomo che colpì il premier... e venne il pazzo che comprò il duomo che vendette Pisapia che comprò in Cina che...*, Pisapia ha fatto ghigliottinare Marie-Antoinette, Pisapia fa i buchi all'emmenthal, Pisapia fa i gavettoni a ferragosto, Pisapia ha fatto cadere la casa del Moralista agli scavi di Pompei.

venerdì 20 maggio 2011

Vogliamo parlarne?

Sappiate che di questi tempi, nelle stazioni del métro di Parigi, capitale della Rivoluzione francese (uno dei momenti più gloriosi della storia d'Europa degli ultimi 400 anni), sono affissi questi manifesti:

* Dicono che in Tunisia la tensione sia al limite.


* Si dice che in Tunisia i pallini partano a razzo. 
(In francese sarebbe le palline, visto che balle è sia la pallina da tennis o da golf, sia pallino inteso come proiettile. Malgrado tutto, chapeau per il perfetto gioco di parole).

Bene, vogliamo parlarne? Ora non so se l'ideatore del manifesto sia francese o tunisino, in entrambi i casi si meriterebbe il premio Nobel per il cinismo. Come se non ci fossero mai stati più di 300 morti, più di 600 feriti e più di 40 000 rifugiati approdati ad altri lidi. Come se non fosse mai successo niente. Come se non fosse vero che ancora in questi giorni le manifestazioni a Tunisi sono represse a suon di matracca.

Suvvia, non vi sarete mica spaventati per qualche servizio montato da qualche giornalista alla ricerca della gloria? Ma si', hanno fatto qualche sfilata in piazza, ma poi tutto è tornato a posto... Percio' non vi preoccupate e prenotate sereni le vostre vacanze, che il vostro villaggio a Djerba è rimasto intatto, e quest'anno c'è pure l'all inclusive offerto nel prezzo!

O forse, a volerla prendere bene, come mi suggeriscono alcuni amici francesi, è un modo - seppur scioccante - di continuare a far parlare della Tunisia "per altre vie", diciamo cosi'. Ma era proprio necessario farlo in questo modo?

domenica 27 marzo 2011

Collaborazioni

Stasera mi faccio un po' di pubblicità. Cioè, non la faccio solo a me, ma anche ad altra gente. Cioè, facendola a me, la faccio anche ad altra gente. In breve: non scrivo solo su questo blog, che è il mio personale, quello in cui scrivo le mie avventure e tutto quello che mi passa per la testa (proprio tutto no, ma una parte si'). Orbene, dato che amo scrivere tutto tranne la mia tesi di dottorato, considerato che sono in perenne ritardo sui miei lavori e sulla vita in generale, ho ritenuto opportuno, una volta cancellatami da feisbuc, trovarmi altri ameni passatempi da perditempo.
Lascio ogni tanto le mie tracce su ilMale, blog di satira politica gestito dal mio amico Gipo e suoi compari, e da oggi faccio parte degli autori di Dialetticon, un blog tutto dedicato ai dialetti d'Italia, dove cerco di partecipare con le mie "competenze" di Neapolitan native speaker. Sottoscrivo in pieno il manifesto degli autori, questo. E spero che voi, che passate di qui ogni tanto, verrete a dare un'occhiata un po' di qua e un po' di là!

martedì 15 marzo 2011

Abbiamo fatto 30...

Non ho avuto modo di fare le elementari in Francia, neanche da insegnante. Non vi posso quindi dire se i bimbi hanno una filastrocca dei mesi simile alla nostra:
30 giorni conta novembre,
con april, giugno e settembre.
Di 28 ce n'è uno,
tutti gli altri son 31! 
Da quanto ho potuto vedere, si direbbe di no...


L'ottico, per sottolineare la generosità dell'offerta, l'ha prolungata a oltranza...

N.B. per i non napoletani: è un nostro detto tipico "amma fatt' 30, facimme pure 31". Serve a dire che il grosso (del lavoro, dello sforzo o di quello che volete voi) è stato già fatto, e che una piccola, ulteriore quantità (di lavoro, di sforzo o di quello che volete voi) non costa nulla.

lunedì 28 febbraio 2011

Voi non potete capire

Ecco, io prenderei un uomo medio, abbastanza giovane ma non troppo, soglia minima di maschilismo, e lo trasformerei per qualche giorno in una donna alle prese col suo appuntamento mensile con Johnny.

Gli farei provare cosa significa svegliarsi in piena notte per fare gli onori di casa al signorino, che spesso si scorda di precisare giorno e ora di arrivo. Cosa significa sentirsi pervadere da un pessimismo cosmico da tragggedia imminente, del tutto ingiustificato, of course. Avere dolori ai reni, alle ossa, alla pancia, come se ti prendessero a cazzotti. Fare fatica a fare qualsiasi cosa. Sentirsi una mappina. E parlare da sole, rassicurarsi che va tutto bene, che non c'è nessun motivo razionale di avere l'umore color antracite. Ricordarsi che anche questo mese passerà.

Sono sicura che una volta riassunte le sue sembianze percorrerebbe il mondo a piedi, convincendo i suoi simili che non si dice "Quella li' è isterica perché c'ha le sue cose!"
Soprattutto, convincerebbe i suoi amici pubblicitari a fare delle pubblicità sensate: perché, e sarei pronta a giocarmi una mano, secondo me le pubblicità degli assorbenti  le partoriscono tutte gli uomini.

lunedì 25 ottobre 2010

Parole a dieta

"Concrétisez vos rêves."*

*(Concretizzate i vostri sogni.)

La scritta, bella grossa, campeggia in bianco su un manifesto blu notte a Nation, un manifesto con tante stelline bianche come la scritta. E' la pubblicità del centro commerciale Val d'Europe,dove i "rêves" da concretizzare sono moda, shopping e divertimenti vari, con un posto di spicco all'animazione per bambini il mercoledi' (giorno senza scuola per i bimbi francesi, nota di formichina).

Da quando ho visto questa pubblicità, 3 o 4 mattine fa, non faccio che pensare a quella scritta. A quel "rêve" piazzato li', come una parola qualsiasi, smunta. Come una donna a dieta che per prima cosa ha perso il seno e solo dopo la ciccia. Ecco, quel "rêves" piazzato li' cosi', a portata di mano nella cassa di un centro commerciale che puoi raggiungere in RER, mi disturba.

Quella parola, in un'altra lingua, l'hanno usata il Poeta dei poeti per dire di che pasta siamo fatti e "un uomo nero" per far capire al mondo quello che conta non è la razza, ma cosa abbiamo nel cuore, i nostri valori, i nostri sentimenti, per dirne due.

Mi pare che di questi tempi di taglie 40 e anoressia le parole belle siano tutte un po' a dieta, come se il loro significato pesasse troppo sulla bilancia della società. E quindi bisogna ridimensionarlo per esigenze di mercato, usandole in serie, un po' a casaccio qua e là.

Sarà che poi io trovo i centri commerciali uno degli aberranti prodotti della società moderna e quindi sono troppo di parte, ma io se penso ai miei di sogni, non penso a un giro per negozi. Come minimo al giro del mondo... Oppure penso al mio formichino azzurro, che da qualche parte dovrà pure essere, e sogno di addormentarmi con la testa sul suo petto e di fargli i biscotti per la colazione. Sogno una Napoli senza munnezza e senza malavita, libera di vivere il suo splendore. Sogno un mondo senza guerre e senza telegiornali a parlare di guai. Sogno 2-3 marmocchi che mi gironzolano per casa, e che ogni tanto caricherei in macchina per portarli dai nonni.

You may say I'm a dreamer
but I'm not the only one...

I'm sure about it...