Approdata in terra gallica, ho - per il momento - il mio domicilio fuori Parigi, a casa di Miss Forest. Diciamo che non avevo voglia di sbattermi a cercare e soprattutto che con i cedolini dei miei co.co.co. italiani al massimo avrei potuto aspirare a un posto in un centro di accoglienza temporaneo.
Prendo spesso il treno, il Transilien. Nuovo, colorato, bellissimo. Durante i 15 minuti che separano Parigi dalla banlieue, nel trenino dei monitor trasmettono un po' di notizie sull'Ile-de-France: eventi, soprattutto, ma non solo. L'altra sera, per esempio, come su una passerella hanno sfilato 5 donne, tutte diverse, ma accomunate dal lavoro: la ricerca. "Donne che fanno progredire la ricerca in Île-de-France", diceva una didascalia. E non ho potuto non pensare alle rappresentazioni femminili che avrei potuto trovare in una stazione italiana: o supergnocche mezze nude pure per fare la pubblicità di un parrucchiere, o mogli & mamme perfette, impegnate a promuovere un nuovo detersivo o a friggere le cotolette.
E ancora una volta mi è preso lo sconforto nel constatare quanto siamo messi male, quanto siamo indietro sulle pari opportunità. Ancora di più perché per molte questo non è affatto un problema.
venerdì 9 ottobre 2015
Di treni, di donne, di pubblicità e di Paesi
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benerrivata!! e sono parole sante le tue
RispondiEliminadas
Hai fatto centro. Sono le molte che mi destabilizzano....tu sai ormai come la penso...
RispondiEliminagià. mi toccare lottare in primis con le mie amiche... che cosa triste.
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