E la primavera approdo' pure a questi lidi, e ci porto' 24 gradi d'un botto, quasi raddoppiando la temperatura della vigilia, un sabato climaticamente inutile e loffio (cioè nella media parisienne).E formichina si aggrego' a un gruppo di amici-conoscenti per un picnic a parc de la Villette, che non è proprio un parco à proprement parler ma per picniccare va benissimo lo stesso. E l'Architetta marchigiana chiamo' formichina per sapere se poteva aggregarsi pure lei, e si trovarono tutti allegramente davanti alla fontana coi leoni, commentando con gioia l'esplosione del bel tempo. E c'era pure il Marmotta, l'uomo-jolly delle feste e dei picnic, quello che hai un 80% di possibilità di trovarti a casa di amici, perché ha vissuto diverso tempo alla maison d'Italie e ha cosi' esteso notevolmente il suo réseau social. E proprio alla maison d'Italie s'è guadagnato il suo simpatico soprannome, dovuto prevalentemente alle occhiaie perenni. Ma questa è un'altra storia.
L'allegra compagnia si installo' sul prato, che portava ancora i segni dei giorni precedenti (cioè, il prato era bagnato). Marmotta, da uomo organizzato, aveva la sediolina. Una coppia di amici del Marmotta, invece, il plaid con un lato impermeabilizzato, elemento che ha suscitato nella formichina un senso di profonda inferiorità nell'organizzazione di picche-nicche (ne hai ancora di strada da fare, bambina!). Formichina e l'Architetta si sistemarono sul pareo arancione di formichina, con una busta di plastica arrangée alla meno peggio sotto le chiappe per evitare l'effetto mi-so'-pisciataddosso.
E cominciarono a raccontarsi le ultime novità, tra un pezzo di frittatina di maccheroni e e un tozzo di baguette e Brie. Oltre alle incredibili sfighe dell'Architetta col mercato immobiliare parigino, il grande soggetto della conversazione fu il principe azzurro dell'Architetta, che lo descrisse con la formula seguente:
"E' talmente perfetto che se l'avessi disegnato con Autocad, non sarei riuscita a farlo meglio."
E formichina passo' il resto del pomeriggio a chiedersi perché gli ingegneri continuassero a sfottere gli architetti, quando questi ultimi sono nerd quanto loro. E si disse che forse la risposta stava in quel pizzico di romanticismo che ancora caratterizzava gli architetti.
Squisitamente nerd!
RispondiEliminaPeccato che Parigi+architette mi ha già riservato brutte sorprese sennò... ;-)
Un bacione
---Alex
mi sa che lei non lo molla più... e fa bene! quando si trova il principe azzurro, bisogna tenerselo stretto! :)
EliminaEh sì, arrivo sempre tardi io... ;-)
Eliminala differenza è che l'ingegnere è convinto comunque che con autocad avrebbe fatto di meglio
RispondiEliminaGeniale!
Elimina---Alex
@Formichina:
Eliminanon c'è posto per il romanticismo nel cuore indurito dell'ingegnere, veterano Marine della Tecnica, forgiato da un corso di studi terribile ( il Sergente Istruttore Hartmann-Gipo ne sa qualcosa ;-) ) e consapevole della sua difficile missione: tenere in piedi gli edifici impossibili usciti dai sogni degli Architetti :-)
@Gipo:
Ti dico solo che il CAD che usiamo è CATIA (origini francesi e nome di donna...)
Dottor J, è Lei? :D
Elimina:D
EliminaSono io (fin troppo facile indovinare...).
EliminaÈ che dal cellulare non riesco a settare l'opzione giusta (Blogspot funziona in maniera diversa dal Wordpress di Gipo)...
Troppo caruccio il tuo post formichina!!!
RispondiEliminaConfermo le tue parole anche perchè il mio biondino è un architetto e ti posso assicurare che anche al maschile sono quel giusto misto di nerd e sognatori con un buon aspetto manuale (di cui io sono completamente sprovvista).
DaS
Aspetto negativo che non noto nel biondino perchè lui resta coi piedi per terra, ma di cui i suoi colleghi sono pieni: una presunzione infinita e la tendenza a credersi tutti dei jean nouvel o dei Renzo piano.
grazie DaS! :)
EliminaQui tutte con il loro Prince Charming, solo quella poveretta che sta per sposarmi si deve accontentare di un supernerd peraltro fisico, anglofilo e teinodipendente. Povera a quella figlia!
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