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sabato 26 ottobre 2013

Per non smentirci

Ancora due parole circa la congiunzione astrale sfavorevole di cui sopra. Ecco, mi sono appena resa conto che mi sono persa la carta d'identità. Ero sicura di averla in una tasca interna della borsa, ma non c'è più. Il "bello" è che lunedi' devo partire. Dovrei almeno. Una settimana a casa e una tappa ad Assisi con P.A.
E il consolato domani è chiuso, riapre lunedi' alle 9. Il mio aereo è da Orly alle 12, quindi le probabilità di partire sono molto basse. Non sono iscritta all'AIRE, ma da quel che mi pare di capire un passaggio al consolato lo devo fare lo stesso. Ho passato la scrivania al setaccio, niente.
Se avete qualche consiglio al riguardo da darmi, e magari anche un potente scacciaguai, ricevo tutto molto volentieri.

mercoledì 17 luglio 2013

Caro mentecatto

Vi risparmio la mia su calderoli e le sue uscite infelici. Ci ha già pensato lei, e non saprei scriverlo cosi' bene. Vi risparmio pure la mia su bentivoglioangelinoamicokazaco, vi parlo piuttosto di una notizia diciamo "di cronaca" che ha suscitato la mia attenzione. In realtà non posso garantire sulla veridicità della stessa, la foto dell'articolo gira su feisbuc e, si sa, su feisbuc le bufale regnano sovrane. Comunque, supponiamo che sia vera (nel frattempo, ho trovato anche un link, non so quanto sia attendibile, mais bon).

Titolo: Spende 200 euro al primo appuntamento ma lei non gliela dà: lui la denuncia ai carabinieri.

Si', avette letto bene. Lui è un ragazzo di Udine, sotto la trentina. Lei una ragazza di poco più giovane che lui invita a uscire e a cui paga cinema e ristorante, sperando che lei, a fine serata, lo ricambi "in natura". Ma lei non se la sente e allora lui che fa? La denuncia ai carabinieri per "falsità di intenti". Perché non gli ha detto prima che non gliel'avrebbe data. Prego notare la fine argomentazione del mentecatto, che tira in ballo nientemeno che le sfere celesti: "Se Dio ti ha fatto la figa è perché la devi dare, senno' ti faceva un altro braccio."
Caro mentecatto,
la prima cosa che mi viene da chiederti è: perché non sei andato direttamente da una prostituta? Magari te la cavavi pure con meno di 200 euri, e a fine serata avevi il tuo contentino. Magari non ci sei andato perché tu, studente modello di buona famiglia, con "quelle donnacce" non ci vuoi avere a che fare?
La seconda è: hai idea di quali siano i presupposti per una denuncia? Ok 20 anni di bunga-bunga, ma da quel che ne so io, una legge che obblighi le donne a ricambiare col dono del proprio corpo chi offre loro una pizza o un cinema - grazie a Dio - non esiste ancora. Non è che avete fatto un contratto e lei non lo ha rispettato, eh. Ma tu, becero maschilista, hai dato per scontato che potevi comprarti la figliola facendo magari pure la figura del galantuomo.
E io ti auguro di fare la fame per il resto dei tuoi giorni. Spero che non te la dia neanche la più racchia del mondo, se continui a comportarti cosi'. Anzi, spero proprio che la denuncia la prossima volta te la becchi tu, caro mentecatto, che mi fai pena, immensamente pena. E sappi che se fossi stato mio figlio o mio fratello, ti avrei gonfiato come una zampogna.

lunedì 7 gennaio 2013

Testate (quelle che bisognerebbe dare a loro)

La notizia che tiene banco in questi ultimi giorni da queste parti è il passaporto russo di Dépardieu. Almeno radio e televisioni aprono con questa e vi si dilungano quei 7 minuti buoni. Il Gérardone nazionale, beniamino dei mangiaranocchie e non, ha chiesto la cittadinanza russa perché in Francia "le tasse sono troppo alte". Putin, quello del lettone, lo ha accolto a braccia aperte e lo fa fresco fresco ministro della Cultura.

Ora, le tasse in Francia saranno pure alte, ma se non le paga Dépardieu che guadagna un fottio di soldi, chi le deve pagare? Le deve pagare chi si smazza per avere lo SMIC  a fine mese?
Guarda caso, Gérardone - grande amico di Sarko - se ne va quando il governo Hollande cerca di far passare la tassa sulla patrimoniale (75% sui patrimoni che superano il milione di euri). Parrebbe inoltre che già 300 000 Francesi avrebbero richiesto i documenti russi per lo stesso motivo. Ecco, andatevene. Levatevi di 'ulo. E portatevi pure i vostri amici giornalisti, per favore.

(Su certe cose la Francia mi ricorda a volte inquietantemente l'Italia. Non so se è corretto parlare di "controllo sull'informazione", ma ho come l'impressione che spesso le notizie non siano date con la dovuta neutralità. Ma boh, forse sono solo io che mi faccio suggestionare.)

sabato 24 novembre 2012

Mancanze

"Ciao,
so che non sta bene dirtelo, ma mi manchi sempre...
spero che tu stia bene. Buon pomeriggio, baci. Bjs "
(segue firma, nell'eventualità che il numero non sia più in rubrica)


"Credo che l'unica cosa che ti manchi davvero sia 
un cervello che funziona bene. Fatti vedere da uno bravo,
ti puo' fare solo bene. 
Sono desolata all'apprendere che ti annoi, ma non 
ci posso proprio fare niente. Lasciami in pace, vuoi?"


"Ah, la noia... da secoli motore di grandi storie d'amore" (cit.)

sabato 28 luglio 2012

L'epilogo

Nell'ultima puntata della famosa telenovela "Milagros nos faz uma pipau", la protagonista ha il cellulare scarico ed è troppo tardi quando si rende conto di aver risposto a una telefonata indesiderata. Lui, u curnudu, ha rinvenuto un suo capo di abbigliamento a casa sua e vuole restituirglielo. Lei esita, ma con molta freddezza, come se gli stesse davvero facendo un favore, gli concede di portarglielo a casa il lunedì successivo.
Ma il lunedì successivo, quando u curnudu richiama per annunciare il suo arrivo imminente, la protagonista viene colta dal panico e mette in atto il piano B: raccoglie in fretta e furia ses affaires de sport e riempie la sacca, uscendo di casa a velocità record, prendendo un percorso alternativo. E a metà strada manda un sms: "Mi dispiace, ma sono dovuta uscire. Puoi lasciare ciò che è mio nella cassetta della posta, ho già provato, dovrebbe entrarci. E se non è così puoi spedirmelo per posta. Grazie"

E come in ogni telenovela che si rispetti, puntuale come un brufolo prima dell'appuntamento della vita, arriva la telefonata patetica di conclusione:
- Ciao, ho messo nella cassetta della posta, tutto bene.
- Ah ok, grazie.
- Ci vediamo un'altra volta.
- No, non ci vediamo mai più.
- Ah... sì, forse è meglio.
- Ah, per me è sicuramente meglio.
- Sìsì... allora ti auguro buona fortuna per tutto, per me la storia con te è stata bella.
- (e ci mancherebbe, idiota, ti portavo pure il caffè a letto!) ...
- Non portare rancore per me.
- Sisì, vabbè, ciao.

La protagonista si fa una grassa risata, torna a casa, gira la chiave nella cassetta della posta e... trova l'oggetto in questione, al colmo della felicità, non ricordandosi di quanto fosse bello. E manda al pubblico da casa il seguente insegnamento di vita: Nel dubbio, mai lasciare le proprie cose nelle case altrui!

lunedì 16 luglio 2012

Chroniques d'un 14 juillet

E' bello svegliarsi presto mentre la città dorme ancora, le mattine dei giorni festivi sono là per questo: per farti godere il silenzio dove di solito c'è una gran confusione. Come tutti i sabati, ho preso la metro alle 9 per andare al lavoro. Sapevo che dovevo andare a consegnare i gelati a due ristoranti, ma non avevo fatto i conti con la parata militare del 14 luglio: rue de Rivoli chiusa, tutta Parigi bloccata. Già alle 10.30 non si capiva più niente, e vari giri a vuoto e molte imprecazioni dopo, ritorno alla base per ripartire subito dopo e andare a fare la consegna grossa all'altra boutique, quella di St. Michel.
Recupero il mio collega e gli scatoloni coi gelati, ci dirigiamo a St. Michel col furgoncino di sostituzione, il nostro è guasto e spero che ce lo ridiano presto.
Les Halles-St. Michel: con tutto il traffico, di solito non ci si mette più di mezz'ora, a voler esagerare. Ci abbiamo messo un'ora e mezza, visto che siam dovuti scendere fino a Austerlitz per poter attraversare la Senna... Delirio puro, tutto per colpa di una pagliacciata.

Dopo il boulot, finalmente a casa. Pranzo con pizza Picard alle 4 del pomeriggio, con cena prevista alle 8. Un po' in vena sociopatica, io e l'Abruzzese abbiamo optato per un 14 luglio in solitudine, lontano dai soliti fuochi a Champ de Mars, dinamiche di gruppo incluse. E mangiata una crêpe con miss Forest, siamo salite sullo scooter in direzione Jaurès, per vedere che aria tirava alla caserma del 10ème. E che 14 luglio è senza fuochi? Direzione parc de Belleville, per vederli dall'alto. Esperienza fallimentare: oltre al fatto che molti altri avevano avuto la stessa idea, vari ostacoli impedivano la visuale e salivamo a turni in piedi sullo scooterino per cercare di vedere qualcosa... E quindi ritorno alla caserma di Jaurès, schivando i mortaretti che ogni tanto qualche imbecille faceva esplodere cosi' per strada. Festa molto molto carina, ambiance sympa e una coupe de champagne offerta da un pompiere a me e all'Abruzzese, che in dieci anni a Parigi non era mai stata al ballo.
Metro e vélib' e nanna, il programma della domenica era mercato, pappa e poi forgiatura della chiappa, ma... alle 7.30, dopo appena 4 ore di sonno, mi sono svegliata in preda a nausea e dolori. E non so se sia stato il freddo, la crêpe o l'alcool, ma ho vomitato pure l'anima, in due comode rate, prima di una terza al supermercato. Ero scesa a comprare i limoni (...) quando ho avuto un malore alla cassa, mi si è annebbiata la vista e ho avuto un mezzo svenimento, prima di restituire un altro pezzo di anima che doveva essere rimasto in fondo allo stomaco.

Mi sono decisa a chiamare il dottore, che è accorso prontamente. In realtà per un momento ho temuto di dover soccorrere io lui, dopo i miei 4 piani. Mi ha fatto la siringhina e dato le medicine per la bua, portatemi dalla Dido, ormai eletta a infermiera delle gastro.  Forse il mio corpo si è ribellato e mi ha detto: "Figlio', ma che t'e mis 'ncap?" E non è da escludere che tra quello che ho rimesso ci fosse tutta la rabbia covata in queste settimane, che per quanto mi sforzassi di tenere a bada è uscita fuori in tutta la sua dirompenza.
E oggi sono a casa, niente lavoro, grazie all'arrêt maladie. Tra ieri e oggi ho dormito più di tutta la settimana scorsa, credo. E vi diro', forse mi ci voleva proprio.

mercoledì 20 giugno 2012

Cose che non si fanno

Ci sono cose che non si fanno, o quantomeno non si dovrebbero fare.
Ma l'occasione rende l'uomo ladro e i sospetti le donne matte, quindi capita che le cose che non si dovrebbero fare si fanno.
Per scoprire che, forse, andavano fatte prima...

Il mio candore sarà la mia rovina.