Qualche sera fa mi hanno raccontato un aneddoto parecchio succulento, che merita di essere diffuso.
Si era allegramente in un ristorante antillese a festeggiare la prossima partenza, quando arriva "la sposa", cioè la prossima (e anche la prima!) ragazza del nostro gruppo a fare il grande passo. La poveretta aggiunge lo stress da matrimonio a un lavoro già stressante di suo, l'educatrice all'asilo. Ha perciò una faccia talmente sconvolta che io le chiedo: "ma sei contenta di sposarti???" Mi risponde di sì e mi chiede se conosco un posto dove possano farle manicure e pedicure senza prendere un rene in cambio. "Ma hai le scarpe aperte?", chiede l'Abruzzese. "No, però meglio farla...", fa lei, "...perché non succede niente - dico io - ma se dovesse succedere qualcosa, mica si può presentare coi piedi non fatti?"
"Succederà sicuramente qualcosa, succederà di tutto quel giorno", fa la sposa.
"Sì, ma non te la chiamare però, cosa vuoi che succeda?"
"Cos'altro deve succedere? Non te l'ho raccontata la storia delle fedi??"
"No, dimmi, sono curiosa."
"Beh, sono andata con la Dido a ritirare le fedi, la commessa nel sacchettino al posto dell'anello ha trovato un bigliettino e non sapeva come cominciare..."
"???", dice la mia faccia ribattezzata da Bionda "addò-è-caruta-a-bomba", la faccia dell'incredulità, insomma.
"Allora, noi avevamo chiesto che in ogni anello ci fossero i nostri nomi e la data del matrimonio, in lettres bateau (stampatello, ndF). Mi dà l'anello di lui, è tutto a posto. Nel mio, quel genio dell'incisore ha scritto il suo nome, il mio nome, la data del matrimonio e... EN LETTRES BATEAU!!!"
"Non ci credo, ha inciso en lettres bateau? Certo che bisogna proprio essere scemi! E soprattutto, dove l'ha trovato lo spazio per scrivere tutte 'ste cose all'interno di una fede?!"
"Infatti a un certo punto si è reso conto che non ce la faceva e ha scritto en lettres b."
"Ahahahahahahahhaha oddiooooo, ma è un orafo Carasau? Sono sicura che quando lo racconterò a P.A. mi dirà la stessa cosa, roba da non crederci! Ma ti hanno fatto uno sconto almeno, quando tutta 'sta tarantella è finita?"
"Sì, un gesto commerciale - udite udite - del 5% sul prossimo acquisto..."
"No vabbè, ci rinuncio."
Una volta tornata a casa, ho telefonato a P.A. e gli ho prontamente raccontato l'aneddoto, adeguandolo all'italiano.
"Capisci, amore? E' come se questo avesse inciso sulla fede nome dello sposo, nome della sposa, data e poi IN STAMP."
"Noooo, ma che assurdità! Senti, ma che tu sappia, c'è mica un orafo nella famiglia Carasau?"
"Le cose che abbiamo in comune sono quattromilaottocentocinquanta" (cit.). Stronzaggine inclusa, quando serve.
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sabato 11 gennaio 2014
IN STAMPATELLO
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una telefonata allunga la vita
mercoledì 19 dicembre 2012
dice
dice tu comincia a scrivere vedi che così poi i pensieri prendono forma. che sì sei già normalmente complicata mò è pure peggio ma provaci lo stesso. e chettedevodì, c'ho voglia di scrivere ma rischio di cadere nel trip intimista e di questo 'un c'ho voglia. dice il 21 finisce il mondo, perdonami su che ti costa non mi fa bene stare in questa situazione con te e non fa bene neanche a te. dico da quando ti preoccupi per me. da sempre dice. bof dico penso piango io per strada l'indomani mentre il freddo mi congela gli occhi giù per rue oberkampf. e la sera mi chiama lei e dice ti prego non fare cazzate ché il momento è delicato e le tue sensazioni sono amplificate al mille per mille per esempio sono sicura che se ti avessi detto sei ingrassata ti sarebbe venuta una crisi e ti sarebbe sembrato chissà che. e poi ragazzi ciao martedì parto sono venuta a salutarvi prima delle feste mi mancate mi mancano loro state bene sì siete belli oh sìsì siete belli e ve la cavate benissimo senza di me. mi mancate oh se mi mancate. Guigui se sapessi mi faresti una strigliata delle tue mi urleresti un bel non allungando la o all'infinito come sai fare solo tu Guigui ma chettedevodì Guigui c'ero dentro ci sono ancora forse o forse è solo bof. e poi torno in una casa vuota ceno mi fanno male gli occhi mi fa male il braccio mi riposo un po' poi riprendo a lavorare. la sveglia suona alle 22.30 ma non ce la faccio ad alzarmi no no lasciami dormire sono le 3.59 vuoi metterti a lavorare dai no no se ne parla domattina. e la bici e piove e il cake alle herbes de provence. e i bambini e la lotteria e prego per te e non si vive di sentimenti. e il foie gras e le pulizie e le ultime prove dell'ultima messa in quella chiesa. dice quante pagine hai scritto. 12 dico. da mercoledì a oggi solo 12. allora ça va pas tu devais finir pour demain. eh lo so ma come te lo spiego bella la mia greca il terremoto emotivo. e torno a casa l'aereo è pieno e c'è casino e io non li sopporto e non vedo l'ora di arrivare. ma quanto ci mettono per 'ste benedette valigie è quasi mezz'ora. l'unica cosa positiva dell'estero è che sono veloci dice la cretina un metro più in là. dice vedi che tra un po' passa la tua amica a casa a prendere la firma per un mio amico grillino. dico spero che s'incendino tutti i grillini. la bilancia dice hai preso due kg ragazza. allora la bilancia parigina è sfasata dico. il calendario dice tra due mesi sono 30 ragazza.
eh.
eh.
lunedì 10 dicembre 2012
Se due anni fa
Se due anni fa qualcuno mi avesse detto: "Questo coro di pellegrini un giorno potrà cantare una canzone nella cattedrale di Notre-Dame", minimo gli avrei riso in faccia.
E invece, incredibile ma vero, questo coro di pellegrini ha potuto cantare uno dei suoi cavalli di battaglia come canto finale alla messa di stasera a Notre-Dame. Inevitabilmente ho pensato a chi avrebbe meritato di essere là e che invece la vita ha portato in Africa, a Roma, in Brasile, a Oxford, a Napoli.
Grazie per tutte le domeniche sere* passate insieme a provare e a riprovare, a volte al limite dello sfinimento.
*(mo' pero' risolvetemi un dubbio: si dice in italiano tutte le domeniche sere?)
E invece, incredibile ma vero, questo coro di pellegrini ha potuto cantare uno dei suoi cavalli di battaglia come canto finale alla messa di stasera a Notre-Dame. Inevitabilmente ho pensato a chi avrebbe meritato di essere là e che invece la vita ha portato in Africa, a Roma, in Brasile, a Oxford, a Napoli.
Grazie per tutte le domeniche sere* passate insieme a provare e a riprovare, a volte al limite dello sfinimento.
*(mo' pero' risolvetemi un dubbio: si dice in italiano tutte le domeniche sere?)
venerdì 6 aprile 2012
Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio
"Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell’uomo. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell’orario, c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio. Coraggio fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce. C’è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra un assurdo. Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della pasqua irromperà tra le nuvole in fuga."
(Don Tonino Bello)
(Don Tonino Bello)
mercoledì 14 marzo 2012
Scioglilingua dei conigli
In un giorno di luglio,
una famiglia di conigli
creo' lo scompiglio e
anche qualche sbadiglio.
Papà coniglio, con un
certo piglio, monto' sul tiglio
e ne strappo' tutte le foglie.
Mamma coniglia cosparse
di aglio tutte le foglie di
tiglio e le ridusse in poltiglia.
Quello svogliato di figlio
coniglio, invece di seguire
il saggio consiglio del gagliardo
Guglielmo, rubo' della paglia e
si costrui' un giaciglio
dietro a un cespuglio,
mettendo a repentaglio
la pacifica vita degli animali
della fattoria riuniti in consiglio.
La piccola coniglia si meraviglio'
dell'improvvisa follia che sembrava
aver colto la sua famiglia
e scrisse su un foglio:
"Me ne vado dalla Puglia,
sarà meglio!"
Laterale palatale: fonema di cui sono sprovvisti i più a sud di Roma, tra cui la sottoscritta formichina e che corrisponde al gruppo consonantico "gl". Se per me, pure se sono una linguista in erba, la "gl" non esiste, per gli altri si', purtroppo, e non perdono occasione per farmelo notare. Allora ho composto questo scioglilingua dei conigli: se non ci riusciro' neanche con questo, almeno sarà stata un'ottima occasione per prendermi un po' in giro (che poi per me non è mai stato un complesso, me lo stanno facendo venire gli altri...) Per la serie: l'autoironia ci salverà.
Buonanotte!
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lunedì 31 ottobre 2011
Fermate il mondo, voglio scendere
Da quando lavoro, non si capisce più niente. Si capiva poco pure prima, ma ora è il delirio totale! Zero tempo per le mail (quanta gente sto arronzando, perdonooooo!), la stanza che è più bazar del solito, in cui continuano ad ammonticchiarsi indistintamente maglie, fogli, pantaloni, lime per le unghie, sacchi (vuoti) per il sottovuoto e chi più ne ha più ne metta. Devo confessarvi che questo blogghino mi manca e anche gli altri blogghini amici... ho poco tempo per scrivere e per leggervi (perdonooooooo bis!). E quindi approfitto di questo momentino tranquillo al lavoro per raccontarvi un po' di novità, in pillole.
* Per la rubrica "formichina incontra di persona i suoi lettori", mercoledi' ho conosciuto Ondalunga e il Windsurfista, sono venuti a pranzare in gelateria. E sono proprio bellini, più che una coppia sono una "persona e mezza", perché Ondalunga è piccina piccina ma tanto, tanto carina, col caschetto e due occhi belli vispi. Lei si diverte a scrivere di sé come di una zitella acida, ma non le credete, non è assolutamente vero.
* L'altro giorno in metro ho visto una sigrnora leggere le Guide du savoir-faire à l'usage des rustres et des malpolis. Confesso di aver pensato (testuali lingua e parole): "ah ben tiens, j'ai de quoi offrir à Noël!"
* E' stupefacente (e forse anche un po' preoccupante) notare che quando devo andare a mettere timbrini e contare monetine mi sveglio anche prima della sveglia, quando invece mi attendono le mie sudate carte, faccio sempre una fatica immane...
* Non capisco l'indignazione per la risatina di Bruxelles. Non sono stati offesi gli Italiani in quanto popolo. L'ironia riguardava il personaggio, che è sempre il solito cabarettista nano coi tacchetti e il parrucchino. Quindi, caro Pierferdi, invece di indignarti, vergognati di essere stato suo alleato fino all'altro ieri. Prendi piuttosto appuntamento col tuo confessore e passaci un paio di giornate...
* Ho sempre mia nonna davanti agli occhi, me la ricordo nei suoi momenti migliori. Mi vengono in mente le sue massime di vita, le filastrocche in dialetto, dei commenti e dialoghi memorabili. Ve ne regalo uno. Ho una cugina che va spesso in India per lavoro. Qualche anno fa era li' a luglio e telefono' a mia nonna per gli auguri dell'onomastico. La festeggiata, incurante del fatto che la nipotina le stesse facendo una telefonata intercontinentale, ritenne giusto chiederle: "Annali', ma che si gghiuta a ffà miez' a tutti chilli Nir?"**
* Ho lasciato il testimone per la coordinazione del coro in MCI. Non me la sentivo di continuare ora che le persone che mi hanno sostenuta di più sono tutte andate via. Qualcuno ha ipotizzato che si creerà una situazione tipo il governo russo, con Putin che continua a comandare con la faccia di un altro. Ma io il lettone non ce l'ho, indi...
* L'oroscopo di Internazionale dice che sta arrivando il Grande Momento, o quantomeno un Momento Più Grande. Non mi faro' trovare impreparata, anzi vi diro' che ho una gran voglia di costruire. Per il momento mi è stato offerto il ruolo di amante da uno che pensa che "non c'è due senza tre", ma ho gentilmente (neanche tanto poi) declinato l'offerta. Il comunismo è bello per la spesa, la sanità e l'istruzione, ma per altre cose la proprietà privata è davvero l'unica soluzione possibile.
* Ho uno Svedese tutto per me. Anima gemella ha lasciato il formicaio e come pegno del suo amore mi ha dato in eredità uno dei suoi Svedesi, sono andata a ritirarlo sabato mattina con la Dido ed è stata un'impresa, davvero. Ora troneggia accanto al canapé-lit ed è stato un passo avanti verso l'ordine.
(nel frattempo è passato qualche giorno e ho dato una sistemata alla mia stanza, ho preso coscienza del fatto che vivevo nel degrado e deciso che non andava bene cosi'. vediamo quanto dura l'ordine)
Per il momento è tutto, passo e chiudo. Buona settimana a tutti!
**"Annalisa, cosa sei andata a fare tra tutti quei Neri?"
* Per la rubrica "formichina incontra di persona i suoi lettori", mercoledi' ho conosciuto Ondalunga e il Windsurfista, sono venuti a pranzare in gelateria. E sono proprio bellini, più che una coppia sono una "persona e mezza", perché Ondalunga è piccina piccina ma tanto, tanto carina, col caschetto e due occhi belli vispi. Lei si diverte a scrivere di sé come di una zitella acida, ma non le credete, non è assolutamente vero.
* L'altro giorno in metro ho visto una sigrnora leggere le Guide du savoir-faire à l'usage des rustres et des malpolis. Confesso di aver pensato (testuali lingua e parole): "ah ben tiens, j'ai de quoi offrir à Noël!"
* E' stupefacente (e forse anche un po' preoccupante) notare che quando devo andare a mettere timbrini e contare monetine mi sveglio anche prima della sveglia, quando invece mi attendono le mie sudate carte, faccio sempre una fatica immane...
* Non capisco l'indignazione per la risatina di Bruxelles. Non sono stati offesi gli Italiani in quanto popolo. L'ironia riguardava il personaggio, che è sempre il solito cabarettista nano coi tacchetti e il parrucchino. Quindi, caro Pierferdi, invece di indignarti, vergognati di essere stato suo alleato fino all'altro ieri. Prendi piuttosto appuntamento col tuo confessore e passaci un paio di giornate...
* Ho sempre mia nonna davanti agli occhi, me la ricordo nei suoi momenti migliori. Mi vengono in mente le sue massime di vita, le filastrocche in dialetto, dei commenti e dialoghi memorabili. Ve ne regalo uno. Ho una cugina che va spesso in India per lavoro. Qualche anno fa era li' a luglio e telefono' a mia nonna per gli auguri dell'onomastico. La festeggiata, incurante del fatto che la nipotina le stesse facendo una telefonata intercontinentale, ritenne giusto chiederle: "Annali', ma che si gghiuta a ffà miez' a tutti chilli Nir?"**
* Ho lasciato il testimone per la coordinazione del coro in MCI. Non me la sentivo di continuare ora che le persone che mi hanno sostenuta di più sono tutte andate via. Qualcuno ha ipotizzato che si creerà una situazione tipo il governo russo, con Putin che continua a comandare con la faccia di un altro. Ma io il lettone non ce l'ho, indi...
* L'oroscopo di Internazionale dice che sta arrivando il Grande Momento, o quantomeno un Momento Più Grande. Non mi faro' trovare impreparata, anzi vi diro' che ho una gran voglia di costruire. Per il momento mi è stato offerto il ruolo di amante da uno che pensa che "non c'è due senza tre", ma ho gentilmente (neanche tanto poi) declinato l'offerta. Il comunismo è bello per la spesa, la sanità e l'istruzione, ma per altre cose la proprietà privata è davvero l'unica soluzione possibile.
* Ho uno Svedese tutto per me. Anima gemella ha lasciato il formicaio e come pegno del suo amore mi ha dato in eredità uno dei suoi Svedesi, sono andata a ritirarlo sabato mattina con la Dido ed è stata un'impresa, davvero. Ora troneggia accanto al canapé-lit ed è stato un passo avanti verso l'ordine.
(nel frattempo è passato qualche giorno e ho dato una sistemata alla mia stanza, ho preso coscienza del fatto che vivevo nel degrado e deciso che non andava bene cosi'. vediamo quanto dura l'ordine)
Per il momento è tutto, passo e chiudo. Buona settimana a tutti!
**"Annalisa, cosa sei andata a fare tra tutti quei Neri?"
martedì 25 ottobre 2011
Se ne vanno
La vita nella metropoli è frenetica, stimolante, senza dubbio stancante. E forse è più precaria che altrove. Per necessità o per destino o forse solo perché dopo un po' on en a marre, gli addii sono più frequenti che altrove. E più tristi, perché una volta che hai trovato un amico nella metropoli ti senti depositario di un tesoro prezioso. E le feste d'addio possono essere perfette quanto vuoi tu, con la musica giusta e il vino buono, il regalo azzeccato e l'aria di festa, un addio è sempre un addio e quello che hai vissuto con chi parte non tornerà, anche se chi parte tornerà, per un giorno o una settimana. Resta nel cuore, almeno quello si', pronto a essere tirato fuori ogni volta che hai voglia di ridere, di coccolarti e di pensare che la vita è stupenda perché fa incrociare la tua strada con persone meravigliose. E che se tu non fossi partito a tua volta, probabilmente non avresti mai incontrato.
sabato 19 marzo 2011
Nuova nuova!
Ieri mi hanno fatta nuova nuova. Ma non nel senso napoletano dell'espressione (te faccio nova nova = ti gonfio come una zampogna), proprio che mi hanno rimessa a nuovo.
Al mio compleanno dell'anno scorso, i miei amici mi hanno regalato una smartbox molto smart per un trattamento benessere a scelta. Col solito tempismo che mi contraddistingue, rischiando di farla scadere, ieri ho finalmente ritirato il mio premio, in un posto che già dal nome prometteva bene: la Sultane de Saba.
Varcando la soglia mi è parso di mettere piede in un mondo altro: profumi d'altri luoghi, lucernieri orientali sulle scale, accoglienza per niente parigina.
Una thailandese poco francofona ma estremamente gentile è venuta a prendermi, mi ha fatta spogliare e fare la doccia, mi ha cosparsa di un unguento all'eucalipto e poi mi ha condotta nell'hammam, dove sono rimasta una mezz'oretta, credo. Vapore ovunque e niente occhiali, mi sentivo davvero immersa in un'atmosfera quasi surreale, pensando ogni due minuti "mo' svengo e come fanno a rialzarmi, che ci vorrebbero 5 di quelle thailandesi minuscole per tirarmi su, no no, non devo svenire".
E poi è stato il momento del gommage: mi ha fatto stendere su un lettino di granito (ho rischiato il liscio) e ha iniziato a gratt gratt gratt gommarmi ovunque con un guanto di crine nero. Due etti di cellule morte dopo, è stato il momento di una nuova doccia, di un accappatoio caldo e di un ottimo thè alla menta con pasticcino orientale, mentre la mini-estetista mi spalmava una maschera di fango del deserto in faccia.
E il mio momento di paradiso è finito, con una bustina di carta - cadeau! - in cui c'è il guanto nero con cui mi hanno gommata in ogni dove. Sento ancora la pelle calda, più di 24 ore dopo. E non mi vedo più grigia.
Formichini, se volete far felice una donna, regalatele un'ora da principessa: in un colpo solo farete millemila punti...
Al mio compleanno dell'anno scorso, i miei amici mi hanno regalato una smartbox molto smart per un trattamento benessere a scelta. Col solito tempismo che mi contraddistingue, rischiando di farla scadere, ieri ho finalmente ritirato il mio premio, in un posto che già dal nome prometteva bene: la Sultane de Saba.
Varcando la soglia mi è parso di mettere piede in un mondo altro: profumi d'altri luoghi, lucernieri orientali sulle scale, accoglienza per niente parigina.
Una thailandese poco francofona ma estremamente gentile è venuta a prendermi, mi ha fatta spogliare e fare la doccia, mi ha cosparsa di un unguento all'eucalipto e poi mi ha condotta nell'hammam, dove sono rimasta una mezz'oretta, credo. Vapore ovunque e niente occhiali, mi sentivo davvero immersa in un'atmosfera quasi surreale, pensando ogni due minuti "mo' svengo e come fanno a rialzarmi, che ci vorrebbero 5 di quelle thailandesi minuscole per tirarmi su, no no, non devo svenire".
E poi è stato il momento del gommage: mi ha fatto stendere su un lettino di granito (ho rischiato il liscio) e ha iniziato a gratt gratt gratt gommarmi ovunque con un guanto di crine nero. Due etti di cellule morte dopo, è stato il momento di una nuova doccia, di un accappatoio caldo e di un ottimo thè alla menta con pasticcino orientale, mentre la mini-estetista mi spalmava una maschera di fango del deserto in faccia.
E il mio momento di paradiso è finito, con una bustina di carta - cadeau! - in cui c'è il guanto nero con cui mi hanno gommata in ogni dove. Sento ancora la pelle calda, più di 24 ore dopo. E non mi vedo più grigia.
Formichini, se volete far felice una donna, regalatele un'ora da principessa: in un colpo solo farete millemila punti...
domenica 6 marzo 2011
Déguisement
2 metri di stoffa color champagne: 3 euro, su boulevard Barbès.
Una sciarpa luccicosa color champagne: 10 euro, in una parallela di boulevard Barbès.
Una confezione di spille da balia di 4 misure diverse: 1, 50 in rue Max Dormoy.
Arco e freccia: 7, 95 euro, su avenue Ledru Rollin.
Ritagliare cuoricini da una busta di cartone rossa: gratis, a casa mia.
Ritornare per una sera una scolaretta delle elementari: non ha prezzo!!!
Il risultato finale:
Una sciarpa luccicosa color champagne: 10 euro, in una parallela di boulevard Barbès.
Una confezione di spille da balia di 4 misure diverse: 1, 50 in rue Max Dormoy.
Arco e freccia: 7, 95 euro, su avenue Ledru Rollin.
Ritagliare cuoricini da una busta di cartone rossa: gratis, a casa mia.
Ritornare per una sera una scolaretta delle elementari: non ha prezzo!!!
Il risultato finale:
giovedì 3 marzo 2011
Un po' sparsi
Di nuovo a Champs-sur-Marne, stamattina. C'è un briciolo di sole che scalda l'anima, pure se c'è di nuovo bisogno di cappellino di lana e guanti di pile. La settimana prossima ho appuntamento col proffe e devo passare le mie giornate a decidere quanti su 22622 candidati termini sono corretti o no, con somma infelicità del mio braccio destro, dall'indice all'attaccatura della spalla. In questo frangente, mi hanno di nuovo telefonato per una supplenza a Pisa, in teoria dovevo presentarmi stamattina alle 8, ma è stato impossibile, perché l'ho saputo mezz'ora fa. Continuo a chiedermi se ci sia un significato recondito dietro a tutto cio' che io continuo a snobbare (eh si', questa stramaledetta mania dei cattolici a voler trovare il senso nascosto dietro a ogni cosa che succede, come dice Hans Schnier, clown). Uff, non so.
Ah, martedi' sono stata in tv: ho partecipato alla registrazione di una puntata sui Restos du coeur (a cui dedichero' un post molto presto), se volete vederla sarà trasmessa su TF1 l'11 marzo alle 20.40, dopo il tiggi'. Non so se si vedrà, ma il personaggio chiave di quel pomeriggio è stato un ragazzo color cioccolato che si è presentato in completo nero, camicia bianca e papillon grande quanto un iPad. Occhiali da sole, brillante di quasi un cm all'orecchio e un LCD 14 pollici al polso sinistro. Giusto per far parte del pubblico. Forse aveva capito che intervistavano pure lui. C'è rimasto un po' male quando gli hanno detto di togliersi gli occhiali e cercare di nascondere un pochino il papillon. Povero caro, magari li aveva comprati apposta.
Sabato ci sarà la festa di Carnevale. A dire il vero non amo molto il Carnevale, era una delle mie feste preferite fino alla 5a elementare, quando andavo ogni anno da Giuseppina a farmi fare il vestito, dopo una lunga consultazione dei cataloghi sparsi sul tavolo, come se avessi dovuto scegliere l'abito da sposa o il principe azzurro.
L'abbiamo fatta anche l'anno scorso, ma io in quel momento ero troppo impegnata a disperarmi per pensare a vivere, e quindi avevo giusto comprato un cappello da chef, rimediato un grembiule e un paio di mestoli e mi ero improvvisata cuoca.
Quest'anno è diverso, la mia battaglia personale contro tutto cio' che non è vita mi ha fatto venire la voglia di confezionarmi un bel travestimento. Se trovero' tutto il necessario, "vi stupiremo con effetti speciali". Vi dico solo che non avro' bisogno della parrucca, sfruttero' i miei riccioli più o meno biondi. Poi vedrete.
I candidati termini mi chiamano, oggni ne devo valutare almeno 4000. Have a nice day you all!
Ah, martedi' sono stata in tv: ho partecipato alla registrazione di una puntata sui Restos du coeur (a cui dedichero' un post molto presto), se volete vederla sarà trasmessa su TF1 l'11 marzo alle 20.40, dopo il tiggi'. Non so se si vedrà, ma il personaggio chiave di quel pomeriggio è stato un ragazzo color cioccolato che si è presentato in completo nero, camicia bianca e papillon grande quanto un iPad. Occhiali da sole, brillante di quasi un cm all'orecchio e un LCD 14 pollici al polso sinistro. Giusto per far parte del pubblico. Forse aveva capito che intervistavano pure lui. C'è rimasto un po' male quando gli hanno detto di togliersi gli occhiali e cercare di nascondere un pochino il papillon. Povero caro, magari li aveva comprati apposta.
Sabato ci sarà la festa di Carnevale. A dire il vero non amo molto il Carnevale, era una delle mie feste preferite fino alla 5a elementare, quando andavo ogni anno da Giuseppina a farmi fare il vestito, dopo una lunga consultazione dei cataloghi sparsi sul tavolo, come se avessi dovuto scegliere l'abito da sposa o il principe azzurro.
L'abbiamo fatta anche l'anno scorso, ma io in quel momento ero troppo impegnata a disperarmi per pensare a vivere, e quindi avevo giusto comprato un cappello da chef, rimediato un grembiule e un paio di mestoli e mi ero improvvisata cuoca.
Quest'anno è diverso, la mia battaglia personale contro tutto cio' che non è vita mi ha fatto venire la voglia di confezionarmi un bel travestimento. Se trovero' tutto il necessario, "vi stupiremo con effetti speciali". Vi dico solo che non avro' bisogno della parrucca, sfruttero' i miei riccioli più o meno biondi. Poi vedrete.
I candidati termini mi chiamano, oggni ne devo valutare almeno 4000. Have a nice day you all!
lunedì 28 giugno 2010
Domenica
Il macellaio del mercato mi ricorda Quenu, quello del Ventre di Parigi. Almeno per come me lo sono immaginato io. Bonario e sorridente, sempre gentile con tutti. Grande e grosso. Gli ho fatto una foto. Me l'ha concessa, a condizione che non lavorassi per la polizia.
Il caldo fa desistere gli habitués dal pollo con patate novelle, ora sono tutti ai banchi di frutta e verdura. In inverno erano tutti lì davanti in fila indiana, come se avessero vissuto tutta la settimana nell'attesa di quel rituale.
Il pomeriggio mi ha regalato uno spettacolo insolito. Sulla strada per la missione, nella fetta di place François Ier e rue Jean Goujon, clima di festa. Saranno i tifosi, ho pensato. Invece è un matrimonio alla chiesa armena: gli invitati, disposti fuori dalla chiesa in cerchio, accolgono gli sposi accompagnando la musica del battito delle mani. All'improvviso, liberano due colombe bianchissime, che partono a razzo verso l'azzurro del cielo. Gli sposi le guardano raggianti. Le portrait du bonheur.
Il caldo fa desistere gli habitués dal pollo con patate novelle, ora sono tutti ai banchi di frutta e verdura. In inverno erano tutti lì davanti in fila indiana, come se avessero vissuto tutta la settimana nell'attesa di quel rituale.
Il pomeriggio mi ha regalato uno spettacolo insolito. Sulla strada per la missione, nella fetta di place François Ier e rue Jean Goujon, clima di festa. Saranno i tifosi, ho pensato. Invece è un matrimonio alla chiesa armena: gli invitati, disposti fuori dalla chiesa in cerchio, accolgono gli sposi accompagnando la musica del battito delle mani. All'improvviso, liberano due colombe bianchissime, che partono a razzo verso l'azzurro del cielo. Gli sposi le guardano raggianti. Le portrait du bonheur.
mercoledì 23 giugno 2010
Fans
Ho un'ammiratrice. Si chiama Maria, avrà massimo 9-10 anni ed è arrivata a Parigi. Da Milano. Dice che Milano le manca un sacco: i suoi amichetti, soprattutto. Qui ha una sola amica, Domitilla. E da 2 domeniche ha anche me.
MCI Paris, prima domenica: p. Fra e i ragazzi non ci sono, c'è la festa di fine anno pastorale. C'è don Luigi, un decano a quanto pare. Molto ferrato sui "classici": "Noi canteremo gloria a te", "E' l'ora che pia", "Il Signore è il mio pastore". Come avvicinare i giovani, insomma. Bene, in formazione stra-ridotta e senza strumenti, ci lanciamo. Dopo la messa, Maria mi si avvicina: "Ma tu sei una del coro?" Io: "Sì". E lei, con una vocina melliflua da cartone animato: "Complimenti, canti benissimo."
MCI Paris, seconda domenica: p. Fra mi chiede se posso fare 1a e salmo. OK prete.
Dopo: "Ciao! Complimenti, hai letto benissimo!". Sempre accentuando l'issimo.
E' assodato, è una mia fan a prescindere. Peccato sia troppo giovane per dirigere una tesi...
MCI Paris, prima domenica: p. Fra e i ragazzi non ci sono, c'è la festa di fine anno pastorale. C'è don Luigi, un decano a quanto pare. Molto ferrato sui "classici": "Noi canteremo gloria a te", "E' l'ora che pia", "Il Signore è il mio pastore". Come avvicinare i giovani, insomma. Bene, in formazione stra-ridotta e senza strumenti, ci lanciamo. Dopo la messa, Maria mi si avvicina: "Ma tu sei una del coro?" Io: "Sì". E lei, con una vocina melliflua da cartone animato: "Complimenti, canti benissimo."
MCI Paris, seconda domenica: p. Fra mi chiede se posso fare 1a e salmo. OK prete.
Dopo: "Ciao! Complimenti, hai letto benissimo!". Sempre accentuando l'issimo.
E' assodato, è una mia fan a prescindere. Peccato sia troppo giovane per dirigere una tesi...
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