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mercoledì 10 agosto 2016

Fotopost nostalgico - Corfù

Ne avevo abbastanza. Non tanto - o almeno, non solo - del lavoro, quanto delle brutte notizie e dell'isteria diffusa a proposito di attentati, scontri di civiltà, immigrati-che-ci-rubano-il-lavoro, vaccini, musulmani and so on. Per non parlare dei post degli insegnanti isterici sui vari gruppi dedicati al concorso scuola, covi di frustrati che non hanno mai saputo/voluto guardare al di là del proprio orticello e ora pretendono l'attenzione del mondo per le "ingiustizie che stiamo subendo".

E quindi l'ho fatto: ho chiuso l'accesso a feisbuc dal wikariello e sono partita con P.A. alla volta di Corfù. Che sulla carta è in Grecia, ma potrebbe essere anche nel Cilento della mia infanzia o nel mio adorato Salento, con i suoi ulivi maestosi, gli oleandri colorati e i fichi profumati che mi diverto a cogliere.
Per le strade di Kerkyra

Corfù che delude chi si aspetta le tipiche casine bianche col tetto blu e si ritrova invece un'architettura veneziana dalle forme neoclassiche e i colori pastello, Corfù dai sapori familiari ma più speziati, Corfù che è una prima tappa tra noi e qualcun altro più in là.

8 giorni con nelle orecchie solo il frinire delle cicale, lo sciabordio delle onde e il fruscio del vento, e come uniche domande "dove mangiamo stasera?" e "dove andiamo domani?"

Spiaggia di Arillas

Spiaggia di Agios Gordis

Pranzo a Kerkyra


venerdì 23 maggio 2014

Solitude

Non so se è questo cielo brutto che toglie colore pure ai pensieri o la mia sensibilità ballerina. Magari il fatto di aver passato una serata con gente che non conoscevo e non essere stata capace di dire nulla. O il pensiero di come potrebbe essere la mia vita se tornassi a vivere qui.
Oggi però io mi sento sola, anche se non lo sono. Sola con i miei fantasmi e le mie paure, come forse doveva sentirsi questo ragazzo, che ho fotografato un paio di domeniche fa ai jardins du Luxembourg. E che mi ha spinto a intitolare questa foto "Solitude, dimanche après-midi".


mercoledì 4 dicembre 2013

Un po' di sana, sfacciata, bieca pubblicità

Ricordate che quest'estate sono stata sul Gargano? Vi ricordate di questo fotopost?
Bene, ho presentato la prima foto al concorso fotografico del sito Italiansonline, il sito nato per aiutare gli Italiani sparsi un po' in tutto il mondo.
Se la foto vi è piaciuta e volete votarmi, potete farlo se siete iscritti al sito. La foto è la numero 9, si vota nella sezione "sondaggi".
Armatevi di clic e votate formichina! Grazie!

venerdì 29 novembre 2013

Fotopost - Amsterdam

Ieri sera, mettendo un po' di foto a posto, mi sono accorta che non ho ancora fatto un fotopost su Amsterdam. E' stato il primo viaggio insieme a P.A., ci siamo stati a giugno scorso e siamo stati davvero bene!
Abbiamo alloggiato in un hotel completamente ecosostenibile, il Vondelpark Conscious Hotel, struttura che vi consiglio assolutamente se amate il confort e avete una coscienza ecologica (lo trovate anche su booking, se volete).
Anche se era il 22 giugno, siamo stati accolti da pioggia e raffiche di vento freddo al nostro arrivo, nonostante felpe e k-way.
E' stato un gran bel fine settimana, per me è stata anche l'occasione di testare il servizio IDBUS, i pullman di linea della SNCF che collegano la Francia a varie città europee. E vi diro', ne è valsa davvero la pena: pullman pulito e comodo, 29 euro sola andata, 6 ore e mezza per fare Amsterdam-Parigi e tanto di wi-fi compresa nel prezzo! E' arrivato persino con mezz'ora di anticipo e, cosa più importante, mi ha lasciata a due fermate da casa mia... Ma bando alle ciance, spazio alle foto!

Il negozio di amache

Vista sul retro del mercato dei fiori


Un café en terrasse

giovedì 26 settembre 2013

Cose di Faro che mi sono piaciute

Gli enormi nidi di cicogna sull'Arco da Vila, le viuzze maiolicate della città vecchia, i pastel de nata, la possibilità di scegliere una porzione intera o una mezza porzione alla mensa dell'università, il caffè a 55 centesimi, il panino ai cereali del buffet dell'hotel, il gioco di luci al crepuscolo di ritorno dall'Ilha Deserta, i marosi dell'Oceano Atlantico, le rocce rosa, le cicogne sull'Arco da Vila, l'artigianato in sughero, la festa del Partido Socialista, o arroz doce, i galli portoghesi, il sorriso della signora della pastelària Cinderela, la semplicità delle persone, gli hibiscus e le bouganvillee, la palestra en plein air messa a disposizione dal comune, le conchiglie sulla spiaggia dell'Ilha Deserta, la sabbia doppia color del tufo, il vinho verde, il paté de sardinha, dire "obrigada" e "pastel de nata", la bellezza di Catherine, gli sguardi ammirati ma sempre composti degli uomini portoghesi, il negozio in cui ho comprato il Porto, le bustine dello zucchero coi fumetti Love is..., il sole caldo e avvolgente mentre a Parigi c'erano 10 gradi in meno, Jorge che canta il fado, un'altra settimana di sandali, i vecchietti per strada, da soli o in compagnia. E poi una bambina bruna sui 6-7 anni, che corre felice e grida di gioia sventolando la bandiera del Partido Socialista e a cui non ho voglia di fare una foto, perché sono sicura che non me la dimentichero' mai.

Viuzze del centro

Balli popolari alla festa del Partido Socialista

Tramonto dal battello del ritorno

martedì 4 settembre 2012

sLOVEnija

Aspettando la mia coloc per potervi raccontare nei dettagli i 4 giorni di vita vissuta con la subaffittante, vi regalo qualche foto scattata in Slovenia. Non sono una grande fotografa e la mia macchinetta è ormai un pezzo d'antiquariato, ma sto cercando di imparare a farla funzionare al meglio, aspettando di comprarne una nuova. Per ora vi racconto la Slovenia con le immagini, le parole verranno poi...

Maribor, quartiere ebraico

i danni di certi libri arrivano fino a Lubiana...

inquilini della Drava

lungo la Drava, Maribor

Lubiana, hanging shoes

mercoledì 11 luglio 2012

Oui, ses sa


Recentemente ho avuto uno scambio di opinioni con una  collega che sosteneva l'inutilità dell'insegnare la grammatica. Come forse potrete immaginare, non sono assolutamente d'accordo: la grammatica va insegnata, non si puo' lasciare che venga appresa per intuizione. Certo, non si puo' pensare di inculcarla in modo tradizionale (cioè, aprendo il manuale e dicendo: questa è la regola, imparatela) ma va fatto, in modo indiretto e simpatico, ma va fatto. E' studiando la grammatica che un bambino italiano capisce quando deve scrivere "ho" oppure "o", "ce ne" o "ce n'è". Cosi' come è solo studiando la grammatica che un bambino francese capisce la differenza tra "ces" (questi/queste), "ses" (suoi/sue) e "c'est" (è).
La signora della boulangerie verde sull'avenue Daumesnil ha scritto: "La vostra panetteria chiuderà è la porta dal 2 al 16 luglio incluso" e non potevo non immortalare questa perla e regalarla a voi, cari lettori. Poi lo sapete che la formichina ha la sindrome della maestrina dalla penna rossa e si diverte a bacchettare chi maltratta l'ortografia in una perenne gara di sputtanamento a premi.

E se la boulangerie verde non facesse i croissants au beurre più buoni di tutto il 12ème arrondissement, potrei pure decidere di boicottarla per sevizie sulla lingua francese.

lunedì 7 maggio 2012

6 mai 2012

Qualche scatto da place de la Bastille, dove sono andata a festeggiare anch'io. C'era gente, ce n'era tanta, tantissima, con le rose rosse e le bottiglie di vino e champagne e i figli sulle spalle e i merguezzari (equivalente beur dei nostri porchettari, con la merguez al posto della porchetta, appunto) e un sacco di diti medi alzati quando sullo schermo è apparsa marinelepen.
Non so se si possa parlare di "vento" di cambiamento, ma i Francesi questo momento lo aspettavano da troppo tempo. E allora, pure se questo François non è Mitterrand, diamogli il benvenuto: Bossez bien, Monsieur le Président!


Gente e bandiere da tutto il mondo.


Piccolo mangiaranocchie omaggia il suo nouvo Presidente.

E come qualcuno a noi noto, dopo il governo il tribunale...

mercoledì 21 marzo 2012

Lo ammetto, sono autoreferenziale


Ecco perché è bello lavorare nel primo arrondissement: ti dedicano anche i bar...

Buona primavera a voi tutti!

martedì 20 settembre 2011

Vélorution

Avevo trovato il loro blog in una delle mie tante mattine con molto sonno e poca voglia di lavorare.
Poi li ho incontrati, assolutamente per caso,  sui quais de Seine, in un giovedi' sera troppo freddo per essere luglio. Io con i miei amici della péniche orfani della péniche, au Havre a rifarsi il look, loro tra telai, manubri, ruote grosse o sottili, cestini in vimini con fiori colorati. E parrucche, nasi finti, gonne lunghe, organetti.

Negli occhi la voglia di conoscere e di stare insieme, di gridare forte l'amore per la terra.Non c'è bisogno di armi e confusione per fare una rivoluzione: bastano una bicicletta e millemila colori.

mercoledì 7 settembre 2011

Conquiste estive

Mi sono appena resa conto che vi ho fornito molti dettagli delle mie ferie, vi ho regalato qualche scatto e qualche racconto, condiviso con voi i miei pensieri. Ho omesso pero' le mie conquiste estive, e già vi vedo che siete li' davanti allo schermo con l'acquolina in bocca in attesa di  inciuci e spetteguless della formichina, scoprirne gli altarini e spiattellarli ai quattro venti... Fare il bouche-à-oreille "ma hai capito quella, che ti combina al mare... in quattro giorni è uscita con otto ragazzi diversi!" E invece no, miei cari lettori, vous devrez rester sur votre faim pour ce genre de choses, direbbero i Francesi. Ormai la formichina è a un passo dall'ottenere il marchio "Zitella DOC" e se cercate spetteguless romantici, passionali, osé e affini, dovrete rivolgervi altrove. Lo zitellaggio è ormai per la formichina quasi una professione, come sottolineato dal suo buon padre orsacchiotto nel commentare problemi di cuore altrui: "La migliore è formichina, che FA la single."

Ma bando alle ciance e veniamo al sodo. Le mie conquiste estive sono 3, tutte riassumibili nella formula: "la devo smettere di farmi condizionare la vita dalle mie fisime":

1) ho bevuto latte intero, e non mi è successo niente di nuovo rispetto a quando bevo quello scremato;
2) ho mangiato le percoche ben due volte, e anche qui non mi è successo niente. Anzi, le ho trovate pure buone, ma continuo a preferire le albicocche. Sono quindi sempre più convinta che sia la buccia della pèrzeca a darmi fastidio, o che nei miei ricordi non ricordabili ce n'è uno brutto (tipo la puntura di un'ape) associato a una percoca.
3) ho accarezzato un gattino in testa e ci ho giocato un po'. Non sono riuscita a prenderlo in braccio, ma sappiate che per me è già una grande conquista questa, che ho ereditato da mia madre la disaffezione agli animali domestici, disaffezione che si è aggravata dopo un viaggio a Parigi (il mio primo viaggio a Parigi!) con una vegetariana imbecille. Ma davanti a un musetto cosi' dolce mi sono lasciata andare anch'io...

domenica 28 agosto 2011

Tornai, sigh

Stavolta le ferie sono proprio finite, mi tocca farmene una ragione.
Mi è bastato riaccendere questo strumento del demonio chiamato computer per essere travolta dalla dura realtà: mail a cui rispondere, convegno da organizzare, rapporto semestrale da redigere e ancora tesi, tesi, tesi, il mio incubo peggiore.

Ma è domenica, quindi ci penserò domani. Per oggi mi faccio bastare il dover disfare la valigia, sciacquare ben bene i costumi, prima di farli tornare in letargo in fondo all'armadio. 
Rimando ancora una volta i miei racconti, devo ancora riordinare i pensieri e farli sposare con le parole giuste.

Per il momento vi regalo qualche scatto dei 4 giorni passati a Procida. Non sono una gran fotografa, l'ho sempre detto. Sì, Lucone, mi sembra di sentirti quando mi dici "Te devi fà il corsooooo". Ci sta che una volta tornata lassù me lo faccia per davvero il corso, mi piacerebbe un sacco. In attesa di scatti migliori e racconti dettagliati, accontentatevi di queste:


La piovra, spiaggia di Pozzovecchio.

                            Hibiscus rosso del giardino del sig. Basilio. 


       Costumino verde ottanio, a riposo. 


Testolina formichese che guarda il mare della Chiaia.

lunedì 11 luglio 2011

FormiChef

Forse non lo sapete, ma tra le varie occupazioni che mi cerco per evadere dalla tesi c'è anche la cucina. Da poco più di un anno sono membro della FFCA (Fédération Française de Cuisine Amateur), ho preso lezioni da chef francesi sui mercati e ho fatto pure il campionato di cucina (con scarsi risultati, ma l'importante è partecipare). Ho stretto amicizia con due ragazzi della Federazione, quelli che si occupano di organizzare i corsi sui mercati. E ridendo e scherzando, mi hanno proposto di essere chef per un giorno e dare una lezione di cucina italiana. E cosi' giovedi' scorso ho tenuto questa lezione su un mercato del 15esimo arrondissement, con la mia adorata colloc in veste di fotografa ufficiale.  Mi sono divertita un sacco, anche se a tratti avrei lanciato un coltello verso un qualche partecipante o un qualche spettatore al posto di conficcarlo nelle zucchine (tipo alla signora che non riusciva a capacitarsi del fatto che il risotto fosse bianco e cremoso senza avere panna né farina), ma vabbè. Mi sono sentita troppo lusingata quando alla fine uno dei partecipanti mi ha chiesto se avessi un ristorante da qualche parte.
Intanto vi regalo qualche scatto e cerco di spiegarvi qualcosina...


Qui faccio vedere come si tagliano le melanzane e le zucchine.
Fase decorativa del dolce: tiramisù alle albicocche con granella di pistacchio.
Questa è Nicole, assunta per la giornata come la discepola più attenta ed efficace. Qui riempie le barchette di pomodori con una salsa di tonno, peperone crudo, maionese e capperi. Ogni tanto tirava fuori dalla tasca un foglio e una penna e prendeva nota. Quando se n'è andata, mi ha ringraziato perché le avevo insegnato un sacco di cose. Il suo modo di scattare sull'attenti a ogni mio ordine mi ha ricordato mia nonna quando uno di noi le chiedeva un favore e lei rispondeva "Subito!".


Panoramica sul risultato della prima lezione: polpette di melanzane, barchette di pomodori con tonno, maionese, peperone crudo e capperi, crema di zucchine, ricotta e basilico.
L'équipe della prima lezione. Il ragazzo bulgaro in camicia azzurra aveva tanto di quadernino per prendere appunti.
Se avete tempo da perdere e nessuna voglia di lavorare, qui trovate tutti gli scatti dell'evento. Enjoy it!

martedì 10 maggio 2011

A waste land?

 
 Alberello da frutto (ciliegio?), Somma Vesuviana, primavera 2011.

Terra mia, terra mia
comm'è bell a la pensà
terra mia, terra mia
comm'è bell' a la guardà...
(Pino Daniele, Terra mia)


Se fosse possibile viverci con serenità, sarebbe l'unico posto al mondo in cui vorrei stare.

domenica 1 maggio 2011

Primo maggio

E credo che non cia molto altro da aggiungere. Buon 1 maggio a tutti, nella speranza che si facciano passi avanti e non indietro su tutto cio' che riguarda il lavoro (occupazione, sicurezza, diritti, stipendi).

*Foto della manifestazione FIOM a Pomigliano d'Arco.

lunedì 18 aprile 2011

Alle pareti della mia stanza

Una cartolina di Lisbona, una riproduzione della Camera da letto di Van Gogh, una cartolina di Valencia, un biglietto rettangolare di auguri con tante giraffine, il biglietto de La parola ai giurati al Verdi di Pisa, la mail di omino meteo per il mio 27esimo compleanno, una cartolina in bianco e nero del mirador san Nicolas di Granada, una foto di me formato polaroid che mi ha fatto Marta alla Butte aux cailles, la miniatura della foto di Izis che abbiamo in cucina, un'altra cartolina di Valencia, il biglietto dell'Andromaque alla Comédie française, il biglietto d'auguri di Sarina e la Fra con un orsetto paciocco, un crocifisso colorato del commercio equo, una foto di me e mia sorella, La femme à l'ombrelle di Monet, una cartolina in bianco e nero con vista Trocadéro, la locandina che annuncia Le beaujolais nouveau est arrivé!, George Pompidou con un cappellino di babbo Natale che mi augura un XXI secolo soddisfacente sul piano sessuale, un post-it con una frase di Montaigne, una cartolina dell'Opera House di Sydney, il volantino del primo No B-day qui a Parigi, la cartina col percorso che abbiamo fatto alla festa della musica l'anno scorso, una bambina che balla il flamenco in una foto in bianco e nero, un post-it con un verso di Via del campo, il volantino degli ateliers portes ouvertes degli artisti di Belleville, una tovaglietta del Café des deux moulins (il bar di Amélie), il biglietto del concerto di Tiersen, una foto di me e Sarina, una foto di me e la Fra, una foto di me, Sarina e la Fra, una cartolina di Dublino, una locandina con un ranocchio incoronato e la scritta "Rospo che legge... diventa re!", il foglio della mia unica vittoria a Scrabble alla péniche, una cartolina in bianco e nero dell'Alhambra di Granada, una polaroid del picnic al bois de Vincennes di luglio scorso, un post-it con "L'essentiel est invisible aux yeux, on ne voit bien qu'avec le coeur", il piccolo collage di Nicolas con le avventure della péniche.

Alle pareti della mia stanza ci sono posti lontani e vicini, le mie passioni, dei bei momenti e tanti amici che pensano a me e mi fanno compagnia ogni volta che poso gli occhi su un angolo qualsiasi di quelle quattro mura.

domenica 3 aprile 2011

Una foto e una canzone


Vola il tempo lo sai che vola e va,
forse non ce ne accorgiamo
ma più ancora del tempo che non ha età,
siamo noi che ce ne andiamo
e per questo ti dico amore, amor
io t'attenderò ogni sera,
ma tu vieni non aspettare ancor,
vieni adesso finché è primavera. 

(Fabrizio De André, Valzer per un amore)

*Foto scattata ai Jardins de Tuileries, gennaio 2011.

mercoledì 16 marzo 2011

Giostre e cannoni

Ogni tanto mi piglia la sindrome della formica, ovvero un senso di grande smarrimento di fronte al mondo circostante. Mi sembra tutto cosi' immenso e inspiegabile, paradossale quanto basta.
Soprattutto, la complessità della natura umana mi affascina e mi atterrisce. Proprio non capisco come sia possibile che siamo sempre noi a fare l'amore e a fare la guerra, a erigere la cappella Sistina e i campi di concentramento, a combattere per la libertà e a perpetuare la schiavitù, a cantare ninne nanne e a distruggere il pianeta, a costruire giostre



e cannoni.



Ieri sera mettevo un po' a posto le foto che ho fatto nell'ultimo mese, in cui mi sono cimentata un po' col bianco e nero. Ho scelto queste due per cercare di dare un po' corpo ai miei pensieri e alla mia perplessità: la prima l'ho scattata a Montmartre, la seconda sull'esplanade des Invalides, museo dell'esercito, dove è sepolto Napoleone.

Stamattina, alla radio, ho sentito che da qualche parte qui in banlieue c'è un ragazzo che versa in condizioni abbastanza gravi, l'hanno conciato per le feste a suon di colpi di cacciavite. Mi è parso tanto più assurdo guardando sul davanzale il primo fiorellino giallo nato ieri sera, dopo mesi di cure amorevoli da parte di Silvia.

martedì 15 marzo 2011

Abbiamo fatto 30...

Non ho avuto modo di fare le elementari in Francia, neanche da insegnante. Non vi posso quindi dire se i bimbi hanno una filastrocca dei mesi simile alla nostra:
30 giorni conta novembre,
con april, giugno e settembre.
Di 28 ce n'è uno,
tutti gli altri son 31! 
Da quanto ho potuto vedere, si direbbe di no...


L'ottico, per sottolineare la generosità dell'offerta, l'ha prolungata a oltranza...

N.B. per i non napoletani: è un nostro detto tipico "amma fatt' 30, facimme pure 31". Serve a dire che il grosso (del lavoro, dello sforzo o di quello che volete voi) è stato già fatto, e che una piccola, ulteriore quantità (di lavoro, di sforzo o di quello che volete voi) non costa nulla.

venerdì 11 marzo 2011

Sublimità

Spiaggia di Pozzovecchio, Procida, 16 agosto 2010.

Si è fermato un attimo, dopo tanto volare. Ha lasciato i suoi compagni di volo un po' più in là. Le zampe palmate in acqua, a rinfrescarsi un pochino. Lo sguardo in là, a scrutare il cielo oltre il costone di roccia. 
Davanti a lui, il mare che si colora di rosa, man mano che il sole si scioglie.