mercoledì 16 marzo 2011

Giostre e cannoni

Ogni tanto mi piglia la sindrome della formica, ovvero un senso di grande smarrimento di fronte al mondo circostante. Mi sembra tutto cosi' immenso e inspiegabile, paradossale quanto basta.
Soprattutto, la complessità della natura umana mi affascina e mi atterrisce. Proprio non capisco come sia possibile che siamo sempre noi a fare l'amore e a fare la guerra, a erigere la cappella Sistina e i campi di concentramento, a combattere per la libertà e a perpetuare la schiavitù, a cantare ninne nanne e a distruggere il pianeta, a costruire giostre



e cannoni.



Ieri sera mettevo un po' a posto le foto che ho fatto nell'ultimo mese, in cui mi sono cimentata un po' col bianco e nero. Ho scelto queste due per cercare di dare un po' corpo ai miei pensieri e alla mia perplessità: la prima l'ho scattata a Montmartre, la seconda sull'esplanade des Invalides, museo dell'esercito, dove è sepolto Napoleone.

Stamattina, alla radio, ho sentito che da qualche parte qui in banlieue c'è un ragazzo che versa in condizioni abbastanza gravi, l'hanno conciato per le feste a suon di colpi di cacciavite. Mi è parso tanto più assurdo guardando sul davanzale il primo fiorellino giallo nato ieri sera, dopo mesi di cure amorevoli da parte di Silvia.

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