Ogni tanto mi piglia la sindrome della formica, ovvero un senso di grande smarrimento di fronte al mondo circostante. Mi sembra tutto cosi' immenso e inspiegabile, paradossale quanto basta.
Soprattutto, la complessità della natura umana mi affascina e mi atterrisce. Proprio non capisco come sia possibile che siamo sempre noi a fare l'amore e a fare la guerra, a erigere la cappella Sistina e i campi di concentramento, a combattere per la libertà e a perpetuare la schiavitù, a cantare ninne nanne e a distruggere il pianeta, a costruire giostre
e cannoni.
Ieri sera mettevo un po' a posto le foto che ho fatto nell'ultimo mese, in cui mi sono cimentata un po' col bianco e nero. Ho scelto queste due per cercare di dare un po' corpo ai miei pensieri e alla mia perplessità: la prima l'ho scattata a Montmartre, la seconda sull'esplanade des Invalides, museo dell'esercito, dove è sepolto Napoleone.
Stamattina, alla radio, ho sentito che da qualche parte qui in banlieue c'è un ragazzo che versa in condizioni abbastanza gravi, l'hanno conciato per le feste a suon di colpi di cacciavite. Mi è parso tanto più assurdo guardando sul davanzale il primo fiorellino giallo nato ieri sera, dopo mesi di cure amorevoli da parte di Silvia.


Sembrerebbe disturbo bipolare
RispondiEliminae hai ragione anche te... :)
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