mercoledì 23 marzo 2011

Ouverture

E' successo che la notizia è arrivata pochi giorni prima, con il week-end già bell'e organizzato e la speranza ormai abbandonata di tornare a casa prima di un mese. E' successo che c'era tanto entusiasmo, un po' di nervosismo e una buona dose di ansia, che non ce la facciamo mancare mai.

Che c'erano i parenti, gli amici, chi ha fatto i lavori. Don Felice a benedire l'attività e noi a sperare che le sue benedizioni per i negozi funzionino meglio di quelle per gli sposi. Una quantità tale di piante e fiori di tutte le dimensioni e di tutti i tipi, che sembrava un vivaio.
Che allineati sugi scaffali in legno scuro trovavano posto i cantucci dorati, i tarallini al cacao, le freselle e i cubetti. Che tutte le luci erano accese, ad illuminare a giorno l'evento. Che Elisa ci ha scritto una poesia in napoletano e Stitch l'ha recitata, seguita dal suo epitallio "figlia e' panettiere".

Che c'erano dei bimbi, matti per la pizza e i biscotti al cacao. Le mie amiche, con mariti, figli, fidanzati, per una volta non a chiedermi se avessi delle "novità ineressanti" da raccontare. Gli amici di Stitch e di Zorrino, macchine fotografiche, sorrisi e bocche piene. Un viavai di vassoi tra laboratorio e negozio, portami una bottiglia d'acqua e una di coca-cola, un dibattito acceso per cercare di decifrare l'animaletto accompagnatore di una composizione di piante grasse.
Bigliettini d'auguri e tovaglioli sporchi di pizza, un fiocco tricolore e un forno a microonde, un elefantino di ceramica e una cornucopia, mummy sorridente nonostante il dolore per la caduta presa al mattino, orsacchiotto contento ma un po' in disparte dalla folla. Che c'ero anch'io, dopo aver rischiato di perdere l'aereo perché mi sono messa a vagabondare a Orly senza preoccuparmi della chiusura del gate e che sono stata graziata. C'era nonna da sopra a sentire i rumori nel suo mondo in cui non riusciamo più ad entrare.

E poi è successo che c'erano condensate tante altre facce, storie e sentimenti che non si possono raccontare, ché sarebbe lungo e ingiusto raccontarli qua sopra, ché certe cose vanno custodite gelosamente dentro di sé e da nessun'altra parte. C'era chi non c'era, che forse ha visto tutto lo stesso, chi lo sa. Che c'era tanto amore, che a casa mia si diffonde nell'odore del pane.

2 commenti:

  1. e del resto, c'è di meglio dell'odore del pane per diffondere l'amore?

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  2. almeno per quel che mi riguarda, direi proprio di no...

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