"Noi tutti siamo impastati di debolezze e di errori: perdonarci reciprocamente le nostre balordaggini è la prima legge di natura."
(Voltaire)
Si' vabbuo': è stata la prima cosa che ho detto ieri, quando ho ritrovato questa frase, girovagando di blog in blog. E c'hai ragione pure tu, caro Voltaire. Ma vedi, pure se credo molto nel perdono, nel suo potere catartico e compagnia bella, per me in questo momento questa frase è difficile da portare a casa. Perché penso che ogni tanto uno debba sentirsi in diritto di puntare i piedi e stare sulle sue, se è ferito e amareggiato e chi sta dall'altra parte del vetro manco si preoccupa di indagare. Perché "perdonare" non è passarci sopra e fare finta di niente, ma è un venirsi incontro, almeno per me. E dico "si' vabbuo'" perché ho come l'impressione che quando sono io a sbagliare sia sempre tutto cosi' grave e difficile da accettare, e quando invece sono gli altri a farlo con me sia comunque almeno un po' colpa mia e della mia supposta "ipersensibilità".
Certo che a volte è proprio difficile stare al mondo...
Io da ragazza ero permalosa "come le corna della lumaca", crescendo lo sono diventata un po' meno. Forse perché comincio ad averne viste tante. Oggi non me la prendo più di tanto, per le offese ricevute, diciamo che non sempre sono capace di perdonare nel vero senso della parola, più spesso tendo a lasciar correre, a diventare impermeabile.
RispondiEliminaPure io ne ho viste abbastanza per la mia età e sto facendo un grande sforzo per prendermela meno. Ma ci sono casi in cui non è una qestione di permalosità (o permalosaggine, come si dice?), semplicemente una questione di rispetto, se si parla di amicizia. Poi se si parla di altro, è un altro paio di maniche.
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