martedì 29 ottobre 2013

Tutto è bene quel che finisce bene

E così, ieri mattina, sotto l'infuriare della tempesta Christian (che spero risparmierà la mia bellissima piantina di pomodori), sono partita col mio trolley e anche un po' di timore verso l'aeroporto.
Intanto cominciavo a prospettare un piano B se mi avessero lasciata a piedi: sarei dovuta andare a dormire dalla Dido, visto che per questa settimana ho subaffittato la mia stanza, mi sarei anticipata qualche giorno di lavoro di novembre, avrei finalmente fatto la conoscenza di questa simpatica istituzione che è il consolato italiano di Parigi.
Mi sono presentata al tizio dell'imbarco con un "Bonjour monsieur, je suis le cas spécial d'aujourd'hui". Lui mi ha guardata un po' sgomento, non capendo molto quello che stava succedendo. La sua collega l'ha aiutato a cercare la nota vicino alla mia prenotazione, ma proprio questa genia stava rischiando di far saltare tutto e lasciarmi a terra. Poi però è intervenuta un'altra tipa ancora, che mi ha dato il via libera.
Il volo è stato tranquillo, a parte qualche balletto dovuto a Christian e una bimba un po' peperina che aveva come unico problema una mamma scema, e due ore dopo ero a Napoli, con 10 gradi in più e il mio adorato P.A. ad aspettarmi. Mi ha riportata a casa da mammà, pronta ad accogliermi coi paccheri (la pasta, non gli schiaffi) ripieni e i pomodori secchi fatti da lei.
Insomma, il mio angelo custode sembra essere tornato dalle ferie. E spero mi dia una mano per affrontare l'impiegato dell'ufficio comunale - personaggio che meriterebbe un post a sé - quando andrò a rifare la carta d'identità.

lunedì 28 ottobre 2013

Loro dicono che si'

Venerdi' ho rovistato tra le mie cose fino alle 2 di notte. Sabato ho passato al setaccio la mia stanza dal mattino fino ad ora di pranzo. Risultato: la carta d'identità non è uscita fuori, in compenso la stanza è impeccabile, come non lo era da molto.
Il consolato italiano era ovviamente chiuso (certo, anche in settimana non cambia poi molto, sono aperti dalle 9 alle 12...), cosi', dopo aver sporto denuncia, mi sono avviata lemme lemme, con stampella e ombrello (il pleuvait des cordes), a Orly, per verificare se quello che mi avevano detto al telefono era vero.
Dopo aver spiegato la situazione prima a uno che aveva tutta l'aria di voler - giustamente - essere altrove un sabato sera e a un altro che aveva un po' l'aria di essere il capo, mi hanno detto che si', mi faranno partire, mettendo una nota vicino alla mia prenotazione, comme quoi devono lasciarmi partire con denuncia e fotocopia del documento.
Ecco, se sapete di qualcuno finito all'ospedale nei pressi di Orly dopo aver litigato con una formichina imbufalita, saprete cos'è successo.
Spero di aggiornarvi da Napoli.Stay tuned!

sabato 26 ottobre 2013

Per non smentirci

Ancora due parole circa la congiunzione astrale sfavorevole di cui sopra. Ecco, mi sono appena resa conto che mi sono persa la carta d'identità. Ero sicura di averla in una tasca interna della borsa, ma non c'è più. Il "bello" è che lunedi' devo partire. Dovrei almeno. Una settimana a casa e una tappa ad Assisi con P.A.
E il consolato domani è chiuso, riapre lunedi' alle 9. Il mio aereo è da Orly alle 12, quindi le probabilità di partire sono molto basse. Non sono iscritta all'AIRE, ma da quel che mi pare di capire un passaggio al consolato lo devo fare lo stesso. Ho passato la scrivania al setaccio, niente.
Se avete qualche consiglio al riguardo da darmi, e magari anche un potente scacciaguai, ricevo tutto molto volentieri.

giovedì 24 ottobre 2013

Misure di sicurezza (1a parte)

(Avevo provato a sospendere questo post per vedere se riuscivo a finirlo e pubblicarlo tutto insieme. Ma visto che sto diventando una persona seria al lavoro, non sono riuscita a finirlo oggi. E visto che c'è chi si è lamentato, vi restituisco almeno la prima parte.)

In quest'ultimo periodo devo essere vittima di una congiunzione astrale poco favorevole, mi sa che ho Saturno contro. Ma proprio Saturno contro Formichina, non Saturno contro Acquario. Mettetevi comodi, sto per raccontarvi uno degli ultimi episodi della sciagurata saga. Siete autorizzati a dubitare della veridicità di cio' che sto per raccontarvi, ma se siete lettori di Ondalunga, sapete benissimo che la realtà supera spesso la fantasia. Ecco, questo è uno di quei casi. E' necessaria solo una piccola premessa, ovvero: ho una nuova coinquilina da settembre, la chiameremo Carasau in onore alle sue origini. La figliola è simpatica e garbata, ma non brilla né per perspicacia né per conoscenza della lingua francese.
Fatte le dovute presentazioni, passiamo ai fatti.

Domenica scorsa ero in giro con amici a un vide-grenier a Faidherbe-Chaligny, 12esimo arrondissement. Il portafogli piangeva e cosi' decido di andare a fare bancomat. Tuttavia, il disgraziatissimo distributore non mi restituisce bene la carta, io non riesco a recuperarla e lui se la mangia. Dietro consiglio dell'Abruzzese, che lavora in banca, non blocco la carta: è una misura di sicurezza per evitare che qualcuno mi prenda la carta. Ok. Subito dopo arriva un tizio, mi chiede se il bancomat funziona, prende i suoi soldi, la sua carta e se ne va. Bah.
Torno a casa, rassegnata all'idea che dovro' aspettare il martedi' mattina per recuperare la mia bella carte bleue. Qualche ora dopo, ricevo un sms: era la mia banca che mi dava un codice per finalizzare un acquisto di 13,95 euri su Alloresto. Vi lascio immaginare il panico: ho immediatamente pensato che mi avessero clonato la carta e ho quindi provveduto a bloccarla subito. Nel fattempo, in preda al nervosismo totale, ho litigato con P.A., colpevole, a mio avviso, di pormi domande idiote sulla questione e di darmi consigli non richiesti. Carasau, in tutto cio', non c'era, era in banlieue dal suo uomo.

Lunedi' torna Carasau, ma io sono nervosa e depressa in seguito a una telefonata aviopenica e sono di poche parole.
Il martedi' mattina vado in banca, spiego la situazione alla brunettina poco sveglia allo sportello, costei mi informa che nessun movimento è stato fatto sulla mia carta e che la nuova è già stata ordinata, quindi è inutile andare a recuperare l'altra.

(continua....)

giovedì 17 ottobre 2013

Formichina non sa leggere i bandi di concorso

In questo momento, prenderei a sonore capocciate la porta di casa mia, la cappa della cucina, la credenza (il pc no, mi resta un po' di lucidità per capire che ne ho ancora bisogno). Cos'è successo? Niente di grave, in realtà. Allora, la settimana scorsa è uscito un bando per degli insegnamenti in Italia, termine ultimo per le domande la settimana dopo. Bene. La sottoscritta, non si sa per quale motivo, ha interpretato l'ufficio postale accettante nella frase "a tal fine farà fede il timbro dell'ufficio postale accettante" come l'ufficio ricevente la domanda, non quello da cui la domanda era spedita. Non mi chiedete perché, forse sarà stato il ricordo di due altri bandi di concorso in cui la domanda doveva pervenire entro tal data. Comunque, presa dall'ansia, ho fatto un Chronopost: mi sembrava l'unica soluzione possibile per far arrivare la domanda in cosi' poco tempo. Totale dell'operazione: 47 euri e molte bestemmie alle poste francesi che non hanno una via di mezzo tra la raccomandata e il Chronopost.
Poco fa ho telefonato all'ufficio dell'università in questione, il quale mi informa che faceva fede il timbro postale e che quindi bastava una raccomandata. Mi sono passate davanti agli occhi tutte le cose che avrei potuto fare con quei soldi, in questo momento di carestia. Io, formichina, soprannominata "le ministre des finances" dalla mia padrona di casa, buttare via 40 euri cosi' (la raccomandata costa 7, donc...)

E mi sono ricordata di un'altra telefonata, quella fatta all'Università per Stranieri di Siena per conoscere l'esito di un altro concorso.
- Dottoressa, ma Lei non si è presentata al colloquio!
- Colloquio? Quale colloquio?
- Ma certo, c'era scritto nel bando, era una selezione per titoli e colloquio, la data era specificata.
- Ah, grazie, arrivederci, eh, gentilissima.

In effetti, andandomi a ripescare il bando, era vero: c'era già l'appuntamento e tutto. Ma io avevo completamente ignorato l'informazione. Ma allora l'invio era tramite PEC, quindi ci avevo solo perso un po' di tempo.
Ho deciso quindi che d'ora in poi i bandi li leggerà P.A.al posto mio, lui che mangia pane e burocratichese.
Siete autorizzati a infierire e a burlarvi di me. Io invece vado ad affogare i miei dispiaceri in un piatto di strozzapreti ai peperoncini verdi e pomodorini.

mercoledì 2 ottobre 2013

Il 46, ovvero: l'autobus degli sciancati

Antefatto: lunedi' della settimana scorsa passeggiavo beatamente alle Tuileries con P.A., godendomi un meraviglioso e caldo pomeriggio settembrino. Quando s'è fatta 'na certa, io e il mio consorte abbiamo deciso di spostarci per andare a procacciarci del cibo. Malasorte ha voluto che io, formichina con la testa per aria, appoggiassi male il piede sinistro scendendo i gradini delle Tuileries e cadessi, accasciandomi per il dolore, con il vago presentimento - rivelatosi poi azzecato - di essermi rotta qualcosa. Tornati a casa in taxi, in preda a dolori atroci, telefono alla Dido, la quale mi manda l'Abruzzese in versione autista ad accompagnarmi al pronto soccorso di Saint-Antoine. Dopo svariate ore di attesa, mi fanno finalmente una radiografia e mi diagnosticano una micro-frattura al 5° metatarso del piede sinistro.

Fatto: E insomma, stamattina avevo la radiografia + visita di controllo all'ospedale. Appuntamento alle 10H15, ma invito piuttosto spinto a presentarmi un'ora prima. Invito che ho capito nella sala d'attesa per le radiografie, pareva la casa dell'invalido. Ma vabbè. Dovete sapere che da quando mi sono rotta porto un'orrenda scarpa ortopedica conosciuta come "chaussure de barouck". Il farmacista mi aveva avvisata: "Ne vous attendez pas à une chaussure sexy, hein!". E quindi, presa in prestito pure una stampella, me ne vado in giro per Parigi cosi'. Ho ormai abbandonato gli spostamenti in metropolitana, ho troppa paura di essere travolta dalle persone che camminano senza guardare, investendo tutto cio' che si trova sul loro cammino. Mi sposto quindi in autobus, che ha la doppia comodità di non avere scalini e di farmi godere il paesaggio. La stampella me la porto più per rendermi visibile che per reale necessità. Potrei anche farne a meno, ma per scendere i miei 4 piani di scale è comoda.
Ho la fortuna di avere diverse linee di autobus nei dintorni di casa mia, cosi' stamattina ho preso il 46, che mi ha lasciato a pochi passi dal Saint-Antoine. Seduta come "prioritaire", avevo di fronte a me una signora con ben due stampelle. Diagnosi: rottura del collo del femore. Lo abbiamo saputo tutti, quando, a una fermata dal Saint-Antoine, sono saliti una ragazza con le stampelle e un altro signore con una stampella sola. Vedendo che non c'erano più posti "prioritaires", abbiamo rassicurato i nuovi passeggeri invalidi col fatto che saremmo scese alla prossima e che quindi avremmo ceduto loro il posto. La ragazza s'era rotta il ginocchio, allora la signora le ha consigliato di andare a farsi la riabilitazione al Rothschild, vicino casa mia. Nell'outing delle patologie mi sono allora inserita pure io con la mia micro-frattura, che sarà pure micro ma mi rompe parecchio e mi duole, si' si'. La patologia dell'altro signore con la stampella, invece, non ci è pervenuta. E meno male che, grazie a un invalido in carrozzella, l'autista ci ha messo la pedana evitandoci il gradino...