mercoledì 29 gennaio 2014

Istruzione e insegnamento: l'ennesimo PASticcio all'italiana

Ho ricevuto e condivido qui un documento preparato da mia sorella e altri suoi colleghi del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria. E' un testo informativo sui PAS (Percorsi Abilitanti Speciali) che consentirebbero a chi non è abilitato, ma ha 3 anni di servizio nella scuola, ad abilitarsi (a pagamento s'intende) e trovandosi cosi' sullo stesso piano di chi invece ha seguito un percorso di studi lungo e complesso, fatto di vari tirocini e di una solida base teorica: vi chiedo di leggerlo attentamente e di condividerlo se vi va.

AVVISO A TUTTI GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE DEL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA

“Se un maestro vuoi diventare, 4 o 5 anni devi studiare!
… ma qualcuno ti vuol sorPASsare e in 8 mesi si vuole abilitare!”
Diciamo NO ad un PASticcio di scuola!
8 mesi di percorso abilitante saranno equiparati ad una laurea conseguita in 4 o 5 anni!
Con il decreto nr. 58 del 25 luglio 2013, il Miur ha predisposto l’avvio dei PAS (Percorsi Abilitanti Speciali) finalizzati al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e primaria. I percorsi, della durata di 8 mesi e per i quali non è prevista alcuna prova selettiva iniziale, sono riservati ai diplomati dell’ex istituto magistrale che abbiano conseguito il diploma entro l’anno 2001\2002 e che abbiano accumulato almeno 3 anni di servizio.
I PAS (60 CFU) saranno abilitanti al fine dell’insegnamento esattamente come il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (240 CFU secondo il Vecchio Ordinamento e 300 CFU secondo il Nuovo Ordinamento).
I docenti che frequenteranno i PAS sono già inseriti nelle graduatorie d’istituto, in terza fascia, e vantano almeno 3 anni di servizio (non consideriamo questa esperienza una garanzia di valore aggiunto nella professionalità dal momento che nessuno ha mai valutato la qualità del servizio prestato). In più continueranno a prestare il loro servizio, grazie all’ulteriore possibilità conferitagli dal MIUR, di poter ottenere le “150 ore” (ore di permesso retribuito per motivi di studio) per frequentare i PAS.
I neolaureati in SFP dalla coorte 2008 potranno accedere alle graduatorie di II° fascia, esattamente come i docenti abilitati con PAS, ma non avranno il punteggio che normalmente conferisce il servizio. Pertanto, nonostante il percorso formativo SFP sia molto più lungo e completo, avrà una spendibilità di gran lunga inferiore in ambito lavorativo rispetto a quella di cui potrà godere chi conseguirà il PAS. I neolaureati SFP si dovranno accontentare degli ultimi posti in graduatoria e vedranno ridotte drasticamente le  possibilità di lavorare in modo dignitoso.
E’ bene ricordare anche l’assurda condizione degli immatricolati SFP negli anni 2008-2009-2010 che, a parità di percorso formativo con gli immatricolati entro il 2007, si sono trovati fuori dalle GAE (graduatorie ad esaurimento), graduatoria che garantisce un incarico lavorativo continuativo e sicuro (di ruolo). A tali immatricolati dovrebbe essere aperta la possibilità di entrare nelle GAE dal momento che hanno effettuato il medesimo percorso formativo degli studenti immatricolatisi negli anni precedenti; e al momento dell’immatricolazione il percorso aveva ancora valore concorsuale, ovvero fungeva da garante dell'inserimento nella graduatoria per il ruolo. Nel frattempo il MIUR ha indetto il “concorsone del 2012” per far entrare nelle GAE nuovi docenti, lasciando comunque fuori da tali graduatorie gli immatricolati SFP dal 2008 al 2010.
Il percorso con valenza concorsuale non vale più per la laurea SFP (NO), difatti questi studenti studenti avranno diritto soltanto alla II° fascia.
Nonostante il CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) si sia espresso ufficialmente e all’unanimità contro i PAS e abbia espresso il suo dissenso riguardo la possibile attivazione degli stessi nei diversi Atenei, il Ministero, spinto dalle pressioni delle organizzazioni sindacali, intende trovare il modo di far partire in ogni caso i suddetti percorsi abilitanti speciali. Nel caso in cui nessuna Università si rendesse disponibile ad attivare i corsi per i PAS, il Ministero potrebbe in qualche modo obbligare i Dipartimenti a farlo, oppure, più probabilmente, incaricare Università private affinché organizzino tale percorso attivandolo, in questo caso, con la modalità a distanza (FAD, formazione a distanza). A nostro avviso, questa ultima possibilità (FAD), sarebbe un ulteriore oltraggio alla qualità che dovrebbe garantire il percorso formativo abilitante all’insegnamento!
Ricordiamo, inoltre, che moltissimi studenti del cdl in SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA (soprattutto coorte 2008-9-10) hanno intrapreso questo percorso di formazione perché coscienti che fosse l’unico strumento a disposizione garantito, in quegli anni, per ottenere l’abilitazione ed ottenere il ruolo in tempi dignitosi (la scuola italiana, in alcuni casi, consente un precariato di oltre 20 anni!). Pertanto, persone che lavoravano già, hanno deciso di rimettersi a studiare, fare un percorso quadriennale, investire tempo e denaro confidando in una condizione lavorativa migliore per poi trovarsi a dover fare i conti con proposte quali l’attivazione dei PAS: percorsi abilitanti decisamente più brevi, economici e con la stessa valenza.

Ancora una volta l’Italia svilisce il sacrificio, l’abnegazione, la passione di cui molti di noi - prima come cittadini e poi come studenti - si fanno sani portatori!

Vi invitiamo ad incontrarci per parlare del nostro futuro e cercare una soluzione. Le graduatorie verranno aggiornate a giugno ma non siamo ancora a conoscenza della regolamentazione che verrà stabilita.
Facciamoci sentire!

Scrivete all’indirizzo e-mail: nopas.re@gmail.com

coordinatrici: Daniela, Elena, Roberta

lunedì 27 gennaio 2014

Non dovevate, ma grazie, eh

Da 4 mesi lavoro in un'azienda come linguista-terminologa (fidatevi, è questo il mio lavoro, anche se P.A. dice a tutti che faccio "i sondaggi"). Part-time, per un totale di 10 giorni al mese.
In 4 mesi, mi hanno cambiato di scrivania la bellezza di 4 volte, credo con relative bestemmie da parte del tecnico informatico, dal momento che sono l'unica a lavorare su Windows e non su Linux. E ogni volta prendi l'hd di formichina, stacca tutti i cavi, prendi i due monitor di formichina e sposta il tutto sulla nuova scrivania, riallaccia tutto e, soprattutto, vedi se tutto funziona come prima. In realtà lui è sempre stato tanto carino, ma immagino che magari avrebbe preferito fare altro al posto di questo valzer di computer e di scrivanie.
Per fortuna, la maggior parte del tempo l'ho passata non lontana dalla finestra, ma in un punto dell'ufficio (un grande open space) abbastanza riparata, anche se a un tiro di schioppo dal capo.
Ma... anno nuovo, vita nuova! Al mio ritorno a gennaio, sono stata informata della mia nuova postazione: lontana dalla finestra, lontana dal capo e vicina alla porta. Quella che permette l'accesso alle toilettes, alla terrazza, al locale cucina, agli uffici di sotto e che viene aperta dalle 100 alle 200 volte all'ora, permettendo il passaggio di pinguini, orsi polari e altre bestiole venute dal regno del freddo.
Non c'è che dire, davvero un pensiero carino, spostarmi là nel mese più freddo dell'anno, per soli 7 giorni di lavoro. Soprattutto tenendo presente che il 90% dei transitanti lascia sempre la porta socchiusa, regalandomi un simpatico spiffero, vero toccasana per la mia schiena.
E oggi, dopo che sabato sono stata una decina di ore in una sala a 11° per un matrimonio, apprezzo ancora di più questo simpatico regalo di Natale.
Vi ringrazio eh, ma non dovevate. Per dimostrarvi tutta la mia gratitudine segue una copiosa lista di mortaccivostra.

mercoledì 22 gennaio 2014

Scoperte di un mercoledì pomeriggio

Una volta un amico mi ha detto che il picchio della demotivazione lavorativa settimanale si raggiunge di mercoledì pomeriggio. Mi sa che ha ragione, il mercoledì di solito scopro sempre qualcosa di interessante, che ovviamente ha nulla o poco a vedere col lavoro che sto facendo in quel momento (linguista-terminologa, prof o babysitter).
Le scoperte di oggi:
- Rouge Dior costa 8 000 euro al kg. Il curatore del sito dev'essere un amico di mio padre (ho un'amica ancora sconvolta dopo averlo visto calcolare a mente il prezzo del profumo al litro).
- il pompelmo sminuisce l'effetto della pillola, anche se non c'è scritto da nessuna parte. Voi potete scoprirlo o seguendo una lezione di farmacologia o chattando su google talk con un'amica medico ;
- i due Cinesi del mio ufficio che pranzano sempre insieme non sono marito e moglie, lei è sposata con un Francese;
- la figue, in francese, non è soltanto il frutto del fico, ma anche l'equivalente italiano con articolo femminile.  E lo scopro solo oggi, dopo 6 anni e 200 e passa pagine scritte sull'argot.
- sempre 6 anni e 200 e passa pagine sull'argot dopo, scopro che il compagno della figue non è solo l'asperge (l'asparago, femminile in francese), ma anche l'onnipresente poireau (il porro).

E queste due ultime scoperte me le rivendo fresche fresche agli studenti del quinto anno, a cui faccio un modulo sull'argot: se a qualche parte mi sono meritata il titolo di "regina del cazzeggio sostenibile" un motivo c'è, in effetti. Viva il mercoledì pomeriggio!

sabato 11 gennaio 2014

IN STAMPATELLO

Qualche sera fa mi hanno raccontato un aneddoto parecchio succulento, che merita di essere diffuso.
Si era allegramente in un ristorante antillese a festeggiare la prossima partenza, quando arriva "la sposa", cioè la prossima (e anche la prima!) ragazza del nostro gruppo a fare il grande passo. La poveretta aggiunge lo stress da matrimonio a un lavoro già stressante di suo, l'educatrice all'asilo. Ha perciò una faccia talmente sconvolta che io le chiedo: "ma sei contenta di sposarti???" Mi risponde di sì e mi chiede se conosco un posto dove possano farle manicure e pedicure senza prendere un rene in cambio. "Ma hai le scarpe aperte?", chiede l'Abruzzese. "No, però meglio farla...", fa lei, "...perché non succede niente - dico io - ma se dovesse succedere qualcosa, mica si può presentare coi piedi non fatti?"
"Succederà sicuramente qualcosa, succederà di tutto quel giorno", fa la sposa.
"Sì, ma non te la chiamare però, cosa vuoi che succeda?"
"Cos'altro deve succedere? Non te l'ho raccontata la storia delle fedi??"
"No, dimmi, sono curiosa."
"Beh, sono andata con la Dido a ritirare le fedi, la commessa nel sacchettino al posto dell'anello ha trovato un bigliettino e non sapeva come cominciare..."
"???", dice la mia faccia ribattezzata da Bionda "addò-è-caruta-a-bomba", la faccia dell'incredulità, insomma.
"Allora, noi avevamo chiesto che in ogni anello ci fossero i nostri nomi e la data del matrimonio, in lettres bateau (stampatello, ndF). Mi dà l'anello di lui, è tutto a posto. Nel mio, quel genio dell'incisore ha scritto il suo nome, il mio nome, la data del matrimonio e... EN LETTRES BATEAU!!!"
"Non ci credo, ha inciso en lettres bateau? Certo che bisogna proprio essere scemi! E soprattutto, dove l'ha trovato lo spazio per scrivere tutte 'ste cose all'interno di una fede?!"
"Infatti a un certo punto si è reso conto che non ce la faceva e ha scritto en lettres b."
"Ahahahahahahahhaha oddiooooo, ma è un orafo Carasau? Sono sicura che quando lo racconterò a P.A. mi dirà la stessa cosa, roba da non crederci! Ma ti hanno fatto uno sconto almeno, quando tutta 'sta tarantella è finita?"
"Sì, un gesto commerciale - udite udite - del 5% sul prossimo acquisto..."
"No vabbè, ci rinuncio."

Una volta tornata a casa, ho telefonato a P.A. e gli ho prontamente raccontato l'aneddoto, adeguandolo all'italiano.
"Capisci, amore? E' come se questo avesse inciso sulla fede nome dello sposo, nome della sposa, data e poi IN STAMP."
"Noooo, ma che assurdità! Senti, ma che tu sappia, c'è mica un orafo nella famiglia Carasau?"

"Le cose che abbiamo in comune sono quattromilaottocentocinquanta" (cit.). Stronzaggine inclusa, quando serve.


mercoledì 1 gennaio 2014

Ciao ciao, 2013

Mi ero affezionata al 2013, è stato un anno così bello che avrei voluto non finisse mai. E' stato un anno talmente bello che, per la prima volta in vita mia, mi sono sentita in dovere di andare alla messa di ringraziamento di fine anno che ogni anno fanno nella mia parrocchia.
Il prete ha voluto farci fare un giochino, ci ha invitati a chiudere gli occhi e a pensare agli eventi dell'anno mentre lui scandiva i nomi dei mesi uno ad uno. Il mio cortometraggio è stato il seguente:

gennaio: tanto freddo e tanta neve, la dernière ligne droite prima di consegnare il manoscritto della tesi.

febbraio: la consegna della tesi, i festeggiamenti doppi per i miei 30 anni, il concerto dei Negrita, la scoperta che quello che poi sarebbe diventato P.A. aveva davvero un buon odore e mi piaceva come mi abbracciava, un giovedì mattina a fine mese a Capodichino.

marzo: il lavoro a Les Canons, ancora neve, un amore che germogliava al telefono, prima di avere qualche certezza in più una volta che si era di nuovo occhi negli occhi. E un pianto disperato a Capodichino al momento dei saluti.

aprile: la discussione della tesi, il matrimonio di Sarina, un giro a Pisa, ancora lavoro a Les Canons.

maggio: l'inizio del mini post-doc tra i sociologi, la prima volta di P.A. a Parigi, la sorpresa di compleanno a P.A.

giugno: il matrimonio di Lisa, la festa della musica e il week-end ad Amsterdam.

luglio: due week-end parigini con P.A., il matrimonio romano, la fine del post-doc, la partenza per Vieste.

agosto: ancora qualche giorno a Vieste, qualche giorno al mare mordi-e-fuggi, i film insieme sul divano, la mostra di Dalì a Sorrento.

settembre: il convegno-vacanza a Faro, il matrimonio napo-russo, il concerto di Daniele Silvestri, la frattura al piede.

ottobre: l'inizio del lavoro in azienda, la stampella e la chaussure-barouk, la festa anni '50, ancora giorni belli passati insieme. Uno dei due giorni ad Assisi.

novembre: l'altro giorno ad Assisi, il concerto di Paolo Conte, l'inizio dell'avventura siciliana.

dicembre: la bottiglia di champagne, il concertino col coro, il primo Natale insieme.

Penso di poter dire con certezza che è stato l'anno più bello della mia vita: un anno di grazia e amore, dopo anni di noia e delusioni. E spero che anche questo 2014 sia un anno di grazia e di amore, con tutti i cambiamenti che ci sono in programma.

Buon 2014, lettori della formichina! Magari riesco ad avere un po' di tempo in più per passare di qua e dai vostri blog... un abbraccio!