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venerdì 13 dicembre 2013

Misure di sicurezza (2a parte)

(continua da qui)
Si', lo so. E' passato più di un mese dalla prima parte dell'episodio. Ma siccome nessuno ha reclamato niente, ho rimandato la seconda parte a oltranza.
Dicevamo... Cosa? Ah si', se non sbaglio, eravamo arrivati al mio passaggio in banca del martedi' mattina, giusto? Si', ero passata in banca e mi avevano detto che la carta vecchia era ormai stata bloccata e sarebbe stato inutile andare a recuperarla, tanto più che la nuova era in arrivo.

Ormai rassegnata all'idea, mi avvio al lavoro. La giornata scorre tranquilla, evito accuratamente di aprire siti come Amazon o Isiget per non farmi venire desideri improvvisi che non potrei realizzare e finalmente la sera torno a casa.
L'atmosfera è un po' più distesa, io sono un attimo più rilassata della sera precedente e ceno con Carasau, che ormai ha preso la fissa per il boulgour con le zucchine e se lo cucina in doppia razione (per la cena e il pranzo del giorno dopo) almeno una volta a settimana.
La figliola, tra una cucchiaiata e l'altra di boulgour condita da vari "capito? capisci?" a ogni sua affermazione, che se non sei nervoso ce lo diventi, si informa sulla disavventura della mia carta di credito:
- Scusa, ma non ho capito, cos'è successo con la tua carta di credito?
- Niente, domenica ho provato a prelevare dei soldi ma non sono riuscita a ritirare la carta, quindi il distributore me l'ha mangiata. All'inizio non l'ho bloccata perché una mia amica che lavora in banca mi ha detto che è appunto una misura di sicurezza per  evitare che mi freghino la carta. Solo che poi domenica sera mi è arrivato un sms sul cellulare in cui mi davano un codice da inserire per finalizzare un acquisto su internet...
- Davvero?! Caaaavoli!
- Si', qualcuno stava comprando la cena sul sito alloresto.fr e mi è arrivato questo sms per questo acquisto di 13,95 euro.
- Scusa, hai detto 13,95?
- Si', quello.
- No perché io domenica sera ho comprato due pizze e ho speso proprio la stessa cifra, tredici euro e novantacinque!
- ...
- Infatti poi aspettavo questo sms col codice sul cellulare, ma non mi è arrivato e a un certo punto ho scelto l'opzione "inserisci la tua data di nascita"!

Improvvisamente tutto prendeva un senso. Il quadro, tragicomico, in verità, si configurava nella mia testolina: né Carasau né quei geni della banca avevano cambiato il numero di cellulare (cioè il mio) dal conto di Carasau (eravamo andate insieme ad aprirlo perché lei non sapeva mettere insieme neanche due parole di francese e soprattutto perché non avevamo ancora il contratto), Carasau aveva provato a comprare le pizze proprio qualche ora dopo  l'incidente del distributore, io bloccavo la carta perché pensavo che qualcuno avesse recuperato la mia carta dal distributore e volesse cominciare a spassarsela. Il primo pensiero che ho avuto è stato: che ladro scemo, invece di comprarsi un volo per la Polinesia con la carta di un altro si compra un take-away su internet? C'è pure da dire che col saldo del mio conto al massimo poteva andarsene a Catanzaro con la Ryanair e rigorosamente senza bagaglio da stiva. Dettagli.

- Cioè, mi stai dicendo che il tuo conto in banca è ancora legato al mio numero di cellulare? Non hai ancora cambiato le coordinate sul sito?!
- Ma io sono passata in banca a comunicare il numero nuovo!
- Si', ma dovevi cambiarlo anche nel tuo spazio cliente sul sito!!! Ti rendi conto che per la tua negligenza (la tua e di quei deficienti della banca) io mi a) sono presa un coccolone b) trovo senza carta di credito almeno per tutta la settimana. Ti rendi conto?
- Si', ma io il numero l'ho comunicato...
- Si' vabbè, ma ora lo devi cambiare anche sul sito e lo devi fare tu. Anzi, dopo cena FALLO SUBITO.
- Ok, va bene. 

Non ci potevo credere: per la sua deficienza io avevo bloccato la mia carta, nuova di zecca, e ovviamente ero senza un cent, visto che in questo benedetto Paese si paga sempre tutto par carte che i contanti quasi ti scordi come sono fatti, avevo rischiato di prendermela con l'Abruzzese per le sue teorie sulle misure di sicurezza, avevo litigato con P.A.
Per la sua deficienza e per due pizze. Un casino immane per due pizze fetenti comprate su alloresto.fr.

Ma d'altra parte dovevo aspettarmelo, da una che dice LA gorgonzola.

sabato 24 novembre 2012

Mancanze

"Ciao,
so che non sta bene dirtelo, ma mi manchi sempre...
spero che tu stia bene. Buon pomeriggio, baci. Bjs "
(segue firma, nell'eventualità che il numero non sia più in rubrica)


"Credo che l'unica cosa che ti manchi davvero sia 
un cervello che funziona bene. Fatti vedere da uno bravo,
ti puo' fare solo bene. 
Sono desolata all'apprendere che ti annoi, ma non 
ci posso proprio fare niente. Lasciami in pace, vuoi?"


"Ah, la noia... da secoli motore di grandi storie d'amore" (cit.)

martedì 9 ottobre 2012

Vince lei

E' un piovoso sabato sera di fine estate a Pirano. Rassegnata al fatto che uno dei miei pochi giorni di ferie di quest'anno non è come lo avrei voluto io, decido di consolarmi con un Aperol Spritz in un bar fighetto sul lungomare, dove poche ore prima ho avvistato un bel moretto coi ricci e gli occhi verdi.
Mi siedo e aspetto, non c'è molto da fare. La musica è altissima, quindi leggere no. Potrei scroccare una sigaretta, ma sono troppo pigra per farlo. E rimango li' a guardare il passeggio, il mare e le goccioline di pioggia che scendono imperterrite e cadenzate.
Il cameriere mi scuote dal mio torpore, portandomi un bicchiere identico a quello che già sto bevendo.
 - Questo glielo offre il signore laggiù. 

E dopo un po' arriva il signore laggiù, che avevo già avuto occasione di incrociare durante le mie poche ore a Pirano. Ovviamente brutto, sicuramente più di 40 anni (e se ne ha meno, se li porta molto male, io che di vecchi ormai un po' ne capisco). Scopro che è tetesko, me ne informa poco dopo avermi chiesto se puo' sedersi.
E con fare ammiccante mi fa:
- You are alone?
Al che io rispondo che purtroppo si', perché il mio fidanzato lavora molto e non ha potuto accompagnarmi...
La pietosa bugia sortisce l'effetto sperato e, dopo qualche battuta, il tipo si alza e se ne va. Informo la Schwester dell'accaduto, la quale mi risponde con un un "uhauahuahaahuahuahauahuahua nun cia faccio, sto murenn".

L'indomani, stazione di Trieste. Ricevo il seguente sms da Valencia:

"Senti questa: il taxista equadoregno che mi dice che sono bella e che sembro più giovane e che gli occhiali mi donano e non fa altro che chiamarmi linda, , niña, guapa. Che mi chiede se ci reincontreremo mai e mi canta le canzoni d'amore di un certo Federico Lovia, famoso cantautore argentino. E che, alla fine di tutto, mi fa anche sparagnare. Secondo me vinco io."

Non ho neanche bisogno di dirlo, vince lei...

venerdì 31 agosto 2012

Selezione naturale

Sempre per lo stesso motivo (cioè, che l'acqua è poca e a' papera nun galleggia), ho subaffittato la mia stanza per questa settimana che sono in Slovenia (si', siete in diretta con Lubiana, fuori diluvia e io sono in ostello, dopo essermi infradiciata tutto il giorno). Ho trovato una tizia per qualche giorno, sale su a Parigi per un dottorato e voleva un punto d'appoggio mentre cerca casa. Benissimo. Mi contatta via mail, poi mi chiama, poi ci scambiamo i dati per i soldi ecc ecc. Varie mail, vari sms, mi organizzo con le mie pazientissime amiche per accoglierla in mia assenza, le preparo dei post-it sul tavolo della cucina con tutte le istruzioni necessarie.

Mercoledi' sera, Maribor, cena di festa dopo i seminari. Primo sms: "Ciao, sono A., sono arrivata a casa tua. Non ho trovato indicazioni particolari, ma lascero' tutto com'è. Ho due domande: come funziona la connessione internet? E come si alza la tapparella della stanza?"
Risposta mia: "Ti ho lasciato dei post-it in cucina, non li hai visti? La pass di internet è sul modem (!), per la tapparella mi pare un po' difficile spiegare via sms..."
Secondo sms: "ok grazie. Non li avevo visti, ora li ho trovati. mi confermi chiamate sui fissi?"
Decido di non rispondere, visto che lo avevo messo nell'annuncio e gliel'avevo scritto via mail.
Nonostante cio', terzo sms: "Scusami, saro' scema, ma devo fare qualche operazione particolare per chiamare in Italia?"
Seconda risposta mia: "Si', il numero. Preceduto da 0039. Scusami ma sono fuori a cena, per qualsiasi cosa chiedi a M. Ciao", traduzione metaforica di "mi stai rompendo le palle, lo capisci?"
Ebbene, ieri ricevo un quarto sms: "Ciao, scusami se ieri ti ho rotto le scatole, volevo solo sapere: con quello che ho pagato, posso restare fino all'1 o fino al 2?"
Non le ho risposto neanche stavolta, gliel'ho detto/scritto almeno 3 volte.

Poi saro' io ad essere particolarmente dura, ma sono sicura che se la selezione naturale avvenisse su queste basi, salterebbero parecchie teste. E sarebbe sicuramente un mondo migliore. O almeno, a me piacerebbe di più.

sabato 28 luglio 2012

L'epilogo

Nell'ultima puntata della famosa telenovela "Milagros nos faz uma pipau", la protagonista ha il cellulare scarico ed è troppo tardi quando si rende conto di aver risposto a una telefonata indesiderata. Lui, u curnudu, ha rinvenuto un suo capo di abbigliamento a casa sua e vuole restituirglielo. Lei esita, ma con molta freddezza, come se gli stesse davvero facendo un favore, gli concede di portarglielo a casa il lunedì successivo.
Ma il lunedì successivo, quando u curnudu richiama per annunciare il suo arrivo imminente, la protagonista viene colta dal panico e mette in atto il piano B: raccoglie in fretta e furia ses affaires de sport e riempie la sacca, uscendo di casa a velocità record, prendendo un percorso alternativo. E a metà strada manda un sms: "Mi dispiace, ma sono dovuta uscire. Puoi lasciare ciò che è mio nella cassetta della posta, ho già provato, dovrebbe entrarci. E se non è così puoi spedirmelo per posta. Grazie"

E come in ogni telenovela che si rispetti, puntuale come un brufolo prima dell'appuntamento della vita, arriva la telefonata patetica di conclusione:
- Ciao, ho messo nella cassetta della posta, tutto bene.
- Ah ok, grazie.
- Ci vediamo un'altra volta.
- No, non ci vediamo mai più.
- Ah... sì, forse è meglio.
- Ah, per me è sicuramente meglio.
- Sìsì... allora ti auguro buona fortuna per tutto, per me la storia con te è stata bella.
- (e ci mancherebbe, idiota, ti portavo pure il caffè a letto!) ...
- Non portare rancore per me.
- Sisì, vabbè, ciao.

La protagonista si fa una grassa risata, torna a casa, gira la chiave nella cassetta della posta e... trova l'oggetto in questione, al colmo della felicità, non ricordandosi di quanto fosse bello. E manda al pubblico da casa il seguente insegnamento di vita: Nel dubbio, mai lasciare le proprie cose nelle case altrui!

martedì 21 febbraio 2012

A cosa servono i compleanni

A fare il toto-scommese su chi se ne ricorderà e chi no.
A esitare sui festeggiamenti, contare le persone, perdere il conto e ricontare.
A sussultare ancora all'idea che il tempo passa troppo in fretta.
A decidere di concedersi uno shampoo dal parrucchiere.
A pensare che anche lassù, oltre che quaggiù, Qualcuno ti ama e ti regala una bella giornata di sole pure se sei nato a febbraio.
Ad avere l'ennesima conferma che quaggiù in molti ti amano e ci tengono a fartelo sapere.
A stupirti, se il tuo macellaio la settimana prima ha messo un promemoria sul cellulare e ti regala una pianta quando vai a comprare la carne. E a rimanerci un po' male - pure se lo sapevi già - che invece l'uomo che hai frequentato negli ultimi 3 mesi non si degna neppure di mandarti uno squallido sms.
A commuoverti, se tuo fratello ti scrive che ti vuole bene.
A fartene una ragione se quell'amico deluso da te non si fa più sentire perché vuole "reimpostare i rapporti". Anzi, quasi a sentirti sollevata.
A rallegrarti sapendo che per quel giorno la principessa sei tu.
A non riuscire a rispondere a mail e sms dopo 24 ore, ché sono troppi.
A sentirti chiamare "nipotina bellissima" dal tuo zio preferito a 29 anni suonati.
A scorazzare in macchina per Parigi, riscoprendo ancora una volta quanto è bella, con i palazzi alti e le piazze aperte come enormi boccioli di rosa.
A sorridere del fatto che la tua migliore amica s'è scordata anche quest'anno il tuo compleanno, ma che questo non mette in discussione il suo affetto.E' che non gliela fa, poverina. Non puo' ricordarsene perché sei tu che le ricordi tutti i compleanni.
A constatare che le giornate perfette a volte esistono. E che la vita è sempre una cosa meravigliosa, e in certi giorni ancor più che in altri.

domenica 22 gennaio 2012

Parentesi

Luci soffuse. La maggior parte di sedie e sgabelli sono a testa in giù sui tavoli, per oggi il loro lavoro l'hanno fatto. Restano ancora due clienti, un uomo e una donna, a chiacchierare. Il barista pulisce i bicchieri con una certa solerzia e li ripone sullo scaffale.
La ragazza passa, quasi lo chiama con lo sguardo per fargli un saluto. Un sorriso, un cenno della mano e poi va dritta a casa, Patti Smith a farle compagnia. E in quel momento si rafforza in lei l'idea che la vita a volte è questione di saper scegliere i momenti giusti, capire quando bisogna dire "basta", avere il coraggio di tirare sul foglio la seconda parentesi, quella che chiude.
Nessun messaggino a farle compagnia prima di dormire, nessun bacio rubato, nessuna attesa snervante. Nessuna nostalgia, soprattutto. Stavolta, ha colto il momento giusto: ha l'odore fresco del fiore della libertà.

martedì 15 novembre 2011

E io dov'ero

Quando succede qualcosa di particolarmente importante nel mondo si cerca di fissare bene cosa si stava facendo in quel momento. Quando ci fu l'attacco alle Twin Towers nel 2001, per esempio, io stavo uscendo a comprare il regalo di compleanno alla mia allora dolce metà (ebbene si', ho avuto un fidanzato nato l'11 settembre, se proprio dovete ridere, fatelo compostamente), un cd dei Tiromancino. Orsacchiotto, l'uomo televideo, mi diede la notizia con fare concitato, seduto in punta al divano beige del salone.

Due giorni fa l'Italia si è liberata (definitivamente, si spera ma non ci giurerei) di un individuo che ha fatto dell'Italia un'assurda anomalia nella storia della democrazia occidentale. Che è riuscito a contaminare tutto cio' che ha toccato. Che ha fatto del mio Paese un posto depresso e allo sbando, con un altissimo debito pubblico, del Parlamento una corte di menestrelli, giullari e cortigiane, delle bugie il pane quotidiano di milioni di occhi e di orecchie. E molto altro ancora che non voglio stare a rivangare.
Ebbene, io sabato sera ero a mangiare una pizza con la Dido, una pizza vera, in quella che è la migliore pizzeria italiana di Parigi per me finora (grazie, anima gemella!): O Scià, in rue Tiquetonne. Una pizza come quelle che fanno a Napoli ma al costo di una di Parigi. Una pizza perché avevamo voglia di sentirci italiane, un sabato sera diverso dagli altri, un sabato sera sulle spine ad aspettare messaggi. E mentre arrivava il mio, impaziente, a Gipo (ma non s'è ancora levato di 'ulo???), è arrivato quello della Schwester, "è finito battiscopa!", e subito dopo la risposta di Gipo: "E' fatta! Appena uscito il comunicato ufficiale! Stappa lo champagne!!!" E poi quello di anima gemella, che era davanti al Quirinale: "Si è dimesso! io c'ero, un abbraccio commosso"
E lo sciampagn l'abbiamo stappato ieri sera e ci siamo scolati tutta la bottiglia, LdL, Hdc e la qui presente formichina. 
Sono soddisfazioni, converrete. Anche se c'è da rabbrividire all'idea che si festeggi per la caduta di un governo in un momento cosi' delicato. Si puo' portare un Paese a un tale stadio di esasperazione, con cori professionali che intonano l'Alleluia?
Detto questo, il mio primo pensiero è stato per mia nonna: sarebbe stata felicissima di vedere questo giorno e mi spiace un sacco che l'abbia mancato per un mese. Era lei a chiamarlo "battiscopa" e sono sicura che continua a dirgliene ancora di tutti i colori, ovunque sia.

lunedì 27 settembre 2010

Tema : oggi è lunedì

Oggi è lunedì e fa decisamente troppo freddo per essere il 27 settembre.
Oggi è lunedì e mi sono giocata la guarnizione della moka.
Oggi è lunedì e io leggo l’Internazionale mentre aspetto l’RER A 15 minuti a Nation, senza nessuna fretta di arrivare in lab.
Oggi è lunedì e mi arriva l’n sms depresso con gli pseudodrammi di un’amica che non ho ancora mandato a cagare proprio perché è un’amica.
Oggi è lunedì e la Tim mi ha già mandato 3 sms, uno sul tennis, uno per invitarmi a provare Sky in HD e un altro per aiutarmi a cercare il supermercato più economico vicino a casa mia.
Oggi è lunedì e sono due giorni che io c’ho il cuore a pezzi, che il cellulare ha smesso di squillare in modo serio e che non ho più la sensazione di rischiare una paralisi facciale per il troppo sorridere.
Per il resto, tutto va per il meglio nel migliore dei mondi possibili.

giovedì 15 luglio 2010

Paris, 14 juillet

Ore 9.03, sms ricevuto 1: Salu Rosa. Ecq tu sai si la fac est ouverte ojourdui?

Ore 9.06, sms inviato: Je crois qu'elle est fermée, c'est férié. Je sais que Patrice travaille aujourd'hui, donc peut-et tu peux entrer...

Ore 9.19, sms ricevuto 2: Ok. Il me falait just 1 prétxt pr rester o lit. 8-) Bizoussss.

Sms non inviato 1: e che c'era bisogno di scassare la mi... a me?

Sms non inviato 2: non so se tu abbia trovato il pretesto, ma i presupposti per un ricovero coatto ci sono tutti.

Gli sms me li ha mandati M., una del mio lab. 29 anni di femmina, la sua vita è solo la tesi: niente uscite, uno studio a Noisy Legrand (voluto, non capitato), spesa su internet.

A me queste persone cosi' ingenerose verso la vita fanno venire voglia di farmi prestare la clava da Fred Flintstone... WILMAAAAAAAAA!

lunedì 12 luglio 2010

En el bus Sevilla-Granada, 29 de junio 2010

Le autostrade sono tutte uguali, o almeno quelle del Sud. Forse è la lingua delle insegne che ti fa capire che sei da un’altra parte. Asfalto, lavori in corso e gli immancabili oleandri. Ogni tanto, campi coltivati.

Il paesaggio che riempie la distanza Siviglia-Granada mi ricorda un po’ le superstrade del Cilento, in particolare quella che collega Policastro a Buonabitacolo. L’avrò fatta centinaia di volte, soprattutto fuori stagione.

Mi aspettavo di vedere le “serre dello scandalo”, ma forse non è qua che devo cercarle. Il mio sguardo si perde invece in immensi campi di girasoli, sorprendentemente non bruciati dal sole, a differenza di quelli di un passaggio in Umbria d’una decina d’anni fa. Brillanti e fieri, mi fanno compagnia per diversi km.

Dopo un po’ decido che posso fare a meno dell’ipod, mi accoccolo sul sedile in dormiveglia. Qua e là, bocconi di conversazione in spagnolo. Davanti agli occhi della mente, un messaggino di parecchie vite fa: “Eres mi luz. Hasta pronto.”