lunedì 12 luglio 2010

En el bus Sevilla-Granada, 29 de junio 2010

Le autostrade sono tutte uguali, o almeno quelle del Sud. Forse è la lingua delle insegne che ti fa capire che sei da un’altra parte. Asfalto, lavori in corso e gli immancabili oleandri. Ogni tanto, campi coltivati.

Il paesaggio che riempie la distanza Siviglia-Granada mi ricorda un po’ le superstrade del Cilento, in particolare quella che collega Policastro a Buonabitacolo. L’avrò fatta centinaia di volte, soprattutto fuori stagione.

Mi aspettavo di vedere le “serre dello scandalo”, ma forse non è qua che devo cercarle. Il mio sguardo si perde invece in immensi campi di girasoli, sorprendentemente non bruciati dal sole, a differenza di quelli di un passaggio in Umbria d’una decina d’anni fa. Brillanti e fieri, mi fanno compagnia per diversi km.

Dopo un po’ decido che posso fare a meno dell’ipod, mi accoccolo sul sedile in dormiveglia. Qua e là, bocconi di conversazione in spagnolo. Davanti agli occhi della mente, un messaggino di parecchie vite fa: “Eres mi luz. Hasta pronto.”

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