Ceniamo da Miguel el carinoso, una trattoria che fa molto Policastro, mi ricorda "La rustica" o "Ippocampo" prima dei lavori. Piacerebbe al mio orsacchiotto, ne sono sicura.
Anche se sono le 22, c'è poca gente. Molti arriveranno più tardi.
Suonatori di fisarmonica si alternano a venditori di fiori. Ma non sono le solite rose inodori dei pakistani di tutto il resto del mondo: sono steli impilati in una scatola coi buchi. All'estremità di ognuno, un intreccio di fiori bianchi, dal profumo intenso e inebriante: gelsomino del Marocco.
Ma il re incontrastato dei profumi, stasera, è l'odore di salmastro, che mi entra su per le narici a intervalli regolari. Quanto mi sia mancato, lo realizzo solo ora.
Nessun commento:
Posta un commento