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mercoledì 10 agosto 2016

Fotopost nostalgico - Corfù

Ne avevo abbastanza. Non tanto - o almeno, non solo - del lavoro, quanto delle brutte notizie e dell'isteria diffusa a proposito di attentati, scontri di civiltà, immigrati-che-ci-rubano-il-lavoro, vaccini, musulmani and so on. Per non parlare dei post degli insegnanti isterici sui vari gruppi dedicati al concorso scuola, covi di frustrati che non hanno mai saputo/voluto guardare al di là del proprio orticello e ora pretendono l'attenzione del mondo per le "ingiustizie che stiamo subendo".

E quindi l'ho fatto: ho chiuso l'accesso a feisbuc dal wikariello e sono partita con P.A. alla volta di Corfù. Che sulla carta è in Grecia, ma potrebbe essere anche nel Cilento della mia infanzia o nel mio adorato Salento, con i suoi ulivi maestosi, gli oleandri colorati e i fichi profumati che mi diverto a cogliere.
Per le strade di Kerkyra

Corfù che delude chi si aspetta le tipiche casine bianche col tetto blu e si ritrova invece un'architettura veneziana dalle forme neoclassiche e i colori pastello, Corfù dai sapori familiari ma più speziati, Corfù che è una prima tappa tra noi e qualcun altro più in là.

8 giorni con nelle orecchie solo il frinire delle cicale, lo sciabordio delle onde e il fruscio del vento, e come uniche domande "dove mangiamo stasera?" e "dove andiamo domani?"

Spiaggia di Arillas

Spiaggia di Agios Gordis

Pranzo a Kerkyra


lunedì 5 maggio 2014

Le vacanze di formichina

Anche se non abbiamo ancora nessuna certezza, soprattutto riguardo al periodo, io e P.A. stiamo già cominciando a pensare alle ferie. Le nostre ultime telefonate/videochiamate si svolgono nel modo seguente: proposta di una meta, verifica dei mezzi per raggiungerla, strutture disponibili, costi.
La nostra prima scelta sarebbe la Grecia, ma sembra irraggiungibile da Napoli: aerei troppo cari e in orari improponibili, o rotte inesistenti.
Seguono poi:
- Nizza e dintorni
- Sicilia orientale (ma anche occidentale, se avete buone piste)
- Turchia
- Palma de Maiorca (che non mi entusiasma, ma c'è un volo diretto da Napoli)
- Portogallo
- Corsica

Periodo papabile: l'ultima settimana di agosto, ma forse anche la prima.
Costi: max 500 euri a testa.

Tutti i consigli che vi vengono in mente, anche su mete diverse da quelle in lista (raggiungibili da Napoli o da Roma, le cas écheant), sono bene accetti. Basta che siano frutto della vostra esperienza… ci fidiamo di più!

mercoledì 1 gennaio 2014

Ciao ciao, 2013

Mi ero affezionata al 2013, è stato un anno così bello che avrei voluto non finisse mai. E' stato un anno talmente bello che, per la prima volta in vita mia, mi sono sentita in dovere di andare alla messa di ringraziamento di fine anno che ogni anno fanno nella mia parrocchia.
Il prete ha voluto farci fare un giochino, ci ha invitati a chiudere gli occhi e a pensare agli eventi dell'anno mentre lui scandiva i nomi dei mesi uno ad uno. Il mio cortometraggio è stato il seguente:

gennaio: tanto freddo e tanta neve, la dernière ligne droite prima di consegnare il manoscritto della tesi.

febbraio: la consegna della tesi, i festeggiamenti doppi per i miei 30 anni, il concerto dei Negrita, la scoperta che quello che poi sarebbe diventato P.A. aveva davvero un buon odore e mi piaceva come mi abbracciava, un giovedì mattina a fine mese a Capodichino.

marzo: il lavoro a Les Canons, ancora neve, un amore che germogliava al telefono, prima di avere qualche certezza in più una volta che si era di nuovo occhi negli occhi. E un pianto disperato a Capodichino al momento dei saluti.

aprile: la discussione della tesi, il matrimonio di Sarina, un giro a Pisa, ancora lavoro a Les Canons.

maggio: l'inizio del mini post-doc tra i sociologi, la prima volta di P.A. a Parigi, la sorpresa di compleanno a P.A.

giugno: il matrimonio di Lisa, la festa della musica e il week-end ad Amsterdam.

luglio: due week-end parigini con P.A., il matrimonio romano, la fine del post-doc, la partenza per Vieste.

agosto: ancora qualche giorno a Vieste, qualche giorno al mare mordi-e-fuggi, i film insieme sul divano, la mostra di Dalì a Sorrento.

settembre: il convegno-vacanza a Faro, il matrimonio napo-russo, il concerto di Daniele Silvestri, la frattura al piede.

ottobre: l'inizio del lavoro in azienda, la stampella e la chaussure-barouk, la festa anni '50, ancora giorni belli passati insieme. Uno dei due giorni ad Assisi.

novembre: l'altro giorno ad Assisi, il concerto di Paolo Conte, l'inizio dell'avventura siciliana.

dicembre: la bottiglia di champagne, il concertino col coro, il primo Natale insieme.

Penso di poter dire con certezza che è stato l'anno più bello della mia vita: un anno di grazia e amore, dopo anni di noia e delusioni. E spero che anche questo 2014 sia un anno di grazia e di amore, con tutti i cambiamenti che ci sono in programma.

Buon 2014, lettori della formichina! Magari riesco ad avere un po' di tempo in più per passare di qua e dai vostri blog... un abbraccio!

martedì 6 agosto 2013

Fotopost - gargAMO

E venne pure il tempo della prima vacanza insieme per formichina e P.A. I nostri eroi, inizialmente orientati verso Stromboli e le Eolie, hanno poi ripiegato - per modo di dire - sul più vicino e accessibile Gargano. Relax totale, cibo ottimo, sole e vento, gente semplice e cordiale. Quello che ci voleva per rimetterci al mondo! Poi farò un altro post con qualche "dritta", casomai qualcuno di voi volesse avventurarsi nella terra degli ulivi. Per ora, accontentatevi di qualche scatto: enjoy!
Vista sul mare di Peschici

Pesciolini sul fondale della grotta delle Viole (Isole Tremiti)

Vista dell'isola di san Nicola - Isole Tremiti

Trabucco di san Lorenzo - Vieste

giovedì 9 maggio 2013

Ma cosa voglio di più?

Ieri sera, a letto dopo una luuunga giornata in cucina, pensavo che questa settimana mi sta regalando grasse soddisfazioni:
- 2 giorni festivi (ieri per l'armistizio, oggi per il giovedi' dell'Ascensione);
- è morto andreotti;
- lo psiconano è stato condannato a 4 anni (soli, ma è un buon inizio... magistratura, ricordati che "we have a dream!");
- è nato il Marchesino, figlio di carissimi amici; 
- P. A.* a Parigi per 4 giorni.

Forse sarebbe il caso di tentare la fortuna a Euromillion, visto che sta girata dal verso giusto. Se tra un mese non avrete ancora avuto mie notizie, né da queste né da altre fonti, non chiamate "Chi l'ha visto?".

* P. A. : acronimo per "Principe Azzurro". Sono una disgraziata, lo so, non vi avevo detto niente, ma prometto che ve ne parlero' se non vincero' a Euromillion, appunto. Baci!

mercoledì 7 settembre 2011

Conquiste estive

Mi sono appena resa conto che vi ho fornito molti dettagli delle mie ferie, vi ho regalato qualche scatto e qualche racconto, condiviso con voi i miei pensieri. Ho omesso pero' le mie conquiste estive, e già vi vedo che siete li' davanti allo schermo con l'acquolina in bocca in attesa di  inciuci e spetteguless della formichina, scoprirne gli altarini e spiattellarli ai quattro venti... Fare il bouche-à-oreille "ma hai capito quella, che ti combina al mare... in quattro giorni è uscita con otto ragazzi diversi!" E invece no, miei cari lettori, vous devrez rester sur votre faim pour ce genre de choses, direbbero i Francesi. Ormai la formichina è a un passo dall'ottenere il marchio "Zitella DOC" e se cercate spetteguless romantici, passionali, osé e affini, dovrete rivolgervi altrove. Lo zitellaggio è ormai per la formichina quasi una professione, come sottolineato dal suo buon padre orsacchiotto nel commentare problemi di cuore altrui: "La migliore è formichina, che FA la single."

Ma bando alle ciance e veniamo al sodo. Le mie conquiste estive sono 3, tutte riassumibili nella formula: "la devo smettere di farmi condizionare la vita dalle mie fisime":

1) ho bevuto latte intero, e non mi è successo niente di nuovo rispetto a quando bevo quello scremato;
2) ho mangiato le percoche ben due volte, e anche qui non mi è successo niente. Anzi, le ho trovate pure buone, ma continuo a preferire le albicocche. Sono quindi sempre più convinta che sia la buccia della pèrzeca a darmi fastidio, o che nei miei ricordi non ricordabili ce n'è uno brutto (tipo la puntura di un'ape) associato a una percoca.
3) ho accarezzato un gattino in testa e ci ho giocato un po'. Non sono riuscita a prenderlo in braccio, ma sappiate che per me è già una grande conquista questa, che ho ereditato da mia madre la disaffezione agli animali domestici, disaffezione che si è aggravata dopo un viaggio a Parigi (il mio primo viaggio a Parigi!) con una vegetariana imbecille. Ma davanti a un musetto cosi' dolce mi sono lasciata andare anch'io...

domenica 4 settembre 2011

Pensieri a mollo

n°1: sono bastate 24h per far cambiare colore alla mia pelle e passare dal grigio spento a un caldo ambrato, quasi birra doppio malto. ogni anno mi riprometto di cercare di abbronzarmi anche d'inverno, ché con questo colore sono più carina e anche più ottimista, ma poi non lo faccio mai. e forse è giusto che sia cosi', perché di abbronzatura vera ce n'è una sola, ed è quella che ti conquisti stando una giornata intera in spiaggia, spalmandoti di crema e cambiando posizione mille volte, mentre la brezza ti culla dolcemente. quella che scopri con l'entusiasmo di un bambino quando dopo la doccia, quasi per miracolo, appare il segno del costume.

n°2: il Cilento è una terra meravigliosa, che cerca di resistere all'avanzare della cosidetta "civiltà". un po' aspra, ma generosa: ulivi, fichi, uva, fichi d'india. ha il sapore e la lentezza delle cose di una volta, è ancora una terra di vecchi. mi viene in mente quanto lo detestavo da piccola, perché "non c'era niente". nel libro di Vecchioni che sto leggendo ho trovato una frase che mi è piaciuta molto: "la lentezza è sinonimo di civiltà". stiamo andando troppo veloce, questa cosa non mi piace.

n°3: bisogna stare sereni e volersi bene, per accettare di più gli altri. perché la perfezione non è di questa Terra, e forse neanche del Cielo, se esistono mosche, zanzare e borghezio.

n°4: sento la necessità di imparare a fare qualcosa di nuovo. magari quest'inverno mi iscrivo a un corso di fotografia o di ballo.

n°5: potevo andare in vacanza in Egitto o in Grecia; ma ho scelto di venire qui. avevo bisogno di recuperare il legame con la mia terra, di guardare i suoi colori, inspirare profondamente i suoi profumi, avere a che fare con la mia gente, sentirla parlare nella mia lingua.

n°6: sarà stata una buona scelta quella di restare a Parigi? vediamo come si mettono le cose al mio ritorno...

n°7: un mese a casa è troppo, se non se ne ha più l'abitudine. è per questo che bisogna partire ogni tanto, per ricominciare ad amare le persone importanti della nostra vita.

domenica 28 agosto 2011

Tornai, sigh

Stavolta le ferie sono proprio finite, mi tocca farmene una ragione.
Mi è bastato riaccendere questo strumento del demonio chiamato computer per essere travolta dalla dura realtà: mail a cui rispondere, convegno da organizzare, rapporto semestrale da redigere e ancora tesi, tesi, tesi, il mio incubo peggiore.

Ma è domenica, quindi ci penserò domani. Per oggi mi faccio bastare il dover disfare la valigia, sciacquare ben bene i costumi, prima di farli tornare in letargo in fondo all'armadio. 
Rimando ancora una volta i miei racconti, devo ancora riordinare i pensieri e farli sposare con le parole giuste.

Per il momento vi regalo qualche scatto dei 4 giorni passati a Procida. Non sono una gran fotografa, l'ho sempre detto. Sì, Lucone, mi sembra di sentirti quando mi dici "Te devi fà il corsooooo". Ci sta che una volta tornata lassù me lo faccia per davvero il corso, mi piacerebbe un sacco. In attesa di scatti migliori e racconti dettagliati, accontentatevi di queste:


La piovra, spiaggia di Pozzovecchio.

                            Hibiscus rosso del giardino del sig. Basilio. 


       Costumino verde ottanio, a riposo. 


Testolina formichese che guarda il mare della Chiaia.

martedì 23 agosto 2011

Una capatina

Eccomi qua, sono tornata oggi pomeriggio. Che bello trovare le vostre antennine! :)

Sono stati giorni belli e intensi, a nuotare, spalmarci la crema a vicenda e ridere, ridere, ridere ancora. Avere come unica preoccupazione la messa a punto di una strategia per assaggiare tutti i piatti del menù di Girone, di cui vi parlerò (c'è una paginetta già scritta nel mio Moleskine).
Mi ero portata Le parole non le portano le cicogne di Vecchioni, ma ne ho letto un solo capitolo. Il mio massimo sforzo intellettuale è stato sfogliare Vanity fair, che credo possa meritare giustamente il titolo di miglior settimanale femminile in Italia. Sono stata proprio brava, stando lontana dalle edicole e dalle brutte notizie. Ho persino resistito alla tentazione di fregare Repubblica ai vicini di ombrellone... L'unica volta che ho provato a parlare di politica e affini con la mia sosia sono stata punita dal sole di Procida con una bella scottatura su spalle e décolleté. Da quel momento in poi gli argomenti di conversazione sono stati lo smalto, lo yoga, il pilates e il meraviglioso mondo di Groupon, fatto di 3 cerette a 19 euri e di 10 sedute di pressoterapia a 59, in cui mi tufferò presto.

Dovrete aspettare un po' per racconti e qualche scatto, domani riparto per altri 4 giorni: altro giro, altro mare. Stay tuned! 

giovedì 18 agosto 2011

Basta, parto

Sono già 3 settimane che sono rientrata da Parigi e posso dire che non ce la faccio più.
Riabituarmi a casa è faticoso. Riabituarmi all'Italia stando in Italia forse ancora di più. L'ultima ieri sera: Zorrino mi ha portata a cena fuori, in un ristorante a Bacoli très comme il faut. Semplice e raffinato, cucina senza fronzoli e di ottima qualità. Arriviamo e veniamo accolti da carabinieri e polizia locale. Ci avviciniamo con cautela, già timorosi di dover rinunciare alla cena dopo ben 40 km. Ma è tutto a posto, il cameriere ci accompagna al nostro tavolo, ci porta acqua e menù.
Dopo un po' ci accorgiamo che non è una rissa a radunare tanta gente e caramba. Anzi, l'atmosfera è rilassata e questi se la ridono. Poi non resisto e chiedo al cameriere cosa stia  succedendo a bordo fontana.
"C'è Anna Tatangelo", mi risponde, anche un po' inorgoglito. Credo mi sia caduta la mascella: non ci sono soldi per fare benzina e andare a inseguire i malviventi, ma per andare a fare i lacché a una sciacquetta, sì.
Basta, nun cia faccio cchiù.
E quindi tra qualche ora parto, me ne vado qualche giorno al mare con le mie amiche. Niente computer, niente feisbuc, niente problemi, niente "manovrine", niente tesi. Nun voglio sapè nient. Stessa spiaggia stesso mare dell'anno scorso. Speriamo senza granchi, stavolta.

Formichina vi lascia soli qualche giorno, voi fate i bravi. O anche no, fate quello che vi pare. Ma passate di qua, se vi va. Sarà bello trovare i vostri pensieri al ritorno. Baci baci!