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lunedì 1 giugno 2015

Allo specchio

Al mattino mi guardo allo specchio e non so se ho più bisogno di un'estetista, di una dieta drastica, di riprendere lo sport, di una vacanza o di 56 ore filate di sonno. Probabilmente di tutte queste cose insieme.
L'ultimo segno di cedimento l'ho dato ieri sera: parlando con mio fratello mi sono resa conto di aver annullato la scheda alle regionali. Spero che fine luglio arrivi presto. Intanto, cerco almeno di perdere qualche kg.
I risultati delle elezioni, invece, non li commento nemmeno.

venerdì 16 gennaio 2015

In questi giorni

Sono passati 8 giorni dal 7 gennaio e da ciò che è successo a Parigi. E siccome ho avuto modo di elaborare, di riflettere, di confrontarmi con tante persone su questa cosa, incazzandomi o meno, forse è arrivato il momento di mettere nero su bianco qualcosa, giusto per dare un senso a questo "travagghio" interiore.
Allora, dunque, quindi:
- in questi giorni mi sono sentita dire :"sì vabbè, sono stati uccisi, ma se la sono cercata. Perché scusa, se uno ti offende gratuitamente una persona a cui tieni, tu non reagisci?". E ho risposto: "Beh, innanzitutto, se reagisco, non lo prendo a colpi di kalashnikov."
- e allora poi: "sì, ma ci sono andati giù pesante. Perché si sono accaniti sapendo che poteva finire male? Avrebbero dovuto avere più rispetto." E di santa pazienza, ho spiegato che la satira è, per definizione, irrispettosa. E prende di mira il potere, sia esso temporale o religioso o di qualsiasi altra forma. E che quindi una satira "light", che non dia fastidio a nessuno, non può esistere. E se la satira non ci fosse, sarebbe un mondo grigio e tetro, senza Spinoza, senza Quink, senza Vauro, senza Il Vernacoliere, senza i fratelli Guzzanti and so on. Lo è anche con, figurati senza.
- poi ho letto un'assurda circolare dell'assessore all'istruzione della regione Veneto inviata ai presidi delle scuole. Circolare in cui si chiedeva di parlare dell'attentato di Parigi, siccome "questa cultura (quella musulmana, ndF) è irrispettosa della nostra cultura, come dimostrano i fatti di Parigi e anche la recente aggressione di un padre italiano da parte di un ragazzino tunisino di 14 anni". Forse neanche il FN ha strumentalizzato l'attentato come ha fatto la Lega, che ci ha vomitato addosso una serie di cazzate ancora più gravi del solito. Che hanno avuto molti likes, ça va sans dire.
- ho letto anche una lettera molto bella indirizzata al mondo musulmano scritta da un filosofo musulmano. Per chi capisce un po' il francese, è questa.
- ho visto un sacco di gente che prima era Charlie, poi ci ha ripensato e non lo era più, poi per non far dispiacere nessuno è arrivata al compromesso "non ho mai comprato Charlie, non sapevo manco che esistesse, ma mercoledì prossimo lo compro, ma non capisco comunque questo accanimento contro Maometto." (eh???)
- ho visto pure molti di quelli "avrebbero dovuto avere più rispetto" gioire alle dichiarazioni di papa Francesco, che mi sta tanto simpatico eh, ma avrebbe potuto cogliere l'occasione per riderci su, come hanno fatto i Gesuiti francesi. Non fosse altro per risparmiare a noi comuni mortali una sfilza di imbecilli tronfi che hanno diffuso via cavo messaggi come "papa Francesco la pensa come me!"
- e, ovviamente, ho toccato con mano l'incapacità di molti ad analizzare la realtà senza cadere nella tentazione del manicheismo, come se tutto dovesse essere differenziato in due bidoni, quello del bene e del male.
- ho parlato di ciò che è successo con i miei studenti, li ho invitati a informarsi leggendo i giornali francesi, ho fatto conoscere loro Internazionale. Mi sono sentita dire l'indomani: "professoressa, ho comprato quel giornale che ci ha fatto vedere lei… In effetti aveva ragione, le cose non stanno come vogliono farcele credere i giornalisti nostrani e credo proprio che lo prenderò di nuovo."

In questi giorni il confronto più costruttivo sulla laicità l'ho avuto con una mia amica, insegnante di religione cattolica. Abbiamo parlato dell'insegnamento della religione, della libertà di espressione, delle contraddizioni, delle campagne elettorali fatte sulla pelle di noi cattolici da gente che non ha capito niente del Cristianesimo, della longa manus di santa romana Chiesa che ci impedisce di crescere come Paese. Dopo la sua telefonata, mi sono commossa e le ho mandato un messaggio in cui la ringraziavo per avermi fatto sentire meno sola e le dicevo "ti voglio bene".

In questi giorni ho pensato alla mia Parigi e alla mia Francia, colpite al cuore, violentate, in un momento in cui io non c'ero. E le ho ringraziate, per ciò che hanno fatto di me in questi 10 anni: una persona più consapevole di tante cose, più attenta, che ha avuto modo di scambiare anche solo due chiacchiere con persone molto diverse per cultura, nazionalità e religione, ma senza che ciò mi facesse perdere la mia identità di napoletana, di italiana, di cattolica. Le ho pure un po' maledette, in verità. Perché in questi giorni mi sono mancate come non mai.

mercoledì 28 maggio 2014

25 maggio tra Italia e Francia

Ho passato l'ultima settimana di questa tremenda campagna elettorale per le Europee in Italia. Il 25 pomeriggio sono tornata nel mio Paese d'adozione. Ho votato in Italia, ma ho scoperto i risultati quand'ero già a Parigi. E a dirla tutta, sono rimasta più sorpresa dai risultati italiani che da quelli francesi. Il successo di Renzi e del PD (ma, come ha giustamente osservato lei, è il successo di Renzi e basta) mi conferma che forse sono io a portare sfiga al PD, per una volta che non li voto (direttamente o indirettamente) fanno il 40% o che, semplicemente, Renzi è stato bravo a togliere quell'alone di sfiga che si portava dietro il PD e a convincere a votarlo chi non avrebbe mai votato Bersani o Prodi. La storia del "voto di scambio" degli 80 euro può essere vera, ma non fino in fondo, credo. C'è chi gli 80 euro li ha avuti ma non ha votato PD. A me Renzi non piace, quindi ho votato per Tsipras, di cui molti scoprono l'esistenza solo adesso ma che è comunque riuscito ad arrivare al 4%, cosa di cui sono molto felice. Ho avuto il piacere, venerdì sera, di andare a sentire alcuni dei suoi candidati a Pomigliano. Tra questi c'era pure Eleonora Forenza, che forse non arriva manco al metro e 60 di altezza, ma è una gigante per le sue idee e il modo in cui le esprime. Donna e precaria della ricerca: mi sembrava giusto scegliere lei. E per una volta, sono contenta di aver potuto scegliere chi votare, senza pensare alla paura di berlusconi, di grillo o del pazzo di turno e optare quindi "per il voto utile". Anche perché non è che posso passare la mia vita a votare PD sentendo sulle mie spalle una responsabilità che non mi appartiene.

Avevo un'amica candidata con i 5 stelle, ma non l'ho votata. Ecco, se lei fosse stata una candidata del PD l'avrei votata, proprio perché nel PD c'è bisogno di persone come lei. Ma l'idea di mandarla a Bruxelles a fare numeri da studenti in autogestione come quelli che fanno quotidianamente i parlamentari grillini nostrani non mi entusiasmava neanche un po'. Io non so quale sia la vostra posizione, ma io provo una profonda irritazione nei confronti del M5S. Un'irritazione profonda per la loro arroganza, supponenza, il loro maschilismo (molto marcato anche e soprattutto nelle grilline) e gli atteggiamenti (vogliamo dirlo?) apertamente fascisti. Non tollero quel "SVEGLIA!!!" da parte di chi fino all'altro ieri manco sapeva cosa fosse la democrazia e magari votava DC e ora si sente depositario della Verità assoluta, discepolo di un Verbo politico incarnatosi nella rete e facente leva sulla creduloneria e l'assenza di spirito critico. Non tollero quegli slogan da 4 soldi con cui rispondono ad ogni obiezione e l'incredibile incapacità di autocritica. Ma la smetto qui coi pandistelle, altrimenti va a finire che poi siete voi a non tollerare più me e non potrei perdonarmelo.

Passiamo alla Francia. Tutti scioccati dal 25% del Front National, va a capire perché. Cos'altro bisognava aspettarsi dopo il successo che hanno avuto alle amministrative? Doveva essere quasi scontato un loro successo alle Europee, elezioni che di solito attirano meno gente rispetto alle altre. L'elettore frontista, a differenza degli altri, va sempre a votare. Non come i ragazzi intervistati da France Info lunedì mattina che domenica hanno preferito andare a fare il picnic perché "le elezioni europee sono complicate e l'Europa è così lontana."
Personalmente sono impaurita più che sorpresa. Impaurita perché significa che le scritte razziste che leggo sulle porte dei bagni della biblioteca di Paris 7 (on écrit musulman, on lit terroriste, per esempio) o i commenti degli ospiti francesi della Péniche (ben, on va voter Marine Le Pen, les Polonais nous ont volé tout l'boulot) non sono fenomeni isolati, così come le spedizioni punitive ai rappresentanti delle associazioni studentesche di sinistra o l'omicidio di Clément Méric, quasi un anno fa.
Il problema è sempre lo stesso: chi c'è dall'altra parte? Un Presidente della Repubblica debole, senza carisma, che in due anni di governo non ha fatto niente di sensazionale, a parte farsi un'amante infinitamente più bella di lui. Il cambiamento promesso quel 6 maggio di 2 anni fa, quell'insistere sulle due priorità assolute, la justice et la jeunesse, sono state tutte parole al vento. Poi forse sono poco informata io, fatto sta che Hollande e i suoi sono stati puniti abbastanza in fretta. I Francesi, a differenza degli Italiani, non aspettano 20 anni e un nuovo Salvatore. Chi non funziona, va a casa quasi subito. E, soprattutto, sembrano soffrire meno di Alzheimer rispetto a noi. I loro politici, invece, alla stregua dei nostri, amano riempire fascicoli di inchieste. L'ultimo, il segretario dell'UMP, Jean-François Copé, è stato gentilmente invitato alle dimissioni dai suoi compagni di partito dopo il suo coinvolgimento nell'affare Pygmalion (roba di finanziamenti illeciti nella campagna elettorale). Come si dice dalle mie parti, pure in Francia "o' cchiù pulito, tene 'a rogna". Ma non lo dite ai grillini, sennò vengono pure qua a mandare tutti a casa e poi va veramente a finire che non posso stare tranquilla da nessuna parte.
Io comunque per questa domenica ho organizzato una visita alla Cité nationale de l'histoire de l'immigration, vuole un po' essere la mia protesta al Front National e invito chiunque fosse su Parigi quel giorno ad unirsi a me. Tra l'altro è la prima domenica del mese e il museo è gratis.

- Hai visto? Il Front National ha fatto il 25%, vuol dire che devi tornare in Italia. E' pericoloso per te stare là, ci sono i razzisti.
- In Italia, invece…
- Beh, ma in Italia ci sono anch'io!
- Mmmh, anche questo è vero.
- Alla fine ho votato anch'io per Tsipras, ho pensato al tuo futuro, soprattutto. Diciamo che il mio è stato un voto per amore. E ho detto anche ai miei di votare per Tsipras. 

Suoi che hanno seguito il consiglio del figlio. Mi sa che presto sarà tempo di tornare a casa.

mercoledì 29 gennaio 2014

Istruzione e insegnamento: l'ennesimo PASticcio all'italiana

Ho ricevuto e condivido qui un documento preparato da mia sorella e altri suoi colleghi del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria. E' un testo informativo sui PAS (Percorsi Abilitanti Speciali) che consentirebbero a chi non è abilitato, ma ha 3 anni di servizio nella scuola, ad abilitarsi (a pagamento s'intende) e trovandosi cosi' sullo stesso piano di chi invece ha seguito un percorso di studi lungo e complesso, fatto di vari tirocini e di una solida base teorica: vi chiedo di leggerlo attentamente e di condividerlo se vi va.

AVVISO A TUTTI GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE DEL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA

“Se un maestro vuoi diventare, 4 o 5 anni devi studiare!
… ma qualcuno ti vuol sorPASsare e in 8 mesi si vuole abilitare!”
Diciamo NO ad un PASticcio di scuola!
8 mesi di percorso abilitante saranno equiparati ad una laurea conseguita in 4 o 5 anni!
Con il decreto nr. 58 del 25 luglio 2013, il Miur ha predisposto l’avvio dei PAS (Percorsi Abilitanti Speciali) finalizzati al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e primaria. I percorsi, della durata di 8 mesi e per i quali non è prevista alcuna prova selettiva iniziale, sono riservati ai diplomati dell’ex istituto magistrale che abbiano conseguito il diploma entro l’anno 2001\2002 e che abbiano accumulato almeno 3 anni di servizio.
I PAS (60 CFU) saranno abilitanti al fine dell’insegnamento esattamente come il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (240 CFU secondo il Vecchio Ordinamento e 300 CFU secondo il Nuovo Ordinamento).
I docenti che frequenteranno i PAS sono già inseriti nelle graduatorie d’istituto, in terza fascia, e vantano almeno 3 anni di servizio (non consideriamo questa esperienza una garanzia di valore aggiunto nella professionalità dal momento che nessuno ha mai valutato la qualità del servizio prestato). In più continueranno a prestare il loro servizio, grazie all’ulteriore possibilità conferitagli dal MIUR, di poter ottenere le “150 ore” (ore di permesso retribuito per motivi di studio) per frequentare i PAS.
I neolaureati in SFP dalla coorte 2008 potranno accedere alle graduatorie di II° fascia, esattamente come i docenti abilitati con PAS, ma non avranno il punteggio che normalmente conferisce il servizio. Pertanto, nonostante il percorso formativo SFP sia molto più lungo e completo, avrà una spendibilità di gran lunga inferiore in ambito lavorativo rispetto a quella di cui potrà godere chi conseguirà il PAS. I neolaureati SFP si dovranno accontentare degli ultimi posti in graduatoria e vedranno ridotte drasticamente le  possibilità di lavorare in modo dignitoso.
E’ bene ricordare anche l’assurda condizione degli immatricolati SFP negli anni 2008-2009-2010 che, a parità di percorso formativo con gli immatricolati entro il 2007, si sono trovati fuori dalle GAE (graduatorie ad esaurimento), graduatoria che garantisce un incarico lavorativo continuativo e sicuro (di ruolo). A tali immatricolati dovrebbe essere aperta la possibilità di entrare nelle GAE dal momento che hanno effettuato il medesimo percorso formativo degli studenti immatricolatisi negli anni precedenti; e al momento dell’immatricolazione il percorso aveva ancora valore concorsuale, ovvero fungeva da garante dell'inserimento nella graduatoria per il ruolo. Nel frattempo il MIUR ha indetto il “concorsone del 2012” per far entrare nelle GAE nuovi docenti, lasciando comunque fuori da tali graduatorie gli immatricolati SFP dal 2008 al 2010.
Il percorso con valenza concorsuale non vale più per la laurea SFP (NO), difatti questi studenti studenti avranno diritto soltanto alla II° fascia.
Nonostante il CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) si sia espresso ufficialmente e all’unanimità contro i PAS e abbia espresso il suo dissenso riguardo la possibile attivazione degli stessi nei diversi Atenei, il Ministero, spinto dalle pressioni delle organizzazioni sindacali, intende trovare il modo di far partire in ogni caso i suddetti percorsi abilitanti speciali. Nel caso in cui nessuna Università si rendesse disponibile ad attivare i corsi per i PAS, il Ministero potrebbe in qualche modo obbligare i Dipartimenti a farlo, oppure, più probabilmente, incaricare Università private affinché organizzino tale percorso attivandolo, in questo caso, con la modalità a distanza (FAD, formazione a distanza). A nostro avviso, questa ultima possibilità (FAD), sarebbe un ulteriore oltraggio alla qualità che dovrebbe garantire il percorso formativo abilitante all’insegnamento!
Ricordiamo, inoltre, che moltissimi studenti del cdl in SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA (soprattutto coorte 2008-9-10) hanno intrapreso questo percorso di formazione perché coscienti che fosse l’unico strumento a disposizione garantito, in quegli anni, per ottenere l’abilitazione ed ottenere il ruolo in tempi dignitosi (la scuola italiana, in alcuni casi, consente un precariato di oltre 20 anni!). Pertanto, persone che lavoravano già, hanno deciso di rimettersi a studiare, fare un percorso quadriennale, investire tempo e denaro confidando in una condizione lavorativa migliore per poi trovarsi a dover fare i conti con proposte quali l’attivazione dei PAS: percorsi abilitanti decisamente più brevi, economici e con la stessa valenza.

Ancora una volta l’Italia svilisce il sacrificio, l’abnegazione, la passione di cui molti di noi - prima come cittadini e poi come studenti - si fanno sani portatori!

Vi invitiamo ad incontrarci per parlare del nostro futuro e cercare una soluzione. Le graduatorie verranno aggiornate a giugno ma non siamo ancora a conoscenza della regolamentazione che verrà stabilita.
Facciamoci sentire!

Scrivete all’indirizzo e-mail: nopas.re@gmail.com

coordinatrici: Daniela, Elena, Roberta

mercoledì 2 ottobre 2013

Il 46, ovvero: l'autobus degli sciancati

Antefatto: lunedi' della settimana scorsa passeggiavo beatamente alle Tuileries con P.A., godendomi un meraviglioso e caldo pomeriggio settembrino. Quando s'è fatta 'na certa, io e il mio consorte abbiamo deciso di spostarci per andare a procacciarci del cibo. Malasorte ha voluto che io, formichina con la testa per aria, appoggiassi male il piede sinistro scendendo i gradini delle Tuileries e cadessi, accasciandomi per il dolore, con il vago presentimento - rivelatosi poi azzecato - di essermi rotta qualcosa. Tornati a casa in taxi, in preda a dolori atroci, telefono alla Dido, la quale mi manda l'Abruzzese in versione autista ad accompagnarmi al pronto soccorso di Saint-Antoine. Dopo svariate ore di attesa, mi fanno finalmente una radiografia e mi diagnosticano una micro-frattura al 5° metatarso del piede sinistro.

Fatto: E insomma, stamattina avevo la radiografia + visita di controllo all'ospedale. Appuntamento alle 10H15, ma invito piuttosto spinto a presentarmi un'ora prima. Invito che ho capito nella sala d'attesa per le radiografie, pareva la casa dell'invalido. Ma vabbè. Dovete sapere che da quando mi sono rotta porto un'orrenda scarpa ortopedica conosciuta come "chaussure de barouck". Il farmacista mi aveva avvisata: "Ne vous attendez pas à une chaussure sexy, hein!". E quindi, presa in prestito pure una stampella, me ne vado in giro per Parigi cosi'. Ho ormai abbandonato gli spostamenti in metropolitana, ho troppa paura di essere travolta dalle persone che camminano senza guardare, investendo tutto cio' che si trova sul loro cammino. Mi sposto quindi in autobus, che ha la doppia comodità di non avere scalini e di farmi godere il paesaggio. La stampella me la porto più per rendermi visibile che per reale necessità. Potrei anche farne a meno, ma per scendere i miei 4 piani di scale è comoda.
Ho la fortuna di avere diverse linee di autobus nei dintorni di casa mia, cosi' stamattina ho preso il 46, che mi ha lasciato a pochi passi dal Saint-Antoine. Seduta come "prioritaire", avevo di fronte a me una signora con ben due stampelle. Diagnosi: rottura del collo del femore. Lo abbiamo saputo tutti, quando, a una fermata dal Saint-Antoine, sono saliti una ragazza con le stampelle e un altro signore con una stampella sola. Vedendo che non c'erano più posti "prioritaires", abbiamo rassicurato i nuovi passeggeri invalidi col fatto che saremmo scese alla prossima e che quindi avremmo ceduto loro il posto. La ragazza s'era rotta il ginocchio, allora la signora le ha consigliato di andare a farsi la riabilitazione al Rothschild, vicino casa mia. Nell'outing delle patologie mi sono allora inserita pure io con la mia micro-frattura, che sarà pure micro ma mi rompe parecchio e mi duole, si' si'. La patologia dell'altro signore con la stampella, invece, non ci è pervenuta. E meno male che, grazie a un invalido in carrozzella, l'autista ci ha messo la pedana evitandoci il gradino...

venerdì 31 agosto 2012

Selezione naturale

Sempre per lo stesso motivo (cioè, che l'acqua è poca e a' papera nun galleggia), ho subaffittato la mia stanza per questa settimana che sono in Slovenia (si', siete in diretta con Lubiana, fuori diluvia e io sono in ostello, dopo essermi infradiciata tutto il giorno). Ho trovato una tizia per qualche giorno, sale su a Parigi per un dottorato e voleva un punto d'appoggio mentre cerca casa. Benissimo. Mi contatta via mail, poi mi chiama, poi ci scambiamo i dati per i soldi ecc ecc. Varie mail, vari sms, mi organizzo con le mie pazientissime amiche per accoglierla in mia assenza, le preparo dei post-it sul tavolo della cucina con tutte le istruzioni necessarie.

Mercoledi' sera, Maribor, cena di festa dopo i seminari. Primo sms: "Ciao, sono A., sono arrivata a casa tua. Non ho trovato indicazioni particolari, ma lascero' tutto com'è. Ho due domande: come funziona la connessione internet? E come si alza la tapparella della stanza?"
Risposta mia: "Ti ho lasciato dei post-it in cucina, non li hai visti? La pass di internet è sul modem (!), per la tapparella mi pare un po' difficile spiegare via sms..."
Secondo sms: "ok grazie. Non li avevo visti, ora li ho trovati. mi confermi chiamate sui fissi?"
Decido di non rispondere, visto che lo avevo messo nell'annuncio e gliel'avevo scritto via mail.
Nonostante cio', terzo sms: "Scusami, saro' scema, ma devo fare qualche operazione particolare per chiamare in Italia?"
Seconda risposta mia: "Si', il numero. Preceduto da 0039. Scusami ma sono fuori a cena, per qualsiasi cosa chiedi a M. Ciao", traduzione metaforica di "mi stai rompendo le palle, lo capisci?"
Ebbene, ieri ricevo un quarto sms: "Ciao, scusami se ieri ti ho rotto le scatole, volevo solo sapere: con quello che ho pagato, posso restare fino all'1 o fino al 2?"
Non le ho risposto neanche stavolta, gliel'ho detto/scritto almeno 3 volte.

Poi saro' io ad essere particolarmente dura, ma sono sicura che se la selezione naturale avvenisse su queste basi, salterebbero parecchie teste. E sarebbe sicuramente un mondo migliore. O almeno, a me piacerebbe di più.

venerdì 18 maggio 2012

La contabile non sa contare

Sicuramente l'ho già detto, ma quando andavo a scuola la matematica era l'unica materia scientifica che studiavo con piacere. Un pochino anche la chimica, ma la matemetica di più. Risolvere funzioni, equazioni mi rilassava. Fare i conti mi aiutava a distogliere l'attenzione da tutto il resto.
Sicuramente ho pure già parlato del mio attuale lavoro: sono stata assunta in una gelateria ad ottobre come segretaria factotum, quindi di conti ne faccio parecchi...
Bene, oggi li ho dovuti fare per motivi personali: il tanto agognato stipendio di aprile è finalmente arrivato e sono corsa a depositarlo alla filiale più vicina. Poi non so cos'è successo a un certo punto, ma mi sono convinta di aver ricevuto 60 euri in più. Si sarà sbagliata la capa? L'avrà fatto apposta per darmi un premio? Fatto sta che li ho messi da parte e sono corsa a restituirglieli. Poi mi sono incamminata al metro per andare in biblioteca. Ma una vocina, dopo aver visto la freccia "porte de Clignancourt"ha suggerito: ma non vuoi andare allo stock di Kookai per vedere se trovi una magliettina? Tanto sei stata pagata! E va bene, vocina, hai ragione, andiamo a vedere.
Uscita dalla metro, pero', mi ha colto il dubbio che i biglietti da 20 non fossero 9, come li avevo contati io, ma meno. E allora perché avevo scritto sul foglietto del deposito 180?
Per fortuna, "la mia banca è differente" e quando faccio un deposito mi chiede di indicare sia il numero dei biglietti in varie taglie che l'ammontare e mi rilascia una copia del versamento con tutti i dettagli. Ho tirato fuori dallo zaino la ricevuta gialla, apprendendo cio' che non avrei voluto: cioè che i biglietti da 20 non erano 9 ma 6, ma chissà per quale motivo nella mia testa facevano comunque 180 euri... e quindi ora mi trovavo con 60 euri in meno!!!
Al di là della vergogna di dover ritornare dalla mia capa a riprendermi cio' che le avevo ingiustamente restitutito, ho provato una certa costernazione per il mio povero neurone che ormai è più impoverito dell'uranio impoverito.

Siete autorizzati a ridere, a burlarvi di me, a contorcervi sul pavimento, ma per favore, non lo dite a mio padre: potrebbe disconoscermi come figlia.

mercoledì 22 febbraio 2012

Dell'utilità di avere una sorella

- Uè, non è che mi mandi un'idea di compiti per il mio studente? che so, un racconto, un articolo con domande? grazie!
- Fagli ascoltare "Trapanarella" di Giggione e poi fai delle domande di metacomprensione. 

venerdì 23 dicembre 2011

E famose 'ste domandine, va'...


Sei stato chiamato così perché qualcun altro si chiamava con questo nome? Sì, sono il risultato della cosiddetta "supponta" (poi un giorno vi spiego su dialetticon cos'è)
Quando è stata l’ultima volta che hai pianto? Qualche settimana fa, in metro, pensando a mia nonna
Ti piace la tua calligrafia? Sì
Qual è il tuo pasto preferito a base di carne?  La salsiccia al finocchietto
Hai figli? no
Se tu fossi un’altra persona, saresti amico di te stesso? Probabilmente sì
Sei una persona ironica? Abbastanza
Hai ancora le tonsille? Sì
Faresti Bunjee Jumping? Ma neanche per sogno!
Qual è il tuo cereale preferito? domanda difficile...
Ti sleghi le scarpe prima di toglierle? dipende dalle scarpe e dal grado di sonno che ho
Il tuo gelato preferito? Pistacchio, ma anche nocciola, romeo e giulietta, mango...
Cosa noti come prima cosa nelle altre persone? Il modo di stringere la mano
Rosso o rosa? Rosso, rosa e arancione (la triade dei colori del mio armadio!)
Cos’è che ti piace meno di te? L'incapacità di essere leggera e le mie gambe
Cosa ti manca di più? La mia nonnina
Di che colore sei vestito in questo momento? Ho il mio fantastico vestitino fucsia, arancione, giallo e verde coi pantacollant neri
Che musica stai ascoltando? Niente
Se fossi un pastello che colore saresti? Verde ottanio
Profumi preferiti? Il profumo di pane di casa mia, J'adore, il profumo degli agrumi
Qual è stata l’ultima persona che hai sentito al telefono? La mia amica Annarita
Sport preferito da vedere? pallavolo
Colore dei capelli? la diatriba è in corso: il mio parrucchiere mi cataloga come bionda, ma non tutti sono d'accordo (io, ovviamente, dò retta al mio parrucchiere)
Colore degli occhi? Verdi
Indossi lenti a contatto? Sì, vorrei usarle di più ma non le reggo
Cibi preferiti? Potrei vivere di melanzane e zucchine, cucinate in tutti i modi
Film Horror o a lieto fine? la seconda che hai detto!
Ultimo film visto? mmm, dovrebbe essere This must be the place
Abbracci o baci? abbracci e baci!
Che libro stai leggendo? Bar Sport di Benni, ma a Parigi ho lasciato in sospeso le ultime 30 pagine di L'ombra del vento di Zafon
Cosa c’è sul tuo tappetino del mouse? Non ho il tappetino del mouse (e spesso lascio a casa anche il mouse!)
Cosa hai visto in TV ieri sera? Non guardo la TV. anzi, credo che dopo aver visto un pezzo di Ballarò martedì non la vedrò per qualche tempo...
Rolling Stones o Beatles? Rolling Stones e Beatles (è già la terza volta che mi chiedete di scegliere, io sono un'eterna indecisa e prendo tutto)
Hai un talento speciale? La straordinaria capacità di arrivare al momento sbagliato, soprattutto nella vita delle persone
Come hai incontrato la tua dolce metà? 
La domanda è mal posta... tu in realtà volevi chiedere: Formichina, che ore sono???

martedì 15 novembre 2011

E io dov'ero

Quando succede qualcosa di particolarmente importante nel mondo si cerca di fissare bene cosa si stava facendo in quel momento. Quando ci fu l'attacco alle Twin Towers nel 2001, per esempio, io stavo uscendo a comprare il regalo di compleanno alla mia allora dolce metà (ebbene si', ho avuto un fidanzato nato l'11 settembre, se proprio dovete ridere, fatelo compostamente), un cd dei Tiromancino. Orsacchiotto, l'uomo televideo, mi diede la notizia con fare concitato, seduto in punta al divano beige del salone.

Due giorni fa l'Italia si è liberata (definitivamente, si spera ma non ci giurerei) di un individuo che ha fatto dell'Italia un'assurda anomalia nella storia della democrazia occidentale. Che è riuscito a contaminare tutto cio' che ha toccato. Che ha fatto del mio Paese un posto depresso e allo sbando, con un altissimo debito pubblico, del Parlamento una corte di menestrelli, giullari e cortigiane, delle bugie il pane quotidiano di milioni di occhi e di orecchie. E molto altro ancora che non voglio stare a rivangare.
Ebbene, io sabato sera ero a mangiare una pizza con la Dido, una pizza vera, in quella che è la migliore pizzeria italiana di Parigi per me finora (grazie, anima gemella!): O Scià, in rue Tiquetonne. Una pizza come quelle che fanno a Napoli ma al costo di una di Parigi. Una pizza perché avevamo voglia di sentirci italiane, un sabato sera diverso dagli altri, un sabato sera sulle spine ad aspettare messaggi. E mentre arrivava il mio, impaziente, a Gipo (ma non s'è ancora levato di 'ulo???), è arrivato quello della Schwester, "è finito battiscopa!", e subito dopo la risposta di Gipo: "E' fatta! Appena uscito il comunicato ufficiale! Stappa lo champagne!!!" E poi quello di anima gemella, che era davanti al Quirinale: "Si è dimesso! io c'ero, un abbraccio commosso"
E lo sciampagn l'abbiamo stappato ieri sera e ci siamo scolati tutta la bottiglia, LdL, Hdc e la qui presente formichina. 
Sono soddisfazioni, converrete. Anche se c'è da rabbrividire all'idea che si festeggi per la caduta di un governo in un momento cosi' delicato. Si puo' portare un Paese a un tale stadio di esasperazione, con cori professionali che intonano l'Alleluia?
Detto questo, il mio primo pensiero è stato per mia nonna: sarebbe stata felicissima di vedere questo giorno e mi spiace un sacco che l'abbia mancato per un mese. Era lei a chiamarlo "battiscopa" e sono sicura che continua a dirgliene ancora di tutti i colori, ovunque sia.

sabato 5 novembre 2011

Di creme, farmaciste fancazziste e formichine vendicative

- Ciao mammina bella,come stai?
- Uè ciao, sto bene, grazie.
- Com'è andata la giornata?
- Bene, grazie a Dio. Tu che dici?
- Che sono stata in farmacia a ritirare la crema che avevo ordinato. Ho fatto presente alla farmacista che io la crema la prendevo perché ormai la sua collega me l'aveva ordinata, ma che la prossima volta, prima di lanciare l'ordine, sarebbe bene comunicare al cliente quanto costa, per sapere se va bene.
-Ah. E lei?
- Beh, mi ha detto che di solito fanno sempre cosi'. Ma con me la sua collega l'ha ordinata direttamente senza dirmi che mi veniva a costare 5 euro in più e mi ha messo di fronte al fatto compiuto e lo scontrino già fatto. Quindi questa qua ha detto che se volevo, potevo non prendere la crema ed essere rimborsata.
- E che hai fatto, quindi?
- Gliel'ho lasciata li', non pago 20 euro per un barattolo di crema quando ce ne sono 2 di un'altra marca in offerta a 22.
- Hai fatto bene, brava! Fatti valere!
- E visto che la tipa che mi aveva servito mi aveva fatto perdere un quarto d'ora e per tutto il tempo non ha fatto altro che masticarmi la gomma in faccia, ho anche aggiunto, prima di andarmene: "Ah, e dica alla sua collega che è davvero sgradevole parlare con qualcuno che ti rumina in faccia tutto il tempo". E me ne sono andata.
- (verso a metà strada tra una risata isterica e la disperazione) Ma a vuo' ferni'?!

Povera donna, in quel momento deve aver pensato: "Ho messo al mondo un mostro".

domenica 9 ottobre 2011

Opportunities

Quando ando' via da Parigi a fine maggio 2007, l'amico filologo fece una bella lista delle cose che vi aveva imparato. Una di queste recitava cosi': "Ho imparato che la Francia è il Paese delle opportunità, dove un ungherese puo' diventare Presidente della Repubblica e permettersi di creare il Ministero dell'identità nazionale";

Visti da "dentro", i Francesi accusano abbastanza l'attuale crisi economica, ma a differenza di come è stata affrontata la cosa in Italia ("la crisi non esiste, è un'invenzione di quei pessimisti della sinistra") loro non fanno altro che parlarne. Alla radio, in tv, sui giornali, in metro, negli uffici. Nonostante tutto questo, la Francia (o almeno Parigi) rimane il Paese (o la città) delle opportunità. Un piccolo esempio a partire da una cosa successa a me. Mercoledi' ho messo un annuncio su Italians, 3 righe che dicevano più o meno:
"Salve, sono formichina e faccio un dottorato. A fine mese non avro' più la borsa e quindi cerco un lavoro part-time come insegnante, commessa o segretaria. Ho un'ottima padronanza del francese scritto e parlato e una buona conoscenza dell'inglese. Questo è il mio numero, chiamatemi."

E cosi' giovedi' (il giorno dopo), mentre ero in BnF sulle mie sudate carte mi arriva una chiamata.

- Salve, siamo una gelateria-risotorante italiana, ho letto il suo annuncio e volevo chiederle se le interessa un posto part-time di segretaria presso i nostri uffici. Ha già lavorato come segretaria?
- No, mai. Ho aiutato qualche volta i miei con la fatturazione della loro attività, ma posso imparare. Vuole che ne parliamo da vicino?
- Domani alle 15  va bene?
- Perfetto, a domani.

Venerdi' alle 15 ho fatto il famoso colloquio, comincio domattina. Saranno 2 settimane di prova, poi se va bene mi fanno un CDD (contrat durée déterminée) fino a fine febbraio. Mi danno lo SMIC (cioè lo stipendio minimo a norma di legge), ma mi va bene cosi'. Lavorero' 3 giorni e avro' anche la possibilità di guadagnarmi un po' di extra con delle traduzioni. Non sarà il lavoro della mia vita, ma è quello che cercavo.
Se fossi stata in Italia non sarebbe stato cosi' semplice, credo. E sono sicura che con le mie 24 ore settimanali allo SMIC guadagnero' più delle commesse dei negozi di Pomigliano, 400 euro al mese per lavorare 8 ore al giorno (forse anche 9) 5 o 6 giorni a settimana.

Sono stata presa cosi', sulla fiducia, dicendo "salve, questo è il mio cv", senza bisogno della telefonata di nessuno o di avere alle spalle 5 anni di esperienza, una laurea col massimo dei voti e max 26 anni. Poi se non andrà, pace, avro' fatto un'esperienza diversa per due settimane. Due settimane che saranno comunque retribuite.
Dovrebbe essere la normalità, e invece a me pare un evento straordinario. Forse in Italia ci siamo troppo abituati a un'idea di lavoro che si avvicina più alla carità (come quella di una monetina data distrattamente al mendicante di turno) che a un diritto.
E mo' fatemi l'in-bocca-al-lupo, ja!

Ah, in tema di opportunità e di belle notizie, colgo l'occasione per dirvi che lo venerdi' scorso c'è stato un simposio con altri bloggers italiani a Parigi (suibhne, il colonnello Kurtz e NotreAnne, trovate i loro blog nella colonnina a destra), e che almeno per me è stata una gran bella serata. Una conferma ulteriore che la blogosfera riserva spesso delle belle sorprese, sisisi'.