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lunedì 25 aprile 2011

Liberiamoci

Oggi a casa mia è un giorno speciale, si festeggiano i 29 anni di matrimonio di mummy e orsacchiotto e il quarto compleanno di Iaia. E poi, come in tutte le altre case italiane, festeggiamo la 66esima Festa della Liberazione. Che, contro quello che vogliono farci credere, non è la "festa dei comunisti", ma la festa di tutti, uomini e donne che si sono battuti con tutte le loro forze per liberare il Paese da un mostro chiamato fascismo.
Da quel momento l'Italia è diventata una "Repubblica democratica fondata sul lavoro", in cui "la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e  nei limiti della Costituzione". In un momento in cui la disoccupazione sfiora il 30% e la Costituzione, nata dalla Resistenza, è sottoposta a un'assurda campagna propagandistica di svalutazione, forse è il momento di fare un altro 25 aprile. Liberiamoci dal qualunquismo, dalla macchina del fango e dalle nuove, subdole forme di fascismo, spegniamo la tv e accendiamo il cervello. Non vanifichiamo uno dei rari momenti gloriosi della storia d'Italia.

"La Resistenza e il Movimento studentesco sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c'è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline." 
(Pier Paolo Pasolini)

venerdì 26 novembre 2010

Piccoli, grandi eroi

Per fortuna ogni tanto c'è chi non ti fa vergognare di venire da un Paese arrivato alla decima edizione del Grande Fratello e 16 anni di psiconanismo, in cui i ministri votano contro i propri disegni di legge (chapeau, Maria Stella! come te nessuno mai) e 498 parlamentari su 520 votano contro l'abrogazione del vitalizio ai deputati.

Per fortuna c'è un Silvio Orlando che viene a declamare il Purgatorio di Dante al Collège de France e regala brividi senza pretendere neppure un centesimo, e venendo a sue spese a fare le prove. Per fortuna c'è un Ezio Bosso che lo segue, e s'è messo il contrabbasso in macchina e ha guidato da Londra a Parigi per suonare due pezzi di accompagnamento alla Commedia. Anche lui a sue spese.

Per fortuna ci sono milioni di ragazzi che lottano con le unghie e con i denti per la salvaguardia del loro e del nostro futuro, che scelgono di non rimanere a letto "perché tanto l'Università è occupata e non c'è lezione", ma vanno in giro a far ricredere tutti quelli che li considerano dei bamboccioni senza spina dorsale. Milioni di ragazzi che vogliono sapere, vogliono crescere, diventare un giorno uomini e donne di un Paese migliore, anche senza aver conosciuto Berlinguer o Pertini. A loro va un grande abbraccio, l'abbraccio di chi è lontano e puo' lottare solo col pensiero. E con la speranza.

La Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c'è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline. (Pier Paolo Pasolini)