sabato 28 settembre 2013

L'ef.bi.ai di paese

No, questa ve la devo raccontare, perché quando l'ho vissuta pensavo di essere un alieno capitato per sbaglio nel posto in cui ero.
Ma andiamo con ordine.

Venerdi' della settimana scorsa: dopo una notte a Orly e un aereo all'alba, arrivo al mio ridente paese natale. Causa matrimonio in famiglia il giorno dopo, avevo prenotato una seduta di restauro dall'estetista di fiducia, per tentare di salvare il salvabile. Mentre quella fissata dell'estetista mi abbelliva i piedini - che erano ancora tutti interi, ma questo è un altro discorso - driiiin driiiin... arriva una telefonata. Dopo qualche scambio di battute tra la fissata e la donna misteriosa all'altro capo del filo, capisco che si parla di me. Sfodero una delle mie migliori faccine perplesse e provo a protestare con la fissata: "ma forse vorrà parlare con mia zia..." (mia zia ha un nome molto simile al mio, solo con 3 lettere in più). E invece no: la tizia vuole proprio parlare con me. Me la passa. Io, in preda a mille punti interrogativi, prendo la telefonata:
- Si'?
- Buongiorno, formichina? Noi non ci conosciamo, io mi chiamo G.P. e sono amica della sorella del marito di tua zia (sempre quella con le 3 lettere in più nel nome).
- Ah, mi dica.
- Ma tu sei la sorella di C.?
- No, sono la nipote di C. Signora, ma lei è davvero sicura che vuole parlare con me e non con mia zia?
- Voglio parlare con te. Sei la figlia del signore della panetteria?
- (.....) si', sono io.
- Bene, tu stai a Parigi, vero?
- Si', perché?
- Ah, e cosa fai a Parigi, lavori?
- (penso: oddio, ma quando finisce 'sto terzo grado? chi è questa? e che vuole da me?) Cerco lavoro per ora.
- Ah, e fino a quando rimani?
- Signora, non lo so, dipende.
- No, ti spiego, è per la figlia di una mia amica, che viene a Parigi a inizio dell'anno prossimo... le sto cercando un contatto come appoggio là.
- (ci risiamo: un'altra che mi ha preso per un'agenzia immobiliare) Ma cerca una casa questa ragazza?
- No no, era giusto per compagnia, perché parte da sola... ma se tu non ci sarai più, forse non so se è il caso. Ma quindi fino a quando resti? Resterai?
- (comincio ad alterarmi) Signora, ma come faccio a dirle cose che non so io per prima?!
- Vabbè, posso comunque dare il tuo contatto a questa ragazza? Poi se non sarai più a Parigi non fa niente...
- (profondo respiro) Sisi', non c'è problema, questo è il mio numero, poi si vedrà più in là. Arrivederci, eh.

Cioè, io non so se vi rendete conto del grado di sofisticazione della cosa. Ricostruendo l'accaduto: la sorella del marito di mia zia dice alla sua amica che conosce una a Parigi (io). Quella scema dell'estetista fa la soffiata a entrambe circa il mio passaggio in sala restauro. Madame ef.bi.ai, con la prontezza di un avvoltoio, telefona all'estetista all'ora del mio appuntamento e mi bracca, fregandosene altamente del mio momento di relax dopo aver passato la notte sulle poltroncine di Orly e del fatto che magari non mi andava di farmi fare il terzo grado da una persona che manco conosco. Ma sono io troppo bacchettona o è la gente che è troppo invadente?
En tout cas, dite all'ef.bi.ai che le prossime reclute le venga a cercare al mio paese: una proposta ce l'ho già.

giovedì 26 settembre 2013

Cose di Faro che mi sono piaciute

Gli enormi nidi di cicogna sull'Arco da Vila, le viuzze maiolicate della città vecchia, i pastel de nata, la possibilità di scegliere una porzione intera o una mezza porzione alla mensa dell'università, il caffè a 55 centesimi, il panino ai cereali del buffet dell'hotel, il gioco di luci al crepuscolo di ritorno dall'Ilha Deserta, i marosi dell'Oceano Atlantico, le rocce rosa, le cicogne sull'Arco da Vila, l'artigianato in sughero, la festa del Partido Socialista, o arroz doce, i galli portoghesi, il sorriso della signora della pastelària Cinderela, la semplicità delle persone, gli hibiscus e le bouganvillee, la palestra en plein air messa a disposizione dal comune, le conchiglie sulla spiaggia dell'Ilha Deserta, la sabbia doppia color del tufo, il vinho verde, il paté de sardinha, dire "obrigada" e "pastel de nata", la bellezza di Catherine, gli sguardi ammirati ma sempre composti degli uomini portoghesi, il negozio in cui ho comprato il Porto, le bustine dello zucchero coi fumetti Love is..., il sole caldo e avvolgente mentre a Parigi c'erano 10 gradi in meno, Jorge che canta il fado, un'altra settimana di sandali, i vecchietti per strada, da soli o in compagnia. E poi una bambina bruna sui 6-7 anni, che corre felice e grida di gioia sventolando la bandiera del Partido Socialista e a cui non ho voglia di fare una foto, perché sono sicura che non me la dimentichero' mai.

Viuzze del centro

Balli popolari alla festa del Partido Socialista

Tramonto dal battello del ritorno

martedì 10 settembre 2013

Il tram delle 5.34

Il primo tram passa a Porte Dorée alle 5.34. Lo prendo quando devo partire all’alba, come stamattina. In realtà è la seconda volta che lo prendo: la prima è stata a luglio, ero arrivata alla fermata con largo anticipo per essere sicura di non perderlo. Avevo aspettato l’alba, mentre mi tiravo su il giubbino il più possibile e intanto muovevo i piedi nei sandali nel vano tentativo di riscaldarli un pochino. C’erano due signori seduti vicino a me.
Anche stamattina sono arrivata alla fermata un po’ prima: c’era un solo signore ad aspettare vicino a me, camminava sul quai. Mi sono guardata bene dal mettere i sandali, ho le mie sneakers marroni, quelle “naturali”. Sotto il giubbino una t-shirt e una felpa, e freddo che passa comunque. A questo giro l’alba non arriva mentre aspetto, sarà  lei ad accogliermi a Orly, al momento dell’imbarco.
Il tram delle 5.34 è pieno per un terzo: vicino a me c’è una ragazza nera, alta, i capelli raccolti in un foulard nero e lo smalto rosso metallizzato. Deve amare molto il rosso, anche i suoi leggings sono dello stesso colore. Abbraccio con lo sguardo gli altri passeggeri. Di fronte a me, appoggiato ai sedili alti, un tipo sui 35 con una sacca da sport e una borsa: alto, biondo, qualche ruga e molto sonno. Più in là, sulla destra, una ragazza bruna con gli stivaletti beige e una valigia, immagino che scenderà a Stade Charléty anche lei. Dal lato opposto, un signore asiatico sulla quarantina con pochi capelli. Ancora a destra, una signora bionda vestita bene, probabilmente sotto la 60ina. E ovunque, ragazzi e uomini neri con zaini e scarpe comode: sono occupati per la maggior parte da loro, i sedili del tram delle 5.34.

Il tram delle 5.34 è il tram di chi mette in moto la città, pulendo le strade, le stazioni del métro, servendo caffé. Il tram di una città che, tranne alle 5.34, sembra non appartenergli.

mercoledì 4 settembre 2013

Disputa

Una delle cose di cui mi rammarico di più è che quest'estate ho scritto e letto poco, pochissimo. Dopo un'ora e più passata a rigirarmi volumi tra le mani e a riporli con aria di sufficienza poco dopo, sono uscita dalla Feltrinelli di piazza dei Martiri con in borsa qualcosa che volevo leggere da tempo, ovvero Disputa su Dio e dintorni di Corrado Augias e Vito Mancuso. Volevo talmente leggerlo che ho fatto un'eccezione all'embargo che ho messo sui libri Mondadori (non li compro da qualche anno per non arricchire ulteriormente la famiglia B.). E devo dire che ne è valsa la pena. Il genere è abbastanza inusuale per me - divoratrice di romanzi, più che di saggi -, ma ogni tanto ci sta. E sono ammirata. Il non credente Augias parla di Dio - e soprattutto della Chiesa - con l'ultra-credente Mancuso. Al di là dell'argomento, che mi sta molto a cuore, ogni pagina che sfoglio mi lascia piuttosto stupita per il modo in cui è portato avanti il dialogo: due persone su posizioni radicalmente opposte espongono chiaramente il proprio pensiero, argomentando in modo assolutamente lineare e rispondendo alle domande e alle osservazioni dell'altro, ne riconoscono la "statura", sono addirittura pronte ad accettare delle correzioni se un'idea risulta migliore.
E di rimando mi viene da pensare a come si "dialoga" di solito oggi. In quella che è una continua gara a "chi ce l'ha più lungo", forse leggere qualche "disputa" ci puo' fare solo bene.