Prima di mercoledi', la segretaria-gelataia aveva fatto consegne a bar e ristoranti a piedi (con l'ausilio del fantastico carrellino sghembo, quello le cui molle zompano ogni due minuti), in RER e persino taxi. Mercoledi' si è aperto un nuovo capitolo nella storia delle consegne: la formichina segretaria-gelataia ha fatto la sua prima consegna in furgoncino, seduta al posto di guida, con l'inutile Cardini (
uno, almeno uno, fatemelo bocciare!) al lato passeggeri e senza patente dietro. In teoria senza neanche la possibilità di poter guidare, ché la patente è scaduta e aspetta il nuovo bollino (ebbene si', ho la patente già da 10 anni, non sono cosi' giovane come voglio far credere).
La prima volta a scorazzare per le strade di Parigi senza navigatore, senza una fetente di cartina ma con un uomo inutile senza patente al mio fianco a farmi da navigatore. Uno che pensava che le Tuileries venivano dopo place de la Concorde partendo da Châtelet, per capirci. Uno che quando gli ho detto "sono senza patente" mi ha risposto: "non fa niente, tanto hai un bel sorriso e i
flics chiuderanno un occhio". E io che già immaginavo di scorrere nervosamente il ditino sul cellulare e telefonare di soppiatto all'unico
flic che conosco, supplicandolo di togliermi da una situazione imbarazzante. Uno che per tutto il viaggio non ha fatto che rimuginare su quale cazzata sparare per aver consegnato con due giorni di ritardo (mmm... je vais leur dire qu'on a eu un dégât des eaux... non, peut-être c'était déjà la dernière fois, euh...) e che nonostante tutto guadagna più di me e ha un contratto fisso (che noia, dite, eh?).
Guidare in centro è il delirio, coi semafori ogni 50 metri e i pedoni aspiranti suicidi. Ma uscire su place de la Concorde e immettersi sui quais de Seine, trovarsi di fronte la Tour che ti sovrasta maestosa e lucida in un pomeriggio soleggiato, appena brumoso, beh, è un'altra cosa. Anche per chi non ama molto guidare, tipo me.
Dopo duecento semafori, preselezioni sulle corsie sbagliate e parecchie battute
à la con di Cardini, alla fine "all's well that ends well" e siamo riusciti ad arrivare nel 16esimo e a tornare alla base sani e salvi. Incensurati, soprattutto, dopo che ho rischiato di mettere sotto uno sulle strisce (vi giuro, l'avevo completamente
zappé) e tagliato la strada a uno scooter ...