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sabato 6 ottobre 2012

Et ça fait 3!

Era un martedi' sera, manco a farlo apposta ero vestita come oggi: jeans, top blu e maglioncino rosso, scarpe da ginnastica. Partivo dall'aeroporto Galilei per arrivare a Orly, due valigie e tanti punti interrogativi. L'idea era quella di stare qui un anno, ma ne sono passati già tre... Stamattina ho mandato una lista ai miei amici delle cose che ho imparato con loro in questi 3 anni, non la copio qua perché sono 4 pagine di word... e soprattutto perché, venendo a mancare i repères, ci capireste poco...


In questi 3 anni ho visto Parigi a piedi, in macchina, in bicicletta, in scooter, in autobus, in moto, in furgoncino, da una péniche. L’ho amata, l’ho odiata, mi sono riscoperta diverse volte a non poter resistere al suo fascino, come un povero marito cornuto e vecchio che perdona tutto alla mogliettina coquette e molto più bella e giovane di lui.
Ho imparato cosa significa alzarsi al mattino senza nessuno scopo, sentirsi persi, sentirsi stranieri, ho imparato cosa sono la povertà, la sofferenza negli occhi e nei racconti di chi ha perso tutto e dalla vita non si aspetta più niente di bello.
Ho sperimentato quanto possono essere lunghe due ore di aereo, se devi andare a salutare qualcuno che se n'è andato prima di vederti un'ultima volta.

Ho ricominciato a scrivere e ho riscoperto che è il modo migliore per guarire da qualsiasi cosa. Mi sono sentita bella, bellissima pure a volte, una principessa solo per aver regalato un sorriso, mi sono innamorata, mi sono sentita ingannata, ho cucinato per un sacco di gente, ho perso le staffe, ho riempito il mio frigo di calamite e la mia stanza di cartoline...e il mio cuore e la mia testa di ricordi che un giorno potrò raccontare ai miei nipoti. 

Un grazie grande quanto questi 3 anni a chi è stato al mio fianco, agli amici che sono venuti a trovarmi, a chi mi ha "sciroppato" pure quando non ero al top. Formichina loves you! 

giovedì 24 maggio 2012

Supervarietà e il 24 maggio

Era una sera d'estate di 3 anni fa. Eravamo in soggiorno, io e lei. Forse stavo scaricando sul pc le foto delle vacanze, non ricordo bene. La tv, come sempre a quei tempi, era accesa: Raiuno col suo imperituro Supervarietà che, per essere un contenitore a buon mercato, è comunque molto meglio di molta munnezza che passano in prima serata in inverno. Ma vabbè.

Lei era seduta al solito posto, quello col cuscino blu dell'Ikea a cercare di farla stare più comoda. Era ancora lucida, pure se molto sorda.

E cosi', tra una telefonata di "Pronto, Raffaella?" e un balletto delle ragazze Coccodè, appare un'Ivana Spagna anni '80, versione super punk, a dimenarsi sul palco mentre canta una delle sue canzoni in inglese.
Nonna la guarda, cercando di capirci qualcosa, abbassando la testa in avanti a sentire meglio. Poi guarda me in cerca di aiuto e mi chiede: - "Ma ch' sta cantann, Il Piave mormoro'?"

domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale

- Chicchiricùùùù, è nato Gesù!
- Addò?
- A Betlemme!
- Vulimme ì? 
- E jamm!
- E jamm, e jamm, e jamm, e jà...

martedì 15 novembre 2011

E io dov'ero

Quando succede qualcosa di particolarmente importante nel mondo si cerca di fissare bene cosa si stava facendo in quel momento. Quando ci fu l'attacco alle Twin Towers nel 2001, per esempio, io stavo uscendo a comprare il regalo di compleanno alla mia allora dolce metà (ebbene si', ho avuto un fidanzato nato l'11 settembre, se proprio dovete ridere, fatelo compostamente), un cd dei Tiromancino. Orsacchiotto, l'uomo televideo, mi diede la notizia con fare concitato, seduto in punta al divano beige del salone.

Due giorni fa l'Italia si è liberata (definitivamente, si spera ma non ci giurerei) di un individuo che ha fatto dell'Italia un'assurda anomalia nella storia della democrazia occidentale. Che è riuscito a contaminare tutto cio' che ha toccato. Che ha fatto del mio Paese un posto depresso e allo sbando, con un altissimo debito pubblico, del Parlamento una corte di menestrelli, giullari e cortigiane, delle bugie il pane quotidiano di milioni di occhi e di orecchie. E molto altro ancora che non voglio stare a rivangare.
Ebbene, io sabato sera ero a mangiare una pizza con la Dido, una pizza vera, in quella che è la migliore pizzeria italiana di Parigi per me finora (grazie, anima gemella!): O Scià, in rue Tiquetonne. Una pizza come quelle che fanno a Napoli ma al costo di una di Parigi. Una pizza perché avevamo voglia di sentirci italiane, un sabato sera diverso dagli altri, un sabato sera sulle spine ad aspettare messaggi. E mentre arrivava il mio, impaziente, a Gipo (ma non s'è ancora levato di 'ulo???), è arrivato quello della Schwester, "è finito battiscopa!", e subito dopo la risposta di Gipo: "E' fatta! Appena uscito il comunicato ufficiale! Stappa lo champagne!!!" E poi quello di anima gemella, che era davanti al Quirinale: "Si è dimesso! io c'ero, un abbraccio commosso"
E lo sciampagn l'abbiamo stappato ieri sera e ci siamo scolati tutta la bottiglia, LdL, Hdc e la qui presente formichina. 
Sono soddisfazioni, converrete. Anche se c'è da rabbrividire all'idea che si festeggi per la caduta di un governo in un momento cosi' delicato. Si puo' portare un Paese a un tale stadio di esasperazione, con cori professionali che intonano l'Alleluia?
Detto questo, il mio primo pensiero è stato per mia nonna: sarebbe stata felicissima di vedere questo giorno e mi spiace un sacco che l'abbia mancato per un mese. Era lei a chiamarlo "battiscopa" e sono sicura che continua a dirgliene ancora di tutti i colori, ovunque sia.

lunedì 31 ottobre 2011

Fermate il mondo, voglio scendere

Da quando lavoro, non si capisce più niente. Si capiva poco pure prima, ma ora è il delirio totale! Zero tempo per le mail (quanta gente sto arronzando, perdonooooo!), la stanza che è più bazar del solito, in cui continuano ad ammonticchiarsi indistintamente maglie, fogli, pantaloni, lime per le unghie, sacchi (vuoti) per il sottovuoto e chi più ne ha più ne metta. Devo confessarvi che questo blogghino mi manca e anche gli altri blogghini amici... ho poco tempo per scrivere e per leggervi (perdonooooooo bis!). E quindi approfitto di questo momentino  tranquillo al lavoro per raccontarvi un po' di novità, in pillole.

* Per la rubrica "formichina incontra di persona i suoi lettori", mercoledi' ho conosciuto Ondalunga e il Windsurfista, sono venuti a pranzare in gelateria. E sono proprio bellini, più che una coppia sono una "persona e mezza", perché Ondalunga è piccina piccina ma tanto, tanto carina, col caschetto e due occhi belli vispi. Lei si diverte a scrivere di sé come di una zitella acida, ma non le credete, non è assolutamente vero.

* L'altro giorno in metro ho visto una sigrnora leggere le Guide du savoir-faire à l'usage des rustres et des malpolis. Confesso di aver pensato (testuali lingua e parole): "ah ben tiens, j'ai de quoi offrir à Noël!"

* E' stupefacente (e forse anche un po' preoccupante) notare che quando devo andare a mettere timbrini e contare monetine mi sveglio anche prima della sveglia, quando invece mi attendono le mie sudate carte, faccio sempre una fatica immane...

* Non capisco l'indignazione per la risatina di Bruxelles. Non sono stati offesi gli Italiani in quanto popolo. L'ironia riguardava il personaggio, che è sempre il solito cabarettista nano coi tacchetti e il parrucchino. Quindi, caro Pierferdi, invece di indignarti, vergognati di essere stato suo alleato fino all'altro ieri. Prendi piuttosto appuntamento col tuo confessore e passaci un paio di giornate...

* Ho sempre mia nonna davanti agli occhi, me la ricordo nei suoi momenti migliori. Mi vengono in mente le sue massime di vita, le filastrocche in dialetto, dei commenti e dialoghi memorabili. Ve ne regalo uno. Ho una cugina che va spesso in India per lavoro. Qualche anno fa era li' a luglio e telefono' a mia nonna per gli auguri dell'onomastico. La festeggiata, incurante del fatto che la nipotina le stesse facendo una telefonata intercontinentale, ritenne giusto chiederle: "Annali', ma che si gghiuta a ffà miez' a tutti chilli Nir?"**

* Ho lasciato il testimone per la coordinazione del coro in MCI. Non me la sentivo di continuare ora che le persone che mi hanno sostenuta di più sono tutte andate via. Qualcuno ha ipotizzato che si creerà una situazione tipo il governo russo, con Putin che continua a comandare con la faccia di un altro. Ma io il lettone non ce l'ho, indi...

* L'oroscopo di Internazionale dice che sta arrivando il Grande Momento, o quantomeno un Momento Più Grande. Non mi faro' trovare impreparata, anzi vi diro' che ho una gran voglia di costruire. Per il momento mi è stato offerto il ruolo di amante da uno che pensa che "non c'è due senza tre", ma ho gentilmente (neanche tanto poi) declinato l'offerta. Il comunismo è bello per la spesa, la sanità e l'istruzione, ma per altre cose la proprietà privata è davvero l'unica soluzione possibile.

* Ho uno Svedese tutto per me. Anima gemella ha lasciato il formicaio e come pegno del suo amore mi ha dato in eredità uno dei suoi Svedesi, sono andata a ritirarlo sabato mattina con la Dido ed è stata un'impresa, davvero. Ora troneggia accanto al canapé-lit ed è stato un passo avanti verso l'ordine.

(nel frattempo è passato qualche giorno e ho dato una sistemata alla mia stanza, ho preso coscienza del fatto che vivevo nel degrado e deciso che non andava bene cosi'. vediamo quanto dura l'ordine)

Per il momento è tutto, passo e chiudo. Buona settimana a tutti!

**"Annalisa, cosa sei andata a fare tra tutti quei Neri?"

sabato 15 ottobre 2011

Ciao, nonna

Stamattina, andando al lavoro, pensavo a quanto sarei stata contenta stasera di raccontarvi la mia giornata, il mio primo giorno da formichina-segretaria. Del sole che splendeva alto nel cielo, del fatto che il mio ufficio è un bunker senza finestre ma che per fortuna mi mandano spesso in giro: in posta, a fare la spesa e commissioni varie. Vi avrei raccontato del mio incontro con un vecchietto, curioso di sapere se fossi vegetariana e se fossi stata capace di consumare i 3 kg di patate, i 2 di carote e a che mi serviva il sedano. Vi avrei raccontato di come di fronte al mio ufficio c'è un negozio di vestiti et(n)ici e coloratissimi, ne ho misurati 3 ed erano stupendi. E poi avrei condiviso con voi tutta l'allegria del contare monetine, di mettere timbri colorati e di scrivere su un quaderno, proprio come si fa a scuola. E a un certo punto vi avrei detto che andavo a farmi bella, stasera c'è la festa dei volontari della péniche.

Insomma, sarebbe stato un giorno perfetto, magari avrei pure passato la serata in compagnia di qualche ragazzo carino, magari quello del martedi' che mi sembra cosi' simpatico. E invece non è stato un giorno perfetto, mia nonna ha deciso di andarsene proprio oggi e io domattina prendo il primo aereo per Napoli. L'ultima volta che l'ho vista (due settimane fa) le ho detto: "ci vediamo presto?" e lei "come vuoi tu". Se n'è andata senza neppure salutarmi, cosi', in silenzio. Lontana 2000 km, dicendo basta a una vita in cui non si riconosceva. Era uno sfregio, per una leonessa come lei, stare tutto il giorno su una sedia a spaccarsi le ossa, in uno stato di semi-incoscienza. Era uno sfregio per noi, vederla ridotta quasi a una larva, sentirla piangere, urlare, vederla schiaffeggiarsi. Chiedere di persone morte da 40 anni: sua madre, suo padre, il suo adorato Luigi. E' incredibile come io abbia cominciato a volerle più bene quando ha comiciato a stare male: mi sembrava una bambina, cosi' fragile, cosi' ingenua, che mi chiedeva se mi poteva dare un bacio dandomi del voi.

Mi vengono in mente tutte le volte che l'ho mandata a quel paese, col caratterino che si ritrovava e che ho ereditato in buona parte: era permalosa e caparbia proprio come sono io.

Ciao nonnina mia adorata,
mi mancherai un sacco. Casa mi sembrerà incredibilmente vuota senza i tuoi tacchetti, senza la tua sedia che stride sul pavimento, senza l'urgenza di venire a salutarti appena arrivo. Nella mia testa e nel mio cuore ci saranno tutte le mattine che venivi a svegliarmi barando sull'orario,le estati passate a casa tua, nella "cortina" con le altre vecchiette, il pane cotto le sere d'inverno, le partite a carte, le tue canzoni, le preghiere, gli accidenti che lanciavi alle cose che cadevano (le scope, soprattutto), il tuo amore per il gelato e i dolci in genere, la mitica frase "tiè, cu cchist t'accatt nu gelato" quando ci davi la paghetta per il compleanno o l'onomastico, le gite ad Assisi, le telefonate di quando eri in gita coi pensionati e una miriade di altre cose che eri e facevi, ma che in questo momento non riesco a ricordare perché sono ancora troppo scossa.
Ci guarderai da lassù, insieme a nonno Luigi e chissà a quanta altra gente. Riprendici quando facciamo qualcosa che non ti sta bene. Non smettere di tenerci tutti sull'attenti.Ti ringrazio perché oggi hai scavato in me un dolore cosi' grande da portarmi a cercare l'abbraccio del Padre, da troppo tempo non ci riuscivo più.
Ho un grosso rimpianto: quello di non averti ripresa in video quando cantavi questa canzone, e ne sottolineavi, accompagnandoti con la mano, la frase "perché la vita è bella e io la voglio vivere sempre più".

lunedì 3 ottobre 2011

Communiste sans le savoir

- E fatt 'a spesa?
- Eh no, nun teng manco nu centesimo. Tu l'e fatt 'a spesa?
- No, aspettavo ca 'a facive tu. Manco je teng 'e sord.
- Sient, mo facimme 'na cosa: facimme fà nu fioretto a coccheruno cchiù chiatto, accussi' nuje ce mangiammo 'o loro. Vabbuono accussi'? *

Non c'è che dire, non fa una grinza, come al solito. Mia nonna è comunista a sua insaputa. 

*
- Hai fatto la spesa?
- Eh no, non ho neanche un centesimo. Tu l'hai fatta, la spesa?
- No, aspettavo che la facessi tu. Non ho soldi neanch'io.
- Ascolta, ora facciamo una cosa: facciamo fare un fioretto a qualcuno più grasso, cosi' noi mangiamo la loro parte. Va bene cosi'?

N.B. coccheruno si legge [kokrun].
P.s. Vediamo se indovinate la citazione da cui ho preso ispirazione per il titolo del post (Gùgol non vale)!

domenica 7 agosto 2011

La nonneconomista

Si sa, come nazione siamo quasi alla canna del gas. I nostri titoli di Stato valgono poco più che carta straccia, sono tutti col fiato sospeso per la riapertura delle borse di domani, Obama suda sette camicie e in una mano ha il santino del bisnonno che faceva riti vodoo in Kenya, nell'altra il cellulare supermegaultratecnologico che lo collega alle Borse di tutto il mondo scongiurando il rating agli Stati Uniti.
E mentre siamo tutti a cercare di capirci qualcosa, cioè se da domani staremo con le pezze al culo o abbiamo una benché minima speranza di salvarci, c'è una persona che, pur vivendo in un mondo parallelo, ha capito tutto.

- Nonna, vado un attimo di là a farmi un piatto di pasta, torno subito.
- Sient' nenné, ma mò quanto costa 'a pasta?
- Eh nonna, costa cara.
- Eh, chell po' se sape, è tutta colpa d'o dollaro!

venerdì 5 agosto 2011

Oggi

La mia giornata è cominciata alle 6.30, orario del tutto insolito per me. Ancora assonnata, sono uscita sul balcone a cercare di capire il cielo. Volevo andare al mare, ma il sole non aveva ancoa fatto capolino e l'aria era fresca, quindi me ne sono tornata a letto. A piangere di stizza perché è un anno che non lo vedo, il mare, e speravo uscisse una giornata decente. Già mi vedevo spalmata sul lettino col costumino verde ottanio...
Lasciamo perdere poi l'evoluzione della mattinata. Sì, lassamm' stà.
Non ho combinato granché, quindi mi meriterei una cazziata doppia. Ma ma ma... sono riuscita a far vendere in negozio una quiche (o una kitsch, come la chiama Dino) fatta con queste zampine. Se torno indietro di qualche anno e penso a quante me ne ha dette mia madre sulla quiche e che oggi mi chiede di farle per venderne in negozio...

Anche il pomeriggio non è stato molto produttivo, sono riuscita a farmi dire "ma quando te ne vai?" finanche da mia nonna e quindi me ne sono andata davvero. All'ipercoppe, pure se la vettura ce l'ho già. E ho comprato mezzo chilo di yogurt greco, domani ci faccio lo tzatziki, i tarallini pugliesi e gli anelletti siciliani di Libera e 3 libri in Feltrinelli: Moby Dick, Le parole non le portano le cicogne (sono curiosa di vedere se Vecchioni scrive bene anche i romanzi, oltre alle canzoni) e Il paese delle nevi (vediamo se Kawabata il Nobel se l'è meritato davvero o se l'ha fregato con qualche anno d'anticipo a sandrobondi e alle sue poesie lassative). E anche stavolta, sono riuscita a non comprare nulla della Mondadori (e vi assicuro, è stata dura, c'era il 30%).
Tutto sommato, non è stata proprio una pessima giornata...

giovedì 28 luglio 2011

Cambi d'identità

Da circa un anno e mezzo, mia nonna non ci riconosce più. O meglio, sa che siamo delle presenze familiari, ma non è capace di associare le facce ai nomi. Ad ogni modo, nell'ultimo anno e mezzo ho cambiato varie identità, come le altre 4-5 persone che vede più spesso.

La primissima volta che mi ha visto dopo la "botta" (cioè a Pasqua 2010), mi ha scambiato per una suora e mi ha chiesto se s'era fatta l'ora per la supplica al "sacro cuore di Gesù". Allora era convinta di essere in un ospizio gestito da suore.

A luglio ero diventata Celestina. Almeno rimaneva nel campo cromatico.

A Natale invece, ero la signorina Olimpia. Qualche mese fa, ero Isarella, "a' figlia e' Giuvannina". 

Di Celestina e della signorina Olimpia mia madre non ne sa nulla. Di Isarella, invece, narra che fosse un po' un cuoppo. Isarella fa rima con bruttarella, insomma.

Non so se in questo momento si crede qualcuno che detta la sua vita a qualcun altro, ma da stasera sono nientepopodimenoche la sua dattilografa.
- Ciao nonna, mi hai riconosciuta?
- E come no!
- Eh, e chi sono?
- (voce forte, chiara e convinta) Tu sei la MIA DATTILOGRAFA!!!
L'apice però l'abbiamo raggiunto quando ho cercato di farle indovinare il mio nome. 
- Dai nonna, ho il nome di un fiore e di un colore!
- Margherita!
- No, riprova.
- Ortensia?
- No, nonna. Dimmene un altro.
- Tulipano!!!
- No! E' anche il nome di un colore.
- Rosso!
- No.
- Verde!
- No... mi arrendo: sono Rosa.
- Ma io l'avevo detto, Rosso!!!


In un'altra vita doveva essere un gatto...

giovedì 5 agosto 2010

Amore di nonna

Sentendo nonna piangere, io e mia sorella siamo andate a vedere cosa avesse.

Stitch: Nonna, vuoi una caramella?
Nonna: No, niente caramella.
Stitch: Nonna, vuoi bere un po' d'acqua?
Nonna: No no.
Stitch: Ho capito nonna: vuoi un bacino. Muuàà. Vuoi un bacino, vero?
Nonna: E ch' me n'aggia fà e stu bacino? Mo facc' fritt???

Prima o poi la filmo, giuro.

lunedì 26 luglio 2010

Discrepanze

Orsacchiotto e mummy all'aeroporto, il letto pronto, insalata di pasta e parmigiana di zucchine come cena. Zia Patrizia, zio Franco e Andrea. Nonna che mi chiama "Celestina". Rispetto all'ultima volta, in cui ero una suora, facciamo progressi: almeno rimane nel campo cromatico.
E stamattina un sole vero, caldo, ma con un bel venticello che sposta le foglioline della bouganvillea che cadono sulle piastrelle azzurre della terrazza.

Si scrive "casa", ma si legge "tanti cuori".