sabato 15 ottobre 2011

Ciao, nonna

Stamattina, andando al lavoro, pensavo a quanto sarei stata contenta stasera di raccontarvi la mia giornata, il mio primo giorno da formichina-segretaria. Del sole che splendeva alto nel cielo, del fatto che il mio ufficio è un bunker senza finestre ma che per fortuna mi mandano spesso in giro: in posta, a fare la spesa e commissioni varie. Vi avrei raccontato del mio incontro con un vecchietto, curioso di sapere se fossi vegetariana e se fossi stata capace di consumare i 3 kg di patate, i 2 di carote e a che mi serviva il sedano. Vi avrei raccontato di come di fronte al mio ufficio c'è un negozio di vestiti et(n)ici e coloratissimi, ne ho misurati 3 ed erano stupendi. E poi avrei condiviso con voi tutta l'allegria del contare monetine, di mettere timbri colorati e di scrivere su un quaderno, proprio come si fa a scuola. E a un certo punto vi avrei detto che andavo a farmi bella, stasera c'è la festa dei volontari della péniche.

Insomma, sarebbe stato un giorno perfetto, magari avrei pure passato la serata in compagnia di qualche ragazzo carino, magari quello del martedi' che mi sembra cosi' simpatico. E invece non è stato un giorno perfetto, mia nonna ha deciso di andarsene proprio oggi e io domattina prendo il primo aereo per Napoli. L'ultima volta che l'ho vista (due settimane fa) le ho detto: "ci vediamo presto?" e lei "come vuoi tu". Se n'è andata senza neppure salutarmi, cosi', in silenzio. Lontana 2000 km, dicendo basta a una vita in cui non si riconosceva. Era uno sfregio, per una leonessa come lei, stare tutto il giorno su una sedia a spaccarsi le ossa, in uno stato di semi-incoscienza. Era uno sfregio per noi, vederla ridotta quasi a una larva, sentirla piangere, urlare, vederla schiaffeggiarsi. Chiedere di persone morte da 40 anni: sua madre, suo padre, il suo adorato Luigi. E' incredibile come io abbia cominciato a volerle più bene quando ha comiciato a stare male: mi sembrava una bambina, cosi' fragile, cosi' ingenua, che mi chiedeva se mi poteva dare un bacio dandomi del voi.

Mi vengono in mente tutte le volte che l'ho mandata a quel paese, col caratterino che si ritrovava e che ho ereditato in buona parte: era permalosa e caparbia proprio come sono io.

Ciao nonnina mia adorata,
mi mancherai un sacco. Casa mi sembrerà incredibilmente vuota senza i tuoi tacchetti, senza la tua sedia che stride sul pavimento, senza l'urgenza di venire a salutarti appena arrivo. Nella mia testa e nel mio cuore ci saranno tutte le mattine che venivi a svegliarmi barando sull'orario,le estati passate a casa tua, nella "cortina" con le altre vecchiette, il pane cotto le sere d'inverno, le partite a carte, le tue canzoni, le preghiere, gli accidenti che lanciavi alle cose che cadevano (le scope, soprattutto), il tuo amore per il gelato e i dolci in genere, la mitica frase "tiè, cu cchist t'accatt nu gelato" quando ci davi la paghetta per il compleanno o l'onomastico, le gite ad Assisi, le telefonate di quando eri in gita coi pensionati e una miriade di altre cose che eri e facevi, ma che in questo momento non riesco a ricordare perché sono ancora troppo scossa.
Ci guarderai da lassù, insieme a nonno Luigi e chissà a quanta altra gente. Riprendici quando facciamo qualcosa che non ti sta bene. Non smettere di tenerci tutti sull'attenti.Ti ringrazio perché oggi hai scavato in me un dolore cosi' grande da portarmi a cercare l'abbraccio del Padre, da troppo tempo non ci riuscivo più.
Ho un grosso rimpianto: quello di non averti ripresa in video quando cantavi questa canzone, e ne sottolineavi, accompagnandoti con la mano, la frase "perché la vita è bella e io la voglio vivere sempre più".

15 commenti:

  1. mi dispiace.. un grandissimo abbraccio!

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  2. Hai scelto delle parole e un video/canzone giusti. Buon viaggio ...

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  3. Mi dispiace tantissimo :-(
    Un grande abbraccio.

    ---Alex

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  4. grazie mille a voi tutti. ricambio l'abbraccio.

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  5. Un abbraccio forte forte anche da me.

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  6. grazie mille anche a te, Pens. un abbraccio

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  7. Rinnovo l'abbraccio a te e alla tua famiglia, Teso'.
    Ti voglio bene.

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  8. anch'io ti voglio tanto bene, tesò. grazie mille, un fortissimo abbraccio e ti aspetto a Parigi.

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  9. ti stringo forte forte.

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  10. grazie mille, ricambio l'abbraccio. :*

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  11. mi dipsiace davvero tanto, l'amore per le nostre nonne è sempre qualcosa di immenso

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  12. forse perché il loro amore per noi è davvero immenso... grazie per la vicinanza, un bacio

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  13. che parole dolci e anche molto vere.
    La vecchiaia porta alla luce nuove fragilità (o forse antiche fragilità che con il tempo si impara a nascondere) che ci spingono ad amare e proteggere ancora di più i nostri cari.
    Mi dispiace tanto, ti abbraccio, anche se non ci conosciamo

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  14. ciao Mi, benvenuta e grazie per l'abbraccio! :)

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