Un biglietto d'amore improvvisato su un brouillon, trovato sul cuscino, nascosto da Pandino.
La luce a gare du Nord.
Uno scatto riuscito.
Un treno quasi deserto che passa per le campagne piccarde in una giornata di sole.
Il giallo del grano e il rosso dei papaveri.
I messaggi delle amiche.
Il vento sulla pelle in aeroporto, aspettando l'autobus.
Un caffè al volo, prima di cominciare gli esami.
Un quadernino in carta di riso, con fiorellini gialli e blu disegnati a mano in copertina, intorno alla scritta "français". Le parole nuove imparate durante l'anno, l'impegno, la passione, la gratitudine di una studentessa per il suggerimento.
Un fritto di pesce e un bicchiere di Vermentino nella mia piazza pisana preferita. La gente, le risate, sapore d'estate e di vita.
Una lunga passeggiata per andare a salutare un amico.
Un immenso grazie negli occhi, nel cuore, nei piedi. E nelle ali.
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martedì 19 luglio 2016
martedì 6 agosto 2013
Fotopost - gargAMO
E venne pure il tempo della prima vacanza insieme per formichina e P.A. I nostri eroi, inizialmente orientati verso Stromboli e le Eolie, hanno poi ripiegato - per modo di dire - sul più vicino e accessibile Gargano. Relax totale, cibo ottimo, sole e vento, gente semplice e cordiale. Quello che ci voleva per rimetterci al mondo! Poi farò un altro post con qualche "dritta", casomai qualcuno di voi volesse avventurarsi nella terra degli ulivi. Per ora, accontentatevi di qualche scatto: enjoy!
| Vista sul mare di Peschici |
| Pesciolini sul fondale della grotta delle Viole (Isole Tremiti) |
| Vista dell'isola di san Nicola - Isole Tremiti |
| Trabucco di san Lorenzo - Vieste |
mercoledì 24 luglio 2013
Mantra (o anche: suppliche in rima a una schiena dolorante)
Schiena mia non ti bloccare
che ho milioni di cose da fare:
una montagna di panni da stirare,
un articolo da terminare,
una casa da rassettare,
una valigia da colmare
in vista delle vacanze al mare.
Lo so, sono una sciagurata:
devo averti troppo stressata!
Sempre di fretta, sempre di corsa
schiacciata dal peso della mia borsa.
Esercizi in palestra poco adeguati
per i tuoi muscoli cosi' delicati!
Per non parlare del materasso,
scomodo e - forse - pure troppo basso.
O sarà stata l'umidità,
brutta bestia senza pietà?
Ma ti prometto, schiena mia bella,
che se non ti blocchi avrai la tua parcella:
niente computer per qualche settimana
solo libri e relax nell'estate campana.
Un letto decente, massaggini in quantità:
faro' solo la tua volontà!
E ora, da brava, fammi lavorare
e in ufficio non ti bloccare...
giovedì 24 maggio 2012
Supervarietà e il 24 maggio
Era una sera d'estate di 3 anni fa. Eravamo in soggiorno, io e lei. Forse stavo scaricando sul pc le foto delle vacanze, non ricordo bene. La tv, come sempre a quei tempi, era accesa: Raiuno col suo imperituro Supervarietà che, per essere un contenitore a buon mercato, è comunque molto meglio di molta munnezza che passano in prima serata in inverno. Ma vabbè.
Lei era seduta al solito posto, quello col cuscino blu dell'Ikea a cercare di farla stare più comoda. Era ancora lucida, pure se molto sorda.
E cosi', tra una telefonata di "Pronto, Raffaella?" e un balletto delle ragazze Coccodè, appare un'Ivana Spagna anni '80, versione super punk, a dimenarsi sul palco mentre canta una delle sue canzoni in inglese.
Nonna la guarda, cercando di capirci qualcosa, abbassando la testa in avanti a sentire meglio. Poi guarda me in cerca di aiuto e mi chiede: - "Ma ch' sta cantann, Il Piave mormoro'?"
Lei era seduta al solito posto, quello col cuscino blu dell'Ikea a cercare di farla stare più comoda. Era ancora lucida, pure se molto sorda.
E cosi', tra una telefonata di "Pronto, Raffaella?" e un balletto delle ragazze Coccodè, appare un'Ivana Spagna anni '80, versione super punk, a dimenarsi sul palco mentre canta una delle sue canzoni in inglese.
Nonna la guarda, cercando di capirci qualcosa, abbassando la testa in avanti a sentire meglio. Poi guarda me in cerca di aiuto e mi chiede: - "Ma ch' sta cantann, Il Piave mormoro'?"
martedì 20 settembre 2011
Vélorution
Avevo trovato il loro blog in una delle mie tante mattine con molto sonno e poca voglia di lavorare.
Poi li ho incontrati, assolutamente per caso, sui quais de Seine, in un giovedi' sera troppo freddo per essere luglio. Io con i miei amici della péniche orfani della péniche, au Havre a rifarsi il look, loro tra telai, manubri, ruote grosse o sottili, cestini in vimini con fiori colorati. E parrucche, nasi finti, gonne lunghe, organetti.
Negli occhi la voglia di conoscere e di stare insieme, di gridare forte l'amore per la terra.Non c'è bisogno di armi e confusione per fare una rivoluzione: bastano una bicicletta e millemila colori.
Poi li ho incontrati, assolutamente per caso, sui quais de Seine, in un giovedi' sera troppo freddo per essere luglio. Io con i miei amici della péniche orfani della péniche, au Havre a rifarsi il look, loro tra telai, manubri, ruote grosse o sottili, cestini in vimini con fiori colorati. E parrucche, nasi finti, gonne lunghe, organetti.
Negli occhi la voglia di conoscere e di stare insieme, di gridare forte l'amore per la terra.Non c'è bisogno di armi e confusione per fare una rivoluzione: bastano una bicicletta e millemila colori.
mercoledì 7 settembre 2011
Conquiste estive
Mi sono appena resa conto che vi ho fornito molti dettagli delle mie ferie, vi ho regalato qualche scatto e qualche racconto, condiviso con voi i miei pensieri. Ho omesso pero' le mie conquiste estive, e già vi vedo che siete li' davanti allo schermo con l'acquolina in bocca in attesa di inciuci e spetteguless della formichina, scoprirne gli altarini e spiattellarli ai quattro venti... Fare il bouche-à-oreille "ma hai capito quella, che ti combina al mare... in quattro giorni è uscita con otto ragazzi diversi!" E invece no, miei cari lettori, vous devrez rester sur votre faim pour ce genre de choses, direbbero i Francesi. Ormai la formichina è a un passo dall'ottenere il marchio "Zitella DOC" e se cercate spetteguless romantici, passionali, osé e affini, dovrete rivolgervi altrove. Lo zitellaggio è ormai per la formichina quasi una professione, come sottolineato dal suo buon padre orsacchiotto nel commentare problemi di cuore altrui: "La migliore è formichina, che FA la single."
Ma bando alle ciance e veniamo al sodo. Le mie conquiste estive sono 3, tutte riassumibili nella formula: "la devo smettere di farmi condizionare la vita dalle mie fisime":
1) ho bevuto latte intero, e non mi è successo niente di nuovo rispetto a quando bevo quello scremato;
2) ho mangiato le percoche ben due volte, e anche qui non mi è successo niente. Anzi, le ho trovate pure buone, ma continuo a preferire le albicocche. Sono quindi sempre più convinta che sia la buccia della pèrzeca a darmi fastidio, o che nei miei ricordi non ricordabili ce n'è uno brutto (tipo la puntura di un'ape) associato a una percoca.
3) ho accarezzato un gattino in testa e ci ho giocato un po'. Non sono riuscita a prenderlo in braccio, ma sappiate che per me è già una grande conquista questa, che ho ereditato da mia madre la disaffezione agli animali domestici, disaffezione che si è aggravata dopo un viaggio a Parigi (il mio primo viaggio a Parigi!) con una vegetariana imbecille. Ma davanti a un musetto cosi' dolce mi sono lasciata andare anch'io...
Ma bando alle ciance e veniamo al sodo. Le mie conquiste estive sono 3, tutte riassumibili nella formula: "la devo smettere di farmi condizionare la vita dalle mie fisime":
1) ho bevuto latte intero, e non mi è successo niente di nuovo rispetto a quando bevo quello scremato;
2) ho mangiato le percoche ben due volte, e anche qui non mi è successo niente. Anzi, le ho trovate pure buone, ma continuo a preferire le albicocche. Sono quindi sempre più convinta che sia la buccia della pèrzeca a darmi fastidio, o che nei miei ricordi non ricordabili ce n'è uno brutto (tipo la puntura di un'ape) associato a una percoca.
3) ho accarezzato un gattino in testa e ci ho giocato un po'. Non sono riuscita a prenderlo in braccio, ma sappiate che per me è già una grande conquista questa, che ho ereditato da mia madre la disaffezione agli animali domestici, disaffezione che si è aggravata dopo un viaggio a Parigi (il mio primo viaggio a Parigi!) con una vegetariana imbecille. Ma davanti a un musetto cosi' dolce mi sono lasciata andare anch'io...
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domenica 4 settembre 2011
Pensieri a mollo
n°1: sono bastate 24h per far cambiare colore alla mia pelle e passare dal grigio spento a un caldo ambrato, quasi birra doppio malto. ogni anno mi riprometto di cercare di abbronzarmi anche d'inverno, ché con questo colore sono più carina e anche più ottimista, ma poi non lo faccio mai. e forse è giusto che sia cosi', perché di abbronzatura vera ce n'è una sola, ed è quella che ti conquisti stando una giornata intera in spiaggia, spalmandoti di crema e cambiando posizione mille volte, mentre la brezza ti culla dolcemente. quella che scopri con l'entusiasmo di un bambino quando dopo la doccia, quasi per miracolo, appare il segno del costume.
n°2: il Cilento è una terra meravigliosa, che cerca di resistere all'avanzare della cosidetta "civiltà". un po' aspra, ma generosa: ulivi, fichi, uva, fichi d'india. ha il sapore e la lentezza delle cose di una volta, è ancora una terra di vecchi. mi viene in mente quanto lo detestavo da piccola, perché "non c'era niente". nel libro di Vecchioni che sto leggendo ho trovato una frase che mi è piaciuta molto: "la lentezza è sinonimo di civiltà". stiamo andando troppo veloce, questa cosa non mi piace.
n°3: bisogna stare sereni e volersi bene, per accettare di più gli altri. perché la perfezione non è di questa Terra, e forse neanche del Cielo, se esistono mosche, zanzare e borghezio.
n°4: sento la necessità di imparare a fare qualcosa di nuovo. magari quest'inverno mi iscrivo a un corso di fotografia o di ballo.
n°5: potevo andare in vacanza in Egitto o in Grecia; ma ho scelto di venire qui. avevo bisogno di recuperare il legame con la mia terra, di guardare i suoi colori, inspirare profondamente i suoi profumi, avere a che fare con la mia gente, sentirla parlare nella mia lingua.
n°6: sarà stata una buona scelta quella di restare a Parigi? vediamo come si mettono le cose al mio ritorno...
n°7: un mese a casa è troppo, se non se ne ha più l'abitudine. è per questo che bisogna partire ogni tanto, per ricominciare ad amare le persone importanti della nostra vita.
n°2: il Cilento è una terra meravigliosa, che cerca di resistere all'avanzare della cosidetta "civiltà". un po' aspra, ma generosa: ulivi, fichi, uva, fichi d'india. ha il sapore e la lentezza delle cose di una volta, è ancora una terra di vecchi. mi viene in mente quanto lo detestavo da piccola, perché "non c'era niente". nel libro di Vecchioni che sto leggendo ho trovato una frase che mi è piaciuta molto: "la lentezza è sinonimo di civiltà". stiamo andando troppo veloce, questa cosa non mi piace.
n°3: bisogna stare sereni e volersi bene, per accettare di più gli altri. perché la perfezione non è di questa Terra, e forse neanche del Cielo, se esistono mosche, zanzare e borghezio.
n°4: sento la necessità di imparare a fare qualcosa di nuovo. magari quest'inverno mi iscrivo a un corso di fotografia o di ballo.
n°5: potevo andare in vacanza in Egitto o in Grecia; ma ho scelto di venire qui. avevo bisogno di recuperare il legame con la mia terra, di guardare i suoi colori, inspirare profondamente i suoi profumi, avere a che fare con la mia gente, sentirla parlare nella mia lingua.
n°6: sarà stata una buona scelta quella di restare a Parigi? vediamo come si mettono le cose al mio ritorno...
n°7: un mese a casa è troppo, se non se ne ha più l'abitudine. è per questo che bisogna partire ogni tanto, per ricominciare ad amare le persone importanti della nostra vita.
domenica 28 agosto 2011
Tornai, sigh
Stavolta le ferie sono proprio finite, mi tocca farmene una ragione.
Mi è bastato riaccendere questo strumento del demonio chiamato computer per essere travolta dalla dura realtà: mail a cui rispondere, convegno da organizzare, rapporto semestrale da redigere e ancora tesi, tesi, tesi, il mio incubo peggiore.
Ma è domenica, quindi ci penserò domani. Per oggi mi faccio bastare il dover disfare la valigia, sciacquare ben bene i costumi, prima di farli tornare in letargo in fondo all'armadio.
Rimando ancora una volta i miei racconti, devo ancora riordinare i pensieri e farli sposare con le parole giuste.
Per il momento vi regalo qualche scatto dei 4 giorni passati a Procida. Non sono una gran fotografa, l'ho sempre detto. Sì, Lucone, mi sembra di sentirti quando mi dici "Te devi fà il corsooooo". Ci sta che una volta tornata lassù me lo faccia per davvero il corso, mi piacerebbe un sacco. In attesa di scatti migliori e racconti dettagliati, accontentatevi di queste:
La piovra, spiaggia di Pozzovecchio.
Mi è bastato riaccendere questo strumento del demonio chiamato computer per essere travolta dalla dura realtà: mail a cui rispondere, convegno da organizzare, rapporto semestrale da redigere e ancora tesi, tesi, tesi, il mio incubo peggiore.
Ma è domenica, quindi ci penserò domani. Per oggi mi faccio bastare il dover disfare la valigia, sciacquare ben bene i costumi, prima di farli tornare in letargo in fondo all'armadio.
Rimando ancora una volta i miei racconti, devo ancora riordinare i pensieri e farli sposare con le parole giuste.
Per il momento vi regalo qualche scatto dei 4 giorni passati a Procida. Non sono una gran fotografa, l'ho sempre detto. Sì, Lucone, mi sembra di sentirti quando mi dici "Te devi fà il corsooooo". Ci sta che una volta tornata lassù me lo faccia per davvero il corso, mi piacerebbe un sacco. In attesa di scatti migliori e racconti dettagliati, accontentatevi di queste:
La piovra, spiaggia di Pozzovecchio.
Hibiscus rosso del giardino del sig. Basilio.
Costumino verde ottanio, a riposo.
Testolina formichese che guarda il mare della Chiaia.
martedì 23 agosto 2011
Una capatina
Eccomi qua, sono tornata oggi pomeriggio. Che bello trovare le vostre antennine! :)
Sono stati giorni belli e intensi, a nuotare, spalmarci la crema a vicenda e ridere, ridere, ridere ancora. Avere come unica preoccupazione la messa a punto di una strategia per assaggiare tutti i piatti del menù di Girone, di cui vi parlerò (c'è una paginetta già scritta nel mio Moleskine).
Mi ero portata Le parole non le portano le cicogne di Vecchioni, ma ne ho letto un solo capitolo. Il mio massimo sforzo intellettuale è stato sfogliare Vanity fair, che credo possa meritare giustamente il titolo di miglior settimanale femminile in Italia. Sono stata proprio brava, stando lontana dalle edicole e dalle brutte notizie. Ho persino resistito alla tentazione di fregare Repubblica ai vicini di ombrellone... L'unica volta che ho provato a parlare di politica e affini con la mia sosia sono stata punita dal sole di Procida con una bella scottatura su spalle e décolleté. Da quel momento in poi gli argomenti di conversazione sono stati lo smalto, lo yoga, il pilates e il meraviglioso mondo di Groupon, fatto di 3 cerette a 19 euri e di 10 sedute di pressoterapia a 59, in cui mi tufferò presto.
Dovrete aspettare un po' per racconti e qualche scatto, domani riparto per altri 4 giorni: altro giro, altro mare. Stay tuned!
Sono stati giorni belli e intensi, a nuotare, spalmarci la crema a vicenda e ridere, ridere, ridere ancora. Avere come unica preoccupazione la messa a punto di una strategia per assaggiare tutti i piatti del menù di Girone, di cui vi parlerò (c'è una paginetta già scritta nel mio Moleskine).
Mi ero portata Le parole non le portano le cicogne di Vecchioni, ma ne ho letto un solo capitolo. Il mio massimo sforzo intellettuale è stato sfogliare Vanity fair, che credo possa meritare giustamente il titolo di miglior settimanale femminile in Italia. Sono stata proprio brava, stando lontana dalle edicole e dalle brutte notizie. Ho persino resistito alla tentazione di fregare Repubblica ai vicini di ombrellone... L'unica volta che ho provato a parlare di politica e affini con la mia sosia sono stata punita dal sole di Procida con una bella scottatura su spalle e décolleté. Da quel momento in poi gli argomenti di conversazione sono stati lo smalto, lo yoga, il pilates e il meraviglioso mondo di Groupon, fatto di 3 cerette a 19 euri e di 10 sedute di pressoterapia a 59, in cui mi tufferò presto.
Dovrete aspettare un po' per racconti e qualche scatto, domani riparto per altri 4 giorni: altro giro, altro mare. Stay tuned!
sabato 13 agosto 2011
Un giro in paese
Sembrano passati chissà quanti anni, da quando Pomigliano si svuotava già la prima settimana di agosto e prima del 25 ad andare in giro ti sentivi come uno dei pochi superstiti di chissà quale naufragio. Città quasi fantasma, pochissima gente in giro, qualche negozio aperto.
Da qualche anno la città non si svuota più, la cassa integrazione costringe molti a stringere la cinghia e addio ferie, se già si fatica a campare.
Stamattina invece alle poste c'era la coda, così come dal tabaccaio, dov'erano tutti in file per i grattevvinci, e giù di monetina. Mi sono fatta contagiare, ne ho preso uno anch'io e mi è andata bene, ho vinto 5 euri. Ci ho pagato la raccomandata con la domanda per le supplenze a Pisa: mentre la compilavo, un'altra aspirante supplente mi ha chiesto come si faceva, perché "è la prima volta che la faccio". E mi chiedo a che stadio di rimbambimento siamo arrivati, se si vuole essere insegnanti e non si è capaci di capire il senso di "mittente", "destinatario", "via" e "cap".
Sulla via di casa ho fatto tappa all'edicola. Il vecchio prima di me ha comprato Il Giornale e io gli ho regalato uno sguardo pieno di disprezzo. Poi ho comprato Il Fatto e ho cominciato a soffrire. Punto esclamativo rosso e poi: Debito pubblico record: 1.901 miliardi. Ognuno di noi ha sulle spalle un fardello di 31.700 euro. Neonati compresi.
In quel momento ho pensato che quelli che mettono al mondo un figlio in questo Paese, in questo momento, meriterebbero una medaglia d'oro per il coraggio.
Da qualche anno la città non si svuota più, la cassa integrazione costringe molti a stringere la cinghia e addio ferie, se già si fatica a campare.
Stamattina invece alle poste c'era la coda, così come dal tabaccaio, dov'erano tutti in file per i grattevvinci, e giù di monetina. Mi sono fatta contagiare, ne ho preso uno anch'io e mi è andata bene, ho vinto 5 euri. Ci ho pagato la raccomandata con la domanda per le supplenze a Pisa: mentre la compilavo, un'altra aspirante supplente mi ha chiesto come si faceva, perché "è la prima volta che la faccio". E mi chiedo a che stadio di rimbambimento siamo arrivati, se si vuole essere insegnanti e non si è capaci di capire il senso di "mittente", "destinatario", "via" e "cap".
Sulla via di casa ho fatto tappa all'edicola. Il vecchio prima di me ha comprato Il Giornale e io gli ho regalato uno sguardo pieno di disprezzo. Poi ho comprato Il Fatto e ho cominciato a soffrire. Punto esclamativo rosso e poi: Debito pubblico record: 1.901 miliardi. Ognuno di noi ha sulle spalle un fardello di 31.700 euro. Neonati compresi.
In quel momento ho pensato che quelli che mettono al mondo un figlio in questo Paese, in questo momento, meriterebbero una medaglia d'oro per il coraggio.
lunedì 27 giugno 2011
Chiuso per caldo
Volevo scrivere un pochino, ma non ce la posso fare. Troppo caldo. Non riesco a formulare un pensiero che sia uno. Coi 35 gradi di oggi col cacchio che le si alzava la gonna a Betty Boop...
Ci sentiamo tra qualche giorno, tanto mercoledi' dovrebbe tornare il solito tempo parigino loffio. Bisous
Ci sentiamo tra qualche giorno, tanto mercoledi' dovrebbe tornare il solito tempo parigino loffio. Bisous
mercoledì 13 aprile 2011
Complimenti
Era l''estate del 2001, quella della maturità. L'estate del mio primo campo di lavoro e della prima vacanza in completa autonomia con le amiche. Eravamo 3 e scegliemmo una pensione ad Ischia, che già l'anno seguente non c'era più, e a posteriori questa cosa ha reso particolarmente unica la nostra vacanza.
Non potevamo ancora saperlo, ma al ritorno da quella vacanza ognuna di noi avrebbe trovato l'omo (di quelle 3 coppie ne sopravvive stoicamente una sola). Eravamo 3 single spensierate e gagliarde a giro sull'isola e l'ultimo giorno in spiaggia una delle mie amiche fa colpo su un marcantonio targato Monza. Per le dinamiche di gruppo, ci presentiamo tutti e ci diamo appuntamento per quella sera stessa.
3 loro, 3 noi, il gioco è presto fatto: l'amica accalappiatrice col bel marcantonio, la cugina dell'amica accalappiatrice con un indigeno niente male e formichina, ovviamente, con lo sfigato del gruppo, brutto come uno scorfano brutto, targato Monza pure lui.
Vi riporto il dialogo top della serata:
Sfigato brutto come uno scorfano brutto: Sai, devo farti un complimento...
Formichina: ?
Sfigato brutto come uno scorfano brutto: Sei davvero molto carina, oggi in spiaggia non l'avrei detto!
Formichina, un po' interdetta: Ah... grazie.
Quasi 10 anni dopo, mi chiedo ancora in quale parte della frase fosse, il complimento...
Non potevamo ancora saperlo, ma al ritorno da quella vacanza ognuna di noi avrebbe trovato l'omo (di quelle 3 coppie ne sopravvive stoicamente una sola). Eravamo 3 single spensierate e gagliarde a giro sull'isola e l'ultimo giorno in spiaggia una delle mie amiche fa colpo su un marcantonio targato Monza. Per le dinamiche di gruppo, ci presentiamo tutti e ci diamo appuntamento per quella sera stessa.
3 loro, 3 noi, il gioco è presto fatto: l'amica accalappiatrice col bel marcantonio, la cugina dell'amica accalappiatrice con un indigeno niente male e formichina, ovviamente, con lo sfigato del gruppo, brutto come uno scorfano brutto, targato Monza pure lui.
Vi riporto il dialogo top della serata:
Sfigato brutto come uno scorfano brutto: Sai, devo farti un complimento...
Formichina: ?
Sfigato brutto come uno scorfano brutto: Sei davvero molto carina, oggi in spiaggia non l'avrei detto!
Formichina, un po' interdetta: Ah... grazie.
Quasi 10 anni dopo, mi chiedo ancora in quale parte della frase fosse, il complimento...
venerdì 11 marzo 2011
Sublimità
Spiaggia di Pozzovecchio, Procida, 16 agosto 2010.
Si è fermato un attimo, dopo tanto volare. Ha lasciato i suoi compagni di volo un po' più in là. Le zampe palmate in acqua, a rinfrescarsi un pochino. Lo sguardo in là, a scrutare il cielo oltre il costone di roccia.
Davanti a lui, il mare che si colora di rosa, man mano che il sole si scioglie.
giovedì 30 dicembre 2010
2010 - Fotogrammi
Non so se avete avuto modo di vedere le 100 foto selezionate da Repubblica per raccontare il 2010: io ci ho dato un'occhiata ieri e di rimando ieri sera, mentre aspettavo il sonno, ho cercato di proiettare un mio personale album di quest'anno che sta finendo. Ci ho messo dentro un bel po' di scatti di vita mia, ma ne ho lasciati anche un po' di quelli "di tutti". Allora vediamo un po'.
Ricorderò anch'io il 2010 come l'anno del terremoto ad Haiti, dell'Italia subito fuori dai Mondiali, degli scioperi a Parigi per le pensioni, della manifestazione della FIOM il 16 ottobre, di Nichi Vendola a Pomigliano, dei 33 minatori cileni liberati, del suicidio di Monicelli, del Bunga bunga, dell'illusione che lo psiconano potesse durare poco pochissimo, dei crolli a Pompei, della riforma dell'Università, del modello Marchionne, di Vieni via con me.
Tra gli scatti solo miei, invece, ne metterò qualcuno in più. Ci metterò quelli dei giorni passati a piangere e a maledirmi per la tesi, non posso fare finta che quei momenti non siano mai esistiti. Ci metterò la mia festa di compleanno, il brindisi sul canal saint Martin la sera di san Patrizio, i concerti di Massimo Ranieri, di Sharon Jones e di Yann Tiersen. Ci metterò il mio viaggio in Andalusia, dove un fotogramma si chiama "formichina andalusa versione raggiante" e un altro "l'impossibile stretta di mano, eppure...". Ci metterò una chitarra e un bidoncino di Heineken sulla Senna, un pic-nic a Buttes-Chaumont e un giro in velib' in una fresca notte d'estate. Poi ci saranno le foto di tutti gli amici che sono venuti a trovarmi, i tortelli della mamma di Silvia, il campionato di cucina e i corsi sui mercati. Ci saranno le mie mattine di domenica al mercato con Silvia o da sola, le battute coi macellai, i Peanuts, il matrimonio di Elisa, i miei giovedì alla péniche, la scoperta del pilates. Un pomeriggio soleggiato a place des Vosges, tante feste e l'una di notte fatta in un pic-nic a due a Cité universitaire. Poi ci sarà Procida, due amiche ritrovate e l'illusione di potermi finalmente innamorare, un sacco di dolci sms trascritti sul mio Moleskine. Vedrete lo scatto di un cuore traboccante d'emozione in una città che odio, e un amico venuto a raccogliermi col cucchiaino a Denfert. Ci sarà la neve e sarà tanta, come tante sono le occhiate lanciate all'orologio del metro per scoprirmi sempre più in ritardo, ci saranno i 15 libri che ho letto quest'anno, col primo posto a Il maestro e Margherita, ci sarà Vie de merde, ci sarà un bagno d'affetto a Pisa, ci sarà Maria, la badante di mia nonna, ci sarà il volto luminoso di mia madre di ritorno dalle ferie sul Gargano, le lacrime di gioia di mia sorella che ha trovato l'Amore, ci sarà l'RER, ci saranno i miei 4 piani di scale. Ci sarà la voglia di mettermi in gonna e la presa di coscienza di avere una mia bellezza.
Soprattutto, ci sarà questo blog, la voglia di provare a raccontare ciò che vedo e sento, i vostri commenti, le vostre visite in punta di piedi. E ancora, la voglia di scattare tanti altri fotogrammi per quest'anno ormai alle porte. Auguri di cuore a voi tutti!
Ricorderò anch'io il 2010 come l'anno del terremoto ad Haiti, dell'Italia subito fuori dai Mondiali, degli scioperi a Parigi per le pensioni, della manifestazione della FIOM il 16 ottobre, di Nichi Vendola a Pomigliano, dei 33 minatori cileni liberati, del suicidio di Monicelli, del Bunga bunga, dell'illusione che lo psiconano potesse durare poco pochissimo, dei crolli a Pompei, della riforma dell'Università, del modello Marchionne, di Vieni via con me.
Tra gli scatti solo miei, invece, ne metterò qualcuno in più. Ci metterò quelli dei giorni passati a piangere e a maledirmi per la tesi, non posso fare finta che quei momenti non siano mai esistiti. Ci metterò la mia festa di compleanno, il brindisi sul canal saint Martin la sera di san Patrizio, i concerti di Massimo Ranieri, di Sharon Jones e di Yann Tiersen. Ci metterò il mio viaggio in Andalusia, dove un fotogramma si chiama "formichina andalusa versione raggiante" e un altro "l'impossibile stretta di mano, eppure...". Ci metterò una chitarra e un bidoncino di Heineken sulla Senna, un pic-nic a Buttes-Chaumont e un giro in velib' in una fresca notte d'estate. Poi ci saranno le foto di tutti gli amici che sono venuti a trovarmi, i tortelli della mamma di Silvia, il campionato di cucina e i corsi sui mercati. Ci saranno le mie mattine di domenica al mercato con Silvia o da sola, le battute coi macellai, i Peanuts, il matrimonio di Elisa, i miei giovedì alla péniche, la scoperta del pilates. Un pomeriggio soleggiato a place des Vosges, tante feste e l'una di notte fatta in un pic-nic a due a Cité universitaire. Poi ci sarà Procida, due amiche ritrovate e l'illusione di potermi finalmente innamorare, un sacco di dolci sms trascritti sul mio Moleskine. Vedrete lo scatto di un cuore traboccante d'emozione in una città che odio, e un amico venuto a raccogliermi col cucchiaino a Denfert. Ci sarà la neve e sarà tanta, come tante sono le occhiate lanciate all'orologio del metro per scoprirmi sempre più in ritardo, ci saranno i 15 libri che ho letto quest'anno, col primo posto a Il maestro e Margherita, ci sarà Vie de merde, ci sarà un bagno d'affetto a Pisa, ci sarà Maria, la badante di mia nonna, ci sarà il volto luminoso di mia madre di ritorno dalle ferie sul Gargano, le lacrime di gioia di mia sorella che ha trovato l'Amore, ci sarà l'RER, ci saranno i miei 4 piani di scale. Ci sarà la voglia di mettermi in gonna e la presa di coscienza di avere una mia bellezza.
Soprattutto, ci sarà questo blog, la voglia di provare a raccontare ciò che vedo e sento, i vostri commenti, le vostre visite in punta di piedi. E ancora, la voglia di scattare tanti altri fotogrammi per quest'anno ormai alle porte. Auguri di cuore a voi tutti!
venerdì 19 novembre 2010
Procida, 16 agosto 2010
Chiesa sconsacrata di san Giacomo, vernissage della pittrice Teresa nonmiricordoilcognome, sono con Valeria e Fiorella.
Seduti ai due lati della stessa scrivania, due uomini canuti, uno di fronte all'altro. Quello che sembra un po' più gagliardo: - Buonasera, signorina.
- Buonasera.
- Lei è in vacanza qui a Procida?
- Si', ma domani vado via.
Lui, rivolto all'amico: - Eh, sono sempre i migliori che se ne vanno! E poi a me: - E le interessa l'arte, la pittura, la scultura?
- Si', certo, mi piace molto.
- E' un peccato che domani vada già via, altrimenti mi sarei messo a sua completa disposizione per insegnarle a dipingere, traspare una tale gioia dalla sua persona...
Scopro dopo da Fiorella che il gagliardo pittore ha la bellezza di 75 anni, ennesima conferma che tra gli over 65 riscuoto sempre un certo successo.
Seduti ai due lati della stessa scrivania, due uomini canuti, uno di fronte all'altro. Quello che sembra un po' più gagliardo: - Buonasera, signorina.
- Buonasera.
- Lei è in vacanza qui a Procida?
- Si', ma domani vado via.
Lui, rivolto all'amico: - Eh, sono sempre i migliori che se ne vanno! E poi a me: - E le interessa l'arte, la pittura, la scultura?
- Si', certo, mi piace molto.
- E' un peccato che domani vada già via, altrimenti mi sarei messo a sua completa disposizione per insegnarle a dipingere, traspare una tale gioia dalla sua persona...
Scopro dopo da Fiorella che il gagliardo pittore ha la bellezza di 75 anni, ennesima conferma che tra gli over 65 riscuoto sempre un certo successo.
domenica 24 ottobre 2010
Arma di distruzione di massa
Il 5 giugno di quest'anno. Festeggio l'esplosione dell'estate con un pic-nic a Buttes Chaumont con Federico e Dino, al secolo Er patata, a Parigi per la prima volta. Stiamo qualche ora al sole e poi portiamo Dino in giro, insieme agli avanzi del pic-nic. Andiamo sulla terrazza dell'Institut du monde arabe a goderci lo spettacolo. Dopo una mezz'oretta prendiamo l'ascensore: con me e Dino anche un addetto alla sicurezza.
Er patata: Rosa, ma ogni tanto mi arrivano delle folate... come di merda.
Effettivamente c'è un odore strano e adduciamo la "colpa" al tipo della sicurezza, che invece scende un piano prima. Il cattivo odore pero' resta: viene dal mio zaino. Usciamo all'aria aperta, cerchiamo il colpevole: il camembert! Nel frattempo s'è sciolto e il suo olezzo ha oltrepassato la barriera del tupperware, e io lo sto seminando in giro per Parigi già da qualche ora.
Ormai non posso più mangiare camembert senza scompisciarmi dalle risate pensando a quel giorno, alla puzza di cadavere che mi portavo dietro e a Dino che mi seguiva a debita distanza, tappandosi il naso e pregandomi di stargli lontano... Un po' come la madeleine di Proust, insomma. Cambia solo la sensazione olfattiva...
Er patata: Rosa, ma ogni tanto mi arrivano delle folate... come di merda.
Effettivamente c'è un odore strano e adduciamo la "colpa" al tipo della sicurezza, che invece scende un piano prima. Il cattivo odore pero' resta: viene dal mio zaino. Usciamo all'aria aperta, cerchiamo il colpevole: il camembert! Nel frattempo s'è sciolto e il suo olezzo ha oltrepassato la barriera del tupperware, e io lo sto seminando in giro per Parigi già da qualche ora.
Ormai non posso più mangiare camembert senza scompisciarmi dalle risate pensando a quel giorno, alla puzza di cadavere che mi portavo dietro e a Dino che mi seguiva a debita distanza, tappandosi il naso e pregandomi di stargli lontano... Un po' come la madeleine di Proust, insomma. Cambia solo la sensazione olfattiva...
martedì 31 agosto 2010
Barattoli
Mi sono alzata verso le 9, poco dopo ero in cucina. Mia sorella mi ha chiesto di dare un'occhiata al caffè. Allora sono uscita ad aspettare sul balcone, appoggiandomi al muretto, lo sguardo diretto di fronte. Gli occhi semiaperti, mi godevo le carezze del sole sulle guance, sul petto, sulle braccia. Mi godevo il miele dei miei capelli, riemerso sotto la patina grigia, il dorato del mio colorito. In quel momento ho pensato alla mia valigia blu, quella che mi porto dietro di solito. L'ho aperta con gli occhi e ho cominciato a sistemarci due, tre, quattro, cinque barattoli di vetro pieni di sole.
Lassù l'inverno sarà lungo e poco generoso. Mi godo gli ultimi giorni da principessa prima di ritrasformarmi in una formichina...
Lassù l'inverno sarà lungo e poco generoso. Mi godo gli ultimi giorni da principessa prima di ritrasformarmi in una formichina...
giovedì 29 luglio 2010
Estate a casa
L'accoppiata fatale di estate e casa mi trasforma in una divoratrice di libri. Se c'è una cosa che riesco a mangiare velocemente, sono i libri, d'estate. Non riesco più a leggere a letto durante l'anno da un bel po', quando ho voglia leggo in metro, ma un libro mi dura anche mesi. C'è poco da fare, il posto migliore è il letto di casa mia: il cuscino alto, il copriletto con le rose, balcone e finestra spalancati sono proprio il minimo sindacale.
2 giorni fa alla Feltrinelli ho preso due libri di Carofiglio: un libro di racconti e l'ultimo della serie dell'avvocato Guerrieri, Le perfezioni provvisorie. Questo - ovviamente straordinario - l'ho già finito e sono alla ricerca della mia prossima vittima. L'altro Carofiglio me lo riservo per un altro momento, il pendolo oscilla su:
1) Murakami, Norvegian Wood
2) Bulgakov, Il maestro e Margherita
3) Coelho, Veronika decide di morire
4) Manzoni, I promessi sposi
Come si può capire, ho le idee chiare...
2 giorni fa alla Feltrinelli ho preso due libri di Carofiglio: un libro di racconti e l'ultimo della serie dell'avvocato Guerrieri, Le perfezioni provvisorie. Questo - ovviamente straordinario - l'ho già finito e sono alla ricerca della mia prossima vittima. L'altro Carofiglio me lo riservo per un altro momento, il pendolo oscilla su:
1) Murakami, Norvegian Wood
2) Bulgakov, Il maestro e Margherita
3) Coelho, Veronika decide di morire
4) Manzoni, I promessi sposi
Come si può capire, ho le idee chiare...
giovedì 15 luglio 2010
MMM: Mica Male Malaga.
Non è bella come Granada, anzi non ha proprio niente a che vedere. Malaga non sa molto di storia, è una città bambina cresciuta troppo in fretta.
Il centro è dominato dalla cattedrale barocca, ovunque ti giri ne scorgi un pezzo. C'è qualche bel palazzo, ma l'incanto dura poco: spesso il suo vicino è un capolavoro dell'architettura anni '70, "cemento è bello". Un po' come il Centro direzionale.
Ma Malaga ha il mare e, malgrado il porto, si può fare il bagno, non come a Calambrone, meta di un epico smarrimento con la Fra (" ti dò questa notizia in conclusione / per sbaglio son finita a Calambrone"). Calette di fronte a un lungomare costellato di bar e ristoranti. Dietro il lungomare, una stradina con due file di casette bianche, una di fronte all'altra. La strada è lontana, i bambini possono giocare tranquilli. Una volta doveva essere un villaggio di pescatori, convertito in fretta in paradiso turistico alla moda.
Sarà la mia mania di voler ritrovare sempre qualcosa di un altro dove, ma a tratti mi sembra la Calabria senza i napoletani...
Il centro è dominato dalla cattedrale barocca, ovunque ti giri ne scorgi un pezzo. C'è qualche bel palazzo, ma l'incanto dura poco: spesso il suo vicino è un capolavoro dell'architettura anni '70, "cemento è bello". Un po' come il Centro direzionale.
Ma Malaga ha il mare e, malgrado il porto, si può fare il bagno, non come a Calambrone, meta di un epico smarrimento con la Fra (" ti dò questa notizia in conclusione / per sbaglio son finita a Calambrone"). Calette di fronte a un lungomare costellato di bar e ristoranti. Dietro il lungomare, una stradina con due file di casette bianche, una di fronte all'altra. La strada è lontana, i bambini possono giocare tranquilli. Una volta doveva essere un villaggio di pescatori, convertito in fretta in paradiso turistico alla moda.
Sarà la mia mania di voler ritrovare sempre qualcosa di un altro dove, ma a tratti mi sembra la Calabria senza i napoletani...
venerdì 25 giugno 2010
Out
Vorrei evitare di sprecare parole per l'Italia. Anche perché mi verrebbe spontaneo fare un parallelo Italia-squadra e Italia-Paese e verrei meno al mio buon proposito di non parlare di politica.
Riporto solo un commento di mio padre, riportatomi a sua volta da mia sorella. In risposta al "gallina vecchia fa buon brodo" di Lippi, il buon orsacchiotto se n'è uscito con un icastico "gallina vecchia o' cazz, tu e' fatt o bror' e purp". L'ho immaginato mentre lo diceva: ho desiderato essere a casa.
Poi s'è fatta l'ora della péniche. C'è sciopero, ma anche sole: due buoni motivi per andarci in velib'. Ho sbagliato percorso, sono capitata nella bolgia del corteo sindacale. Ammiro molto i Francesi quando scioperano. Certo, se non bloccassero la città sarei più contenta, ma hanno i loro buoni motivi e questo mi basta.
Ce soir le bateau bouge beaucoup, ça me donne un peu de mal de mer. Siamo in pochi stasera. Dai 3 oblò della cucina guardo l'argine di fronte e i superbi immeubles pierres de taille alle sue spalle. Provo a immaginare come verrebbe una foto.
Preparo le ciotole per la sala, ma sono lenta. Ogni volta che prendo coscienza della mia lentezza, m'intristisco un po'. Ma poi mi passa.
Dopo il servizio esco sulla passerella, è ancora giorno e la luce si colora del rosato del tramonto. Sul quai st.Bernard, passeggiate e pic-nic, belle ragazze con bei vestiti infiorati.
Débrief, e poi a casa. Sul pont d'Austerlitz alzo la testa, stanno passando 4 gabbiani. Forse a ricordarmi che il mare, tutto sommato, non è poi così lontano.
Riporto solo un commento di mio padre, riportatomi a sua volta da mia sorella. In risposta al "gallina vecchia fa buon brodo" di Lippi, il buon orsacchiotto se n'è uscito con un icastico "gallina vecchia o' cazz, tu e' fatt o bror' e purp". L'ho immaginato mentre lo diceva: ho desiderato essere a casa.
Poi s'è fatta l'ora della péniche. C'è sciopero, ma anche sole: due buoni motivi per andarci in velib'. Ho sbagliato percorso, sono capitata nella bolgia del corteo sindacale. Ammiro molto i Francesi quando scioperano. Certo, se non bloccassero la città sarei più contenta, ma hanno i loro buoni motivi e questo mi basta.
Ce soir le bateau bouge beaucoup, ça me donne un peu de mal de mer. Siamo in pochi stasera. Dai 3 oblò della cucina guardo l'argine di fronte e i superbi immeubles pierres de taille alle sue spalle. Provo a immaginare come verrebbe una foto.
Preparo le ciotole per la sala, ma sono lenta. Ogni volta che prendo coscienza della mia lentezza, m'intristisco un po'. Ma poi mi passa.
Dopo il servizio esco sulla passerella, è ancora giorno e la luce si colora del rosato del tramonto. Sul quai st.Bernard, passeggiate e pic-nic, belle ragazze con bei vestiti infiorati.
Débrief, e poi a casa. Sul pont d'Austerlitz alzo la testa, stanno passando 4 gabbiani. Forse a ricordarmi che il mare, tutto sommato, non è poi così lontano.
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