Da qualche tempo covavo il sospetto che qualcosa nella mia alimentazione non andasse per il verso giusto. C'è stato un periodo, qualche mese fa, in cui ogni volta che mangiavo pane o pasta (ma soprattutto pasta) mi pareva di avere come un sasso fermo sul petto. Una sensazione orrenda.
Allora mi sono finalmente decisa a fare il test delle intolleranze l'ultima volta che sono stata a casa (si' Alex, lo so che tu non sei d'accordo, ne abbiamo discusso spammando un po' sul blog di Ondalunga ^_^).
Dei miei amici hanno aperto una parafarmacia e ho fatto da loro questo "test", che consiste nel farsi punzecchiare un punto particolare del dito medio (chi ha ideato 'sta cosa dice di essersi ispirato ai principî dell'agopuntura, non al padre del Trota) con un aggeggino collegato a un pc (si', è un test un po' nerd, per la gioia di voi nerd lettori del blogghino). Il testatore seleziona un alimento (o una categoria di alimenti) e preme il cavetto (che dopo un po' fa pure male) sul ditino. A seconda del tipo di suono prodotto dal pc, viene calcolata la tollerabilità dell'alimento. Più il suono è acuto, più l'alimento è ben tollerato.
Le mie previsioni erano le seguenti: latte e derivati, pomodori, zucchine e pasta, visto che sono cose che consumo in grandi quantità. E invece gli esiti sono stati quasi del tutto sorprendenti: farina, lattuga, funghi e ravanelli.
Al momento della farina il pc ha emesso il suono di una sirena con le pile scariche... e io, composta all'80% da acqua e farina e al restante 20% da lievito, malto e sale, nata e cresciuta nel pane, mi sorprendo ad essere intollerante all'adorato compagno di vita. I due dottorini me l'hanno proscritto per 10-15 giorni, e con lui la pasta e tutto cio' che si fa col grano. Per 5 giorni sono stata ligia, ma sabato ero a un matrimonio che era la sagra del carboidrato, con tanto di lasagne home made di una signora siciliana... potevo mai dire di no? Ma, sarà stata suggestione o che, dopo le grida di giubilo delle papille gustative, lo stomaco ci ha tenuto a farmi sapere che non aveva gradito e che dovevo ricominciare a "comportarmi bene". E da ieri di nuovo niente pasta e pane, solo cracker wasa e Vollkornbrot o come si chiama lui (il pane di segale krukko, in vendita al monoprix).
Fare a meno della lattuga e dei funghi non è un grosso sacrificio. Del tutto inspiegabile invece l'intolleranza al ravanello, che potrebbe pure essere messo nel catalogo delle invenzioni inutili. Non ne mangio mai, mi fa proprio schifo. E i dottorini mi hanno spiegato che molto spesso, dietro al "non mi piace", si nasconde proprio un'intolleranza. Forse il profondo astio della Schwester per le mie adorate zucchine si potrebbe spiegare proprio con un'intolleranza.
La prima cosa che faro' quando sarà finita la sospensione, sarà una bella infornata di biscotti e una crostata gigante... siete tutti invitati.
(No, non sto rischiando di perdere il neotrovato lavoro disquisendo di futilità sul blogghino: alla fine il mio primo giorno di lavoro è slittato a venerdi', la mia formatrice è malata. Vi faro' sapere come va.bacibaci)
Confermo la mia intolleranza a questa nuova moda delle "intolleranze", specialmente se diagnosticate in modo così "particolare" invece che attraverso test validati di laboratorio (del tipo gene\antigene, o simili).
RispondiEliminaComunque, a parte l'esborso per il test (che spero i tuoi amici non ti abbiano fatto pagare) e per gli alimenti "particolari", non ti farà certo male sospendere per una settimana o due certi tipi di alimenti, se non altro per variare la dieta! (tanto più che troppi carboidrati bene non fanno...)
A coloro che sono sostenitori di questo tipo di test e metodologie domando: se uno è "intollerante" a certi cibi dovrebbe voler dire che qualcosa nel suo corpo non funziona a dovere e quindi non "processa" l'alimento in questione (pasta, pane, ravanelli etc.)
Mi domando allora come questo difetto possa passare semplicemente non assumendo l'alimento colpevole senza cure o altro... Che sia solo una questione di stanchezza? :-D
Fatto un riposino tutto passa? No, non credo...
Comunque, portafogli a parte, male non fa...
Mi scoccia solo che l'anti-scienza goda di eguale (se non maggiore) credibilità della scienza...
---Alex
secondo me potrebbe essere la lievitazione di certi alimenti, a me la pizza mangiata fuori casa mi fa venire dei mal di pancia assurdi e mi fa passare intere giornate in bagno.
RispondiEliminaDetto ciò ho dei dubbi anche io su questi test, forse perchè mi sono convertita frequentando il Torregalli a Firenze dopo l'episodio del mio shock anafilattico ;)
però magari sbagliamo anche noi diffidenti
prova tra 15 giorni e vedi come va
Ma "intolleranza" e "allergia" sono la stessa cosa?
RispondiEliminaPosso capire la tua delusione quando hai scoperto di non poter mangiare il ravanello.
RispondiEliminaUna volta il dottore mi ha detto che ho una parte della schiena debole e che devo evitare alcuni sport, per esempio il paracadutismo. Non puoi immaginare quanto ci sono rimasto male:-)
mi unisco agli scettici ma anche io penso che alla fine male non ti farà e quindi tanto vale tentare. una cosa non ho capito: se sei "intollerante" alla farina, come mai mangi i crackers e il pane integrale? sono fatti di farina anche loro...in ogni caso, in bocca al lupo! facci sapere come sta una napoletana senza pizza per qualche giorno che siamo preoccupati! baci!
RispondiElimina@Alex e Ondalunga: da come mi hanno spiegato, l'intolleranza consiste nel fatto che gli enzimi non riescono a metabolizzare bene certi tipi di alimenti quando li si mangia spesso... quindi bisogna sospenderli per un po' (si tratta semplicemente di cose che rallentano il metabolismo e hanno come conseguenza lo "svacco"). si', mi hanno fatto risparmiare. :)
RispondiElimina@Juzz: no. le allergie possono avere anche delle reazioni pericolose, tipo lo shock anafilattico.
@Kurtz: ahahahahahahaha genio! hai proprio capito la mia profonda costernazione dovuta al ravanello! :D
oh LdL, abbiamo commentato nello stesso momento! no, non mangio la farina integrale, mangio solo roba di segale e di avena. la farina di grano l'ho sospesa del tutto...
RispondiEliminami sento più leggera (e sembra anche essersi ridotta la "ciambella" formatasi in un mese a casa in cui ho fatto la cura panificio C.).
giusto, quando finisce potrei fare anche una mega-pizza! :D
lontano da Napoli ti passa un po' la voglia di pizza... comm'è amaro a stà luntano, avrebbe detto Mario Merola! ;) baci
Io ho notato che mangiando il pane o la pizza fatti da mia sorella con la "pasta madre" non ho alcun gonfiore dopo mangiato. Non penso di essere intollerante, quindi magari non si applica a te, ma ho l'impressione che il gonfiore derivi da paste non del tutto lievitate o in cui la lievitazione continua dint 'a panza. Magari potresti fare un esperimento con la pasta madre?
RispondiEliminaJuzz, caro, io sono nata nel pane (i miei hanno un forno) e sono cresciuta a pane lievitato a pasta madre... forse è il pane di qui che non è tutto lievitato a pasta madre... boh, provero' a chiedere!
RispondiEliminaFormichina, il nostro corpo produce enzimi in continuazione, non penso gli ci voglia il riposino... Anche se siamo di origine sudista e quindi un po' più portati alla meditazione che all'azione!!! :-D
RispondiEliminaCerto che se sospendi parte dei carboidrati è inevitabile che si dimagrisca un poco.
Per quanto dice Applejuzz, la lievitazione NON PUO' continuare nella pancia perché la cottura distrugge i poveri lieviti responsabili del fenomeno (poverini, sterminati così! ;-) )
Nell'intestino, la flora microbica naturale che abbiamo causa delle fermentazioni (e produzione di gas) ma questo è un fenomeno "naturale" che, in presenza di una dieta equilibrata ed in assenza di patologie particolari, non dovrebbe causare problemi.
---Alex
avete appena assistito a "l'angolo della scienza per poveri brodi" ad opera del dott. ADBlues. :)
RispondiEliminagrazie!