Quando ando' via da Parigi a fine maggio 2007, l'amico filologo fece una bella lista delle cose che vi aveva imparato. Una di queste recitava cosi': "Ho imparato che la Francia è il Paese delle opportunità, dove un ungherese puo' diventare Presidente della Repubblica e permettersi di creare il Ministero dell'identità nazionale";
Visti da "dentro", i Francesi accusano abbastanza l'attuale crisi economica, ma a differenza di come è stata affrontata la cosa in Italia ("la crisi non esiste, è un'invenzione di quei pessimisti della sinistra") loro non fanno altro che parlarne. Alla radio, in tv, sui giornali, in metro, negli uffici. Nonostante tutto questo, la Francia (o almeno Parigi) rimane il Paese (o la città) delle opportunità. Un piccolo esempio a partire da una cosa successa a me. Mercoledi' ho messo un annuncio su Italians, 3 righe che dicevano più o meno:
"Salve, sono formichina e faccio un dottorato. A fine mese non avro' più la borsa e quindi cerco un lavoro part-time come insegnante, commessa o segretaria. Ho un'ottima padronanza del francese scritto e parlato e una buona conoscenza dell'inglese. Questo è il mio numero, chiamatemi."
E cosi' giovedi' (il giorno dopo), mentre ero in BnF sulle mie sudate carte mi arriva una chiamata.
- Salve, siamo una gelateria-risotorante italiana, ho letto il suo annuncio e volevo chiederle se le interessa un posto part-time di segretaria presso i nostri uffici. Ha già lavorato come segretaria?
- No, mai. Ho aiutato qualche volta i miei con la fatturazione della loro attività, ma posso imparare. Vuole che ne parliamo da vicino?
- Domani alle 15 va bene?
- Perfetto, a domani.
Venerdi' alle 15 ho fatto il famoso colloquio, comincio domattina. Saranno 2 settimane di prova, poi se va bene mi fanno un CDD (contrat durée déterminée) fino a fine febbraio. Mi danno lo SMIC (cioè lo stipendio minimo a norma di legge), ma mi va bene cosi'. Lavorero' 3 giorni e avro' anche la possibilità di guadagnarmi un po' di extra con delle traduzioni. Non sarà il lavoro della mia vita, ma è quello che cercavo.
Se fossi stata in Italia non sarebbe stato cosi' semplice, credo. E sono sicura che con le mie 24 ore settimanali allo SMIC guadagnero' più delle commesse dei negozi di Pomigliano, 400 euro al mese per lavorare 8 ore al giorno (forse anche 9) 5 o 6 giorni a settimana.
Sono stata presa cosi', sulla fiducia, dicendo "salve, questo è il mio cv", senza bisogno della telefonata di nessuno o di avere alle spalle 5 anni di esperienza, una laurea col massimo dei voti e max 26 anni. Poi se non andrà, pace, avro' fatto un'esperienza diversa per due settimane. Due settimane che saranno comunque retribuite.
Dovrebbe essere la normalità, e invece a me pare un evento straordinario. Forse in Italia ci siamo troppo abituati a un'idea di lavoro che si avvicina più alla carità (come quella di una monetina data distrattamente al mendicante di turno) che a un diritto.
E mo' fatemi l'in-bocca-al-lupo, ja!
Ah, in tema di opportunità e di belle notizie, colgo l'occasione per dirvi che lo venerdi' scorso c'è stato un simposio con altri bloggers italiani a Parigi (suibhne, il colonnello Kurtz e NotreAnne, trovate i loro blog nella colonnina a destra), e che almeno per me è stata una gran bella serata. Una conferma ulteriore che la blogosfera riserva spesso delle belle sorprese, sisisi'.
In bocca al lupooooooo!!!!
RispondiEliminaNon è tanto il concetto di lavoro=carità... E' proprio che l'italiano medio è tirchio, pauroso e conservatore, prima di assumere qualcuno, anche a tempo determinato, preferisce farsi strappare un paio di molari perché "non si sa mai che può succedere" !
La differenza comunque è quella che passa da un paese civile ad uno no; da noi ti avrebbero come minimo offerto di iniziare al nero "e poi vediamo se continuare" (sempre al nero, ovviamente!)
Per finire ti confermo che sono d'accordissimo, i blogamici riservano sorprese stupende e te lo possono confermare MarcoGipo (chissà perché non mi viene da chiamarlo Marco e basta!), Lucia, Paleomichi e tanti altri che ho conosciuto di persona e no!
---Alex
Caro Alex,
RispondiEliminasono parzialmente d'accordo con te. quello che dici ha un buon fondo di verità, ci sono molti individui paurosi e senza scrupoli ma mi sento in dovere di spezzare un'arancia (per dirla alla Totti) in favore degli imprenditori. una cosa di cui si parla poco è il costo del lavoro in Italia. i miei hanno un panificio (una piccola impresa, in gergo). hanno un solo dipendente, messo in regola con tutti i crismi. sai quanto costa ai miei questa persona? 1.200 euro al MESE di contributi, quando 10 anni fa costava forse la stessa cifra all'ANNO. il lavoro in Italia costa sempre di più, e la politica dovrebbe fare qualcosa di serio in questo senso, ponendo un freno anche alla conseguente delocalizzazione, oltre a fare un giro di vite sul lavoro nero (un buon 80% dei panifici del napoletano sono attività del tutto irregolari, in strutture per niente a norme e con personale sfruttato e sottopagato). dov'è lo Stato? in Italia manca un'adeguata politica del lavoro, voilà tout. i miei nuovi "donatori di lavoro" sono Italiani, non Francesi, eh.
Cmq crepi il lupo e w la blogosfera e tutto quello che porta con sé!
un abbraccio! :)
Formichina,
RispondiEliminaso per quasi certo che almeno il lavoro industriale (quello artigianale non so) in Italia costa meno che in altri paesi europei.
Tanto è che la multinazionale per la quale lavoro ha preferito costruire un'altro stabilimento qui in Italia, dimezzare la produzione di quello Francese ed abbandonare la costruzione di un analogo stabilimento negli USA. Tutto questo perché a pari qualità, qui il lavoro (a sentir loro) gli costa meno (e non vedo perché dubitarne).
Certo le realtà artigianali in Italia hanno regole medioevali e non mi stupirei se effettivamente il lavoro artigianale costi di più di quello industriale.
Poi è ovvio che se l'80% del lavoro è fatto al nero i costi ricadano su quei poveri fessi (opsss... l'ho detto!) che vogliono fare le cose in regola che pagano alla fine anche per chi non lo fa mai.
Sono d'accordo con te, in Italia manca una sana politica del lavoro ma se è per questo manca del tutto una politica! Comunque non è solo colpa dello stato eh, i cittadini, abituati all'illegalità fin da piccoli ci mettono ben del loro...
Non è che qui da noi le leggi siano meno efficaci (beh, qualcosina, tipo condoni etc. non è che spinge alla legalità!), è che proprio non se le filano per niente!
In USA "rispettare le regole" è qualcosa che viene inculcato fin da piccoli, da noi invece alla maggior parte dei piccoli gli insegnano a fare i furbi...
Un abbraccione e buonanotte anche a te!
---Alex
"Quando prendo lo stipendio in gelati me lo spendo/ i gelati sono buoni ma costano milioni/ I gelati sono buoni ma costano milioni/I gelati sono buoni ma costano milioni ..."
RispondiEliminaSkiantos, I gelati
Volevo likarti lo splendido video, ma non riesco, accidenti. In bocca ai gelatiiiii
in bocca al lupo per il nuovo lavoro!
RispondiEliminaAlex: va bene anche solo gipo!
Alligatore: non avrei saputo dirlo meglio ;)
@Alex: ecco, hai capito perfettamente... io parlavo per il lavoro artigianale, come hai detto tu ci sono regole medioevali! più che d'accordo con te sul resto del discorso.
RispondiElimina@Alligatore: bellissimo, grazie! con quello che costano i gelati a Parigi poi... ;)
@Gipo: crepi! :)
in bocca al lupo!!!
RispondiEliminasto cercando qualcosa anch'io, spero che il tuo post rappresenti un'ondata di fortuna...
hai provato a vedere su italiansonline sezione di Lisbona? trovi il link nel post, clicca su "italians". in bocca al lupo a te e crepi il mio!
RispondiEliminaBene, sono molto contenta per te, spero che vi troviate bene reciprocamente, tu e i tuoi nuovi datori di lavoro!
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