La primissima volta che mi ha visto dopo la "botta" (cioè a Pasqua 2010), mi ha scambiato per una suora e mi ha chiesto se s'era fatta l'ora per la supplica al "sacro cuore di Gesù". Allora era convinta di essere in un ospizio gestito da suore.
A luglio ero diventata Celestina. Almeno rimaneva nel campo cromatico.
A Natale invece, ero la signorina Olimpia. Qualche mese fa, ero Isarella, "a' figlia e' Giuvannina".
Di Celestina e della signorina Olimpia mia madre non ne sa nulla. Di Isarella, invece, narra che fosse un po' un cuoppo. Isarella fa rima con bruttarella, insomma.
Non so se in questo momento si crede qualcuno che detta la sua vita a qualcun altro, ma da stasera sono nientepopodimenoche la sua dattilografa.
- Dai nonna, ho il nome di un fiore e di un colore!
- Margherita!
- No, riprova.
- Ortensia?
- No, nonna. Dimmene un altro.
- Tulipano!!!
- No! E' anche il nome di un colore.
- Rosso!
- No.
- Verde!
- No... mi arrendo: sono Rosa.
- Ma io l'avevo detto, Rosso!!!
In un'altra vita doveva essere un gatto...
nientepopodimeno!!!
RispondiEliminaChe tenerezza...
RispondiEliminaPerò, almeno dal tuo racconto, mi pare che la nonna abbia conservato un certo spirito allegro... Non male!
---Alex
ah quello sicuro! è una sanguigna... e se provi a chiederle dei soldi, vedrai dove ti fa arrivare!!! :D
RispondiEliminaEvviva la nonna...
RispondiEliminaPer la mia nonna Rosa ero "la nipote di Diva". :)
Tuttavia non abbiamo mai saputo chi fosse questa Diva.
Ahahahaha! Credo che sia anche un escamotage per evitare di dire nomi: tu sei la figlia di, la nipote di, la sorella di... In soli 6 giorni ho raccolto tanto di quel materiale, ma avrei doovuto filmarla!
RispondiElimina