domenica 25 luglio 2010

Incontri fortuiti

Sabato scorso, sulla 8 in direzione casa,ho conosciuto un ragazzo che abita nel mio quartiere e sua madre. O meglio: ci ha fatto conoscere tutti Naomi, una 19enne di Avignon che aveva alzato un po' il gomito ed era in vena di socializzare. Ha cominciato a parlare a macchinetta e a fare domande a tutti, così ci siamo presentati. Enchantée Naomi, enchantée Rosa, ah tu vois? Vous c'est Rosa moi c'est Rose (la mamma del tipo) e moi c'est Jérome (il tipo). Originari del Sud pure loro, des Hautes Pyrénées. Calcolando che Jérome è qui da 8 anni, dev'essere mio coetaneo, al massimo ha 2 anni in meno.

Da sabato, ho incontrato Rose e Jérome già due volte: martedì sulla 6 al rientro dal lab e stasera in rue de Fécamp. Ci siamo fermati di nuovo a scambiare due parole, poi ognuno per la sua strada.

Ora, considerando che nel formicaio brulicano 2 milioni e duecentomila formichine ogni giorno -senza contare i turisti- , le cose sono 2: o Jérome è l'uomo della mia vita (e in quel caso gli consiglio un corso accelerato di verve, nonché di cambiare barbiere, ché sembra un fratino), oppure che Parigi è davvero piccola...

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