lunedì 28 giugno 2010

Domenica

Il macellaio del mercato mi ricorda Quenu, quello del Ventre di Parigi. Almeno per come me lo sono immaginato io. Bonario e sorridente, sempre gentile con tutti. Grande e grosso. Gli ho fatto una foto. Me l'ha concessa, a condizione che non lavorassi per la polizia.
Il caldo fa desistere gli habitués dal pollo con patate novelle, ora sono tutti ai banchi di frutta e verdura. In inverno erano tutti lì davanti in fila indiana, come se avessero vissuto tutta la settimana nell'attesa di quel rituale.

Il pomeriggio mi ha regalato uno spettacolo insolito. Sulla strada per la missione, nella fetta di place François Ier e rue Jean Goujon, clima di festa. Saranno i tifosi, ho pensato. Invece è un matrimonio alla chiesa armena: gli invitati, disposti fuori dalla chiesa in cerchio, accolgono gli sposi accompagnando la musica del battito delle mani. All'improvviso, liberano due colombe bianchissime, che partono a razzo verso l'azzurro del cielo. Gli sposi le guardano raggianti. Le portrait du bonheur.

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