A conclusione della settimana italiana che fanno ogni anno nel 13esimo arrondissement (adoro questa parola!), questa sera concerto dei Telamuré: pizzica salentina, un po' di musica calabrese, un po' di tammorra. "Tu vuò fà l'americano" di Carosone. Per quasi 3 ore viaggio da Paname a Terronia.
Una sagra di paese: vecchietti con la coppola, musica popolare, signore un po' attempate a lanciarsi "in pista". La pista: il pavé davanti alla mairie del 13esimo, place d'Italie. Un vecchietto spagnolo mi invita a ballare un valzer calabrese, accetto. Non mi era mai capitato in nessuna delle mie mille vite e feste di paese. Penso a questo mentre balliamo.
I Telamuré parlano un francese abbastanza pessimo, soprattutto per la fonetica. Sono giovani, ma parlano una lingua da emigranti. Ma sono grandiosi quando traducono i nomi delle canzoni direttamente dal dialetto al francese, senza passare per la zona franca dell'italiano.
Sul resto della piazza, gazebi bianchi di prodotti italiani: gelato, pasta, prelibatezze siciliane, dolcetti, caffè, limoncello. Ci fosse stata la bancarella coi lupini e col torrone, l'artificio sarebbe stato quasi perfetto.
Quasi perché il palco con gli artisti è troppo piccolo per imporsi sul resto, o forse è il resto ad essere troppo grande. 3 metri più indietro e hop! Nel mio campo visivo s'impongono le antenne del centro commerciale Italie 2, i grattacieli del quartiere cinese, la M gialla del metro.
Manca un ingrediente fondamentale della sagra di paese, che non è la bancarella del torrone. Piuttosto, la sensazione di essere in un posto dove il tempo s'è fermato.
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