giovedì 21 marzo 2013

Tu causes, tu causes, c'est tout ce que tu sais faire!

Da qualche parte dovro' pur cominciare, perché mi sono resa conto che non riesco a scrivere il discorso per la discussione della tesi. Significa che c'è un malloppo di pensieri ingarbugliati che fa ostruzione, e forse è il caso di provare a tirare qualche filo. Oddio, in realtà significa pure che ho poca, pochissima voglia, come se per me il discorso potesse benissimo chiudersi qua. I pensieri "arretrati" sono molti, mi sono già immaginata di scrivere vari post su vari temi, ma poi la pigrizia ha preso il sopravvento e sono rimasti solo pensieri, appunto. Credo che il colpo di grazia me l'abbiano dato le elezioni e il valzer di polemiche e isterismi che è cominciato dopo, nel fantastico mondo di feisbuc, soprattutto, al punto da farmi rimpiangere a momenti le giornate di delirio in cui eravamo io, la mia TDM (Thèse De Merde, per i non-francisants) e l'isolamento. 
Se posso esprimere un parere sul futuro Presidente della Repubblica, mi pronuncio a favore di una maestra elementare specializzata in "sindrome del pisello piccolo" o in alternativa di un esorcista, mi sembrano le uniche figure in grado di placare gli animi. Non so voi, ma io davvero non ne posso più. Tutti si credono depositari della Verità e del modo giusto di fare politica e partecipare alla democrazia. Magari gente che in vita sua non è manco mai andata alla riunione di condominio perché si rompeva le palle e ora sventola alta la bandiera della partecipazione e del bene comune (che francamente, non si è ancora capito quale sia, dopo che ci sono stati due giorni di polemiche e di esitazioni per votare il presidente del Senato e la scelta era tra un procuratore antimafia e un colluso con la mafia). Spero che i grillini si rendano conto presto che l'autoreferenzialità e il qualunquismo non hanno mai portato da nessuna parte e che distruggere l'esistente senza sapere cosa si vuole fare poi è forse anche peggio dell'esistente, la Storia ce lo insegna (o dovrebbe, almeno, ma la Storia ormai se ne sta li', rannicchiata in un angolo con lo sguardo disilluso a guardare il teatrino del presente e la certezza di non servire a niente e a nessuno). Spero si rendano pure conto che un po' di ironia - o meglio ancora, di auto-ironia - non ha mai fatto male a nessuno. Un'ironia schietta, sincera, che aiuta a prendersi meno sul serio e a lavorare meglio, consapevoli dei propri limiti e delle proprie risorse.
Io, dal canto mio, sono ormai convinta di portare sfiga a quelli per cui voto, che non vincono mai... Vi basti pensare che quando il M5S l'ho votato io (cioè alle ultime elezioni regionali campane ed è stata la prima e l'ultima volta), questo non ha preso neanche il 2% dei voti. In 12 anni che voto, l'unico governo di "sinistra" che c'è stato in Italia è durato meno di due anni (era più un governo sinistro che un governo di sinistra, mais bon). Se vi puo' rassicurare, la prossima volta voto il popolo dell'impunità della libertà, magari è la volta buona che ce li togliamo dalle palle.

Il lavoro al bar va bene, mi sfianca, ma sono felice. A dirla tutta, quando mi sono alzata stamattina ho avuto l'impressione che qualcuno mi avesse menato durante la notte, ho male ovunque. Ma mentre sono li' in cucina a spignattare, non ci penso. Il bar è una costruzione piuttosto vecchia, poco più giù del Moulin de la Galette, con la porta a vetri e le scale di legno. Soprattutto quando arrivo al pomeriggio, verso le tre e mezza, mi sembra di stare in un'altra epoca. E in un'altra città. Molti dei clienti sono degli habitués, ma capita anche qualche turista, di solito inglese o americano, italiano qualche volta.
Nel frattempo mi hanno pure proposto un contrattino di qualche mese in un laboratorio qua vicino. Vi diro', la cosa non mi entusiasma molto, lo farei davvero per il vile denaro e basta. Sappiate pero' che quando mi è arrivata la proposta mi è partito tutto un trip sull'essere e avere, sull'importanza di amare cio' che si fa e il coraggio di cambiare radicalmente la propria strada. Pensavo al mio amico Guigui, che prima lavorava nella finanza (con tanto di master preso negli USA) e ora fa il dee-jay/compositore, e ha una moto e una casa senza fornelli e il sorriso perennemente stampato sulla faccia.

Poi mi sono spostata sul piano del cuore, e mi è partito un altro trip sulle cose che succedono e quelle che sarebbero potute succedere se almeno uno dei due avesse avuto il coraggio, ma questo è un altro discorso, che forse è meglio lasciar perdere, ché non serve a niente.

E niente, poi ho letto Queneau, di cui mi innamoro ogni volta. Ma forse l'avevate capito.

(Ecco, adesso posso mettermi a lavorare, anche se tra un'ora dovro' andar via.)

4 commenti:

  1. chiacchieri chiacchieri.. ;)
    l'avevo beccata la citazione, anche se l'ho letto in italiano!
    :D
    ci vediamo al barrino a pasquetta!

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    1. non lo conosco in italiano, ma complimenti! :)
      si', ci vediamo al barrino!

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  2. Bella questa chiacchierata che ci hai regalato! :)

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    1. era da un po' che non facevo un post fiume di fatti miei... :)

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