Vivere all'estero comporta, per forza di cose, non riuscire a seguire tutto tutto tutto quello che succede nel proprio Paese. Paradossalmente, spesso si è più informati di chi dallo "stivaletto" non si è mosso. E ad ogni modo, se ci si perde qualcosa, ci pensano gli amici informati a farlo sapere anche a te.
Bene, la notizia del giorno è che se cliccate su www.fiatpanda.it potete ammirare il nuovo spot che i marchionneboys hanno realizzato per il lancio della nuova Panda, "l'Italia che ci piace". Bisogna essere dei geni - del male, certo - ad aver pensato a una cosa del genere, subdola e canzonatoria quanto basta.
Questo il testo (sono io che sottolineo): "Ma quante Italie conosciamo? Quella dell'arte, quella della grande inventiva, quella del talento costruttivo, quella del Paese pittoresco, quella dei giovani che cercano un futuro o quella capace di grandi imprese industriali? Noi possiamo scegliere quale Italia essere, è il momento di decidere se essere noi stessi o accontentarci dell'immagine che ci vogliono dare. Questo momento è quello di ripartire, ripartire nell'unico modo che conosciamo: con il nostro lavoro e mettendoci alla prova. Perché in Italia, ogni giorno, c'è qualcuno che si sveglia, e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creatività, ma soprattutto, la voglia di costruire una cosa ben fatta. Le cose che costruiamo ci rendono cio' che siamo. Nuova Fiat Panda: questa è l'Italia che piace." Letto da una voce maschile decisa e quasi intimidatoria, mentre sullo schermo sfilano scene di vita in fabbrica, un Pulcinella in un teatro, la Pietà di Michelangelo e una macchinina che passando per il golfo di Napoli arriva allo svincolo di una superstrada e sceglie di proseguire - udite udite -per Pomigliano sud.
La macchinina va a Pomigliano d'Arco, il mio paese. Quello del braccio di ferro tra Marchionne e la Fiat sul contratto nazionale. Quello dove bisognava produrre la Panda, appunto, e poi non se n'è saputo più nulla. Dove chi lavorava in fabbrica ora è a cassa integrazione, quando va bene, dove i negozi chiudono uno dietro l'altro, mentre continuano ad aprire supermercati dello stesso proprietario, anzi degli stessi due proprietari e per loro sembra che la crisi non esista. Un paese mesto e depresso, dove un ragazzo di 25 anni si avvilisce perché evidentemente essere onesto, lavorare duramente e nel pieno rispetto di regole e leggi non fa molto "Italia che piace".
Tutto tragicamente vero cara Formichina... :-(
RispondiElimina---Alex
PS = l'unico appunto che ti faccio è che la Panda viene veramente prodotta a Pomigliano, da un terzo (credo) degli operatori che vi lavoravano prima e sotto un contratto di lavoro pieno di piccoli e grandi ricatti...
si', mi era venuto il dubbio sulla Panda a Pomigliano, a un certo punto non ho più seguito la vicenda e ho dato per scontato che avessero spostato la produzione (basandomi sul numero di cassintegrati che conosco). grazie cmq.
RispondiEliminaio vorrei che la Fornero venisse a Pomigliano a toccare con mano la realtà e capire che significa essere giovani in un posto cosi'.
vediamo quanto ci mettono gli americani a rispedircelo a pedate ;)
RispondiEliminaMi pare una bella presa per i fondelli far andare la Panda proprio là...
RispondiEliminaa parte le riprese a Pomigliano... sono l'unica a scorgere un chiaro riferimento al contratto nel messaggio della pubblicità? tipo la frase che ho messo in grassetto... o_O
RispondiEliminaSob :-(
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