venerdì 20 maggio 2011

Vogliamo parlarne?

Sappiate che di questi tempi, nelle stazioni del métro di Parigi, capitale della Rivoluzione francese (uno dei momenti più gloriosi della storia d'Europa degli ultimi 400 anni), sono affissi questi manifesti:

* Dicono che in Tunisia la tensione sia al limite.


* Si dice che in Tunisia i pallini partano a razzo. 
(In francese sarebbe le palline, visto che balle è sia la pallina da tennis o da golf, sia pallino inteso come proiettile. Malgrado tutto, chapeau per il perfetto gioco di parole).

Bene, vogliamo parlarne? Ora non so se l'ideatore del manifesto sia francese o tunisino, in entrambi i casi si meriterebbe il premio Nobel per il cinismo. Come se non ci fossero mai stati più di 300 morti, più di 600 feriti e più di 40 000 rifugiati approdati ad altri lidi. Come se non fosse mai successo niente. Come se non fosse vero che ancora in questi giorni le manifestazioni a Tunisi sono represse a suon di matracca.

Suvvia, non vi sarete mica spaventati per qualche servizio montato da qualche giornalista alla ricerca della gloria? Ma si', hanno fatto qualche sfilata in piazza, ma poi tutto è tornato a posto... Percio' non vi preoccupate e prenotate sereni le vostre vacanze, che il vostro villaggio a Djerba è rimasto intatto, e quest'anno c'è pure l'all inclusive offerto nel prezzo!

O forse, a volerla prendere bene, come mi suggeriscono alcuni amici francesi, è un modo - seppur scioccante - di continuare a far parlare della Tunisia "per altre vie", diciamo cosi'. Ma era proprio necessario farlo in questo modo?

6 commenti:

  1. A parte che la Rivoluzione Francese è stato uno dei momenti più bassi e deludenti di furore ideologico della storia d'Europa (per una versione che non abbia portato a una dittatura sanguinaria e poi a vent'anni di guerre, chiedere ai Sigg. Washington e Franklin), temo che il cinismo sia anche necessario a riportare turisti in Tunisia, che sono la prima fonte di reddito e il modo per evitare di far partire altri 40000 rifugiati. Ed è anche il modo ti tornare a una 'normalità' e dare senso a quelle morti.

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  2. Non sono d'accordo:
    1) la Rivoluzione, almeno nelle 3 "-té", era animata da propositi più che legittimi. che poi sia degenerata, posso anche essere d'accordo;
    2) mi pare che il tipo di turismo pubblicizzato nei manifesti sia quello del villaggio vacanze in cui lavorano quasi tutti stranieri e pochi impiegati locali, e completamente fuori dalla vita del Paese.
    3) quale "normalità", se a Tunisi ci sono ancora rivolte? http://www.liberation.fr/monde/01012338032-la-tunisie-agitee-par-des-tensions-post-revolutionnaires

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  3. Noi facciamo lo stesso pubblicizzando le vacanze estive a Lampedusa. Se da una parte avere la faccia come il culo è vergognoso, dall'altra bisogna anche quanto meno iniziare a ridare una parvenza di normalità. Del resto l'anno scorso si andava al mare in macedonia e quest'anno ho visto cataloghi sull' albania!!!

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  4. Dino, il problema è un altro: non mi pare che in Albania o in Macedonia ci siano conflitti in corso... in Tunisia la rivolta c'è ancora, capisci? anche se non ne parla quasi più nessuno. e mi pare mancare di rispetto a chi è morto per la libertà fare una pubblicità del genere!

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  5. Sì, ho visto anch'io i manifesti e sono pienamente d'accordo con te. Il primo ci poteva anche stare, quello delle balles qui fusent è invece francamente grottesco.

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  6. eh, finalmente. pensavo di essere l'unica ad averla presa male. la seconda è veramente cinica...

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