Bene, nelle ultime settimane sono stata in altre faccende affaccendata (ogni tanto bisogna pur lavorare) e ho scritto poco. Ma oggi, reduce da una bella riunione di due ore con il capo, mi sento in diritto di recuperare con una bella seduta di grafoterapia intensa, che scoraggerà persino i due lettori e mezzo che ogni tanto passano di qua (buuuuuuuh, hosoloduelettorifissi, buuuuuuuh, non mi volete bene, piangooooooooo, buuuuuuuuuuaaauhuuuuuah).
Da dove comincio? Da una semplicissima considerazione sulla natura umana (neanche tanto originale, in verità) sulla base di un episodio che mi ha vista protagonista ieri mattina, e cioè: Al mondo c'è gente che al mattino si sveglia con la chiara intenzione di fregare il prossimo. Che poi faccia l'edicolante, il ladro professionista o il presidente del Consiglio, cambia poco.
Ieri mattina, dunque. Ore 10.15, esco dall'RER di buonumore, pensando ai risultati delle elezioni. Mi ricordo che nel portafogli ho solo un biglietto da 20 euri e qualche centesimino ramato (= no soldi per il caffè) e decido di comprarmi Libération, ansiosa di cambiare il bigliettone e di sapere se i mangiaranocchie hanno sprecato qualche parolina sulle elezioni italiane, distraendosi un attimo da DSK (che dopo 3 giorni ha già pienato, diciamocelo pure). Esito un attimo tra Libé e Le monde e poi opto per il primo, avviandomi alla cassa col giornale in una mano e tutte le mie fortune nell'altra. Indico il giornale, pago e, vedendo che il tizio ha già preso 10 euri e degli spiccioli dalla cassa per darmi il resto, gli confermo che gliene ho dati 20. Si scatena l'inferno:
-Mi ha dato 10 euro.
-No, gliene ho dati 20. (tono pacato e diplomatico)
-No, me ne ha dati 10, mi vuole fregare. (già visibilmente incazzato)
-Le assicuro, gliene ho dati 20. Ho ritirato i soldi proprio stamattina, la mia banca mi dà solo biglietti da 20. (tono ancora pacato)
- (prende il giornale e quasi mi sbatte contro i 10 euri) Si prenda i suoi soldi e se ne vada o chiamo la polizia. Lei mi ha dato 10 euro.
- (tono leggermente alterato) Guardi, sono entrata apposta qui dentro per cambiare 20 euro, quindi lei ora mi dà i miei soldi.
-Ma come si permette? Guardi che il locale è videosorvegliato! Guardiamo la cassetta cosi' vedrà che mi ha dato 10 (incazzatissimo, urla).
- (ormai fuori di me) Benissimo, guardiamo la videocassetta!
-Ora non posso, torni alle 11 (improvvisamente calmo)
-No, la guardiamo ora, invece! Devo andare al lavoro! (sempre più fuori di me)
-Dopo!
-No, ora! Ha capito? ORA! Altrimenti chiamo subito la polizia! La chiamo io, la polizia, e vediamo. (urlo, sono rossa ma irremovibile)
A un certo punto, prende altri 10 euro dalla cassa (segno intangibile di cattiva fede) e me li dà con estremo disprezzo. Io me li prendo ed esco dall'edicola continuando a dargli del voleur, dell'escroc e a lanciare delle frasi a caso, del tipo mais je rêve, quoi!, c'est pas possible, n'importe quoi, che fanno un drôle d'effet pronunciate col mio accento, ma anche tanto bene allo spirito. Avrei anche potuto lanciare una serie di anatemi in napoletano a lui e a tutta la razza sua, ma volevo che capisse bene.
E mentre mi avviavo verso il lab, ancora visibilmente sconvolta, mi sono ricordata di una massima di mummy: "Chi pecora se fa, 'o lupo s'a magna".E automaticamente ho pensato alla politica, agli Italiani, ai Napoletani. Ho pensato che, pure con un po' di ritardo, la gente ha capito che per non essere pecora deve parlare, e per avere diritto di parola deve partecipare. Non si deve nascondere dietro alibi del tipo "tanto tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera". Deve ascoltare, interagire, protestare. Costruirsi una coscienza civile non è immediato, ma sono ottimista: mi pare che il vento stia cambiando, e che presto ci sarà spazio per una rinascita. E a quel punto, forse potrei pure prevedere un ritorno a Napoli (sogna, formichina, sogna).
Avevo ancora altre cose da dire, ma un po' me le sono scordate, un po' non riesco a formularle, non importa. Cerchero' di aggiornarvi presto, anyway. Se avete notizie di Mastella, avvisatemi!
Grande Formi, sei stata bravissima! Ecchecavolo. Mai farsi mettere sotto i piedi, e buon ritorno, presto ti auguro, in Italie! ;-)
RispondiEliminaMi spiace, ma io proprio la disonestà non la tollero... e la cosa che più mi ha fatto puntare i piedi è stato il fatto che lui mi abbia dato della ladra, capisci???
RispondiEliminagrazie mille, buon lavoro... ho letto che sei sommersa dal lavoro... coraggio!