lunedì 16 maggio 2011

L'attesa

Pure a 2 000 km e passa, seguo con un certo interesse (e pure una certa apprensione, confesso) le elezioni di ieri e oggi in Italia, con uno sguardo tutto particolare a Napoli, ovviamente. Nessuno è stato capace di fare previsioni. Una miriade di candidati (8, mi pare).
Ecco, io vorrei che per una volta i Napoletani dessero un segnale forte. Vorrei che facessero capire al resto d'Italia che non sono più dei burattinai in mano al solito prestigiatore che promette mari e monti e poi gli unici mari e monti che puo' dare loro sono fatti di munnezza. Vorrei che la Napoli che pensa, che lotta, che paga le tasse, vincesse per una volta. Vorrei che si ricominciasse a sperare, che si rialzasse la testa.
Vorrei che chi si è recato ai seggi ieri e oggi abbia messo una bella croce sul nome di quest'uomo:

 

Anche perché, scusate, una città che l'anno prossimo giocherà in Champions League puo' mai permettersi di avere una munnezza di sindaco?

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