domenica 29 maggio 2011

Il miglior disprezzo

Stasera, mentre scendevo le scale a Daumesnil per andare a prendere la 8, mi sono improvvisamente ricordata di un libricino piccolo piccolo ma molto carino che mi aveva regalato la ziiina all'inizio delle scuole medie. E' un libro di Gianni Rodari, C'era due volte il barone Lamberto. Racconta la storia di un vecchietto molto acciaccato (il barone Lamberto, per l'appunto) che per continuare a vivere ha bisogno di sentire pronunciare il suo nome da qualcuno. E a questo proposito, nel suo palazzo ci sono 6 persone, uomini e donne, che lavorano a turni per lui, ripetendo continuamente "Lamberto" in un microfono che diffonderà la voce di turno in tutte le stanze del palazzo tramite altoparlanti. Un giorno pero', quel fetentone del nipote di Lamberto decide di addormentare i parlatori: nessuno più ripete "Lamberto" per qualche ora e il barone Lamberto muore, cosi' il nipote si cucca l'eredità. Il resto della storia non ve lo racconto, lascio a voi il piacere di andarvi a scovare questo libricino delizioso.

Tutto questo per dire cosa? Che quello che non viene nominato non esiste. Se per esempio noi smettessimo di parlare di un certo personaggio, forse smetterebbe di esistere, perché credo che buona parte del suo potere venga dal semplice fatto che noi pronunciamo il suo nome. Ho letto delle migliaia di mail arrivate a quel poveraccio di Obama (a quei poveracci del suo staff, soprattutto) da parte di Italiani che si sono scusati perché ancora una volta il loro premier li aveva messi in imbarazzo davanti al mondo. Mi dissocio del tutto, perché credo che Obama sia sufficientemente sveglio da capire che parla con un vecchio pazzo rimbambito. E perché a nominarlo tante volte (il vecchio rimba, non Obama), gli si fa solo un favore. Quindi, proporrei una cosa: non calcoliamolo più, non pronunciamo il suo nome, regaliamogli solo indifferenza. A che serve stare li' a fare l'elenco delle offese e delle marachelle? In tutti questi anni, non si è rivelata una strategia vincente. Ignoriamolo: è il modo migliore per annientarlo.

8 commenti:

  1. Se ma sa sbaglie mia, l'era chèl che l'era facc ol Veltroni ai otre elessiù... l'era prope mia funsiunàt tat bé...
    (Se non ricordo male era stata la tattica di Veltroni alle ultime elezioni... non aveva funzionato un granchè bene...)

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  2. applejuzz, sono in parziale disaccordo.

    Veltroni, comunque, era arrivato al 30% dal risultato disastroso del governo Prodi.

    Poi, è stato boicottato dai patetici maggiorenti del suo partito che, invece, a Berlusconi hanno sempre portato l'acque co le orecchie (e pure co la scorzetta del limone).

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  3. Cioè intendi dire che non nominare Berlusconi aveva funzionato ma che altre cose ne hanno annullato l'effetto positivo e causato la sconfitta? Io credo che la tattica del "il maggiore esponente dello schieramento avverso" abbia contribuito alla sconfitta. In particolare a me ha messo tristezza.

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  4. Sono d'accordo con applejuzz e infatti volevo scrivere lo stesso commento, poi son andato a mangiare, poi son tornato e l'aveva scritto lui.

    Detto questo: Veltroni avrà anche preso il 30% ma ha portato al minimo storico la "sinistra" (intendendo con questa parola inadeguata il voto contro per partiti che non sostenevano Berlusconi). Oltre ad aver contribuito alla nascita di un partito leaderistico, fatto di Presidente e Popolo plaudente, esattamente speculare a quello di Berlusconi. E ad aver scelto Calearo e i radicali invece che Vendola e i socialisti. E ad aver contribuito alla nascita del primo parlamento della storia della repubblica senza comunisti e senza socialisti. Però sì, ha preso il 30%.

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  5. Suibhne, il fuso orario ti è stato fatale, io ho mangiato dopo aver postato il commento! ;)

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  6. Juzz, hai depistato tutti! :p io non volevo parlare di Veltroni, né di tutti gli altri. ma sono d'accordo sul fatto che Veltroni avrebbe dovuto insistere quantomeno sul conflitto d'interessi.
    al massimo pensavo a Pisapia, che non è stato là a fare le pulci su tutte le cose che gli ha detto lady Mestizia. dovremmo smetterla di indignarci per le cazzate che dice, perché lui ci gode: semplicemente, ignoriamolo. L'indifferenza lo ucciderà. A furia di stare li' a ribattere a ogni sua battuta, si perde un po' di vista che bisogna combattere la sua politica, non i suoi deliri.

    @Suibhne: benvenuto! sai che un tuo collega filologo è un mio grandissimo amico? :)

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  7. Non dobbiamo parlare di chi? ;-)

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  8. di quel signore buffo coi capelli finti e i tacchetti... :) non bisogna pronunciare il suo nome!!

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