giovedì 10 febbraio 2011

Les soldes

Fare i saldi a Parigi è uno spasso: si fanno davvero affari e l'elevata disponibilità di commessi gay è un incentivo notevole. Basta solo stare attenti ai giorni e agli orari che si scelgono, se non si vuole rischiare l'omicidio plurimo e il gabbio o l'esaurimento precoce condito da imprecazioni e bestemmie scontabili in 250 comode rate di sessioni di striscio sui ceci di due ore l'una.

Ho preso una gonna a trapezio, tutta colorata di rosso, fucsia, rosa, blu, giallo, arancione, verde,si direbbe la tavolozza di Kandinsky, con tanto di viso di giapponesina che fa capolino sulla coscia destra.  Poi un vestito di cotone a maniche lunghe, stavolta sui toni dell'azzurro e del rosa. Entrambi sono simbolo della mia ribellione al grigiore. Ah, ci tengo a precisare che entrambi sono di una taglia in meno rispetto al solito (a qualcosa dovrà pur servire abitare al quarto piano senz'ascensore e correre come una formichina disperata da una parte all'altra), mi posso ritenere fiera di me. Poi ho comprato un vestitino di lana a righe a mezze maniche, grigio chiaro e grigio antracite, per non essere troppo fuori posto con l'andazzo cromatico della città. E pure il cardigan abbinato, cosi' faccio veramente jeune fille rangée. Sono sicura che con un paio di orecchini di perle e i capelli raccolti, potrei davvero passare per una formichina seria ed elegante.
Infine, mi sono comprata un secondo pigiamino dei Peanuts: perché si sa, è sempre meglio avere un bracchetto a portata di pigiama per difendersi dai draghi.

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