mercoledì 23 febbraio 2011

Io non lo so

No, proprio non lo so cosa pensare. Di quello che sta succedendo in Libia, di quello che continua a succedere in Italia, delle rivolte in Tunisia e in Egitto. Saro' naïve, ma credo davvero che la rivolta araba non sia spallata da nessuno: semplicemente la gente si è rotta di subire la fame, la povertà e le prese per i fondelli, e si ribella. E fa bene. Mi auguro solo che presto la polizia libica faccia come quella egiziana, ché di sangue ne è già stato sparso troppo.

Poi guardo all'Italia e scuoto la testa: i politici, invece di pensare a dire e fare qualcosa di sensato, giocano uno squallido ping pong di rinfacci e accuse, la maggior parte della gente continua a vivere a sua insaputa, si mette in palio un posto di lavoro in un reality show, la schizofrenia sembra essere alle stelle. Forse, se da noi la rivoluzione non è ancora scoppiata, è perché non abbiamo abbastanza fame. Lo sdegno (che purtroppo è ancora solo di pochi) non basta.

Probabilmente, in questo momento la preoccupazione dell'italiano medio è che presto dalla Libia arriveranno 300mila rifugiati, questa gente che viene tutta da noi che già stiamo inguaiati a fotterci il posto di lavoro. No, probabilmente l'italiano medio non immagina che il libico sceso in piazza per la sua libertà ha dimostrato di avere più dignità di lui, l'italiano medio che si limita a lamentarsi ma va fiero della sua estraneità alla politica, del fatto che manco più legge il giornale, perché tanto le cose stanno cosi' e cosi' resteranno, amen. 

Io non lo so che pensare, so solo che, ora come ora, di tornare in Italia non ne ho davvero nessuna voglia.

7 commenti:

  1. Gli italiani, o meglio, gli italioti, hanno sempre la capacità di adattarsi al vincitore, correndo in suo soccorso. Quando questo governo cadrà, da solo, per mancanza di forza nelle sue stesse gambe, vedrai in quanti si dissoceranno, scoprendosi di sinistra o almeno di centro. Ma fino ad allora, tocca subircelo. Beata te che sei in un Paese con gli attributi...

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  2. Ah, sei in Italia? Avevo capito fossi in England!
    Presto arriveranno barconi di Egiziani e Libici a insegnarci cos'è la dignità, ne sono sicura...

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  3. Sì, sono in Italia, almeno per una decina d'anni. Mio figlio studia all'Università di Cambridge UK e prima o poi, quando si stabilirà (negli USA? in UK? boh) e noi saremo in pensione, lo seguiremo.

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  4. Sei una mamma in gamba, proprio come la mia... avete capito che per noi figli, al momento, emigrare è una scelta saggia. In bocca al lupo per tuo figlio!

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  5. Cara formichina,
    forse è troppo tardi, ma c'è un libro di Taar ben jalloun sulle crisi nei paesi arabi. Per ora non l'ho ancora comlinciato, visto che la sera, unico momento che ho per leggere, crollo. Appena lo leggero ti diro che ne penso
    Donna allo specchio

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