mercoledì 9 febbraio 2011

Le rocce di Leonardo

Non so per quale motivo, ma domenica sera, mentre mi lavavo il viso, sono tornata indietro di una decina d'anni, sui banchi di scuola. Mi è apparso il viso paffuto di Stella, la mia prof di storia dell'arte. Una zitellona corpulenta sulla quarantina, ma ironica e sognatrice. Era una delle mie prof preferite e ha lasciato il segno: il più tangibile, forse, una bella collezione di volumetti sottili e colorati che ancora occupano una buona parte della libreria di mio fratello e che quando avro' un nido mio e "definitivo" portero' con me.

Mi è tornata in mente Stella e una cosa che ci aveva detto a proposito di Leonardo, cioè che nei quadri di Leonardo sullo sfondo trovano spesso posto delle rocce, che il Genio metteva per simboleggiare il cammino fatto dall'umanità fino a quel momento. E in effetti, se osservate i quadri di Leonardo, tutti hanno in lontananza delle rocce che si stagliano, a volte anche appena tratteggiate. Pensavo alle rocce di Leonardo e mi chiedevo quanto spazio occuperebbero oggi, nel quadro di un Leonardo moderno. Forse sarebbero incredibilmente vicine, "mangiando" buona parte del campo visivo dell'osservatore. Nell'ultimo secolo e mezzo abbiamo "camminato" un po' troppo, direi che abbiamo corso. Bisogna tenere il passo, scoprire, sapere tutto lo scibile, produrre, arrabattarsi, consumare cose, attimi, amori. E io per questo non mi sento per niente figlia del mio tempo. Dovevo nascere nel Rinascimento, ma approfondiro' la questione un altro giorno. Ora non ne ho il tempo...

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