sabato 20 agosto 2016

Sempre quel quadernino a fiori

La studentessa del quadernino a fiori è ricomparsa, ieri, via mail, continuando ad espormi i suoi dubbi circa l'eventualità di cambiare lingua e di quanto la scelta fosse difficile. Le ho risposto con un pezzo di Castaneda, senza aggiungere nulla. Mi ha risposto con una mail fitta fitta, in stile stream of consciousness, come se stesse parlando a una nuova amica che le fa subito sangue. Ne riporto la parte finale:

"Insomma professoressa io non volevo che mi venisse fuori un poema del genere ma se mi metto a scrivere non smetto più. Prenderò una decisione in merito, presto, tardi o troppo tardi che sia, sbaglierò o farò giusto, non si può sapere. Una cosa è certa, affronterò il tutto sempre con la solita curiosità di vedere se ho fatto bene o male (sono molto critica verso me stessa) in base a come proseguo il mio percorso e a quello che mi aspetta nella vita, e imparerò sempre e comunque qualcosa di nuovo. Cercherò di prendere anche questo con lo spirito che mi contraddistingue, ovvero quello di sfruttare ogni minuto e ogni occasione della vita, visto che non mi toglie mai dalla testa nessuno che qua è tutto troppo breve e che bisogna “massimizzare ogni profitto”.
Sicuramente mi permetterò di venirla a trovare a ricevimento non appena mi sarà possibile, per chiederle mille altre cose e soddisfare un po’ la mia sete di conoscenza e la mia infinita curiosità, visto che tutti giorni ho un dubbio nuovo in testa ma senza nessuno con cui poter parlare e da cui ricavare una risposta.

La ringrazio ancora per le bellissime frasi e mi auguro di non averla fatta addormentare con quest’oceano di parole.
Buon fine settimana, a presto, S."

No, bellina, non mi hai fatto addormentare: tu mi hai fatto commuovere come una scema
Guarda un po' se devo perdere la reputazione a causa di un quadernino a fiori...

5 commenti:

  1. A parte la tenerezza che mi fa la povera studentessa che non ha nessuno con cui parlare, penso che dovrebbe concentrarsi sulla lingua italiana invece che sulla francese.

    ---Alex

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    1. Non sono la persona più adatta a giudicare la sua competenza in italiano, visto che ho fortissimi dubbi in primis sulla mia...
      A parte ciò, e sperando che non mi veda come il suo orsetto del cuore, a me lo scambio con questa ragazza (che segue uno a voce cominciato il giorno degli esami, una volta finito) ha fatto immensamente piacere, perché credo che il mio lavoro non sia solo trasmettere dei contenuti, ma anche creare dei legami, accendere il fuoco della curiosità, far venire dei dubbi... e con il gruppo che ho avuto quest'anno mi è riuscito abbastanza bene. Sono queste testimonianze di affetto che ti ripagano dai contratti infami, dai colpi bassi dei colleghi e di veleni vari ed evenutali... e una persona che ti apre il proprio cuore è sempre un dono, non te lo dimenticare.

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  2. Non ho dubbi che da insegnante possa fare piacere instaurare un certo tipo di rapporto con gli studenti.
    E non critico il suo gesto di "aprire a te il suo cuore".
    Mi fanno un po' pena la sua apparente solitudine e la montagna di insicurezze.
    Per l'italiano beh... lascio a chi è più bravo di me che sbaglio i congiuntivi (ed altro).

    ---Alex

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  3. Au final, nomina sunt consequentia rerum: in-segnante, vuoi dire che si pensa che possa lasciare un segno negli studenti. Per questo trovo ridicolo l'entusiasmo per i corsi online che rimuovono ogni connessione umana e riduco l'insegnamento a un trapasso di nozioni.

    Putroppo noto che, forse dovuto al fatto che io sia un docente piuttosto che un insegnante, spesso i miei studenti si limitino a chiedermi quali nozioni debbano sapere per passare l'esame. Lasciamo perdere l'esercizio di spirito critico.

    Sei fortunata a trovare studenti così.

    Bon courage pour la suite!

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  4. Ehilà! Come stai? E il tuo PA? E' da un po' che non ci si sente... :-) Un abbraccio

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