I piccoli mangiaranocchie a scuola seguono un programma di storia essenzialmente incentrato sulla storia di Francia, che comincia dalla mitica frase che ha dato il benvenuto alla materia a generazioni intere: Il y avait très longtemps, leurs ancêtres s'appelaient les Gaulois. Me ne vado un po' per immaginazione, sospettando che altri argomenti fondamentali di storia che i piccoli Francesi toccano sui banchi di scuola siano Carlo Magno, la nascita della nazione Francia, la strage degli Ugonotti, tutti i Luigi, Richelieu, il Re Sole, la Rivoluzione, le due guerre mondiali e le 5 Républiques. Ribadisco, me ne sto andando per un'idea. Diamo pero' per scontato che queste cose i piccoli (e poi grandi) mangiaranocchie le sappiano. Che poi sentano dire dalla loro maestra che Galileo fu condannato a morte e non che mori' tranquillo e beato nel suo letto, beh, si puo' spiegare cosi'.
I piccoli Italiani, invece, hanno dei libri di storia che somigliano a enciclopedie, cominciano dalla preistoria e arrivano ai giorni nostri. Io, da ex piccola Italiana, ricordo che a darmi il benvenuto allo studio della storia era l'uomo delle caverne, la cui vita era cambiata inventando la ruota, scoprendo il fuoco e passando a camminare solo sulle gambe, senza l'ausilio delle braccia. Poi ricordo di aver appreso nozioni su nozioni di popoli lontani: le loro scoperte, il loro modo di vivere, le guerre che si facevano tra di loro. Mi sono ammorbata sulle guerre puniche e il Congresso di Vienna, passando per gli Ittiti e la Controriforma. Alla fine della 5a liceo sono arrivata al pelo a sapere, per grandi linee, com'era andata la Seconda guerra mondiale, spiegatami dal libro e dal prof come un susseguirsi di date e di eventi, di attacchi lanciati e decisioni prese a tavolino tra pochi intimi. Dei partigiani, del 25 aprile, la scuola non mi ha insegnato niente. Quel poco - pochissimo - che so, lo devo agli amici, a mio zio Ciro che mi ha insegnato Bella ciao, a qualche lettura.
Ecco, io credo i programmi scolastici di storia dovrebbero essere svecchiati un pochino, ma un pochino parecchio. Perché non concentrarsi sulla storia del nostro Paese, mantenendo comunque un'attenzione agli altri e agli eventi importanti dei vari secoli? Perché passare 2 mesi sulla Quadruplice Alleanza e non insegnare chi erano i partigiani? Spiegare perché il 25 aprile è segnato in rosso sul calendario?
Ricordare il 25 aprile, insegnarlo a scuola, festeggiarlo ha oggi più senso che mai. Ieri Michele Serra scriveva su Repubblica:
E quindi, buon 25 aprile a voi tutti: che il ricordo della Resistenza ci aiuti a scegliere ogni giorno di lottare per la libertà.

Beh, anche se credo tu sia giovanissima non credo che i programmi di storia siano molto cambiati da quando andavo a scuola io ed a me la Resistenza, Bella Ciao e tutto il resto me lo hanno spiegato ben bene a partire dalle elementari in poi.
RispondiEliminaCredo tu sia stata solo un po' sfortunata con i maestri ed i proff, tutto qui... (ma molto fortunata per tuo zio Ciro!)
---Alex
dici? boh, forse è anche una questione geografica... ad ogni modo, credo che i programmi scolastici di storia abbiano la pretesa di voler fare troppo di tutto, togliendo spazio a cose per noi più importanti. si', zio Ciro è un grande, è il mio zio preferito! (e Bella ciao è la prima canzone che ho imparato)
EliminaSecondo me ha ragione formichina, ci vorrebbe un bel ringiovanimento dei programmmi scolastici. Non in tutte le scuole si studiava la Resistenza, da me si saltava quasi pure il fascismo (per par condiscio, va), ma io non faccio testo: scuola cattolica. In famiglia si diceva ben poco, nonostante sia lontana parente acquisita di uno dei padri della costituzione per una cara zia che adesso non c'è più. Giustamente, quando ho cominciato a frequentare di più questa zia, ho conosciuto il lato sinistrorso della famiglia (al quale aderivo anche prima, tra l'altro) e, anche storie sulla resistenza e la lotta partigiana, alla quale lei aveva partecipato.
RispondiEliminaDonna allo specchio
Almeno tu ci sei arrivata alla seconda guerra mondiale, io sono sempre arrivata alla fine dell'anno a far le corse per finire almeno la prima :-/
RispondiEliminaBuon 25 aprile anche a te, dalle terre nordiche.
wow, sei prof di storia? :)
EliminaNo, ignorantissima in storia direi o_O
Eliminama sei sicura? perché quando ho fatto io il liceo, ed era il 1998, il ministero ha cambiato i programmi e il programma dell'ultimo anno di liceo era soltanto il Novecento. E io in quinta ho fatto solo il Novecento, arrivando agli anni Settanta. Nel 1998. Credevo che questa storia che al liceo si arriva solo alla prima guerra mondiale fosse una storia da secolo scorso...
RispondiEliminapoi vabbè, non farò testo neanche io ma di Resistenza e partigiani ho sentito parlare ininterrottamente dalle elementari, e forse il problema poteva essere proprio quello...
E' ormai tardi per augurarti buon 25 aprile, buon 26 comunque ;-) ma tornando al quesito che poni, ebbene sì, credo che i programmi di Storia li abbiano già rivisti nel senso che dici tu.
RispondiEliminaavete ragione entrambi, stasera parlando con un mio amico aspirante storico mi ha parlato dei cambi nei programmi negli anni '90, probabilmente è un problema di prof... io mi ricordo che in quinta siamo arrivati alla seconda guerra mondiale dopo che in quarta eravamo stati due mesi sul congresso di Vienna...
Eliminae probabilmente -ma questa è un'idea mia- credo che al Sud l'insegnamento della Resistenza sia meno sentito che da voi: mai fatta neppure alle elementari.
ad ogni modo, l'insegnamento della storia in Italia è ancora troppo nozionistico...
Buon 25 aprile SEMPRE!
RispondiEliminaSecondo te i franciosi della tua età sanno davvero chi era Petain? e poi, siamo proprio sicuri che senza capire l'Asia e la Grecia antiche possiamo davvero capire l'Europa? Guarda che poi il risultato è il Terrore...
RispondiEliminama io non ho detto che bisogna sopprimerli... solo: è davvero necessario dilungarsi cosi' tanto, sapere che magnavano e facevano delle loro giornate? suvvia... non siamo esagerati!
EliminaCaro/a M.,
Eliminanon so i diciottenni, ma i 30/40enni in Francia sanno chi è Petain, anche se ho riscontrato in alcuni una voglia di dimenticare perchè è comunque stato un periodo doloroso, in cui il paese era diviso ed in cui si sono fatte molte delazioni
donna allo specchio