sabato 23 febbraio 2013

Perché NON voterò il Movimento 5 Stelle

Mentre scrivo queste righe, piazza S. Giovanni a Roma, quella piazza, è invasa dal comizio di Beppe Grillo e del suo Movimento 5 Stelle. Ho già scritto sull'argomento, ma lo rifarò. A meno di due giorni dalle elezioni, mi sembra necessario farlo, tanto più che nel frattempo sono tornata su feisbuc e mi sono fatta un'idea ancora più chiara della cosa (a questo proposito, vi invito a leggere questo).
Per non fare la parte del Bastian contrario a priori, sono andata a cercarmi il programma del M5S. Ecco, parliamone. In tutto fa meno di 20 pagine: mi sembra un po' pochino, ma su questo potrei anche sorvolare se quella ventina di pagine mi avesse soddisfatta. E invece...
Allora, il programma dei grillini è articolato in 7 punti: Stato e cittadini, Energia, Informazione, Economia, Trasporti, Salute, Istruzione. La parola lavoro non compare fra questi punti, così come non compaiono le parole diritti e parità. In compenso ho contato almeno 30 volte internet e on line. Due cose in particolare mi hanno lasciata estremamente perplessa. La prima alla sezione Energia, in cui si propone di ridurre gli sprechi energetici calcolando il fabbisogno energetico nazionale sulla base dei consumi della provincia di Bolzano. Ora, se è vero che la provincia di Bolzano è la più estesa d'Italia, è anche vero che conta appena mezzo milione di abitanti, a differenza per esempio della provincia di Napoli (che credo sia invece la più piccola dello Stivale) che di abitanti ne ha più di 3 milioni... Come la mettiamo? La seconda è alla sezione Informazione, dove leggo: "L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche." Scritto da uno che non sa cosa sia il confronto, mi rassicura, non c'è che dire. E poi altre varie amenità, tra cui: abolizione del valore legale del titolo di studio. Ma perché? Cosa significa? Oppure allineamento delle tariffe italiane della telefonia mobile alle tariffe europee: lo sanno che se si ha una sim ricaricabile (e non un abbonamento, molti dei quali con un impegno minimo di un anno) il cellulare all'estero - almeno in Francia - costa molto di più che in Italia? E potrei continuare... Ma al di là di questo, sono davvero queste le cose di cui l'Italia ha bisogno? Queste le cose per cui 800.000 persone sono in piazza S. Giovanni a osannare uno che predica la politica dell'urlo e del qualunquismo? Che ha fatto campagna elettorale insultando gli altri, rifiutando qualsiasi confronto? Pubblicando bufale su bufale su internet?
Non posso tollerare che si spieghi il fenomeno con la formula di "democrazia partecipata": la democrazia è - o quantomeno dovrebbe essere - partecipata per sua definizione. Dov'erano queste 800.000 persone negli ultimi 20 anni? Sono andate a votare quando dovevano farlo? Hanno mai cercato di guardare oltre, andando a un dibattito, a un incontro organizzato da un'associazione, da un partito? Hanno mai sfogliato un giornale o guardato un programma in tv che li informasse sulla vita in un paese straniero, per esempio, o le loro idee se le sono fatte per sentito dire?
Dove sono state queste persone negli ultimi 20 anni, mentre l'Italia andava a rotoli? Cosa hanno fatto, oltre a dire "fanno tutti schifo"?
Personalmente, non ho mai avuto la tessera di un partito, ma questo non mi ha mai impedito di esercitare la mia partecipazione alla democrazia.

A queste elezioni voterò SEL, Sinistra Ecologia e Libertà. A dispetto di quanto vogliono farci credere, le ideologie non sono morte. Io mi definisco un'elettrice di sinistra, perché credo che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge e che quindi abbiano gli stessi diritti. Perché credo che tutti abbiano diritto a un'istruzione e una sanità pubblica. Perché credo che il lavoro sia un valore sacro. Perché, anche se sono cattolica, credo che uno stato debba essere laico. Perché credo che sia arrivato il momento di smetterla con lo scempio ambientale e cominciare a promuovere ed attuare una politica che rispetti la natura, che privilegi l'energia pulita.
Concludo con le parole di un amico, N. F., che farà la mia stessa scelta ed è stato più bravo di me ad esprimerla:
"Sui social network, ed in particolare su fb, si assiste ad un triste gioco che consiste nel spiegare agli altri perché non votare quel partito o quel movimento e raramente qualcuno prova a spiegare le motivazione della propria scelta.
Cerco, con questo mio intervento di essere uno di questi ultimi.Le prossime elezioni cadono forse nel peggiore momento economico e sociale che l’Italia abbia mai conosciuto dal dopoguerra: livelli di povertà mai visti negli ultimi decenni, un’intera generazione senza prospettive concrete, rottura del patto tra generazioni, crisi del welfare e chi più ne ha più ne metta.
Una crisi talmente profonda che nessuno degli schieramenti in campo oggi può garantirne il superamento nell’arco di una legislatura. In questi momenti di disorientamento generale l’italica gente ha sempre premiato il populista di turno (Mussolini, Berlusconi, Bossi, ect) ed il rischio che questo orientamento prevalga anche in questa tornata elettorale a mio avviso è molto concreto.
Scelgo SEL per provare a ricostruire, nel paese elementi di solidarietà e giustizia sociale, per restituire centralità e dignità al lavoro, per riaffermare e garantire i diritti delle persone, per provare ad uscire dalla crisi attraverso una modifica profonda del modello di sviluppo.
So che molti compagni e amici pur condividendo l’analisi hanno fatto scelte politiche diverse, ma credo che l’unica scelta possibile (chiaramente tutta da verificare) è votare l’unico schieramento in grado di poter vincere le elezioni del 24-25 febbraio, quello il cui leader è Bersani e far aumentare il peso specifico della parte più a sinistra dello schieramento. 
Citando Ingrao, solo una vittoria netta del centrosinistra può creare le condizioni perché le lotte non esprimano solo rabbia, ma si traducano in cambiamenti concreti. Indignarsi non basta: bisogna scegliere."


8 commenti:

  1. Completamente d'accordo!! non avrei potuto esprimermi meglio
    Das

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  2. Spero che vinca la forza degli ideali!

    Grazie Rosa

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  3. Ciao. Sicuramente c’è stato qualche problemino con il copia/incolla: il testo citato ripete, alla fine, le stesse frasi due volte.

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  4. Io ho votato i DS, che di SEL sono alleati leali, e le abbiamo prese di santa ragione, tutte e due. :-(

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  5. Bel post formichina, grazie. Avrei votato anche io SEL, ma ho dovuto adattarmi e scegliere quello piu' vicino, siccome noi italiani all'estero non avevamo le stesse opzioni da votare. :(

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  6. Io questo Paese non lo capisco più, se mai l'ho capito. Gli italiani (con la minuscola) amano gli imbonitori, i sedicenti uomini della provvidenza e hanno quello che si meritano, ma che gli Italiani (con la maiusola) non meritano. La soluzione qual è, la guerra civile? Manco siamo buoni a farla. A questo punto ci vuole l'intervento del padreterno in persona!
    P.s. Bellissimo post!

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